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    Ogni lasciata è guadagnata

    29 06 2004 di Francesco Minciotti

    Ho passato un compleanno fantastico, con una festa a sorpresa organizzatami dagli amici; un’ulteriore dimostrazione del loro affetto nei miei confronti che mi ha riempito di gioia. E’ stata un’emozione stupenda: in tutta la mia vita quella è stata la mia prima festa a sorpresa.

    E ora vi racconto una storiella: l’altro ieri mi stavo facendo il mio solito giro in bici, quando son passato di fronte ad una piazzola di sosta; qualcuno, visto lo stato di penoso degrado in cui versava il luogo (rifiuti OVUNQUE), ha ben pensato di affiggere un cartello con su scritto:
    “Siamo quello che lasciamo”.
    Non è forse vero? E questo va ben oltre la spazzatura. Cos’altro possiamo essere, dato l’attributo della mortalità che è ontologicamente proprio dell’uomo, o meglio della vita stessa?
    Pensavo a quale triste destino possa toccare a chi ha voglia di essere ricordato: messo con le spalle al muro dall’esigenza di produrre qualcosa che, una volta lasciato, permetterà all’umanità futura di ricordarsi di quel piccolo solo uomo che ha sì tanto penato per farsi ricordare.
    Ho pensato che sicuramente Layne Staley sarà ricordato, ha lasciato così tanto: chi può dimenticare la sua voce di clarinetto? Chi può dimenticare il loro unplugged per MTV? Chi può dimenticare “Long gone day”?

    Se qualcuno tra voi ambisce ad essere ricordato, che si impegni fin da ora a lasciare qualcosa di speciale; il mondo è pieno di mediocri.
    Quanto a me, vorrei esser ricordato bene, altrimenti dimenticato.

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  • This is the end…

    25 06 2004 di Francesco Minciotti

    Finalmente, qualcuno che mi dà definitivamente ragione sulla questione: riporto da un flash Ansa di stamane:

    Euro 2004: “Danimarca-Svezia combattuta, niente inchiesta” [...] William Gaillard, portavoce dell’UEFA, chiarisce oggi a Lisbona che l’organizzazione del calcio europeo non aprira’ alcuna inchiesta sul 2-2 piu’ annunciato degli Europei, definendolo ”una partita vera” [...]

    Fonte: Ansa 25/6/2004

    O forse vogliamo credere che l’immane complotto abbia inglobato anche William Gaillard, magari perché aveva un nonno danese e un vicino di casa svedese?

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  • Si aprono le danze

    22 06 2004 di Francesco Minciotti

    Chi balla da solo?
    Misà che il lento con la scopa se lo becca Tosatti, altro giornalista di regime: ho letto qua e là stamani, e l’unico che si esprime in termini di “grande intrigo globale alle spalle dell’Italia” è Giorgione. Leggete qua:

    Addio Europei, come previsto. Svezia e Danimarca confezionano un bel 2-2 alla faccia di chi crede ancora alle favole e a Babbo Natale, al fair play delle genti nordiche, alla loro immarcescibile lealtà, al loro senso etico tanto più sviluppato del nostro, cattivi e ladri

    Iniziamo con una sentenza d’appello, irrevocabile quanto certa. Per Tosatti è sicuro che si siano accordati, nonostante tutto lasci pensare al contrario (Gazzetta dello Sport, per esempio).

    Così dopo 25 anni spunta il quarto 2-2 nelle 97 partite fra loro; magari sarà casuale, magari siamo degli inguaribili sospettosi (qualcuno lo dirà, statene certi) a considerarlo il frutto di un’accorata regia, con il gol del finale.

    Eh no, caro mio; a sostenere la tesi del complotto sei rimasto solo. Io la partita non l’ho vista, e non posso giurare che non ci sia stato; ma dai pochi highlights che ho potuto visionare certamente non m’è sembrata partita accordata.
    La verità è che loro correvano, e di brutto anche; l’Italia no, ed è giusto che vada a casa.
    Un pò di onore e di onestà, grazie.

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  • Telecom, vergogna infinita

    21 06 2004 di Francesco Minciotti

    E’ lunedì, nuova settimana; una settimana particolare, mi avvicina al mio compleanno (per quelli che volessero farmi gli auguri, è il 26 giugno)!
    Devo farmi un regalo (leggasi: i miei genitori mi han detto: < >): dopo eoni di riflessioni, ho optato per un nuovo cordless e una sveglia con proiettore luminoso dell’ora.
    A che livelli porta il consumismo, eh? :)

    Un nuovo cordless, ho detto poc’anzi: già, ma quale?
    Ho cercato in lungo e in largo, stasera andrò in un buon supermercato, ho setacciato internet; forse mi prenderò il nuovo cordless Telecom Aladino.
    So che sembra un suicidio comprare un prodotto Telecom; ma questo sembra esser fatto con perizia.
    Un unico dubbio mi assale: è compatibile con la centralina telefonica PBX che ho a casa? Perché molti telefoni con essa non funzionano (dà quasi più problemi che servizi).

