27 07 2005 di
Francesco Minciotti
Ecco qua il vostro che - con il consueto post fine luglio / inizio agosto - vi dice che se ne va per qualche giorno; non con la sua Stella questa volta, ma con la famigghia. Ce ne andremo in Olanda una settimana. Terra strana, quella. Come sempre vi porterò con me: al ritorno, vedrete ampi scorci di quei posti. Ed anche resoconti scritti, anzicheno!
Al ritorno poi, qualche giorno nella lontana ed amena terra natìa della Stella; lassù tra le caprette montane e i laghi senza isole. E chi vuole intendere intenda; gli altri, giochino col Nintendo. (Pessima, questa, NdZZ).
Ci rileggiamo ad agosto inoltrato (dall’11 in poi).
E così, come da titolo, a bientot mes amis!
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22 07 2005 di
Francesco Minciotti
E’ andata, cari signori miei. 29 a procedura penale, dopo un esame che si sarebbe dovuto tenere nella giornata di ieri, e invece è stato rimandato ad oggi. Il resoconto.
Assistenti: 2. Come in ogni caso, uno stronzo e l’altra buona. Quello stronzo comincia a bocciare a raffica come di consueto; la buona al contrario promuove tutti largheggiando di manica. Ad un certo punto, il Cattivo se ne va e sparisce per un paio d’ore. Rimanevamo circa in 10 (io per ultimo) e in tutti la speranza di essere interrogati dalla Buona si andava consolidando. Ma.
Quando mancano 4 persone, eccolo di ritorno: il Cattivo 2, la vendetta. Ci si guarda tutti impauriti, certi della morte. Chiamano quindi contemporaneamente gli ultimi due prima di me: il Cattivo o la Buona, chi deciderà il mio futuro? Si libera per prima la Buona: evvai!
Evvai un cazzo.
Una ignobile nanetta si intromette tra me e la Buona, sbandierando un libretto come un documento di accettazione di asilo politico, dicendo “c’ero prima io, prima io; ma quando mi ha chiamato ero in bagno, e così non ho sentito. Mi faccia ora!”. E la Buona, da buona Buona, acconsente. E io, nelle mani del terragno Cattivo.
C.: “Come le è andata la prova scritta?”
F.: “28″
C.: “Ah, ottimo: vediamo di farle qualche domanda per provare ad alzare il voto, allora.”
F.: “A me basterebbe non abbassarlo…”
[Parte da saltare per chi è digiuno di giurisprudenza / per chi non gliene frega un cazzo]
C.: “Mi parli allora delle liste testimoniali”
Ne parlo a profusione e con cognizione di causa. La sapevo!
C.: “Bene, ora mi dica: cosa sono le prove contrarie?”
F.: “Mi scusi, ma temo che sul nostro libro non siano riportate con questa dicitura. Può riformularmi la domanda in altri termini? Sono sicuro di saperla, ma non con questo nome…”
C. (incazzato): “Beh, lei ha portato il giudizio ordinario, no? Allora deve saperlo!”
F. (impaurito): “Beh, io…non può ripropormi la questione in altri termini?”
C.: “Bene, allora prendiamo questo articolo, il 606, e poi quest’altro, il 475″.
Li conosco a memoria, glieli cito prima di trovarli sul codice
[Parte dalla quale riprendere, per coloro che hanno seguito l'indicazione di salto di cui sopra]
C. (mettendo via il mio libretto, segno di fine interrogazione) : “Vede che lo sa? Questo articolo che lei ha citato è la prova contraria!”
F. (sicuro di essere andato male): “Non mi fa un’altra domanda? Temo di essere andato male…sa, mi aspettavo un bel voto da questo esame…”
C.: “Guardi che le ho messo 28″
F. (sorriso da ebete) : “Ah… Grazie!”
C.: “Vedo che viene da Viterbo, bella zona, la conosco bene!”
