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    Oh cara!

    30 01 2006 di Francesco Minciotti

    Esame di Unione Europea. Vi lascio immaginare la tensione del pre-esame, quando tu, prenotato ultimo come sempre, vedi la gente prima di te che se ne va incazzata dall’aula, dopo essersi alzata dalla “sedia dell’interrogatorio” mimando il classico gesto dello sgozzamento alla gola (mano tesa mossa orizzontalmente davanti alla gola), tanto per dire “m’han bocciato”. E tu rosoli come una salsiccia alla brace, anzichenò.
    Epperò, pare che non tutti in quell’aula condividano la tua stessa preoccupazione; chissà, forse sono preparati a dovere, oppure hanno più nervi saldi, o forse simulano distacco in maniera superba. Due ochette tutte gnè-gnè dietro di me: una prende la mano dell’altra, la distende sulla sua coscia, ed inizia a carezzarla con stupore incredulo:

    No, cioè, nun ce posso créde che le tue unghie so’ così bbianche; mo’ me vorresti di’ che questo è ‘r tu bbianco naturale? Ma nu’ mme dì! Te sei ‘nnata da’ estetista, nun me di’ fregnacce!

    Sarà questione d’autocontrollo, ma io alla fine d’ogni esame ho le unghie tutte rosicchiate. E no — per chiunque se lo chiedesse — le mangio da solo, senza estetista.

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  • Dog-show

    29 01 2006 di Francesco Minciotti

    Tempi duri per i cani giocherelloni.
    Tutto ha inizio da questo episodio — probabilmente, un cane di qualche punkabbestia anarco-insurrezionalista:

      NEW YORK - Una bimba di sei anni è morta strangolata nei dintorni di New York quando il suo golden retriever ha addentato la sua sciarpa trascinando la piccola per il giardino di casa. La tragedia è avvenuta nella cittadina di Manorville (New York). (qui, amplius)

    Il golden retriever — sotto shock — ha dichiarato: «E’ un complotto; è la stampa della sinistra che mi dipinge così, in realtà è stata legittima difesa: la bambina mi ha aggredito con la sciarpa, ed io ho utilizzato la nuova legge promulgata ieri l’altro. E’ ora di finirla con questi bambini albanesi».
    Inutili però le sue parole: immediatamente tradotto presso il commissariato, non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni. Si attende ora l’interrogatorio.Cane della Scottex
    E intanto è emergenza-cani: secondo fonti governative sarebbe già stato richiamato in patria il cucciolo della Scottex (qui in una foto di repertorio), per essere ascoltato come persona informata sui fatti. Forse potrà fornire qualche informazione utile alla ricostruzione della scena del delitto. Raggiunto telefonicamente dalla redazione, l’ormai ex-cucciolo più famoso della televisione non ha voluto rilasciare dichiarazioni.Pubblicità Coppertone
    Sembra invece ormai certa l’incriminazione per molestie su minori del celeberrimo cane della pubblicità della Coppertone che — davanti agli occhi di tutti e per quasi quarant’anni — ha attentato al virginale pallore dei glutei di decine di bambinette. Incredibile a dirsi, anzi, come non sia scattata prima la mordace e temeraria macchina della giustizia.
    Il nero quadrupede intanto non si è fatto certo, come si dice, mettere “il sale sulla coda”: è irrintracciabile da stamane. Dure le parole del suo legale, a smentire certe voci sediziose che lo davano in combutta con padre Fedele: «Se c’è un cane fra i due, quello non è di certo il mio cliente».
    E su questo davvero non ci piove.