    Chi chiamare? Ma il nostro mitico 187, ovvio!
    Fatti i soliti venti minuti d’attesa, con l’irritante voce di Costanzo che mi suggerisce di “stupire i tuoi amici con una suoneria speciale: costa solo 2 euro!”, finalmente riesco a parlare con un “operatore”.
    Che tragedia.
    Riporterò solo la telefonata, così come si è svolta: è abbastanza -come dicono gli inglesi- self-explanatory.

    Francesco: “Buongiorno, vorrei un’informazione sul nuovo cordless Aladino: supporta i centralini PBX?”
    Tecnico Telecom: “Che?”
    F.: “I centralini telefonici da appartamento”
    T.T.: “Eh…(Silenzio) è un telefono da appartamento, certo…”
    F.: “No perché sa, se lo supporta spesso nelle schede tecniche lo specificano, altrimenti generalmente non lo supporta”
    T.T.: “(Silenzio/em>) Eh, boh…”
    F.: “Ho visto che sul sito Telecom c’è la possibilità di acquistarlo online; c’è sempre in quel caso il diritto di recesso, vero?”
    T.T.: “(Silenzio) Ehm, recesso…7 giorni…misà”

    E qui si è conclusa la telefonata, tra il comico e il tragico.

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  • Veggente?

    19 06 2004 di Francesco Minciotti

    Dal post citazioni citabili, di Martedì 15/6:

    C.V.D., di nuovo come a tutti i campionati torneremo a fare complicati calcoli di media inglese per cercare di passare il girone come “miglior terza” o come nazionale vincitrice del “premio simpatia”.

    Ditemi voi ora se non sono un veggente…d’altronde poco ci vuole a capirlo quando Trapattoni (il sommo incapace), con un vantaggio di misura, a 20 minuti dalla fine della partita, cambia due attaccanti con due difensori. A quel punto, dopo mille bestemmie di tutti, il mio amico Mario dice:

    Grazie brutto cretino! Ora, disgraziatamente ci segnano, chi è che prova a fare gol di noi, Buffon?!

    Aveva terribilmente ragione.
    Vero è che il gol di Ibrahimovic ha del miracoloso e del non-cercato assolutamente, ma bisogna prevederle tutte.
    Voglio la testa di Trapattoni.
    E dire che si giocava così tanto bene senza Totti…

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  • Maledicta iacto!

    18 06 2004 di Francesco Minciotti

    Mark Romanek è nato per rovinarmi il sonno.

    E’ questa l’unica spiegazione plausibile dopo aver visto One Hour Photo (di cui il Romanek è regista e sceneggiatore).
    Odio quei film con il finale controverso e misterioso (vedasi Shining, tanto per citarne uno); mi fanno sentire stupido perché penso sempre che in realtà il finale sia di facile comprensione, e io inetto che non lo capisco.
    Ho letto vari forum con tanto di spiegazioni (o meglio, interpretazioni personali), ma sono spesso contraddittori, anche se con spunti lucidissimi ed intuitivi; mi sono meravigliato di come ci possano essere delle persone (normali spettatori, non professionisti del settore) che riescono a godere dei film così tanto profondamente.
    Ma non mi sono ancora messo l’animo in pace circa quel fottutissimo finale.

    Suppongo che, come ogni volta, dovrò riguardarlo e cercare di capirlo meglio; e come (quasi) ogni volta succede, mi troverò con almeno un paio di dubbi in più :)
    Non mi rimane altro da dire se non lodare la sublime interpretazione di Robin Williams, nell’inedito ruolo del cattivo, anche se sui generis, e l’ottimo lavoro del Romanek regista (un paio di sequenze e due inquadrature divine), senza disprezzare il Romanek sceneggiatore, il quale ha creato un personaggio da antologia, che annovero tra i migliori cattivi della cinematografia, insieme ad Hannibal Lecter, Jack Torrence e l’agente Smith di Matrix, anche se è un cattivo per il quale si parteggia, in quanto vittima anch’egli.

    Vedetelo, vedetelo, vedetelo!

