Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2008 (novità)
NOVITA’: Da oggi viene fornito un nuovo livello di assistenza giuridica, privata e personalizzata, per ogni tipo di esigenza legata alla telefonia o all’accesso ad Internet: redazione di documenti giuridici da inviare al proprio gestore; reclami per disservizi, diffide a risolvere i guasti, richieste di rimborso per periodi d’interruzione del servizio; consigli sul gestore più adatto in base alle esigenze personali, e molto altro.
Maggiori informazioni.
Nota: Come avrete modo di notare ho aggiunto, in calce alla guida, un’area per le donazioni a copertura delle spese di gestione del sito o ad ONG da me scelte, a mo’ di ricompensa per i lettori che ritengono di volermi ringraziare (maggiori informazioni in fondo alla guida).
In quanto donazione, non è assolutamente dovuto alcunché: dal momento, però, in cui mi sono deciso a seguire le vicende contrattuali di Libero con maggiore serietà e costanza, ho ritenuto opportuno effettuare questa scelta per chi voglia ricompensare questo mio lavoro. Non è mio intento guadagnarci, tanto che le vostre donazioni finiranno direttamente al mio fornitore di hosting per pagare l’abbonamento annuale, o a qualche organizzazione umanitaria. E’ solo che spesso, di fronte ad un lavoro ben fatto e che mi ha aiutato, ho provato la sensazione di voler ricompensare. Così, per quelli di voi che si trovassero nello stesso stato d’animo, ho cercato di rimediare.
Avvertenza: La presente guida è da oggi sfruttabile anche dai titolari di contratti «affari», per aggiornamento dei relativi contratti Libero.
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1. Introduzione e concetti generali
Il meccanismo del tacito rinnovo implica che il contratto si rinnovi automaticamente col silenzio delle parti, cioè in assenza di espressa menzione della volontà di non rinnovare.
La materia del tacito rinnovo, legge inderogabile (o, per meglio dire, salatamente derogabile mediante il pagamento di penali che arrivavano fino a 200¤) fino al marzo 2007, ha conosciuto una “morte” giuridica con il decreto legge n° 7/2007, meglio conosciuto come decreto Bersani II, il quale ha reso illecite le penali per disdetta anticipata prevedendo, al più, solo un indennizzo da pagare all’operatore a titolo di copertura dei costi di disattivazione che il gestore deve sopportare.
Analizzeremo dunque le due modalità di disdetta: a scadenza naturale e a scadenza immediata.
2. Disdetta a scadenza naturale
Questa è la modalità più rispettosa del vincolo contrattuale, poiché onora la “promessa” con la quale l’utente si è impegnato a corrispondere il pagamento dei canoni d’abbonamento fino ad una data prefissata (18 mesi e, per i successivi rinnovi, ogni 12). In quanto rispettosa dei termini contrattuali, questa modalità non prevede alcun costo per l’utente che intenda disdire il proprio abbonamento ADSL.
Ovviamente, all’insegna del fair play che contraddistingue questa modalità di disdetta, è necessario mettere al corrente il gestore della volontà di interrompere la fornitura del servizio ADSL con un congruo anticipo rispetto alla data di scadenza contrattuale. Sempre per effetto del summenzionato decreto Bersani II, l’originario preavviso è stato dimezzato, componendosi ora di 30 giorni solari. Il mio consiglio è però quello di non ridursi all’ultimo momento utile, ma di dare avviso di disdetta con largo anticipo (due-tre mesi prima della scadenza), onde evitare qualsivoglia problema che possa insorgere nella comunicazione della volontà di disdire.
Come si dice, però, c’è un però: a causa di una formulazione a dir poco criptica del nuovo contratto di Libero ADSL, non è chiaro se questa famigerata tassa di disattivazione di 40¤ debba esser pagata solo nel caso di disdetta a scadenza immediata o per tutti i casi di scadenza (anche naturale). Riporto il passo “incriminato” e poi lo spiego:
Nel caso in cui il Cliente richieda la disattivazione del servizio ADSL, anche tramite un terzo operatore, gli verrà addebitato un importo pari ai costi sostenuti da Wind e quantificato in euro 40,00 come previsto dall’art.1 comma 3 del D.L. 7/2007. (fonte)
Come si vede, in questo passo non c’è menzione alcuna della distinzione fra disdetta a scadenza immediata e disdetta a scadenza naturale. Pertanto, si potrebbe essere portati a pensare che in ogni caso di disdetta il pagamento di 40¤ è dovuto.
