E non se ne vergognano

  Alessandra Mussolini, a Markette:

  Chiambretti poi ha chiesto alla Mussolini di commentare il saluto romano di Paolo di Canio sotto la curva laziale: «Un saluto romano…..embeh? ha detto – e quanti ne fanno a me quando mi vedono di pugni chiusi? Ha fatto un saluto romano embeh, che è? E Chiambretti: «Quindi lo giustifichiamo?». «Ma certo». «Ma non è un reato?» ha chiesto il conduttore. «Ma perché?» ha risposto la Mussolini (qui, amplius)

In questo caso non s’è messa neanche ad edulcorare la propria approvazione. Certo, ha tentato un po’ il gioco del “e lui, allora?”; ma soprattutto, diciamolo, non gliene è fregato un cazzo.
A beneficio della Mussolini, e dei tanti piccoli mussolini che appestano il mondo, pubblico lo stralcio della legge di cui si parla.

  Alla stessa pena di cui al primo comma (reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000, NdA) soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni. (qui, amplius)

E ancora c’è chi lo difende. Un parlamentare, tra l’altro. Che dire: gente che ha davvero il senso delle istituzioni e, ancor prima, senso dell’umana fratellanza. Bastardi. Pericolosi bastardi.

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