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    Breviario degli utenti di Silenzi.com

    31 12 2005 di Francesco Minciotti

    Da assiduo lettore di blog quale sono, ho notato che è invalsa l’abitudine di pubblicare dei resoconti personali dell’anno che volge rapidamente al termine (ma io mi domando, come Kafka, se veramente un anno sia tanto lungo da poter permettere il soppesamento di tutto quello che ci è successo durante quel lasso di tempo). Visto che il SitYno è personale e (quasi) autoreferenziale per tutto l’anno (o per buona parte), oggi chiuderò il conto con un bilancio consuntivo un po’ sui generis: un elenco dei più strani visitatori che ci hanno raggiunto nel corso del 2005.
    Complice il meraviglioso motore (confidenzialmente chiamato “deus ex machina“) b2evolution, ho il privilegio di poter vedere le chiavi di ricerca degli internauti che sono approdati sulle bianche spiagge del sitYno dai vari motori di ricerca. E sono a dir poco sorprendenti.
    Chessò, uno s’aspetterebbe chiavi di ricerca tipo: “Silenzi”, “scritti”, “citazioni”, “musica”, “Francesco”; magari un po’ più ardite tipo “laicità”, “Franco Battiato”, “Chuck Palahniuk”. Ma, insomma, tutto qui.
    E invece… Date pure un’occhiata ad un simpatico estratto di quella ìlare lista:

      vacanze a miami dvx

    Questa è una richiesta tra le più gettonate: deve essere stato questo articolo a farmi salire nel page ranking di Google.
    Che poi, mi fa incazzare che ignobili beoti trovino di che informarsi proprio di quelle immondizie qua sul nostro caro Silenzi.com.
    A questa chiave se ne affiancano alcune correlate, tipo:

      muore moglie di massimo boldi - quanti minuti dura natale a miami

    e poi, il più bello di tutti, quasi supplichevole:

      vorrei vedere su internet il film natale a miami

    Ma andiamo avanti: altro tema gettonatissimo, la resistenza a Telecom:

      come avere l’ADSL in caso di opposizione della telecom

    o anche

      server rossoalice problemi login

      posso non pagare la telecom per un dialer

      come posso mollare la telecom

    per finire in un cattivissimo

      eliminare la telecom

    Quest’altro invece ce l’ha con Libero (povero, lo capisco!), ma è altrettanto salace:

      libero adsl rompe le palle

    Molti si sono interessati alla vicenda di Di Canio:

      saluto romano reato

      foto di paolo di canio che fa il saluto romano al derby

      reati+apologia del fascismo

    Qualcuno, a dir la verità, da un punto di vista più anatomico che legale/morale:

      pisello di canio

    Uno che di religioni ci capisce poco mi ha trovato cercando

      mantra cristiani mp3

    Un altro, in cerca di contenuti d’alto livello, ha inserito in Google

      porca madonna lurida

    magari cercando una sboccata brevitas ermetica?

    Questo ha idee chiare su come passare la sera del 31:

      FINE ANNO ORGE

    Eccone un altro di quelli fini:

      i più bei cazzi di natale

    Qualche lettrice forse potrà aiutare quest’altro qua:

      mammelle da mungere

    Se lo sa già, perché lo cerca su Google?

      mia madre lo prende nel culo

    Un povero di spirito che ha evidentemente le idee confuse sulla questione degli omosessuali che - lo si dice a beneficio di tutti - non hanno un simbolo addosso o altro, né sono funghi nel novero dei quali scartare i buoni dai velenosi:

      gay:come riconoscerli

    Un altro con le idee chiare:

      un pò di fregna pelosa

    Ringrazio questo lettore, ma non penso d’essere il sito più informato della rete circa l’argomento che andava cercando:

      controllo del mercato della lana in europa tra la fine e la seconda metà del 1300

    Che poi, non è meglio dire “tra la seconda metà e la fine”? O si cerca a ritroso nel tempo?

