Frammenti di Roma

Non è un indiretto e subdolo richiamo alla sezione Frammenti di luce, nossignori: è solo la descrizione di alcuni momenti di Roma che mi hanno colpito in questi giorni.
Anzitutto, il Colosseo all’imbrunire, quando è praticamente buio ed è già illuminato artificialmente, ma non ancora immerso nel ventre nero della notte.
La metro A sorvegliata alle 8 da due poliziotti per banchina, misto di sollievo e angoscia. Non farò allarmismi, ma è un clima estenuante. Mi sono trovato -senza volerlo- ad essere di volta in volta sollevato o preoccupato leggendo il giornale, a seconda del fatto che mi accorgessi di una “smentita ufficiale” da parte di qualche Ministro circa la possibilità di attentati in Italia o che leggessi rivendicazioni degli attentati di Madrid (alle vittime e alle loro famiglie va un mio -forse inutile- pensiero di profondo rispetto).
L’incredibile numero di handicappati che popolano l’Urbe, stando quantomeno al “permesso al parcheggio per portatori di handicap” arancione che vedo esposto in maniera diffusissima nei parabrezza delle auto in sosta. Eppure in giro vedo solo persone in salute…
Le fottute gite scolastiche che rincasano alle 3 del mattino nell’albergo mio dirimpettaio urlanti grida ubriache.
Il dover vestirsi, uscire, andare fino in farmacia (e ritorno) per comprarsi del filo interdentale, perchè la mia mania di rosicchiarmi le unghie ogni tanto si fa viva, e mi si era incastrato un pezzettino fra il 5° e il 6° inferiore (anni e anni passati dal dentista han fatto di me un quasi perfetto igienista assistente).

“Straniero, tu non vedrai mai cosa più grande di Roma”.