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  • Oh mio Dio…

    29 01 2006 di Francesco Minciotti

      TOOL PROMO TOUR

    As it now stands, in a few weeks (mid-February) the members of the band (except for Adam) and their manager will be traveling to parts of Europe, England, Japan and Australia on a bit of a promo tour, meaning that they will be meeting with record company people and doing various interviews with the press in order to promote their new record and upcoming tours. Although any press releases are usually timed to coincide with the release of the record, there will undoubtedly be leaks, so those of you who scour the internet should be on the lookout around this time. As the others field questions and deal with promo issues abroad, Adam will remain in Los Angeles to direct the new Tool video. (qui, amplius)

    Per chi di voi avesse problemi con l’inglese, sappiate che in questa citazione qui sopra c’è scritto che i Tool (no, non vi spiego chi sono: sapete come rimediare mp3, quindi AGITE; è semplicmente un nuovo modo di percepire il reale: vi ho detto tutto.) stanno approntando un pre-tour in giro per il mondo per rilasciare interviste alla stampa per lanciare il nuovo album e il nuovo tour.
    C’è chi li aspetta dal 2001…

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  • E. Munch, Il vampiro

    28 01 2006 di Francesco Minciotti

    Il vampiro, Edvard Munch

    Edvard MUNCH, Vampiro, Olio su tela, cm 91 x 109, Oslo, Munch-museet, 1893-1894

    «I suoi capelli rosso sangue si erano impigliati in me — si erano avvolti attorno a me come serpenti rosso sangue — i loro lacci più sottili si erano avvolti attorno al mio cuore» (E. Munch, Diari)

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  • Gommalacca, Franco Battiato

    27 01 2006 di Francesco Minciotti

    Premessa:Credo sia la mia prima recensione musicale, o una delle prime. Nulla mi lascia credere di poter essere un buon recensore; tantomeno mi sarà d’aiuto l’esperienza. Di buono c’è che la musica la conosco, avendo avuto lunghi trascorsi da pianista “serio” e da chitarrista “semi-serio”; per cui forse qualcosa di meramente decente ne potrà uscire.
    Se però vi fa schifo quanto scrivo, spero abbiate il coraggio di dirmelo: si può sempre rimediare agli errori, finché una tastiera avrà il tasto cancella.