    Un altro mi dipinge come il baule delle banalità internettiane:

      frasi fatte per ogni occasione

    Come farà poi una stessa frase ad andare bene per un matrimonio e un funerale qualcuno me lo deve spiegare…

    Un appassionato di etimologia cerca risposte alla domanda

      Etimologia stronzo

    e noi gliela diamo: il lemma si attesta in italiano attorno al 1400, e deriva dal longobardo “strunz“, “sterco”. Contento?

    Un golosissimo

      video panzoni nudi

    mi ha fatto ridere per diversi minuti.

    Un illuminato (coraggio, siamo in pochi!) che cerca notizie non proprio commerciali

      concetto di omero soma

    Tenga duro, amico mio: alla fine pubblicherò qui la mia tesi, e troverà di che studiare.

    A questo si potrebbe rispondere “cazzi tuoi?”:

      dopo aver stampato delle foto rimane dell inchiostro sulle mani

    No, non ne abbiamo e non ne vogliamo avere:

      cd musicali famiglia cristiana

      mp3 sudamericani religiosi

    Per concludere in bellezza, vi lascio con questa chiave di ricerca:

      A Sé, assaggia ’sto prosciutto, è ‘n zucchero mp3

    Il genio che cercava questo mp3 (che pare peraltro non si trovi sul mulo) si riferisce al film “Borotalco” di Carlo Verdone. Dal momento che è costume di questo sito dare sempre informazioni poco conosciute, vi racconto come è nata questa frase: una sera a cena in un ristorante Carlo Verdone, Mario Brega e Sergio Leone parlavano di un prosciutto: Brega sosteneva che fosse dolcissimo, e disse a Leone (”a Se’”) di assaggiarlo. Leone era reticente, e le insistenze di Mario Brega si fecero sempre più pressanti, fino ad arrivare alla celeberrima (e meravigliosa) frase.

    Il breviario delle chiavi di ricerca dei visitatori di Silenzi.com 2005 è servito :)

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  • Dei diversi pesi e misure

    30 12 2005 di Francesco Minciotti

    Voi dove spiegarmi perché - sì, dovete proprio spiegarmelo, perché io da solo non ci arrivo - in Italia si dia risalto, tra gli innumerevoli sport, solo al calcio.
    Sapete, io sono stato un buon giocatore di calcio; niente di eccezionale (mai andato oltre la squadra del paese), ma lì in mezzo mi distinguevo. Ero anche un tifoso e però, crescendo, le brutture del gioco mi hanno portato ad odiarlo visceralmente.
    Non mi spiego (o meglio, me lo spiego facilmente con l’idiozia dei soggetti) come sia possibile che ci sia gente che va allo stadio con coltelli e spranghe; che ci sia gente che getta i motorini dalle gradinate; gente che spacca i water e ne tira pezzi ai giocatori in campo; gente che risponde ai saluti romani di un povero di spirito (del quale mi sono occupato qualche articolo fa).
    Proprio a proposito di quest’ultimo c’è un ulteriore verità da farvi conoscere: sembra incredibile, ma quei poverissimi di spirito che hanno risposto al saluto, e che vanno allo stadio con bandiere celtiche, hanno aperto una sottoscrizione per pagare l’ammenda di 10.000€ inflitta a Di Canio dal giudice sportivo (qui, amplius)

      La raccolta di fondi per l’ammenda comminata a Di Canio - precisa Carlo de Falco, componente dell’esecutivo nazionale di Area - non vuole sicuramente essere la solidarietà a chi comunque ha redditi sicuramente idonei a pagare la sanzione, bensì la volontà di dimostrare che un’intera comunità è partecipe rispetto all’infamia commessa dalla Federazione

    E mentre nel calcio stiamo assistendo alla legittimazione del razzismo e della dittatura, cosa succede in altri sport? Prendiamo, non so, l’hockey: è notizia fresca di stampa che, indipendentemente dalla futura decisione del giudice sportivo, la nazionale italiana ha deciso di radiare perennemente il giocatore Daniele Veggiato dai convocabili, per indegnità morale.