Certo, questa lettura, a meno di future precisazioni scritte di Wind, è inconfutabile; però, sia un chiarimento telefonico che ho avuto con il 155 (che, vista la loro preparazione, non è proprio la migliore delle fonti), sia per il fatto che, dai precedenti contratti e in generale dai principi di diritto privato, nella disdetta a scadenza naturale non c’è pagamento di penali, ho ritenuto di appoggiare, in questa guida, la linea per cui il pagamento del costo di disattivazione non è dovuto per la disdetta a scadenza naturale. Va da sé che sarà mia cura aggiornare questa guida in caso di ulteriori chiarimenti.
La forma giuridicamente corretta di comunicazione al gestore della volontà di disdire, a scadenza naturale, il contratto ADSL è quella della raccomandata con avviso di ricevimento (a/r). Essa ha valore legale poiché permette un riscontro oggettivo dell’avvenuta consegna (il tagliando che, dopo qualche giorno/settimana, torna – firmato dal destinatario – al mittente).
Per coloro che vogliono approfittare di questo metodo di disdetta, ecco un modello di comunicazione di disdetta a scadenza naturale, da stampare e riempire con i vostri dati. Una volta riempito il modulo, dovrete allegarvi una fotocopia della carta d’identità fronte/retro. Per le istruzioni sulla compilazione della raccomandata, vedi par. 5.
L’indirizzo a cui dovrete inviarla è:
Wind Telecomunicazioni S.p.A.— Servizio disdette — Casella postale 14155 — 20140 Milano Baggio.
Tale indirizzo è valido per tutti i metodi elencati in questa guida (a scadenza naturale, immediata, immediata con esonero dal pagamento dei 40¤).
3. Disdetta a scadenza immediata
Ma la disdetta a scadenza naturale, per quanto più rispettosa dei termini contrattuali, non è la sola via per interrompere la fornitura del servizio ADSL. Ne esiste un’altra, sicuramente meno ortodossa e tuttavia prevista dal contratto, che prende il nome di disdetta a scadenza immediata, poiché immediato (o quasi) è il prodursi dell’effetto, e cioè la rescissione del contratto e la liberazione della portante. In pratica, si tratta di venire meno alla “parola data”, e cioè rescindere – per decisione unilaterale – il rapporto contrattuale (il pagamento dei canoni a fronte della prestazione – più o meno di qualità – della connettività ADSL) prima delle scadenze sopra menzionate.
Storicamente, questa modalità di disdetta ha sempre visto l’applicazione di penali anche salate da parte di Wind, con prezzi che partivano da 50¤ fino a 200¤. Tutto questo, ad oggi, è storia, grazie al decreto Bersani II.
Tale decreto vieta infatti l’applicazione di penali per disdetta anticipata, e lo fa nella maniera più radicale (dichiarando “nulle” – e quindi giuridicamente inesistenti – eventuali norme contrarie) all’insegna di una liberalizzazione del mercato (non entro nel merito perché esso esorbita dalle finalità di questa guida); l’unico costo addebitabile al cliente che sta disdicendo il contratto a scadenza immediata è quello relativo ad eventuali “costi di disattivazione” che il gestore potrebbe dover sostenere e, visto che è l’utente a non tener fede al contratto (interrompendolo anzitempo), è lui a dover pagare eventuali spese derivanti da questo comportamento.
Libero, a cui va per onestà intellettuale il plauso di aver recepito il dettato normativo del decreto come primo fra tutti gli operatori di telefonia italiani, ha quantificato i costi di disattivazione nella misura di 40¤, che è quindi il prezzo che l’utente che disdice il contratto con effetto immediato dovrà pagare.
Pertanto, l’utente che intende avvalersi della facoltà di disdetta a scadenza immediata dovrà scaricare, stampare e compilare con i propri dati questo modulo di comunicazione della disdetta a scadenza immediata, che dovrà poi essere spedito, con raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando fotocopia fronte/retro della carta d’identità. Con esso, l’utente dà il consenso all’addebito in fattura del costo di disattivazione pari a 40¤, a norma degli artt. 8.3 (contratto wholesale) o 10.3 (contratto ULL).