    ***

      Su Franco Battiato non c’è molto da dire: non perché la sua vita professionale non abbia materiale interessante (tutt’altro); ma perché probabilmente tutti voi la conoscete, e quindi avrete già in mente il suo genio eclettico e poliedrico, che l’ha portato nel tempo ad essere musicista sperimentale, melodico, pop, compositore classico (ha scritto tre opere liriche), pittore, regista (due film all’attivo, PerdutoAmor nel 2003 e Musikanten nel 2005).
    Gommalacca è l’album che ha licenziato nel 1998 (casa discografica Polygram). Esso vede una cooperazione del filosofo Manlio Sgalambro, conosciuto da Battiato a causa di una commessa affidata alla coppia dalla regione Sicilia, riguardante un’opera teatrale, della quale Battiato musicò il libretto di Sgalambro (emule, un’intervista di Battiato e Sgalambro per un’emittente siciliana: qualità video scarsa, ma molto interessante per i contenuti). Questi scrisse i testi, quegli li musicò. Un binomio perfetto, a mio avviso.
    E Battiato, insomma, sempre lui: intellettuale e pop miscelati assieme. Ritmiche graffianti in alcuni pezzi (Auto da fé, Il mantello e la spiga, Quello che fu), interi fraseggi — o intere canzoni — psichedelici (Shock in my town, Shakleton), melodici infine talaltri (Casta diva, La preda, Vite parallele).
    Si comincia appunto da Shock in my town, vero e proprio monito — all’alba dell’era digitale (1998) — nei confronti delle perversioni cibernetiche («Rozzi cibernetici, signori degli anelli, orgoglio dei manicomi»); passando per una raffinatissima Auto da fé (l’abiura che i condannati dalla Santa Inquisizione dovevano fare pena il rogo), mea culpa emendatore dall’amore («Faccio un auto da fé dei miei innamoramenti / voglio praticare il sesso senza sentimenti»). Casta diva è un dolcissimo, melanconico omaggio alla diva dell’opera, Maria Callas: la sua infanzia in America, il ritorno in Grecia («Tua madre ti riportò indietro, nella terra degli dèi»), il pubblico in delirio in tutto il mondo («Ti accoglievano navi, aerei e treni / invidie e gelosie»), e — en passant — l’accenno ad Onassis, suo concubino per anni che la lasciò, dopo una promessa di matrimonio, per sposare Jacquelin Kennedy: il tutto senza dire niente alla casta diva, che lo venne a sapere dalla tv («Un vile ti rubò serenità e talento / un vile ti rubò serenità / un vile ti rubò», un climax discendente, verso il cuore del dolore, di rara bellezza).
    Il ballo del potere, una ballata dal ritmo cadenzato e coinvolgente (ai livelli di Beppeanna della Bandabardò) sulla necessità del ritorno al primitivo, alla simbiosi uomo-natura, all’intimità immanente dei cosidetti “selvaggi”, o “tribù primitive” che tuttora abitano la terra («I pigmei dell’Africa / si stendono sulla terra / con un grido di socialità / tranquilli fumano l’erba» e «Gli aborigeni d’Australia / si stendono sulla terra / con un moto di fertilità / rilasciano il loro sperma»); forse il contraltare di quell’incubo informatico paventato dal singolo Shock in my town.
    La preda è una canzone delicata e vampira: il cacciatore svogliato nella notte («La caffeina scuote le mie voglie sto sempre sveglio / ho voglia di arditezze») che cerca l’ausilio della chimica per corroborare i suoi istinti mi ricorda tanto i vampiri stanchi della letteratura gotica ottocentesca.
    Il mantello e la spiga sarebbe tra le mie preferite, se avessi mai stilato una lista: mistica e rock quanto basta per creare uno strano e stridente connubio affascinante («Guarda le distese dei campi perditi in essi e non chiedere altro / Lasci un’orma attraverso cui tu stesso ti segui nel tempo e ti riconosci»).
    L’ipnotica E’ stato molto bello, basta una strofa per descriverla (su un letto di violini che tengono la stessa nota, con un briciolo d’eco: «I colli dei cigni / splendono alla luce / e mille barbagli / trafiggono le palpebre / il fuoco che bruciò Roma / è solo sprazzo / così m’incendi / con bugie di suoni mi possiedi»).
    Quello che fu è il pezzo che non t’aspetti da nessun altro che da Battiato: graffiante e raffinato, illustra la tematica d’un dolce ricordo di qualcosa che è stato legame (amore?, amicizia?) («Ah! Questo passato / dove il mio rifugio presso di te / fu quello che fu, / dove la polvere più pura sulla tua soglia, / fu quella che fu. / Duri come pietre / come due amici eravamo insieme. / Preso del tuo cuore / ho detto che il nostro legame / fu quello che fu»): un misterioso intreccio che ingarbuglia e stuzzica le nostre meningi, e tuttavia ci lascia inermi fino alle soglie di Vite parallele, dolcissima ed eterea apologia insieme del buddismo («Credo nella reincarnazione / in quel lungo percorso che ci fa vivere vite in quantità»), pensiero leibniziano («Ma già qui / vivo vite parallele / ciascuna con un centro, una speranza / e qualcuno che mi scalda il cuore») e filosofia aristotelica («Giriamo sospesi nel vuoto intorno all’invisibile / ci sarà pure un Motore immobile»).
    Il cd si chiude con Shakleton, lunghissimo pezzo (più di otto minuti) sperimentale, in cui s’alternano frasi parlate sulla sciagura di molti e del coraggio impavido d’uno, strofe cantate descrittive d’una storia d’eroismo (a mo’ d’aedo o cantastorie), lunghi gorgeggi elettrici in tedesco, e chiusa di leggiadri vocalizzi arabeggianti.
    Tutto questo, e molto altro, è Gommalacca, di Franco Battiato. Non potete non ascoltarlo.

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  • Nemo propheta in patria

    27 01 2006 di Francesco Minciotti

    Odio dire «Ve l’avevo detto», ma — manco il tempo di finir di scrivere — che già i grilletti facili hanno iniziato la mattanza, sull’onda della nuova legge sulla legittima difesa (di cui abbiamo parlato qui).