      Radiato a vita dalla Nazionale per insulti razzisti. Si chiude come peggio non si potrebbe la carriera azzurra di Daniele Veggiato, 27enne attaccante dell’Alleghe con 15 presenze in nazionale (anche se non era stato convocato per le Olimpiadi): ieri sera è stato espulso per aver ripetutamente dato del “negro di m…” a un avversario, il 18enne difensore del Cortina Luca Zandonella, italianissimo di pelle nera (qui, amplius)

    E non sono stati ad aspettare il responso del giudice (che pure è arrivato); la Federazione l’ha cacciato a calci in culo:

      E la Federazione non ha neppure aspettato la squalifica del giudice sportivo (cinque giornate), e ha comunicato ufficialmente: “Veggiato è escluso definitivamente da qualsiasi futura attività delle squadre nazionali. La sua condotta è incompatibile con la maglia azzurra, simbolo invece di lealtà, sportività, rispetto delle regole e dell’avversario”.

    Farebbe piacere sentir pronunciare queste parole anche dai vertici della FIGC, oltre che della comunità calcistica tutta e del suo datore di lavoro.

    Una volta il calcio mi piaceva. Oggi lo odio e vorrei che sparisse per sempre. Quando i costi di un’azione sono più alti dei ricavi, essa non ha ragion d’essere. Che questa regola economica valga anche per il calcio, please.

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  • Video-googling

    30 12 2005 di Francesco Minciotti

    Ogni tanto capita di cazzeggiare un po’; in realtà, è stato solo un cazzeggio per accidens, nella misura in cui mi sono imbattuto in questi video cercando invero quello di Borghezio che aggredì le extracomunitarie su di un treno a colpi di spruzzino puliscivetri:

      L’errore più madornale?
    «Forse la spruzzatina di flit sulle ragazze nigeriane».
    Difficile dimenticare.
    «Avevano avuto sollecitazioni da parte di pendolari e del personale dei treni sulla linea Milano-Torino. Queste signore si tagliavano le unghie dei piedi, si cambiavano le mutande durante il viaggio. Nessuno interveniva e loro erano anche protette da alcuni marcantoni, carichi di catene d’oro».
    E voi?
    «Salimmo sul treno e cominciammo a spruzzare i vetri di detersivo e a lavarli. Quando le nostre leghiste spruzzarono un po’ anche loro, la reazione di una delle ragazze nigeriane fu molto focosa».
    Non stento a crederlo.
    «Non escludo che durante questa simpatica bagarre…».
    Simpatica?
    «Noi morivamo dal ridere. Loro erano arrabbiatissime e ce ne dissero di tutti i colori. Le nostre intenzioni non erano state capite».
    Erano state capite benissimo. C’è un filmato.
    «L’abbiamo girato noi. Avevamo dato la cassetta a Telepadania e ingenuamente qualcuno l’ha fatta uscire. È finita a Blob. E alla fine ha dato un’impressione sbagliata della nostra iniziativa». (qui, amplius)

    Quindi, letta questa, mi sono messo immediatamente alla ricerca del filmato: mulo, web: niente di niente.
    Poi, mi viene in mente Google video e dico: “beh, proviamo!”.
    Di puttanate, quante ne volete: di video serii, manco l’ombra.

    Tra i migliori (e vagamente notabili), questi:

    - Signora che fa ginnastica (fin troppo agile, a mio avviso!, NdF);

    - Le prodezze di alcuni calciatori;

    - Apparizione di un fantasma in una pubblicità per auto.