F.: “Montefiascone, precisamente”
C.: “Est!Est!!Est!!!, se non vado errato…”
F.: “Non erra. Se le capita, assaggi il Vescovo”
Poi, l’interrogazione con il prof - in scioltezza - e poi la firma sul verbale.
E ora, vacanza. Ah, che goduria!
Vi racconterò dell’altro, un’altra volta :*
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18 07 2005 di
Francesco Minciotti
Così si espresse Paul Mc Cartney non mi ricordo più dove né quando (però era carino citarlo).
Lo stesso dicasi per me: non sono morto, non ho avuto alcun incidente, né altro di nefasto. Semplicemente, Giovedì finirà la sessione estiva con l’esame di procedura penale. Se andrà come spero vada, avrò inanellato una divina sessione estiva, con un 30 in diritto amministrativo, un 30 e lode in biogiuridica e un 28 ad inglese III. Sì, mentre tutte le università italiane hanno una fottutamente semplice idoneità d’inglese, io ho dovuto sostenere 3 esami di inglese in tre anni; con voto in trentesimi, per giunta! Fortuna che lo parlo bene e mi alza la media…
Ad ogni modo, ci siamo quasi: tempo tre giorni, e sapremo se potrò festeggiare quelle poche briciole di vacanza che ho, oppure finire la sessione incazzato come una biscia per un eventuale votaccio a procedura.
Ho pure iniziato a leggere “Delitto e castigo” di F. Dostoevskij: un classico che non poteva mancarmi. Una notazione sul libro, tanto per non rendere questo post totalmente inutile: il titolo originale, Prestuplenie i nakazanie, è da tradursi piuttosto come “Il delitto e la pena”. Questo romanzo infatti è stato ideato in parte come risposta al saggio di C. Beccaria “Dei delitti e delle pene”. L’opera di Dostoevskij è stata erroneamente tradotta in italiano in questa maniera perché il primo traduttore della nostra cara lingua utilizzò come opera una traduzione francese, dal titolo “Le crime et le chatiment”; e il termine “chatiment” può solo tradursi con “castigo”. Importammo un errore bell’e buono, perdendoci per molto tempo il gusto di un parallelo di Dostoevskij con Beccaria.
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02 07 2005 di
Francesco Minciotti
Ebbene sì, eccociqui - due anni dopo - ancora a parlare, raccontare, far vedere angoli di mondo e di pensiero.
Eccoci qui, incredibilmente, a fare tanti auguri al nostro piccolo amico - il sitYno, che domande! - che cresce di giorno in giorno, anche grazie al vostro apporto morale (e al mio fisico).
Eccoci qui, nel nostro sitYno di nicchia, che conta pochi visitatori sì, ma tutti di razza buona: i nostri mujahedin. Che poi, a proposito di questo termine, colgo l’occasione per raccontarvene l’etimologia; storia breve, in verità.
Tutti utilizzavano al tempo (e tuttora) questo termine in maniera spregiativa, contro quei birboni islamici; io, fiero linguista, lo usai per estensione, e indicai con quello voi: i visitatori agguerriti, temerari e non di certo dell’ultim’ora. I miei aficionados, quelli che ci vengono a trovare ogni giorno (e che spesso rimangono delusi per la carenza di post). Così, grazie a tutti voi, mujahedin e visitatori dell’ultim’ora; gente che è arrivata qui pensando che fosse un sito strano; avventori (americani e argentini) che fanno di cognome “Silenzi” e che pensano che questo sia un sito di loro parenti italiani; a tante altre tipologie di visitatori che non ho tempo e voglia di enumerare.
A tutti voi, ancora una volta, grazie.
E anche una menzione speciale alla mia Stella, per il suo supporto totale (non sono morale né solo fisico; proprio totale), e ai miei storici collaboratori del sitYno. A suo nome, per le cure dedicategli, grazie.
Ah, se vi va, lasciate pure un commento per fare gli auguri al piccolo Silenzi.com, ne sarà felice (anche in fondo alla pagina)! Beh sì, i commenti funzionano di nuovo, altrimenti non vi avrei invitati a lasciarne, non credete?
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