      VERONA - Un imprenditore veronese ha sparato durante un tentativo di furto nella sua abitazione. Un ladro è stato trovato morto. L’imprenditore è indagato in stato di libertà per omicidio volontario: la nuova legge sulla legittima difesa, che prevede la legittimità dell’ uso di armi in casi del genere, benchè approvata dal Parlamento non è stata ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. (qui, amplius)

    Quali erano i pericoli sottolineati da queste parti a proposito del “messaggio subliminale” di questa nuova legge? Che l’uomo della strada, all’oscuro delle dinamiche giuridiche, avrebbe inteso questo nuovo provvedimento come un nulla osta alla “giustizia da far-west“.
    Già, però — come pure i giornalisti hanno ben evidenziato — la legge non è ancora entrata in vigore, perché — dicono — «Non è stata ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale». E pure questo, mi dispiace dirlo, è solo parzialmente vero: infatti nel diritto esiste un istituto chiamato vacatio legis, che, generalmente (salvo eccezioni, dunque), dà validità alla legge a decorrere dal quindicesimo giorno dalla pubblicazione in Gazzetta. Quindi non è che se oggi la pubblicano, oggi vale. Dice infatti l’art. 10 delle preleggi del codice civile:

      Le leggi e i regolamenti divengono obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto

    Per cui, occhio al grilletto. Povera Italia, per citare Battiato.

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  • Un bijou

    26 01 2006 di Francesco Minciotti

    Chi mi conosce sa che non indulgo affatto nel trash nostrano. Tanto per darvi la cifra della mia incompetenza in materia, vi basti sapere che non ho mai capito su quale emittente vadano in onda Domenica In e Buona Domenica. Invero, non che abbia mai tentato seriamente di indagare a fondo: lo ritengo un concetto troppo al di sopra delle mie ridotte facoltà intellettuali.
    Ad ogni buon conto, ho avuto modo di visionare il filmato (video) che riprende la lite fra tale Zequila (un signore di cui ignoravo — giustamente — l’esistenza su questa terra) e Adriano Pappalardo («Tu hai scopato mia moglie, ora io scopo tua moglie», da leggere con accento americano, su un film trash anni ‘80 in cui interpretava un texano cornuto).
    Del deprimente alterco ci sarebbe da parlare a iosa (o forse tacerne del tutto), ma soprattutto quel che m’ha colpito è stata la furia con la quale il biondo ha difeso «mia madre», lo strenuo battagliare di Pappalardo in tutela della «mia famiglia», la pia donna — la Venier — che tenta di far intervenire il “mediatore buono” (un prete) e il salvifico intervento di tale don Mazzi — il prete — che tenta di mettere bonariamente pace.
    Il tutto molto italiota.
    E’ quando si riesce ad essere banali anche nei fuori programma che bisogna iniziare a preoccuparsi.

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  • …e vai a dargli torto, se ce la fai

    26 01 2006 di Francesco Minciotti

    Le parole di Jim O’Neill, Managing Director e capo della ricerca economia di Goldman Sachs International: «Vi restano solo cibo e calcio»:

      Il giudizio di O’Neill è duro: «L’unica luce che vedo è l’arrivo di Draghi alla Banca d’Italia. Per il resto, le cose che sapeva fare bene il vostro Paese ora le fanno a costi più bassi India e Cina, ormai forti anche nelle produzioni di qualità. Se nelle manifatture di fascia alta l’Italia non riesce nemmeno ad avere costi competitivi con la ricca Germania, cosa le rimane da offrire? Solo cibo e un po’ di calcio interessante ». (qui, amplius)

    Ah, una cosina di cui ho letto oggi non ricordo manco più dove: Draghi — sempre in sordina — ha vietato l’affitto dei Falcon (piccoli e lussuosi aeroplani privati, le rolls royce del cielo) a tutti gli impiegati di Bankitalia. Da oggi ci si sposterà con voli di linea. Prima classe sì, ma di linea.
    Fazio, tanto per capire, all’ultimo vertice prima di essere trombato (quello di Washington) c’era andato con un Falcon: costo approssimativo, 30.000€. Pagati da noi.

