La vespa Teresa

E’ buffo come le riflessioni più profonde nascano spesso da osservazioni di fenomeni che normalmente etichettiamo come “banali”; questa volta, una vespa che, fermatasi sull’anta chiusa della mia finestra, muoveva freneticamente le sue antennine cercando di capire come mai, pur vedendo l’esterno, non riuscisse a passare.
Non si dava pace, probabilmente pensava: “Ma come è possibile?! Vedo quella bella e succulenta pianta di gerani a poco più di un metro da me e tuttavia non riesco a raggiungerla?!”, non conoscendo la nozione di vetro, cioè un ostacolo trasparente.
Non poteva percepirlo, perché era molto più grande di lei; così grande che non ne vedeva i bordi, e non poteva immaginare che quell’ostacolo fosse, appunto, solo un ostacolo e non il mondo intero.
Camminava a passi incerti su e giù per la lastra di vetro, e tastava centimetro per centimetro quell’inconcepibile trasparente; svolazzava su e giù per il vetro, e tuttavia i gerani erano ancora incomprensibilmente irraggiungibili.
L’ho osservata a lungo, tra la curiosità e la paura (sono, tra le altre idiosincrasie, anche vespofobico), meditando sul fatto se aiutarla o meno a trovare la strada che, attraverso l’anta aperta della finestra, la potesse agilmente condurre ai tanto agognati gerani; alla fine ho deciso di lasciar perdere, un po’ per spirito di osservazione e un po’ per paura.

E così ho pensato: se noi fossimo quella vespa, e cercassimo irrefrenabilmente e senza successo una spiegazione per il fatto che l’universo sembra impedirci traguardi elementari (come l’immortalità), e Dio fosse il divertito osservatore, che un po’ per curiosità e molto per timore di noi evitasse di mostrarci il sentiero giusto?
Possiamo davvero essere così cattivi da far paura a Dio? Può l’umanità, questa umanità, spaventare la divinità?
Vorrei avere almeno un argomento a favore del “no”, ma ora come ora non me ne vengono in mente…

P.S: Come potete ben immaginare, gli aggiornamenti fotografici di quest’oggi riguardano la zona meravigliosa di cui vi ho parlato nel post sottostante; io ne ho stampate 2 (30x70cm e 30x105cm), e sono uno spettacolo! Finiranno incorniciate e appese in camera mia :)

2 Responses to “La vespa Teresa”

  1. ste says:

    Navigo occasionalmente in internet per curiosità, senso di meraviglia di fronte alle infinite possibilità della rete. Non ho un sito, non scrivo per mestiere. Ma, come tutti, mi pongo le solite domande.
    Per puro caso sono approdata su ‘La vespa Teresa’.
    Incredula per natura e atea per convinzione, sono ancora alla ricerca di una via di mezzo tra il sentirmi una nullità e il credere di essere immortale. Ci deve essere per forza una terza via percorribile, una possibilità reale di felicità su questa terra, senza ricorso a droghe, ma con l’aiuto del pensiero razionale, dell’amore e del senso dell’umorismo.
    C’è, ne sono sicura. Non per dogma, ma perché ci provo e qualche volta funziona. E quando funziona non mi importa di sapere chi ci ha creati e perché e dove andrò dopo morta. Sì, lo ammetto: qualche volta sono felice pur senza Dio.
    Devo dire che oggi questa breve riflessione (molto ben scritta,tra l’altro) su una vespa affannata (e forse terrorizzata) nel tentativo di ritornare da dove è venuta mi ha fornito una delle risposte più affascinanti alle solite, eterne domande. Oltre che una bella, larga strada per liberare l’immaginazione.
    Aveva ragione Vinicius de Moraes a dire che: “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”.
    Perciò la ringrazio.

  2. [...] di pensare ad un fatto, microscopico ed apparentemente insignificante come lo sono tutte le grandi verità della vita: sopra ai mazzi di fiori posati di fronte al loculo, un’ape laboriosa s’è [...]

Leave a Reply