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    Dott. Minciotti, prego!

    31 03 2006 di Francesco Minciotti

    Finalmente, il parto è avvenuto. E’ stato sufficientemente doloroso, quel tanto che basta a non scordarselo molto facilmente.
    La mia tesi, Il cyborg: prospettive filosofiche e giuridiche è stata accolta dalla Commissione con benevolenza: mi hanno accordato il massimo dei punti (8) più 2 “extra” a discrezione con particolare lode della Commissione stessa, per un totale di 105/110. Dottore in scienze giuridiche.
    Sì, lo so, è un mese che ve la meno per la tesi, rimandando di volta in volta la sua pubblicazione fra queste pagine; ma una persona che definirei “amico”, se non fosse per il rispetto che le porto, mi ha consigliato di pubblicarla soltanto dopo la discussione. «Per una questione di correttezza» ha sostenuto, e non a torto.  Ad ogni modo, ciance e resoconti a parte, leggetevela. Finalmente.

    Il cyborg: prospettive filosofiche e giuridiche

      N.B.: Essendo piuttosto pesante (707kb per un totale di 125 pagine), vi consiglio di scaricarvela, e leggervela intera dopo averlo fatto. Per scaricarla, cliccate col destro sul collegamento e fate “salva con nome”. Qualche secondo per scaricarla, e poi… buona lettura!

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  • Onore e rrrispetto

    29 03 2006 di Francesco Minciotti

      MESSINA - La vittima si chiama Brunetta Morabito, ha 39 anni ed è stata colpita sul marciapiede di fronte ad un negozio di abbigliamento, una copisteria e a un edificio che ospita diversi studi professionali. [...] Un uomo, il fratello della donna, che ha detto di avere sparato a Bruna Morabito, si è costituito alla stazione dei carabinieri di Reggio Calabria. Si chiama Giovanni e hai 24 anni. Secondo le prime indicazioni, all’ origine del gesto vi sarebbe il fatto che Bruna Morabito ha avuto un figlio senza essere sposata. (qui, amplius)

      Art. 587 codice penale (abrogato dalla legge n. 442 del 5 agosto 1981, il che significa che non è più legge da 25 anni.)

    Omicidio e lesione personale a causa di onore
    Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da 3 a 7 anni.
    Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona, che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.
    Se il colpevole cagiona, nelle stesse circostanze, alle stesse persone, una lesione personale, le pene stabilite negli artt. 582 e 583 sono ridotte a un terzo; se dalla lesione personale deriva la morte, la pena è della reclusione da 2 a 5 anni.
    Non è punibile chi, nelle stesse circostanze, commette contro le dette persone, il fatto preveduto dall’art. 581.

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  • Vocabolario informatico

    27 03 2006 di Francesco Minciotti

      Arriva il mio amico e coinquilino D. che, in un empito di desiderio informatico, inizia a chiedermi delucidazioni sul meraviglioso mondo del pc: mi chiede come fare per collegare un mixer ad un computer; io gli rispondo che si dovrà usare un cavo usb o forse firewire; lui

       Fra’, ma ’sto cavo firefox dove lo devo mettere?

    e poi

      (con il portatile sulle mani, indicando le varie porte del pc) Fra’, ma in quale aggancio devo inserire il cavo?

    L’alfabetizzazione informatica è necessaria ma dura.

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  • Chi più spende, meno spende

