Che fosse una buffonata, diciamolo, lo sapevamo da principio; ma non ci aspettavamo che lo fosse così tanto. Certo, c’è stato il merito della parità fra capi-schieramento, un incontro moderato e civile, improntato all’eguaglianza e al dialogo; ma una povertà di contenuti e una forma avvilente perché un groviglio di regole l’hanno frustrato oltre ogni dire.
Sto parlando del confronto televisivo Berlusconi-Prodi (in ordine alfabetico, per imparzialità), andato in onda su Raiuno con regole più da partita di pallacanestro che da agone politico fra uomini che potrebbero governare l’Italia (e uno, ahimè, lo farà). Questo lo schema: due giornalisti (Messaggero e La Stampa) hanno posto dieci domande; per ciascuna i candidati avevano un primo lasso di tempo di due minuti e trenta, e poi un ulteriore minuto per replicare alla risposta dell’avversario.
Roba che manco alle elementari così contingentati. Che cazzo di risposta approfondita vuoi dare — non so — alla domanda del conflitto di interessi, in due minuti e trenta? E quale replica ferrata, con appena un minuto?
Avvilente.
Si dice che il sogno del legislatore sia quello di non legiferare, perché tanto più il cittadino è libero e maturo, tanto meno ha bisogno di regole per frenare gli eccessi. Qui, i candidati alla guida del Paese hanno bisogno del cronometro per non scannarsi a vicenda.
«Ok» ho pensato «vogliamo giocare all’infantilismo? Ora cronometro di quanti secondi sforano su ciascuna domanda». Così ho fatto, e vi riporto i risultati (per ogni domanda, l’oggetto e l’eccesso in secondi sulla prima risposta, e poi sulla replica): 1. Cuneo fiscale
Berlusconi: + 20 secondi
Prodi: nei tempi
B.: + 18 secondi
P.: nei tempi
2. Cambio Lira-Euro
B.: + 4
P.: - 12
B.: + 8
P.: nei tempi
3. Reperibilità fondi per cuneo fiscale
B.: + 1
P.: - 17
B.: - 2
P.: nei tempi
4. Immigrazione
B.: - 8
P.: + 4
B.: + 7
P.: + 6
5. Rapporti con piccole comunità (ad es. NO-TAV)
B.: + 10
P.: nei tempi
B.: nei tempi
P.: + 14
6. Quote rosa (la domanda più stupida che potessero sprecare)
B.: + 5
P.: nei tempi
B.: + 14
P.: + 10
7. Fuga dei cervelli ed eventuale mantenimento delle riforme fatte da Berlusconi nel caso in cui salisse al governo Prodi
B.: + 13
P.: + 1
B.: - 6
P.: + 3
8. Conflitto di interessi
B.: nei tempi
P.: - 2
B.: + 11
P.: - 3
9. Rapporti con le parti sociali
B.: + 26
P.: - 2
B.: + 28
P.: - 8
10. Politica estera — Situazione dell’Iran
B.: - 1:00
P.: - 53
B.: + 2
P.: nei tempi
11. 1:30 di discorso libero
B.: + 1:30
P.: + 1:20 (concesso perché Berlusconi aveva arbitrariamente raddoppiato il tempo assegnatogli)
In definitiva, si può dire che contingentare le risposte fondamentali sul futuro del Paese dimostra l’assoluto contegno da circo Barnum della nostra classe politica attuale; che Berlusconi è straripante e fuori regola, come al solito; che Prodi ha mostrato un filino di palle in più del previsto, ma che anch’egli è totalmente inadeguato alla guida di una nazione; che la demagogia e il pressappochismo imperano, ancora, dappertutto. Vi dovrebbe spingere a riflessione il fatto che abbia insistito molto sul tempo e poco sul contenuto delle risposte… ma credo che, avendolo guardato anche voi, avrete sicuramente potuto formulare un vostro proprio giudizio, probabilmente migliore del mio.
Chiudo con una chiosa linguistica (sapete che adoro la materia): quell’imbelle di Mimun (non ha interrotto nessuno, attestato che entrambi — in special modo Berlusconi — hanno ripetutamente sforato il ridicolo limite temporale) ha chiuso salutando con «Rivedremo il 3 aprile una nuova sfida fra i leaders delle coalizioni», ignorando evidentemente che i forestierismi sono invariabili al singolare (cioè non si dice films, sports e leaders). Il direttore di Raiuno.
Vergogna.