No-alla-censura

E allora avanti, facciamo finta di non vedere.
Forse molti di voi sono innocenti, perché non seguono le vicende tecniche di Internet. E io sto qui apposta: affinché voi sappiate.
Lo Stato italiano adopera la censura via Internet. Sì, siamo arrivati al livello della Cina: ciò che non ci piace, viene censurato. Provate ad accedere, chessò, qui: sappiatemi dire cosa leggete.
Sì, avete letto bene: noi non siamo liberi di scegliere quali siti visitare e quali no. E non perché siano illegali, badate bene: quei siti di casinò in linea sono perfettamente legali, prova ne è il fatto che la polizia non può assolutamente far chiudere quei siti (anche perché si trovano in server posti in altri Stati); solo che lo Stato italiano rischia di rimetterci troppa grana, e quindi, con la scusa per la quale il gioco d’azzardo in Italia è ancora monopolio di Stato, inibisce l’accesso. Mica ne ha parlato un telegiornale, né un giornale. La voce circola solo sulla rete.  Fate circolare questa notizia il più possibile, è l’unica via di fuga.

Ah, ovviamente si sa pure come aggirarlo, questo goffo tentativo di censura. Sul sito di Salvatore Aranzulla trovate il (semplicissimo) metodo per farlo, e le spiegazioni tecniche.

Io non voglio finire censurato: e anche se non mi avvarrò mai dei servizi d’un casinò, voglio avere la libertà di poterlo fare, se mi aggraderà. Occhio ragazzi, qui si mette male.

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