Posted by Francesco Minciotti in
Di me, del mio mondo on 02 17th, 2006 |
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- L’orario è relativo. Se vi dicono che un libro sarà disponibile «alle dodici» significa che potrebbe essere disponibile intorno alle dodici, o due ore più tardi. Ad ogni modo, è pura alea.
- La temperatura delle sale è equatoriale, indipendentemente dalla temperatura esterna o dalle richieste dei visitatori. E credetemi, ce ne sono.
- L’informatica è un puro vezzo. Basti dire che non hanno previsto la possibilità di collegarsi ad Internet, né dai computer propri (sarebbe troppo una rete wireless?), né da postazioni della biblioteca. Per cercare il manifesto hacker di The Mentor ho dovuto supplicare una bibliotecaria sessantenne grossa come una barca per farmi usare il pc privato. Saprete a cosa mi sarà servito quando pubblicherò qui su queste pagine la mia tesi. Sì, la pubblicherò qui. Sì, presto.
- Non puoi portare i tuoi libri all’interno. Neanche se ti servono perché comunque prenderesti in prestito la copia che hanno, sottraendola magari a chi la cerca e non ne ha una di proprietà, mentre la tua giace inutilizzata nell’armadietto all’ingresso. A meno che…
- Farsi amica la direttrice del personale — colei che concede le deroghe per l’ingresso dei libri di proprietà — può sempre tornarti utile.
- Per converso, le normali impiegate capiscono davvero poco. Alcune sono gentili, per carità la vita!, ma hanno il cervello elastico quanto il tungsteno. «Signora, ma perché non mettete Internet a disposizione degli utenti?» «Beh… perché… perché il nostro CED ha valutato che non è utile». Internet non è utile, capito? Svegliatevi, bambocci!
- Gli allarmi vicino alle uscite di sicurezza vivono di vita propria, e hanno la missione di rompere il cazzo. Probabilmente costruiti da qualche industria contraria alla concentrazione intellettuale, suonano esattamente ogniqualvolta riesco a raggiungere la concentrazione necessaria a capire quel passaggio di Marchesini , nel suo cazzo di complicatissimo libro. Per fortuna ho le mie cuffie insonorizzanti, il che ci porta al punto…
- Necesse est portare tappi per le orecchie / cuffie insonorizzanti / forarsi il timpano. Tra il frusciare delle pagine voltate, le scharite di voce, i colpi di tosse, i passi, il tamburellare delle dita sulla tastiera (moltiplicato per decine di computer), la gente che, increidibilmente, parla!, non si può vivere senza.
- Mettete scarpe comode: vi serviranno. Perché? Beh…
- Dovrete camminare per chilometri. La biblioteca è immensa, tanto quanto la burocrazia e i moduli da riempire e consegnare sempre all’ufficio più lontano da voi. Mai visto tanto intreccio di amministrazione. Una vergogna, nell’era dell’informatica. Alla faccia di Stanca (nomen omen, dicevano i latini…).
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[...] a due passi da casa mia (e per fortuna, ché di passi al suo interno vanno fatti tantissimi, come scrissi due anni fa), come pure la biblioteca dell’antitrust, e di stranezze ne ho riscontrate tante, [...]