3.1 Disdetta attraverso operatore entrante
Vi è poi la possibilità che a fare richiesta di disdetta con scadenza immediata non sia l’utente ma il gestore entrante, al quale il cliente delega il compimento della serie di atti che ho appena descritto. Il tutto, ovviamente, risponde a ragioni di mercato: l’operatore entrante infatti avrà molte buone ragioni per far sì che Libero tenga fede al proprio nome e liberi la portante dell’utente quanto prima. Ora, a norma degli articoli anzidetti, la stessa penale (rectius, costo di disattivazione) di 40¤ verrà applicata al cliente il quale chieda la disdetta con scadenza immediata non già in prima persona, ma per tramite dell’operatore entrante.
Chiari i vantaggi: a gestire il tutto ci penserà il nuovo operatore, e non l’utente stesso. Ovviamente, dal momento che ciascun gestore prevede delle prassi differenti per iniziare la procedura di conferimento della delega dell’utente a chiedere la disdetta a Libero per suo conto, e comunque esorbitando dall’oggetto proprio di questa guida, tali informazioni non figureranno di seguito.
Al momento, gli operatori che sicuramente effettuano questo tipo di servizio sono Tele2 e Tiscali; sugli altri – quantomeno i più famosi, Telecom inclusa – non ho trovato alcun tipo di informazione che desse conto della loro disponibilità a fornire questo tipo di servizio. Pertanto, e fino a successiva smentita, si ritene che gli altri gestori non offrano questo servizio.
Quel che mi premeva chiarire era che chiedere la disdetta con scadenza immediata in prima persona o farla chiedere dal nuovo gestore avrà lo stesso costo (40¤) da pagare con le stesse modalità (addebito in fattura). Il mio consiglio, quindi, è di far gestire tutto al nuovo operatore, laddove si intenda disdire Libero per passare a nuovo operatore, perché – allo stesso costo – avremo un “legale” che si occuperà dell’aspetto burocratico della nostra disdetta.
3.2 Esonero dal pagamento dei 40¤ per utenti in ULL ma con ADSL in wholesale
Ora, le coordinate contrattuali per i più curiosi: nella versione di contratto per utenti distaccati da Telecom Italia, l’art. 10.3, nell’affermare la necessità del pagamento dei 40¤ per le disdette a scadenza immediata, pone questa eccezione: “Il suddetto importo non verrà applicato qualora l’attivazione del servizio avvenga con le modalità previste dall’art. 2.4.”
Cosa dice l’art. 2.4?
“Qualora, per ragioni tecniche, fosse esclusa la possibilità di procedere all’attivazione del Servizio in modalità di accesso diretto, il Servizio rimarrà attivo in modalità indiretta“.
Onde evitare fraintendimenti da parte dell’amministrazione di Libero, ecco pronta una versione della comunicazione di disdetta a scadenza immediata che tiene conto dell’esenzione dal pagamento dei 40¤. Ovviamente, anche in questo caso tale documento, debitamente compilato, andrà spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno, avendo cura di allegare fotocopia fronte/retro del documento d’identità (per questo particolare metodo di disdetta ringrazio l’utente Wedgesky, che qui ne ha parlato per primo).
ontratto ULL).
4. Restituzione apparecchiature in comodato
Vale la pena segnalare che se entro i 60 giorni dalla cessazione del servizio Libero non avrà ricevuto il vostro modem vi addebiterà, a titolo di penale, la «cifra forfetaria» di 40¤, valida per tutti i tipi di periferica (da quanto si evince sia dall’aggettivo «forfetaria» che da una conversazione telefonica che ho avuto con il 155).
Nel caso in cui ci si domandi se sia possibile trattenere presso di sé (quasi lo comprassimo) il modem una volta pagata la penale, la risposta è: no, dobbiamo comunque restituirlo.
Infatti, la penale (come concetto giuridico) ha sempre una sfumatura sanzionatoria: serve a sottolineare come un determinato comportamento sia obbligatorio, al punto che trasgredirlo porta il trasgressore a dover pagare una penale (=multa).
