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    Test: sei un fotografo?

    27 10 2006 di Francesco Minciotti

    Quale delle due?

    Se guardi la D2x della Nikon, sei un fotografo.
    Se guardi la sciacquetta, no.

    No, dico, la D2x, una fotocamera da 4000€ (per quanto io parteggi per Canon, e la sua ammiraglia — la 1D Mark II — sia tutt’altra cosa), e questo la deve sciupare con una sciaquetta da due soldi, invece di darla a me!
    Il mondo è ingiusto.

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  • Guida alla modifica contrattuale delle condizioni di Libero adsl

    26 10 2006 di Francesco Minciotti

      In questa categoria pubblicherò, d’ora in avanti, gli incipit di importanti articoli (per lunghezza, mica per contenuti!) che scrivo per il forum A tutta banda!, sul p2pforum. Si tratta, per lo più, di analisi giuridiche dei contratti di gestori adsl e di guide alla corretta gestione del rapporto contrattuali con essi.
    Il primo, che propongo di seguito, riguarda un’analisi delle nuove condizioni contrattuali di Libero adsl, rilasciate una decina di giorni fa.
    Giova notare che, per ossequiare la sede propria dell’articolo (il forum), qui si darà solo un «assaggio» del pezzo, che potrete continuare a leggere sul forum; il che è molto utile anche per successive domande che potrebbero sorgere, visto che la discussione è molto attiva in quella sede, e consultandola potremo evitare inutili ripetizioni.

    ***

      …ed alla fine, eccolo qua (anche più celermente del previsto): il super-articolo di cui vi ho parlato all’inizio del filone, cioè l’analisi comparatistica del nuovo contratto di Libero adsl. Finito di scrivere stanotte alle 2:08, è stato prontamente letto da Paolinomoderatorino (s’è nottambuli, da queste parti), il quale ha speso parole di sommo elogio, e per questo lo ringrazio pubblicamente. Spero che possa tornare utile anche a voi.
    Da notare che, per quanto lungo, esso deve essere letto in tutte le sue parti, pena la mancanza di comprensione.
    Inoltre, è prevista la vostra partecipazione attiva, secondo modalità che troverete nel testo.
    L’articolo è stato inoltre inviato a Punto Informatico, nella speranza che gli diano risalto (magari pubblicandolo), e aiutino tutti gli utenti Libero nella loro lotta.
    Buona lettura.

    ***

      Com’è ormai accertato, Libero ha da pochi giorni aggiornato la propria posizione legale attraverso la redazione e la pubblicazione (in sordina) di una nuova versione delle condizioni generali di contratto, cioè l’insieme delle norme che regolano il servizio ADSL offerto dall’azienda e che l’utente accetta integralmente al momento dell’attivazione del proprio abbonamento.
    Per i più attenti di voi, questa non dovrebbe suonare come una novità: più volte l’azienda ha ritenuto necessario effettuare modifiche (ad es. novembre 2005, marzo 2006, agosto 2006 le ultime in ordine di tempo), e ciò è perfettamente normale, nell’ambito della gestione di una grossa attività.
    Stavolta però, diversamente dalle altre, si è trattato di modifiche strutturali e sostanziali: nell’alveo di una sistematica completamente nuova (c’è stata una duplicazione dei contratti: uno per gli utenti sotto linee Telecom, un altro per quelli Infostrada; sono spariti alcuni articoli, e apparsi di nuovi), trovano posto cambiamenti come l’introduzione di una politica per la sospensione di abbonamenti che superino “per direttrice o volumi, un traffico anomalo” (art. 10.1).
    Ma andiamo con ordine: dalla modifica più rilevante, a quella più insignificante.

    I. Parto gemellare

    Credo sia evidente a tutti che la duplicazione dei contratti sia la questione fondamentale da cui si debba partire, vuoi per chiarezza, vuoi per importanza oggettiva. Da questa versione, Libero ha ritenuto di dover diversificare la propria offerta non solo fattualmente, ma anche legalmente. Ecco dunque una versione di condizioni generali di contratto per utenti ricadenti nella rete Infostrada (ULL), ed un’altra per quelli sotto linee Telecom (wholesale).
    E’ però necessario avvertire che, anche ad un controllo non troppo puntiglioso, sono davvero pochi i punti di differenza, il più eclatante dei quali è la durata minima del contratto, fissata in 18 mesi per gli ULL, e 12 per i wholesale. Ma su questo, ci torneremo più avanti.
    Tratterò ora delle singole novità, premurandomi di mettere in luce dove i due tipi di contratto divergono; nel silenzio, s’intende che entrambi dicano la stessa cosa.