    23 03 2006 di Francesco Minciotti

    Uno alla mattina alle 8 non ci pensa che alla sera alle 19 potrebbe piovere; soprattutto se, guardando fuori dalla finestra, il cielo gli appare terso, la temperatura mite e il vento quasi assente. Anzi, si sente quasi rassicurato sulla beltà del tempo che lo accompagnerà — a suo dire — per tutta la giornata.
    Capita che uno pensi la cosa più sbagliata.
    Ore 19, fuori dalla facoltà: il diluvio. Non so se orbi, ma urbi sicuramente sì. Questo qualcuno allora, imprecando allegramente alla maniera degli uomini savii si avventura, con rapidi balzi, alla fermata della metropolitana, e vi arriva relativamente asciutto. E anche relativamente bagnato (così come il proverbiale bicchiere — pieno o vuoto, non bagnato).
    Quando riemerge dal buco al cui interno corre il metallico lombrico, trova un diluvio al quadrato. Visto che svariate centinaia di metri lo separano dalla sua calda e asciutta casa, decide di aspettare che spiova sotto il meraviglioso porticato di Piazza della Repubblica. «Sarà questione d’un momento», pare l’abbiano sentito dire; «di certo non comprerò mai un ombrello da cinque euro dagli omini della pioggia». Per chi non lo sapesse, tali omini sono gli immigrati che, miracolosamente, spuntano dappertutto non appena il cielo versi qualche lacrima. Repentinamente, quasi generati dalla terra o caduti assieme alla pioggia. E tentano in tutti i modi di appiopparti inutili ombrelli usa e getta (spacciati per robusti e duraturi).
    Il furbo di cui sopra che fa? Dice: «Col cazzo che spendo cinque euro per l’ombrello una tantum; preferisco aspettare che spiova qui sotto, e, nell’attesa, mi prendo un bell’aperitivo osservando la tanto decadente pioggia che cade nella notte sulla fontana, illuminata dal basso, e io qui nel tiepido fresco della sera sorseggio uno spritz a poco prezzo».
    Capita a volte che uno pensi proprio la cosa più sbagliata.
    A momenti litigo col cameriere, che non voleva saperne di farmi uno spritz a regola d’arte (Sanbitter, soda e prosecco); poi mi porta una schifosa brodaglia composta da: fettina di limone rancido, acqua del rubinetto, un po’ di Sanbitter e un goccio di vino. E un simpatico cestino di patatine mollicce.
    «Ok, il vitto fa schifo, ma l’alloggio — sempre decadente — ha ancora la sua intrinseca validità».
    Mica per ripetersi, ma pare che spesso uno pensi proprio la cosa più sbagliata.
    Arriva il conto: cinque euro. Sinistramente identico al prezzo dell’ombrello-pacco, ed esageramente esorbitante per una bevanda di tal guisa; e in fin dei conti, anche lo spritz è stato un pacco, nel suo genere. Piena coerenza (forse un sindacato baristi-omini della pioggia?)!
    Mi rialzo, infreddolito dall’attesa non poi così tanto decadente (oddio, forse per i miei anticorpi sì).
    Nel frattempo, ricomincia a piovere a dirotto.
    Risultato: cinque euro spesi, incazzatura per uno spritz di merda, freddo (definitivamente non più decadente) e tanta acqua.
    Meglio uscire con l’ombrello. Anche in agosto.

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  • Il pacco dell’orrore

    21 03 2006 di Francesco Minciotti

    (Riportato da un’amica): «Ero in una sala a vedere L’esorcista — La genesi e c’era un silenzio spaventoso in sala; nella prima scena, una ragazza si dirige verso una finestra chiusa a chiave, e lentamente allunga la mano per aprirla. Tutti si aspettano che accada qualcosa di brusco e improvviso, ma, dal fondo della sala, un tipo urla:

      Scavicchi ma non apra!

    Come fai ad avere ancora paura?»

    Come darle torto?

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  • La preghiera secondo Francesco

    18 03 2006 di Francesco Minciotti

    Sabato sera, a casa mia, ho invitato alcuni amici fraterni a cena per «festeggiare» la consegna della tesi di laurea (ragione — la tesi, non la cena — del mio assenteismo sitistico). Conoscendo le mie idee religiose, un amico mi ha scherzosamente invitato «a recitare la preghierina prima di mangiare». Lì per lì c’è stata una grande risata generale, ed abbiamo iniziato a pasteggiare con delle meravigliose, succulente pietanze preparate dalla Stella, e del buon vino offerto da tutti i commensali.
    Poi, pensandoci bene, m’è venuta in mente una personalissima preghiera, che vi riporto:  Padre Nostro, ammesso e non concesso che tu sia nei cieli
    Sia santificato il tuo nome, ma anche il nostro
    Venga il nostro regno, e sia fatta la volontà degli uomini
    Come nel nord del mondo, così nel povero sud
    Prega affinché tutti possano avere il pane quotidiano
    E fa’ che tutti si possa avere meno debiti con te
    E fra noi, che dobbiamo considerarci gli uni gli altri fratelli
    Inducici anche in tentazione, ché una vita morigerata è una vita frustrata
    Liberaci dal male, perché nessuno di noi lo merita fino in fondo
    Amen.

    Penso che possa essere condivisa — ancorché non perfettamente ortodossa — anche dai cattolici, ai quali ho preso in prestito il Padre Nostro.