Un esempio chiarirà: se si viene multati per aver infranto un limite di velocità, pagare la multa non ci autorizzerà a superare il limite altre volte; serve solo a ribadire che superare i limiti di velocità è vietato. Così per l’apparecchio in comodato.
Questa lettura è stata, tra le altre cose, avallata anche da più telefonate al 155. Giova sottolineare che, ad avviso del sottoscritto, sarebbe stato più chiaro se avessero specificato che la penale non vale acquisto. Ma tant’è.
Manca solo un’ultima informazione, l’indirizzo di spedizione:
WIND Telecomunicazioni S.p.A. presso CEVA Logistics – Restituzione apparato ADSL – Via dell’Informatica, 11 – 00040 Santa Palomba – Pomezia (RM).
Anche qui, ultimo consiglio: spedite con Paccocelere 3 o con raccomandata A/R. Meglio avere la certezza che l’abbiano ricevuto.
5. Compilare la raccomandata A/R con avviso di ricevimento

Con il numero che trovate appena sotto il codice a barre è possibile effettuare il tracciamento in linea della raccomandata, collegandosi al sito delle Poste . Inseritelo senza il trattino ed inserite anche la data d’invio; tenete però presente che l’informazione non sarà disponibile prima di circa 48 ore.


Non è finita: giratelo per compilare…

6. Telefonate, telefonate, telefonate!
7. Cose da fare prima di richiedere l’ADSL ad un nuovo
Il vero punto nodale è l’avvenuta liberazione della portante da parte di Libero: dal momento che su una singola utenza telefonica si può attivare una sola ADSL alla volta, fintantoché Libero non abbia liberato quell’unico canale trasmissivo, nessun nuovo operatore potrà attivarci la propria. Inoltre, avviare l’iter di attivazione con il nuovo operatore quando la portante è ancora occupata potrebbe generare ritardi, anche consistenti, all’attivazione della nuova ADSL (il sottoscritto, per una bravata simile, rimase 52 giorni senza ADSL, in un cambio da Libero ad Alice).
Bisogna attendere la liberazione della portante, l’abbiamo capito!
Già, ma come si fa?
Due sono i modi: la verifica attraverso la spia dell’allineamento della portante del vostro modem, e una telefonata al numero verde automatizzato di verifica consistenza ADSL.
- Quanto al modem, tutti hanno una spia, fra le altre, che segnala la presenza di segnale ADSL: alcuni hanno scritto «Line»; altri, «ADSL», e così via. Generalmente, se la luce è fissa, c’è portante; se lampeggia o è assente, non c’è. Dico «generalmente» perché gli apparecchi in commercio sono moltissimi e non posso conoscerli tutti. Per scrupolo, controllate il vostro manuale e/o il sito del produttore;
- quanto al numero di verifica consistenza ADSL, dovete chiamare — rigorosamente dall’utenza su cui è attiva l’ADSL — il numero verde automatizzato 800 57 87 22, che vi dirà se c’è un’ADSL attiva oppure no. Ponete attenzione alla data di riferimento della rilevazione: generalmente, il controllo automatico sulla vostra linea è fatto quotidianamente, ma ci sono dei casi in cui il sistema si riferisce a rilevazioni vecchie, anche di una settimana! Ascoltate tutto il messaggio, e vi dirà anche la data. E’ semplice, non preoccupatevi.
Sarebbe preferibile che, prima di richiedere la nuova ADSL, entrambi i sistemi diano verifica negativa alla presenza di portante; ad ogni modo, tenete presente che gli operatori hanno, dalla ricezione della raccomandata di disdetta, trenta giorni solari per liberare la portante, e generalmente li usano tutti. Per cui, se vedete che il vostro modem non si collega più dopo cinque/dieci giorni, generalmente hanno solo iniziato la procedura di distacco, ma non è ancora finita.
Mi raccomando, ché è un punto importante!
Con questo, penso sia davvero tutto. Spero d’esservi stato d’aiuto e, se avete problemi, contattatemi pure rigorosamente in forma pubblica (non rispondo in privato perché non voglio che il sapere rimanga chiuso fra due persone: pensate se questa guida fosse stata inviata, in privato, ad una sola persona che mi avesse chiesto come disdire Libero…).
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Grazie!













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