    Precisazione su quest’ultimo: è uno spot per una nuova automobile che avrebbe dovuto essere trasmesso in Inghilterra; alla fine del montaggio però, il regista e i componenti dell’unità si resero conto che, a circa metà del filmato, un “qualcosa” per qualche secondo viaggiava a fianco della macchina. Dopo attente indagini, comprese analisi della pellicola per controllarne l’integrità, arrivarono ad un nulla di fatto, e decisero quindi di sospenderne la messa in onda.
    Se alzate il volume delle casse, riuscirete a sentire anche il sussulto sgomento dell’operatore, che, all’apparire di quella “cosa” traslucida sussurra all’altro: “fuck! What’s that?!”.
    Prestate molta attenzione, proprio quando la macchina esce dagli alberi: vedrete un alone bianco sulla sinistra della vettura, che l’accompagna per qualche secondo.
    Declino ogni responsabilità per l’impressionabilità o lo spavento.

    P.S.: Se qualcuno avesse (o fosse a conoscenza di dove reperirlo) il filmato di Borghezio che spruzza il lavavetri sulle nigeriane, è pregato vivamente di spedirmelo. Devo sputtanare quell’ignobile uomo più che si possa.

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  • Contro l’esecranda sessuofobia

    29 12 2005 di Francesco Minciotti

      Ecco la scuola del “no contact”
    Usa, linea dura contro baci e risse (qui e qui, amplius)

    Dalla terra del fondamentalismo cristiano (leggi: “USA”) ci arriva notizia d’un altro abominio della ragione. Alla Culver City Middle School di Los Angeles è stato sancito il divieto di toccarsi fisicamente l’un l’altro. Istituendo la regola del no contact, si è voluto arginare il fenomeno dei pestaggi (un pugno è un contact) e quello dello scabroso, ah!, scabrosissimo tenersi per mano dei fidanzatini (ma anche mano nella mano, labbra nelle labbra: tutti esempi di contact).

    Ovviamente, nulla quaestio sul discorso del bullismo (ma prima davvero un pestaggio rimaneva impunito dalle loro regole scolastiche? Non credo.); il problema rimane - ed è d’una gravità inaudita - sul versante sessuale.
    Mi ricordo le mie scuole medie: i primi accorgersi delle ragazze sotto un punto di vista squisitamente fisico, i primi fremiti vagamente sessuali, l’invidia di chi riceveva un bacio sulla guancia (sic), l’incredulità nell’aver visto Fulvio e Daria che, in prima media, si baciarono sulla bocca!
    Il mio primo bacio con la lingua (ne andai fiero per mesi, con gli amici) fu una sera d’inverno appoggiati ad un pino. Non fu molto romantico; fu solamente molto, molto fisico; fisico a tal punto che, una volta salutata Flaminia (ragazza sulla quale tutti, al tempo, si nutriva riserve circa la morigeratezza di costume: chissà che fine abbia fatto…), mi incamminai verso casa di mia nonna, e mi girava la testa. Poco mancò che non finii a terra, tanto tutto era vorticoso ed instabile.
    Jerry Kosch, il preside della scuola losangeliana, dice:

      Un attimo prima si danno la mano, ed eccoli un secondo dopo sdraiati vicini sul prato

    Ecco: privare i tredicenni di cogliere quel frutto “proibito” (indice di una sana maturazione sessual-affettiva) è un vero e proprio crimine contro la natura umana. Trovo davvero abominevole ritenere dannoso un allegro rotolarsi nell’erbetta di tredicenni. I censori de noantri stanno tentando di distruggere il sano e completo sviluppo sessuale di ragazzini americani che, un domani, saranno votanti, e sosterranno i partiti teocratici come quello di Bush.
    Mi ricordo i sabati pomeriggio ai giardini pubblici: si partiva tutti assieme, tante coppiette brufolose ed incerte, e ci si sedeva tra l’erbetta. Si tornava a casa tutti sporchi d’erba e pieni di baci mal dati, eppure benefici.
    La repressione del naturale esplicarsi della personalità sessuale genera mostri. Sembra che questi censoracci da strapazzo non se ne siano avveduti. Non lasciamo che appestino il mondo con la loro sporca, sudicia e viscida pretesa di imporre la loro morale sessuofoba contronatura.

    Scriveva Nietzsche, nel suo Anticristo:

      La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante la nozione di “impurità” è vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita.