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  • La Grande Buffonata

    15 03 2006 di Francesco Minciotti

    Che fosse una buffonata, diciamolo, lo sapevamo da principio; ma non ci aspettavamo che lo fosse così tanto. Certo, c’è stato il merito della parità fra capi-schieramento, un incontro moderato e civile, improntato all’eguaglianza e al dialogo; ma una povertà di contenuti e una forma avvilente perché un groviglio di regole l’hanno frustrato oltre ogni dire.
    Sto parlando del confronto televisivo Berlusconi-Prodi (in ordine alfabetico, per imparzialità), andato in onda su Raiuno con regole più da partita di pallacanestro che da agone politico fra uomini che potrebbero governare l’Italia (e uno, ahimè, lo farà). Questo lo schema: due giornalisti (Messaggero e La Stampa) hanno posto dieci domande; per ciascuna i candidati avevano un primo lasso di tempo di due minuti e trenta, e poi un ulteriore minuto per replicare alla risposta dell’avversario.
    Roba che manco alle elementari così contingentati. Che cazzo di risposta approfondita vuoi dare — non so — alla domanda del conflitto di interessi, in due minuti e trenta? E quale replica ferrata, con appena un minuto?
    Avvilente.
    Si dice che il sogno del legislatore sia quello di non legiferare, perché tanto più il cittadino è libero e maturo, tanto meno ha bisogno di regole per frenare gli eccessi. Qui, i candidati alla guida del Paese hanno bisogno del cronometro per non scannarsi a vicenda.
    «Ok» ho pensato «vogliamo giocare all’infantilismo? Ora cronometro di quanti secondi sforano su ciascuna domanda». Così ho fatto, e vi riporto i risultati (per ogni domanda, l’oggetto e l’eccesso in secondi sulla prima risposta, e poi sulla replica):  1. Cuneo fiscale

    Berlusconi: + 20 secondi
    Prodi: nei tempi
    B.: + 18 secondi
    P.: nei tempi

    2. Cambio Lira-Euro

    B.: + 4
    P.: - 12
    B.: + 8
    P.: nei tempi

    3. Reperibilità fondi per cuneo fiscale

    B.: + 1
    P.: - 17
    B.: - 2
    P.: nei tempi

    4. Immigrazione

    B.: - 8
    P.: + 4
    B.: + 7
    P.: + 6

    5. Rapporti con piccole comunità (ad es. NO-TAV)

    B.: + 10
    P.: nei tempi
    B.: nei tempi
    P.: + 14

    6. Quote rosa (la domanda più stupida che potessero sprecare)

    B.: + 5
    P.: nei tempi
    B.: + 14
    P.: + 10

    7. Fuga dei cervelli ed eventuale mantenimento delle riforme fatte da Berlusconi nel caso in cui salisse al governo Prodi

    B.: + 13
    P.: + 1
    B.: - 6
    P.: + 3

    8. Conflitto di interessi

    B.: nei tempi
    P.: - 2
    B.: + 11
    P.: - 3

    9. Rapporti con le parti sociali

    B.: + 26
    P.: - 2
    B.: + 28
    P.: - 8

    10. Politica estera — Situazione dell’Iran

    B.: - 1:00
    P.: - 53
    B.: + 2
    P.: nei tempi

    11. 1:30 di discorso libero

    B.: + 1:30
    P.: + 1:20 (concesso perché Berlusconi aveva arbitrariamente raddoppiato il tempo assegnatogli)

    In definitiva, si può dire che contingentare le risposte fondamentali sul futuro del Paese dimostra l’assoluto contegno da circo Barnum della nostra classe politica attuale; che Berlusconi è straripante e fuori regola, come al solito; che Prodi ha mostrato un filino di palle in più del previsto, ma che anch’egli è totalmente inadeguato alla guida di una nazione; che la demagogia e il pressappochismo imperano, ancora, dappertutto. Vi dovrebbe spingere a riflessione il fatto che abbia insistito molto sul tempo e poco sul contenuto delle risposte… ma credo che, avendolo guardato anche voi, avrete sicuramente potuto formulare un vostro proprio giudizio, probabilmente migliore del mio.

