La vergogna a Cuba non è solo per Fidel

  Mi piacerebbe chiudere Guantanamo, ma sono consapevole che abbiamo in custodia diverse persone maledettamente pericolose e che serve un piano per occuparsene nei tribunali (qui, amplius).

Queste le vergognose parole pronunciate da quel deprecabile essere ch’è — lo sappiamo tutti, ormai — George W. Bush.
In una repubblica presidenziale quale è quella americana (seppur temperata dal c.d. sistema di «checks and balances» ovvero «freni e contrappesi», come ogni studioso di diritto costituzionale sa) il presidente ha tutti i poteri di fare e disfare, molto più che in ogni altro sistema di governo.

In una repubblica degna di portare questo nome inoltre, non servirebbe un «piano» ad hoc per occuparsi di tale o talaltro (supposto) criminale, perché il sistema avrebbe già le proprie strutture detentive (dove più, dove meno rigide, secondo necessità) capaci di accogliere chiunque meriti di esservi accolto (dovendo ciò essere stabilito con un regolare processo).
Dacché tale frase infrange ben due assiomi del diritto moderno:

  1. Il diritto ad essere giudicati da tribunali precostituiti;
  2. il diritto ad essere trattati parimenti ad altri in situazioni simili.

Per quanto riguarda il diritto sub 1), è proprio di ogni ordinamento giuridico democratico far sì che il giudice che deve giudicare circa un reato vi preesista, e non che la sua nomina segua il reato; altrimenti si potrebbe pensare che la nomina del tale giudice per il talaltro reato sia «pilotata» da qualcuno che vuole un determinato verdetto. La Costituzione italiana chiama questa caratteristica irrinunciabile dell’ordinamento giuridico «giudice naturale precostituito per legge», e ne sancisce l’irrefragabilità assoluta sistemandolo all’articolo 25.
Il fatto quindi di parlare di «piano per occuparsene nei tribunali» è osceno tanto dal punto di vista linguistico (ci si «occupa» di cose, non di esseri umani; loro li si «giudica») quanto da quello giuridico (per i motivi sopra esposti).

Passando ai motivi di cui sub 2), non è pensabile che degli uomini che abbiano commesso un determinato tipo di reato siano trattati in maniera diseguale ad altri; figurarsi se poi il reato ascritto ai prigionieri di Guantanamo non è stato ancora provato, visto che non li hanno ancora processati; e figurarsi ancor più se li stanno detenendo al di fuori di ogni qualificazione giuridica (non sono prigionieri di guerra, né altro). Li hanno, in una parola, sequestrati tra i tre e i quattro anni fa e li hanno isolati (è proprio il caso di dirlo) dall’altra parte del mondo, sottoponendoli a trattamenti inumani e degradanti, senza addebitar loro pubblicamente alcun crimine; sottacendo a lungo anche la loro identità al mondo; impedendo l’accesso ad ispettori di ONG sui diritti umani. E Condoleeza Rice oggi ha anche avuto la sfacciataggine di sottolineare come questi uomini sarebbero tutti senza dubbio colpevoli, nonostante li abbiano rapiti quattro anni fa senza dimostrare ad alcuno le loro colpe:

  Gli Stati Uniti non vogliono essere i carcerieri del mondo, ma abbiamo un problema oggettivo: c’e’ gente molta gente pericolosa che deve essere chiusa da qualche parte perche’ non rappresenti piu’ un pericolo (qui, amplius).

In ogni paese civile un uomo deve essere trattato con rispetto, financo nella sua giusta pena che deve scontare per «regolare i conti» con la società. E questo rispetto non va molto d’accordo con l’assenza di processi; con il filo spinato e le gabbie e le tute e il Corano zuppo di piscio e le alimentazioni forzate e l’esposizione totale allo sguardo dei carcerieri e i misteriosi «suicidi» (in un campo in cui praticamente non esiste neanche un muro) e le docce fredde e le privazioni delle docce e l’assenza di servizi igienici e la derisione e l’umiliazione e l’assenza di diritto e la tortura.
Bush, tu che hai invaso una nazione mentendo al mondo (la scusa delle «armi di distruzione di massa» è ormai tanto banale quanto quella del cane che ha mangiato i compiti dell’alunno); che te ne sei fregato dell’ONU; che sei il presidente degli Stati Uniti d’America: tu davvero non puoi far chiudere Guantanamo? Tu che un tempo l’apristi?

Leave a Reply