E’ vero che sto preparando diritto del lavoro, e ho un po’ di cazzi miei da sbrigare, e perciò quindi non aggiorno molto (anche se voi, cari mujahedin, non mi deludete mai in quanto a visite!) : ma quando è troppo è troppo.
Iniziamo con il pazzesco verdetto della Corte Costituzionale sull’inammissibilità del quesito referendario sulla procreazione assistita promosso dai Radicali: quello che prevedeva l’abrogazione totale.
E’ bene dire che la stessa Corte ha ritenuto al contrario ammissibili i rimanenti 4 quesiti, che chiedono l’abrogazione di quattro punti cardine della legge (eliminare i limiti alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni, eliminare l’obbligo di impianto di tre embrioni, cancellare i diritti del concepito, eliminare il divieto di fecondazione eterologa, qui amplius); tuttavia era auspicabilissima - dal mio punto di vista - l’abrogazione totale della legge. E poi, perché no, emanarne una nuova, seria, che regolamenti in maniera veramente laica e libertaria (e non clericale e liberticida) tutta la faccenda.
Qui si parla di diritti delle coppie ad avere figli, ai malati di Parkinson a poter camminare di nuovo: mi ricordo di quando mio nonno, che è stato malato per 22 anni di quel fottuto male, mi diceva: “Sai, mi sono proprio rotto i coglioni di non poter fare quello che voglio; di non poter prendere il bicchiere in mano e decidere di bere quando ho sete; di non potermi alzare e andare a fare una passeggiata; di non poter cambiare canale alla tv quando non mi piace quello che sto guardando”.
E s’era pure rotto il cazzo di pregare, ché tanto Dio mica s’è mai visto da quelle parti…
Quando penso al fatto che la ricerca potrebbe aiutare tutte quelle persone che, come lui, sono inchiodate dal proprio corpo, mentre la mente resta lucida (la peggiore prigione), non riesco ad concepire come l’ideologia di taluni possa diventare la regola di tutti: come dice bene la Bonino, tra “io non lo farei”, e “tu non lo devi fare” ce ne corre. Perché la volontà di qualcuno di non ricorrere alla fecondazione assistita, alla ricerca sugli embrioni deve estendersi e diventare divieto di tutti?
E così, tra frizzi e lazzi di divertiti imbecilli, si aspetta la sentenza che deve spiegarci i motivi di diritto per i quali il quesito è stato ritenuto inammissibile. Certo, parlare prima di conoscere è da stupidi, però più volte ho letto le parole di insigni costituzionalisti che sostenevano che non c’era da preoccuparsi, che i quesiti sarebbero stati tutti agevolmente giudicati ammissibili, che erano ferrati dal punto di vista del diritto; insomma, mi ero tranquillizzato. Mai rimanere troppo placidi, che poi le padellate in faccia fanno ancora più male.
Aspettiamo: poi leggeremo e commenteremo.
E poi, quando sarà il momento, tutti a votare e a far vedere al Governo che gli italiani non ci stanno.
A tal proposito, come è (in)degno del clero Cattolico, eccoli tutti pronti, lancia in resta, ad ammonire i cittadini sul voto dei referendum: essendo un problema laico, sono i laici che devono pronunciarsi in merito. Non ha capito il cardinale, che non deve impicciarsi in materia. Torni ad occuparsi di miracoli e compagnia bella, a noi non serve, e -soprattutto- non deve illudersi che ci serva.
È però doveroso per noi - ha concluso Ruini - esprimerci con sincerità e chiarezza, anche in questa materia, e siamo interiormente sostenuti dalla coscienza di adempiere alla nostra missione e di operare per il bene concreto delle persone, delle famiglie e del corpo sociale
E dài!, non ci siamo, mio buon porporato: il corpo sociale è questione terrena, secolare. Ci provate sempre, ad ingerire negli affari di Stato, eh?
Io veramente non so più che dire: sembra che si sentano veramente legittimati a poter parlare e pontificare in merito: non hanno capito che “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”?
Io sono democratico, concedo la parola a tutti quelli che hanno diritto di parlare: le confessioni religiose, in questo caso, non hanno tale diritto.
Non se lo arroghino, please.