    Chiudo con una chiosa linguistica (sapete che adoro la materia): quell’imbelle di Mimun (non ha interrotto nessuno, attestato che entrambi — in special modo Berlusconi — hanno ripetutamente sforato il ridicolo limite temporale) ha chiuso salutando con «Rivedremo il 3 aprile una nuova sfida fra i leaders delle coalizioni», ignorando evidentemente che i forestierismi sono invariabili al singolare (cioè non si dice films, sports e leaders). Il direttore di Raiuno.
    Vergogna.

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  • Pronomi personali

    14 03 2006 di Francesco Minciotti

    Posso ammettere d’esser stato forse un po’ troppo severo nel sottolineare in rosso errori come «perchè», ma questo è davvero orribile oltre ogni immaginazione, nonché vergognosamente lapalissiano. Non c’è fraintendimento di sorta: è proprio un errore concettualeGli aveva!
    Il pronome personale per un sostantivo plurale non può e non deve essere «gli», cioè un singolare, ma «li», un plurale; nella fattispecie, la frase avrebbe dovuto essere così strutturata: «gli allenamenti per Torino li aveva un po’ trascurati». Per quanto, anche così suona da schifo (perché è la frase ad essere mal strutturata, in quanto ridondante). Correggerei così: «Aveva un po’ trascurato gli allenamenti per Torino».
    Questo non è solo scrivere da cani: è ignorare a pie’ pari la grammatica italiana.

    Tanto per esser pedanti fino in fondo, «quindicesimo» non può essere scritto in quel modo, con il punto: si può scrivere al massimo (e non è di certo la forma preferibile) «15esimo». Ma perché questa brutta commistione alfanumerica, quando, in sua vece, possiamo utilizzare (come è più ortodosso) l’aggettivo numerale ordinale «quindicesimo»?
    Certo, questo è un semplice errore, se paragonato al summenzionato orrore; ma vale la pena sottolineralo.

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  • No al pirata. Con classe.

    13 03 2006 di Francesco Minciotti

    Pensavo che la pubblicità antipirateria precedente (quella del tu non ruberesti mai un’auto) fosse la peggiore mai creata, tanto dal punto di vista logico, quanto da quello giuridico, quanto ancora dal punto di vista di realizzazione del girato.
    Mi sbagliavo.

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  • Ecclesia clamat

    07 03 2006 di Francesco Minciotti

      Non intendo in alcun modo prestarmi a polemiche di nessun tipo circa le udienze che il Papa ritiene, legittimamente, di concedere. Per quel che mi riguarda, io non voglio strumentalizzare né coinvolgere la chiesa cattolica e le gerarchie ecclesiastiche nella campagna elettorale (qui, amplius)

    Ma si può votare uno che impropina stronzate del genere?!
    Voglio dire: che Silvio sia il il peggio del peggio non c’è neanche da dirlo, e del mandarlo via se ne fa ragion di Stato. Per cui, posso pure compiegarmi a votare Prodi (quello che, nel caso Moro, affermò di fronte alla Commissione governativa che parlava con gli spettri, per dirne una). Ma di certo non lo farò a cuor leggero: il «Professore» demagogo e baciapile è una iattura: dove ce le ha le palle?
    Il Papa «invita» i rappresentanti del Partito Popolare europeo; guarda caso, li invita poco prima delle elezioni politiche. Ora: ammettiamo per un attimo che l’invito sia stato calendarizzato da mesi (con il beneficio che non sapessero la data della tornata elettorale, cosa che invece era già di pubblico dominio, tant’è che già l’anno scorso il Ministro del Terrore Mediatico Pisanu paventava apocalissi d’origine musulmana «fra le Olimpiadi e le elezioni, cioè fra febbraio ed aprile»), ammettiamo, dicevo, che l’incontro fosse già fissato: che ci vuole a revocarlo per manifesta inopportunità politica? E se proprio vogliamo, che cosa impedisce agli invitati di rinunciare, adducendo come motivazione quella stessa inopportunità politica che dovrebbe far revocare l’invito da parte di chi l’ha diramato?
    No. In Italia se la Chiesa chiama, noi rispondiamo. E Prodi — non invitato — lecca il culo dalla porta sul retro, con la lingua che passa attraverso lo sportellino delle lettere.
    Abbiamo una classe politica che mi fa (quasi) rimpiangere Andreotti e Craxi.

    Aggiornamento: Berlusconi ha affermato che non si recherà dal Papa (qui, amplius). Rimangono solo Casini e Mastella, ma si commentano da soli, per il solo fatto di esistere politicamente.

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