    II. Attivazione del servizio

    Sembra ormai sia stata fatta piena chiarezza sulla corretta modalità d’attivazione del servizio, oscura invece nella precedente versione del contratto (agosto 2006). Nella nuova si legge infatti, molto chiaramente, quanto segue: “In caso di richiesta di attivazione del Servizio telefonica o via Web, il Cliente confermerà la presente Proposta entro 15 giorni tramite l’invio della Proposta di Contratto debitamente sottoscritta. In
    mancanza di tale conferma, Infostrada si riserva di sospendere l’erogazione dei Servizi. In ogni caso fino al ricevimento della Proposta di Contratto potrà limitare l’utilizzo del Servizio.” (art. 2.4). Nella precedente versione, invece, tutto era più fumoso: “Il Cliente richiede a LIBERO il Servizio mediante la compilazione del modulo contrattuale, oppure mediante il perfezionamento della registrazione al servizio per via telematica sul sito www.libero.it. La richiesta comporta l’integrale accettazione delle presenti condizioni generali di contratto. Tale richiesta costituirà una Proposta Contrattuale.” (art. 2.1, ver. agosto 2006).
    Quindi, ad oggi è palese a tutti come sia necessario inviare richiesta scritta di una richiesta di attivazione eventualmente effettuata via telefono. Ma tutto questo, mi pare, era da considerarsi necessario già da prima, alla luce del solo buon senso, che vuole che il vecchio brocardo verba volant, scripta manent sia sempre valido per ogni questione contrattuale davvero importante.
    Da lodare, da ultimo, la mera possibilità di sospensione del servizio da parte di Libero qualora l’utente non integri la propria richiesta con tutti gli incartamenti del caso (il fatto che poi Libero blocchi una fonte di guadagno solo perché non ci sono tutti i formalismi del caso mi pare remota; ma giudicare il futuro è proprio solo degli indovini, e io che sono un giurista mi astengo dal farlo).

    Continua a leggere l’articolo sul forum A tutta banda!

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  • Tutto a posto

    17 10 2006 di Francesco Minciotti

      Metro Roma, incidente

    Sono vivo, eh.
    Tranquilli.

    A presto.

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  • Pagliano 2006

    14 10 2006 di Francesco Minciotti

    Un paio di giornate trascorse assieme al gruppo archeologico dello scavo di Pagliano (Orvieto) — tra cui, ovviamente, la Stella.
    Godetevele.

    Ottobre paglianese
    Ottobre paglianese

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  • Addio, coraggiosa signora dal nome impronunciabile

    11 10 2006 di Francesco Minciotti

    Anna Politkovskaya    E così, dopo le lamentazioni funebri del mondo civile, e qualche farisaica soffiata di naso da parte dei presidenti russi ex-agenti del KGB, cala il sipario sulla coraggiosa Anna Politkovskaia, giornalista russa conosciuta dal mondo come la voce della Russia che non ci sta, dei ceceni che vengono trucidati ogni giorno — a proposito, anche oggi e anche domani, con l’aggravante che Anna non li aiuterà più; rimanendo in tema, in Italia il lavoro continuerà ad essere portato avanti dal mio caro amico CeceniaSOS, che (voce isolata ma non meno rumorosa!) ci informa quotidianamente della barbarie che Putin il Macellaio permette venga perpetrata in quella landa desolata.
    La conoscevo da qualche anno, Anna, certo non personalmente, ma attraverso i suoi libri, che squarciavano il vergognoso velo di silenzio e menefreghismo in cui è avvolta quella piccola striscia di terra ch’è la Cecenia. In particolare, mi ha colpito molto il suo Cecenia — Il disonore russo (Fandango libri, 2003), un resoconto agghiacciante su tutte le strazianti vicende che diventano vita quotidiana per i più sfortunati. Ve ne voglio riportare un passo, perché è solo con il silenzio che si legittima l’orrore. E io non voglio farmi latore di questa deprecabile tendenza dell’umanità.