    E da queste parti si concorda in pieno. Manderò un’email a quella scuola, con le parole di Friedrich Wilhelm. Basterà, spero.

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  • Powerteam

    28 12 2005 di Francesco Minciotti

    Prima di stupirvi con l’ennesima frase assurda, è bene iniziare con un po’ di retroterra.
    Dovete sapere che, in quel di Roma, esiste una bellissima emittente locale chiamata Teletevere (già dal nome si capisce quanto possa essere locale; non ha neanche un sito ufficiale). Tale TV, si diceva, trasmette, quasi ininterrottamente, una serie di programmi relativi al gruppo di tale Benny Hinn, una sorta di telepredicatore (non aggiungo “truffaldino”, perché il telepredicatore è ontologicamente un baro) americano, di quelle chiese para-cristiane che si basano sulla lettura dell’Antico Testamento. Per essere chiari: una truffa bella e buona, alla Wanna Marchi.
    Ogni tentativo di spiegarvelo però è riduttivo, rispetto alle clamorose risate che ci facciamo ogni giorno (io e i miei coinquilini) a guardarlo; vi basti pensare che il giorno in cui lo scoprii in TV, rischiai di perdere il treno per tornare a casa, tanto ero stato “catturato” dall’ilarità. Ero in piedi nella stanza, con la valigia pronta che mi attendeva sulla porta, il giaccone indosso, e seduto sulla sedia della cucina non riuscivo a decidermi a partire alla volta della stazione Termini.

    Insomma, dopo Benny Hinn, e uno stato stuporoso frammisto ad ilarità estrema, iniziò un altro programma: titoli di testa roboanti, nomi con grafica da wrestling, machismo e (?!) Bibbia: Powerteam.
    Chi sono?
    Un gruppo di esaltati legati alla cricca di questo sedicente telepredicatore, che fanno della forza bruta il metodo d’insegnamento dei retti principi cristiani (sic): date un’occhiata al loro sito ufficiale per rendervi conto di quanto io stia dicendo.
    Non sapendo ancora a cosa saremmo andati incontro, mi uscì questa frase, detta, badate bene, per ridere, tanto per fare una battuta:

    Un programma del genere, a guardare i titoli di testa, potrebbe trattare indifferentemente di wrestling o di Bibbia!

    Incredibilmente, riesce a coniugare entrambe le cose.

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  • A Christmas tragedy

    26 12 2005 di Francesco Minciotti

      Chissà se fossero amanti; ad ogni modo non c’erano tavole sulle quali galleggiare uno ed affondare l’altro, alla Titanic. E d’altro canto, magari erano due maschi che si odiavano, e hanno gioito l’uno della morte dell’altro. Morire mentre vedi il tuo nemico fare la stessa fine può essere d’aiuto, in quei momenti. Fissarlo brutto negli occhi che si spengono lentamente, mentre i tuoi seguono lo stesso ineluttabile destino. Onore, stoicismo e crudeltà che rimbalzano da pupilla a pupilla.

    E’ successo l’irreparabile: i miei adorati pesci, nella giornata di Natale (un’altra prova dell’inesistenza di dio), sono morti assiderati. Tutti tranne due: i miei meravigliosi (e unici superstiti) Ciclidi arancioni.