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    18 06 2004 di Francesco Minciotti

    Mark Romanek è nato per rovinarmi il sonno.

    E’ questa l’unica spiegazione plausibile dopo aver visto One Hour Photo (di cui il Romanek è regista e sceneggiatore).
    Odio quei film con il finale controverso e misterioso (vedasi Shining, tanto per citarne uno); mi fanno sentire stupido perché penso sempre che in realtà il finale sia di facile comprensione, e io inetto che non lo capisco.
    Ho letto vari forum con tanto di spiegazioni (o meglio, interpretazioni personali), ma sono spesso contraddittori, anche se con spunti lucidissimi ed intuitivi; mi sono meravigliato di come ci possano essere delle persone (normali spettatori, non professionisti del settore) che riescono a godere dei film così tanto profondamente.
    Ma non mi sono ancora messo l’animo in pace circa quel fottutissimo finale.

    Suppongo che, come ogni volta, dovrò riguardarlo e cercare di capirlo meglio; e come (quasi) ogni volta succede, mi troverò con almeno un paio di dubbi in più :)
    Non mi rimane altro da dire se non lodare la sublime interpretazione di Robin Williams, nell’inedito ruolo del cattivo, anche se sui generis, e l’ottimo lavoro del Romanek regista (un paio di sequenze e due inquadrature divine), senza disprezzare il Romanek sceneggiatore, il quale ha creato un personaggio da antologia, che annovero tra i migliori cattivi della cinematografia, insieme ad Hannibal Lecter, Jack Torrence e l’agente Smith di Matrix, anche se è un cattivo per il quale si parteggia, in quanto vittima anch’egli.

    Vedetelo, vedetelo, vedetelo!

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  • Ho un sassolino nella scarpa…

    17 06 2004 di Francesco Minciotti

    …che mi fa tanto tanto male, ahi!

    Bene, è ora che me lo tolga: l’Italia ha avuto quel che si meritava.
    E non solo l’Italia intesa come squadra, ma anche come popolo. Vedremo ora chi continuerà ad idolatrare questi calciatori che sembrano pupi viziati; vedremo chi comprerà ancora magliette, gadget e ammennicoli vari arricchendo spropositatamente le già pingui tasche di questi artisti (?) del calcio, diventati divi spocchiosi e arroganti.
    Scendere dal piedistallo, please!
    Non per fare vetero-retorica, ma i calciatori un tempo anelavano a giocare in Nazionale; rinunciavano alle partite di club, perfino!, perché le competizioni internazionali fra nazionali hanno (avevano?) ben altra caratura e prestigio di quelle riservate ai club.
    Oggi tutto questo non conta più, e gli appassionati (non io, semplice osservatore) rimangono delusi e schifati dal comportamento dei convocati.
    Cito sempre qualche frase dei miei amici, quale elemento immancabile durante la visione delle partite della Nazionale:

    Riflettete: l’Italia sta perdendo (prima del gol di Perrotta, NdF) con la Bulgaria, una squadra che ha 0 punti, 7 gol subiti e 0 fatti in due partite con la Svezia e la Danimarca.

    Materazzi commetterà un fallo da rigore, se non due!.

    Meglio uscire ora che farsi umiliare dalla Repubblica Ceca ai quarti.

    (sull’1-1) Vai Trap, difendiamo il risultato!, tutti in difesa!.

    E così via.

    Mi vedo invece stupito nel rimarcare l’onesta intellettuale di Sandreani, il quale mi ha stupito in due passaggi, e segnatamente:

    L’Italia in questo primo tempo dovrebbe arrossire; avrebbe dovuto fare la partita e invece ha subito.

    (cambio, esce Materazzi) …e finalmente esce Materazzi.

    Discorso inverso per il comportamento di Enrico Varriale: la sua intervista a Trapattoni (teniamo duro, tra poco verrà cacciato a pedate nel culo come merita) è propria delle televisioni dittatoriali, volte ad assecondare e glorificare il potere:

    Beh Giovanni (Trap, NdF), questo 2-2 tra Svezia e Danimarca, che tutti dicevano che non ci sarebbe dovuto essere c’è stato: io onestamente non ho visto la partita, ma…

    .
    Come dire: condanniamo non solo senza prove, ma senza neanche sapere di cosa si stia parlando. Ciance a vanvera!
    Vorrò ridere domani nel leggere le testate giornalistiche sportive: se solo si azzarderanno a tentare una timida difesa della squadra e/o dell’allenatore andrò ad uccidere i direttori. Chi vuol venire alzi la mano.
    E se poi qualche scellerato si azzarderà a contestare il 2-2 tra Svezia e Danimarca, posto che non vi siano complotti evidenti, dimostrerà di avere memoria corta: ricordate gli ultimi dieci o venti minuti della partita Italia-Messico dei mondiali 2002? Giocarono a torello per mantere il risultato, vantaggioso per entrambe le formazioni.
    Io non incrimino questa modalità di gioco, in quanto non vietata (anche se moralmente un pò avvilente). Solamente, mi aspetto che ci sia abbastanza onestà da parte di chicchessia tale da riconoscere la legittimità del risultato di Svezia-Danimarca.
    Arrivederci a Germania 2006!