      [...]Nella stanza n. 1 [...]giace un corpo di donna, creatura divina celebrata da pittori e poeti di tutte le epoche e di tutti i paesi. Ma quel corpo sembra essere stato svuotato come un pollo e poi ricucito.
    E’ una visione insostenibile. I chirurghi hanno aperto questa donna dal petto al pube. Le linee tracciate dal bisturi non sono dritte: si ramificano come un albero genealogico reale. A tratti, i punti di sutura hanno ceduto lasciando emergere piaghe purulente. [...] La donna martoriata si chiama Aisha. [...] «Non sento niente». Muove le labbra grigie cercando di parlare e, allo stesso tempo, tenta di fermare le gocce di sudore che le rigano il volto scivolando giù dai capelli rosso scuro. Ha enormi difficoltà. [...] «Mi hanno sparato», prova a spiegare Aisha con estremo sforzo, dopo aver perso brevemente conoscenza, «a bruciapelo».
    «Dio mio! Ma perché?»
    Ancora una volta, cerco di capire. Di nuovo, l’irrazionale prende il sopravvento.
    «Per una birra!».
    Due settimane prima, un giovane soldato russo [...] aveva fatto sedere davanti a sé, sul letto, una donna di Grozny di sessantadue anni, Aisha Suleimanov, e le aveva sparato a bruciapelo cinque pallottole calibro 5.45, vietate da tutte le convenzioni internazionali. Si tratta di pallottole dal baricentro decentrato, assolutamente disumane: attraversano il corpo con traiettorie bizzarre facendo esplodere gli organi al loro passaggio.
    [...]
    «Eravamo già coricati… A un tratto, alle due del mattino, credo, bussano alla porta. Qualcuno che bussa alla porta, a quell’ora, con il coprifuoco, non significa niente di buono. Ma siamo costretti ad aprire, sennò si rischia grosso. Perciò mio marito e io abbiamo aperto. Sulla porta ci sono due soldati. Dicono: “Dateci una birra!”. Gli rispondono: “Non vendiamo birra”. Insistono: “Vai, portaci un po’ di birra!”. Allora dico: “Da noi non c’è birra, le nostre leggi lo proibiscono”. Rispondono: “Bene, nonna”, e se ne vanno. Noi siamo tornati a letto».
    [...]
    «Poi siamo tornati a letto… Più o meno un’ora dopo, mi sono svegliata con quei due soldati che andavano da una stanza all’altra. Frugavano ovunque. Perquisivano. Ci hanno detto: “Stavolta siamo venuti per una zaciska (lett. «pulizia», termine usato dalle truppe russe per le spedizioni punitive e i sequestri di persona, NdA). Ho subito capito che ci volevano punire perché avevamo rifiutato di dar loro la birra e mi sono pentita di non aver loro proposto dei soldi in cambio. [...] Uno di loro è andato nella stanza dove dormivano i nostri nipotini: quattri mesi, un anno e mezzo e cinque anni. Ho avuto paura che violentassero mia nuora davanti ai bambini, perché li ho sentiti urlare. L’altro soldato ha ordinato a mio marito di seguirlo in cucina. Abas aveva ottantasei anni. Sento che gli propone dei soldi perché se ne vadano tutti e due. E poi, a un tratto, un urlo. Il soldato aveva ammazzato mio marito con una coltellata. Uscito dalla cucina, mi ha portato in camera, ero pietrificata. Capisco tutto ma non riesco a opporre resistenza. Con un tono dolce e indicandomi il letto con la mano, mi dice: “Siediti lì, nonnina, chiacchieriamo un po’”. [...] Gli ho detto: “Non fare paura ai bambini”. “Non si preoccupi”, mi ha risposto con voce soave. E con queste parole, senza alzarsi dalla sedia, mi spara addosso. Mia nuora mi ha raccontato che, dopo, hanno chiuso la porta piano e sono andati via.».
    Non sono riuscita a scovare l’assassino, Oleg Kuzmin. (pagg. 9-11)

    Così, semplicemente, ogni giorno da anni, trascorre la vita in Cecenia. Quante volte abbiamo sentito Putin scusarsi e lasciare la scena politica per la galera? Quante volte abbiamo sentito i nostri governanti deprecare tutto ciò? Noi l’invitiamo a Villa Certosa, ecco cosa facciamo. O, al più, ignoriamo a piè pari la vicenda.