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  • Nuova legge sulla legittima difesa for dummies

    25 01 2006 di Francesco Minciotti

    Dopo tre anni di giacenza, la Camera ha licenziato una nuova leggina che modifica il concetto di “legittima difesa”, ampliandolo anche alla tutela dei beni materiali, oltreché all’incolumità fisica.
    Ve ne voglio parlare un po’ — in termini semplici, si capisce — partendo dalla vecchia concezione della legittima difesa, per arrivare poi a capire l’innovazione.
    Dice il “vecchio” art. 52 del codice penale (c.p.):

       Non e’ punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessita’ di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

    Tradotto in italiano, cosa ci permetteva di fare il vecchio art. 52 c.p.? Essenzialmente, di fronte alla necessità di difenderci da un’aggressione (cioè a dire impossibilità di scappare o di chiamare la polizia), avremmo potuto “farci giustizia da soli”, purché la nostra difesa fosse stata proporzionata all’offesa del malintenzionato. Per cui, di fronte alla (leggenda metropolitana della) zingara che tenta di rubarci il bambino dal passeggino, non avremmo potuto tirar fuori un coltello e reciderle una mano. Oppure, di fronte ad un ubriaco fradicio che avesse minacciato di volerci dare un pugno, non avremmo potuto fare fuoco con la nostra fida colt (ok, non siamo nel far-west, però avete capito).

    Ora, in cosa è consistita la nuova legge? Essenzialmente, essa ha aggiunto una nuova parte (un comma) al vecchio art. 52. Al testo di cui sopra dunque, dovremo aggiungere il seguente:

      Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

    a) la propria o altrui incolumità;

    b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

    La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

    Sì, lo so: è un ginepraio lessicale. Ne ho visti di più chiari, ma anche di più ingarbugliati. Ad ogni modo, esso cita i primi due commi dell’art. 614 c.p. (violazione di domicilio), i quali enunciano:

       Chiunque si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volonta’ espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, e’ punito con la reclusione fino a tre anni.
    Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l’espressa volonta’ di chi ha diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno.

    Essi quindi prescrivono una pena detentiva di tre anni per coloro i quali entrano, senza l’autorizzazione del proprietario, in case altrui. Anche senza rubare. Anche senza sfregiare. Se entri e io non volevo, puoi beccarti fino a tre anni di carcere. Giusto.
    Quindi, tornando alla nuova “legge” sulla legittima difesa, in presenza di un aggressore qualcuno «legittimamente presente» in case o negozi (quindi non solo il proprietario, ma anche qualunque altra persona che vi si trovi col permesso di costui) può non solo e non tanto intervenire in legittima difesa della vita sua propria o dei presenti, ma anche intervenire «con un’arma o con altro mezzo» a tutela dei beni materiali. Ecco qui: intervenire con armi (e quindi con un’attività volta a ledere fisicamente l’aggressore) per tutelare dei beni materiali. Quindi, con la vecchia disposizione noi potevamo aggredire a nostra volta fisicamente l’aggressore solo se questi attentava alla nostra salute; ora invece possiamo aggredirlo anche se vuole fregarci qualcosa. Insomma: prima si poteva dire «la borsa o la vita»; oggi «la borsa e la vita».
    Chiaro fin qui?, perché dobbiamo aggiungere altri due elementi. E no, non si può smettere di leggere ora, perché altrimenti avreste una visione parziale della cosa, e andreste in giro a dire «Francesco ce l’ha spiegata male, è un avvocato ridicolo, dice cazzate» eccetera. Ecco, mi preme precisare che quella parola mi offende proprio: darmi dell’«avvocato» è una cosa vergognosa ed infamante. E poi non lo sono ancora.
    Ad ogni modo, andiamo avanti.
    Si diceva che con la nuova legge possiamo “difenderci” dall’aggressore con le armi anche se egli attenta solamente ai nostri beni materiali, e non alla nostra salute. A due condizioni però, dice la legge: che non vi sia «desistenza» e che vi sia «pericolo d’aggressione». Quindi, in parole povere, nel momento in cui il ladro ci abbia risposto picche alla nostra richiesta di lasciar stare il portafogli ed andarsene da dov’è venuto e, cosa ancora più difficile da accertare, che questo minacci d’aggredirci.
    Anzitutto, va messo in luce come il vecchio articolo parli di «pericolo attuale di offesa ingiusta», e il nuovo invece solo di «pericolo d’aggressione». Non credo che gli estensori della legge si siano dimenticati dell’aggettivo “attuale” per caso; credo piuttosto che abbiano voluto rendere più facile il ricorso alla violenza. Infatti, essendo sufficiente un «pericolo d’aggressione», si potrà ricorrere molto più facilmente alla norma in questione: chi potrà sostenere che un rapinatore non ponga implicitamente, nel suo agire, un pericolo d’aggressione? Quale rapinatore ci chiederebbe «scusi» e «per favore»? Una rapina è ontologicamente aggressione, perché è uso della forza per sopraffare. Anche la semplice frase «Fermi o sparo!» è di per sé un pericolo d’aggressione, mentre, in alcune circostanze, potrebbe tranquillamente non essere un attuale pericolo (magari perché il rapinatore è a 20 metri da me all’interno di una banca, e l’atrio è pieno di persone, e io sono vicino ad un’uscita d’emergenza).
    Per concludere l’analisi giuridica, vi rammento che quanto previsto non sostituirà affatto la norma previgente, ma vi si affiancherà: queste nuove regole infatti si applicheranno solamente nelle abitazioni private, nei negozi e negli uffici. Per cui, se vi fregano il portafogli in un bar o in mezzo alla strada dovrete stare bene a pensare a quale tipo di ipotesi di offesa vi permetta di agire con la forza, se quella attuale o quella generica. Ridicolo, a mio avviso.