    P.S.: lo prendo senza Trapattoni e con tanto ghiaccio, grazie.

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  • Citazioni citabili

    15 06 2004 di Francesco Minciotti

    Sono sempre stato convinto che se qualcuno mettesse un microfono nel salotto dove io e i miei amici usiamo vedere le partite di europei e mondiali da ormai 10 anni, morirebbe dalle risate, quanto o addirittura più che se sentisse il commento della Gialappa’s.
    Tanto per farvi render conto dei momenti assurdi che si vengono a creare, vi cito qualche perla di cui si sono resi protagonisti:

    “Ma dove cazzo va Totti con quei capelli da idiota?”
    “Vuole imitare Baggio e Beckham, cominciando dalla testa”
    “Bene; perché non comincia dai piedi allora?”

    Si è poi passati a commentare -come di consueto- la bellezza dei calciatori (con Luca che difende la fisionomia di Totti e Marco ed io che la insultiamo):

    “Certo che farsi così brutto…è una sciagura!”
    “Ma dai, non vedi che non è male?”
    “Il problema è che con questa pettinatura si scopre troppo il viso che, essendo orribile, lo rende brutto…prima almeno con i capelli lunghi si copriva e risultava accettabile!”
    “Beh vabbeh, vediamo la partita che io non perdo tempo con voi che non capite la bellezza”

    Al che Luca (strenuo difensore di Totti), dopo un paragone con Beckham, dice:

    “Lo vuoi sapere qual è la differenza tra Totti e Beckham? La vuoi sapere, eh, beh ora te la dico!”
    “No, te lo dico io: Beckham sa giocare a calcio e Totti no”

    Poi, come di rito, insulti a iosa verso Trapattoni, reo di non aver portato il Divin Codino agli Europei, e verso Del Piero, di essere scandaloso come sempre.
    Verso la fine, la punizione di Totti:

    “Vediamo se riesce ad imitare Zidane”
    Parte Totti, tiro a girare 20mt sopra la traversa.
    “(Rassegnato, scuote la testa) …E’ proprio stronzo”

    A fine partita, dandoci appuntamento per venerdì ci siamo lasciati con una frase di speranza calcolatrice:

    “A ’sto punto ci vorrebbe che Svezia-Bulgaria finisse 0-0″

    SVEZIA-BULGARIA 5-0
    La Svezia ha battuto la Bulgaria 5-0 nella prima giornata del girone C, lo stesso dell’Italia, degli Europei 2004. La formazione di Soderberg ha dominato la gara andando a segno al 32′ con Ljungberg. Le altre reti sono arrivate tutte nella ripresa. Al 57′ e’ stato Larsson a siglare il raddoppio in tuffo. Al 58′ la doppietta del numero 11, ma di piatto sinistro. Al 78′ Ibrahimovic ha insaccato dal dischetto e sullo scadere, al 91′, Allback ha segnato il definitivo 5-0.

    C.V.D., di nuovo come a tutti i campionati torneremo a fare complicati calcoli di media inglese per cercare di passare il girone come “miglior terza” o come nazionale vincitrice del “premio simpatia”.

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  • Similitudini grottesche /2

    13 06 2004 di Francesco Minciotti

    Ecco il testo di un’email che mi è arrivata stamani:

    mitt: DANIEL PAUL SILENZI
    Ciao,
    Mi chiamo Daniel Silenzi, da stati uniti. Ho avere tre anni di classe italiano. Io ho dicianove anni, mio italiano poco bene. La mia sorella Kim parla italiano migliore. Sono curioso se siamo relativi. Il mio nonno grande immigrated qui circa 70 anni fa. Il mio ultimo nome era originalmente silenzio. Ha fatto il vostro ultimo nome mai hanno la o all’estremit? Parlate affatto inglese?
    ciao,
    Dan

    Troppo forte :) gli ho risposto spiegandogli l’equivoco, speriamo si faccia vivo nuovamente :)

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