    I sopravvissuti

    La cronaca. Passando di fronte all’acquario, mi accorgo che il corpo esanime di Ermione (uno dei due pterophyllum scalare) giace immoto sul fondo sabbioso. Solo un secondo di turbinose ipotesi, e poi il terribile accorgersi della morte di Parmenide (l’altro scalare), e degli altri tre siluretti. La ragione per un attimo mi abbandona, e faccio per buttarmi nella vasca, per tentare un’inutile respirazione bocca a branchie. Poi, dopo una risata da scienziato pazzo (con tanto di tuoni e fulmini alla finestra), cerco di capire il perché di tanta distruzione mortifera. Un rapido sguardo al termometro, e capisco: l’acqua staziona sui 16°. Davvero una morte bianca, per creaturine dolci abituate ai 25° del Rio delle Amazzoni.
    A questo punto, bisogna assolutamente intervenire per ripristinare una temperatura decente, che arrivi cioè almeno ai 20° (i Ciclidi arancioni sono sopravvissuti perché vivono a temperature più basse, circa 20°); e poi, capire cosa si è rotto.
    Avanti dunque con i secchi di acqua calda; in men che non si dica, la temperatura è ristabilita. E poi, si smonta il filtro, e si fa l’amara scoperta: la pompa che aspira l’acqua dalla vasca, la fa passare - depurandola e riscaldandola - nel filtro, e così benefica la butta di nuovo fuori s’è rotta. Il termostato ha scaldato così, chissà per quanto tempo, solo l’acqua dentro al filtro, mentre il resto della vasca andava congelandosi. Con i miei meravigliosi pescetti dentro.
    Così si decide di agire temporaneamente (maledetto 26: oggi tutti i negozi sono chiusi!) infilando il termostato direttamente in vasca

    Acquario  in emergenza

    salvando così i due pargoli.
    Domani comprerò una pompa nuova, qualche pianta, e qualche nuovo amichetto. Domani, perché oggi è il giorno del dolore.

    P.S.: Certo che, da un paio d’anni, il 26 dicembre non è un giorno così felice, porca puttana.

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  • Aderisco al COMICAN, fallo anche tu!

    25 12 2005 di Francesco Minciotti

    Aderisco al COMICAN, fallo anche tu!

      … e se non ci vediamo, auguri!

    Quante volte avete sentito pronunciare questa frase, magari (è il caso addirittura più frequente) da quelli che per i rimanenti 364 giorni dell’anno non vi cagano neanche di striscio? Quante volte avete risposto con uno smozzicato «‘ncheate», con voce flebile e stentata, trascinando obtorto collo le lettere come se fossero mazzate sulle gonadi? Quante volte vi siete nascosti (o avete tentato di farlo) alla vista di qualche finto conoscente per evitare quest’odioso rito farisaico? Ebbene, se vi siete identificati anche in uno solo di questi comportamenti, è ora di iscrivervi al COMICAN (COMItato Contro gli Auguri Natalizi). I fondatori, quei geniacci di walrus81 ed Inafferrabilerey, hanno anche approntato una breve guida dei comportamenti-tipo da tenere in quelle infauste situazioni in cui vorremmo essere invisibili piuttosto che sporcati dalla polvere di quei sepolcri imbiancati che ti sputano addosso tutto l’anno ma che a Pasqua e a Natale Ciao carissimo come stai (stretta di mano, pacca sulla spalla) tanti auguri a te e alla tua famiglia. A queste parole (o altre simili) potreste rispondere: - un secco e sonoro «grazie» privo di contraccambio; - «di nulla»; - «non c’è di che»; - «ho smesso»; - «sono nato il 4 agosto»; - «ti rendi conto che siamo nel 2005?» per finire con la più efficace: - «Ti sembro forse il bambinello?»

    COMICAN - Comitato Contro gli Auguri Natalizi

      P.S.: Copia e incolla il logo ufficiale sul tuo sito: forse arriveremo in ritardo per Natale 2005, ma confidiamo in buoni risultati per Pasqua 2006, con proiezioni di vittoria piena per il Natale dell’anno venturo!

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  • Gotico americano

    24 12 2005 di Francesco Minciotti


      Grant WOOD, Gotico americano (”American Gothic”), 1930, Art institute of Chicago.

    Nuova rubrica: ogni sabato un’opera d’arte che vi farà iniziare un fine settimana in maniera poetica. Solo per voi, cari mujahedin.
    Ovviamente questa nuova categoria è consultabile anche durante i giorni feriali, quandunque siate davvero giù a causa delle brutture materiali che vi possono affliggere. Ma meglio il fine settimana. Sì, proprio meglio in quei dì.