    E così, dicevo, per Anna il sipario è calato nell’androne del suo palazzo a Mosca, dove coraggiosamente viveva senza la paura dell’inevitabile. In certa parte ne è sempre stata consapevole: nel libro citato si legge: «Non sai mai quanto ti resterà da vivere, quando sei circondata da morti».
    Questo valeva per lei, che camminava fra le macerie di Grozny. E vale anche per noi, affossati in una quotidianità di zombie apatici, che pensano alla macchina e alla partita.

    Addio Anna, questa canzone è il mio regalo di commiato per te.

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  • Una frase, una foto

    09 10 2006 di Francesco Minciotti

     

    il test nucleare e’ un evento storico che ha portato felicita’ all’ esercito e alla popolazione. L’ esperimento atomico contribuira’ a mantenere la pace e la stabilita’ nella penisola coreana (qui, amplius)

    Comunicato dell’agenzia centrale nordcoreana sul test atomico avvenuto il 9 ottobre 2006


    Uno dei tanti «felici» cittadini di Hiroshima, nei primi giorni di agosto del 1945, dopo aver «assistito» all’effetto pacificatore della bomba atomica.

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  • Cimitero degli inglesi, Bolsena

    08 10 2006 di Francesco Minciotti

    Nuove foto della bimba, dal discreto e meraviglioso Cimitero degli inglesi, a Bolsena. Dateci un’occhiata.


    Vent’anni

     

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  • Grecia extraterritoriale?

    08 10 2006 di Francesco Minciotti

    A cena, con una coppia di amici di amici toscani, non proriamente fini né propriamente cosmopoliti. Diciamo solo «non propriamente», senza aggiungere altro.

    Quando arriviamo a Capalbio [lui] dice che siamo arrivati ad Atene
    — Sì, perché avete il Partenone?
    — No, però c’abbiamo un par de cojoni!

    Inutile precisare come la domanda, ironica quanto improvvida, fosse la mia.

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  • Uniti contro il DRM

    04 10 2006 di Francesco Minciotti

      Giornata mondiale contro il DRM
    Più o meno tutti voi conoscerete la questione del DRM (Digital Rights Management) — tematica chiamata anche «Trusted computing»; per quelli di voi che la ignorano, riassunto in sintesi si tratta di future (ma in alcuni casi già attuali) tecnologie fisiche (chip installati su schede madri, su altri pezzi del pc, sui portatili, sui cellulari, sui lettori mp3 ecc.) che limitano la disponibilità nell’uso del proprio apparecchio. Cioè a dire, potreste non poter più copiare sul vostro computer i brani contenuti nel cd originale che avete comprato, giusto per portarli sul vostro iPod; o non potreste più visitare alcuni siti, e così via.
    Insomma: Orwell aveva sbagliato solo d’un paio di decenni, e nulla più.

    Perché ne parlo proprio oggi?
    Perché, come avrete visto dall’immagine sopra riportata, ieri s’è tenuta la giornata mondiale contro il DRM, e la Free software foundation Europe se ne è fatta latrice nel Vecchio Continente, pubblicizzandolo ampiamente.
    Potrei ammorbarvi per ore con delle chiacchiere tecniche; ritengo però ci sia più giovamento nel leggere direttamente la fonte, per cui vi dò qualche collegamento utile. In primis, il sito della FSFE (in inglese); poi, il sito italiano che da molto si occupa della tematica, no1984.org (in italiano); infine, l’articolo del quotidiano tecnologico Punto Informatico, collaboratore ufficiale italiano per la campagna della FSFE.
    Bisogna boicottare i produttori. Siamo chiamati alla lotta per difendere noi stessi.

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  • E allora giochiamo un po’ con la nuova bimba

    02 10 2006 di Francesco Minciotti

    Giusto qualche scatto in bianco e nero dentro casa: In casa /1.
    Tra l’altro, ancora non è stata battezzata, ed è senza nome («bimba» solo pro tempore).
    Intanto, ditemi se vi garba ;)

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