Nella mia vita ho avuto (finora) la fortuna di poter visitare a più riprese gli USA, anche in virtù del fatto che lì vivono alcuni parenti. Tutto ciò mi ha permesso di vivere per qualche tempo American-way, cioè a dire alla maniera americana. E, di conseguenza, di imparare molto sulla vita dell’americano medio, comprendendo quindi la cosa più importante di tutti gli Stati Uniti: la TV.
Checché ne dicano i famigerati socio-psico-massmediologi e altri saltimbanchi di tale risma, la televisione per l’americano medio è più di un passatempo, di un sistema di informazione: è uno status-symbol, un lavoro part-time, finanche una religione, nel senso lato del termine.
In America hanno la TV via cavo da eoni; qui da noi, il digitale arrivò nella seconda metà degli anni ‘90, e solamente da pochi(ssimi) anni è diventato alla portata di tutti; non voglio esagerare, ma forse non lo è ancora. Là avevano nel ‘96 anche adsl; qui da noi, comparve nel 2000 ed era a carbone; ma questo è un altro discorso.
Tornando alla TV, avendo qualcosa come 800 canali, potete capire come si possa trovare di tutto: certo, questo post scritto nel 2005 riesce a stupire molto poco; ma quando raccontavo ai miei amici (nel 1996 e nel 2001) della TV americana, qualcuno stentava a crederci.
Avendo 800 canali, dicevo poc’anzi, ci si poteva trovare qualunque cosa: dai telegiornali, al weather channel, al telegiornale della borsa, via via verso il fondo del barile del gusto, passando per i film, i documentari, lo sport e stravaganti campionati americani di forza: sono questi strani agoni di animaluomini pompati e cattivissimi che devono, ad es., portare a spalle una barca dal bagnasciuga alla torretta dei baywatchers (famoso luogo di culto della religione made in USA); oppure fare una rampa di scale con un peso da 250kg, o ribaltare un automobile, e così via, incamminando l’immaginazione del grottesco ad maiora semper.
Altro esempio: il wrestling. La cosa che mi ha sempre affascinato, fin da piccolo (quando imperversavano battaglie dottrinali tra amici sul fatto se fossero combattimenti veri o finti, avendo qualcuno fin da allora arguito la terribile verità), è la folla oceanica di spettatori, per vedere due o più animaluomini che si umiliano vicendevolmente.
Ravanando ancora nel torbido dell’intelligenza umana, ecco, proprio qui, nell’habitat televisivo proprio dell’americano medio panzabirresco si trova l’oggetto di questo post: il famigerato Visto in TV.
Interroghiamoci: cosa vuol dire questa frase? Semplicemente che il prodotto pubblicizzato è stato presentato anche in TV. Ok, ma cosa significa veramente?, cosa vuole significare? Che, essendone stata fatta pubblicità in televisione, questo dovrebbe garantire al prodotto in questione un’aura di prodotto meraviglioso, sicuramente funzionante, eccellente e di buon gusto. Corollario di questa teoria è che ciò che passa in TV assume un crisma di eccellenza per il solo fatto di essere stata ivi pubblicizzata.
Quindi, come si può agevolmente considerare, la TV in America ha una funzione trascendente: in questo modo, diventa un’altare che comunica con dio, che possiede il dogma dell’infallibilità: ciò che è stato visto in TV (seen in TV!, spesso con più punti esclamativi, alla faccia della sintattica) assume per ciò stesso una garanzia, come se la reclame in televisione fosse un sigillo di qualità, rendesse il prodotto un D.O.C.; un D.O.TV., per meglio dire.
Il tragico a questo punto, avendo assodato cosa voglia veramente significare il “visto in TV”, è che è stato importato anche in Italia: le prime volte ho avuto il dolore di vederlo su giornaletti tipo TV sorrisi e canzoni, segnatamente sovraimpresso alle pubblicità degli elevatori a sedia per gli anziani che non riescono più a fare le scale: Visto in TV!!!, urla la pubblicità. Poi, il germe ha iniziato ad endemizzarsi nelle pubblicità dei film allegati con Panorama: ed è da lì che è promanata la mia volontà di fissare sul nostro sito preferito, cari miei mujahedin, questa orribile verità: perché chi mi conosce lo sa, toccatemi tutto, ma non (la mia Stella e) i miei film!
Sempre per la serie chimiconoscelosa, ho smesso di guardare volontariamente la televisione da ormai quattro anni, e di ciò ne vado fiero; per cui, potrei non avere dati sufficientemente aggiornati sul grado di espansione del famelico virus “Visto in TV”, nella sua variante italiana. Però, miei cari Eletti, non fatevi gabbare: giammai!, ora che sapete cosa significa veramente quel maledetto slogan; sabotate, distruggete, annientate i prodotti che così vengono pubblicizzati; divulgate questo verbo della verità, e rendete sempre più gente immune dall’esiziale germe!
E ricordate: Silenzi.com è un sito meraviglioso, e soprattutto
VISTO IN TV!!!