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  • Tempistica inopportuna

    24 12 2005 di Francesco Minciotti

    Tg2: all’interno del servizio sul nuovo film di Romina Power, uno stralcio dell’intervista alla regista:

    [...] Ultimamente, si è veramente parlato troppo di gossip; la gente dovrebbe andare di più in biblioteca e meno in edicola

    Fine servizio, si ritorna in studio; il conduttore:

    E ora, parliamo di gossip!

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  • I panni in Arno

    23 12 2005 di Francesco Minciotti

    Che il (finalmente) ex-governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio fosse politicamente schierato con l’ala cattolica della politica italiana era chiaro a tutti: che il suddetto tenti di usare la Chiesa come suo personale Arno nel quale lavare i propri sudici panni è affare esecrabilissimo.
    A partire dalla feral telefonata di Tonino a Gianpi, in quel d’agosto, il tentativo in extremis del primo di farla franca dipingendosi come un timorato di Dio è stato chiaro a tutti: dapprima, in settembre, la figlia che prende i voti come suora laica (questi i nomi della sua prole: Anna Maria, Maria Valeria, Maria Eugenia, Maria Chiara; riferimenti religiosi leggermente forzati?); poi è tutto un frequentare messe e catechismi, tutt’un pregare e fare facce contrite e quasi estatiche: ecco il resoconto della sua presenza alla messa nella chiesa di Santa Chiara, in piazza dei Giochi Delfici a Roma:

      Fazio china la testa, ma è solo per poco. Ha il volto sereno quando riparte per andare a leggere i salmi. E anche quando si alza, per la terza volta, per servire il sacerdote al momento dell’elevazione. Una cura premurosa. Versa il vino rosato nel calice. L’acqua sulle mani del sacerdote. Ripiega il panno con scioltezza e il fare da chierichetto consumato. (qui, amplius)

    Il tentativo è fin troppo chiaro: continui riferimenti a vicende teologico-religiose, parole di conforto - guarda un po’! - provenienti da gente come Andreotti (”In Antonio Fazio ammiro da una vita le eccezionali virtù professionali e morali”, L’unità, 15 novembre 2005, p. 4), Totò Cuffaro (”Sono un suo grande estimatore; è un cristiano e una persona perbene”). Gianfranco Rotondi (”Non doveva fare nessun passo indietro, ora faccia un passo avanti ed entri in politica con la mia Democrazia cristiana”), Silvio Berlusconi (”Il dottor Fazio e’ una persona onesta e responsabile”): tutti slanci per apparire il san Sebastiano della situazione.
    Messo con le spalle al muro - costretto a dimettersi - compie il primo gesto del suo disperato tentativo di mascherarsi da “buono”: va all’udienza del papa tra la “gente comune”, e alla fine va a salutarlo.


    (Fonte: Corriere.it)
    Attenti, o voi che credete nella Chiesa: non permettete a quest’uomo di insozzare ancora di più le già torbide acque nelle quali navigate: il disprezzo che il vostro dio usò avere contro i Farisei fate che valga contro questo loro consanguineo morale, o il discredito che si porta dietro, come i proverbiali panni, verrà scaricato su di voi, e lui si asciugherà, lindo e splendente, al sole dell’approvazione popolare (”è un uomo così pio, può aver fatto quello di cui lo accusano?!”).
    In un Paese nostalgicamente post-teocratico (reazionariamente teocratico?), è credenza comune che l’uomo di chiesa - l’uomo pio - non possa proprio esser brigante: ma come, sta dalla parte del giusto! diranno in molti, quantomeno in interiore homine.
    O religiosi!, non lasciate che i Cattivi usino il vostro credo come paravento per le loro malefatte; che lo usino come aura ammantatrice che tutto santifica.
    O laici!, non lasciamo che il sentimento religioso (la superstizione?) emendi i Cattivi dai loro secolari, secolarissimi reati. Non facciamoci fregare con questo trucchetto da teatrino ambulante, per pietà.

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