    Da un punto di vista sociologico invece, credo che la legge vada nel senso di accontentare gli animaluomini che sperano di potersi fare giustizia da sé, mentre da quello politico credo che la legge arrivi solo ora — in fin di legislatura — in maniera tale che anche la Lega nei suoi comizi possa dire «Avete visto? Volevate la legge per ammazzare i negher e ve l’abbiamo data!».

    Spero d’avervi reso un buon servigio; se avete altre richieste, lasciatele nei commenti. Ah, anche le critiche sono ben accette.

    Approfondimento: Per un’analisi comparativa con la realtà americana, vi consiglio l’ottimo pezzo di Vittorio Zucconi, molto più discorsivo, meno tecnico e più sociologico del mio (qui, amplius)

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  • Castità dei religiosi

    24 01 2006 di Francesco Minciotti

      Arresti in convento per violenza sessuale
    Scandalo e violenza in convento: la polizia di Stato ha arrestato a Cosenza un sacerdote, Francesco Bisceglia di 69 anni, con l’accusa di violenza sessuale, singola e di gruppo, nei confronti di una suora. [...] Insieme a lui è stato arrestato il suo più stretto collaboratore, Antonio Gaudio, di 39 anni, accusato di violenza sessuale di gruppo ai danni della stessa suora. [...] Gli elementi d’accusa sono basati anche sul contenuto di intercettazioni telefoniche e ambientali. (qui e qui, amplius)

      Codice di diritto canonico — Canone 598 - § 1. Ogni istituto, attese l’indole e le finalità proprie, deve stabilire nelle costituzioni il modo in cui, secondo il suo programma di vita, sono da osservarsi i consigli evangelici di castità, di povertà e di obbedienza.
    Codice di diritto canonico — Canone 666: Nel fare uso degli strumenti di comunicazione si osservi la necessaria discrezione e si eviti tutto quanto può nuocere alla propria vocazione e mettere in pericolo la castità di una persona consacrata. (qui, amplius)

    Nuova rubrica: senza una cadenza fissa, “ciò che è” e “ciò che dovrebbe essere” a confronto. Per vedere con quanta pervicacia e precisione stiamo mandando a fanculo il nostro mondo, disapplicando con prosopopea le regole che noi stessi ci siamo dati.

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