Analisi decreto Bersani II: nuove possibilità di disdetta immediata ADSL
Francesco Minciotti
Signori, è fatta: da oggi il decreto Bersani II è effettivamente legge!
Essendo poi una legge di conversione, la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (che pure avverrà) non avrà alcun tipo di effetto sull’effettivo avvio della vincolatività delle disposizioni normative in essa contenute. Cioè a dire, il fatto che verrà pubblicato in G.U. non cambia le carte in tavola.
E ora, iniziamo a fare un po’ di chiarezza su questo santo, santissimo comma 3 dell’articolo 1 (non vi dico che gioia fare l’esegesi di una legge dopo essere stato in biblioteca da stamani alle 9 fino a venti minuti fa a preparare procedura penale; ma per voi, questo e altro!). Riportiamolo nella sua interezza per comodità dei lettori:
I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente comma i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni. (fonte)
Il comma autorizza gli utenti a dare disdetta da qualunque servizio di telefonia (quindi sia ADSL sia voce), poiché parla di “contratto per adesione [...] con operatori di telefonia [...] indipendentemente dalla tecnologia utilizzata”; permette di farlo senza alcun tipo di vincolo temporale (quindi via il “minimo dodici mesi” di vigenza contrattuali, come i vecchi contratti Telecom e Fastweb); permette agli operatori (ed è quello che fa Wind, per ora) di - senza tanti giri di parole - far pagare una tassa per le disdette anticipate “mascherandola” da “costo di gestione” per la disdetta; il che non significa che tutti i gestori per forza dovranno farci pagare, ma che - secondo me, e Libero ce ne ha dato dimostrazione - probabilmente molti di loro lo faranno.
Ora, un tema delicato: quando potremo usufruire di queste ottime novità?
Per rispondere correttamente, bisogna effettuare una distinzione fra gli utenti; esattamente, fra i vecchi abbonati, cioè quelli che hanno stipulato un contratto ADSL (o fonia) con un gestore prima del 2 febbraio 2007; e i nuovi abbonati, cioè coloro i quali hanno stipulato un contratto ADSL (o fonia) a partire dal 2 febbraio 2007.
Per i vecchi, questo nuovo regime sarà inderogabilmente in vigore a partire dal 2 aprile 2007 (checché ne dicano call center, siti ufficiali e contratti vari, poiché la legge dice che “le clausole difformi sono nulle”, che sarebbe a dire: “se nel tuo contratto dici qualcosa che va contro la legge, è come se quella parte del contratto non esistesse”). Fino a quella data, i gestori non saranno obbligati ad applicare le nuove e più favorevoli previsioni di cui si parla; ma è certo, ad esempio, che Libero le abbia già adottate (e, in questo, bisogna riconoscere del “merito” all’impresa).
Da dove ricavo il termine del 2 aprile?
Da questo passo del comma: “Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente comma i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni.”
Che, traducendo dal legalese, significa che i gestori dovranno adattare i vecchi contratti (cioè i contratti stipulati prima del 2 febbraio 2007) entro sessanta giorni dal 2 febbraio 2007. Che, guarda caso, è il 2 aprile :)
E per i nuovi contratti?
Per loro, le “vecchie” disposizioni sulle penali non hanno mai avuto vigore: certo, è statisticamente improbabile che qualcuno che abbia stipulato un contratto meno di due mesi fa abbia già concluso la disdetta immediata pagando le penali, ma se l’avesse fatto e avesse dovuto pagare le salate penali che tutti conosciamo, avrebbe diritto al rimborso, poiché la legge rendeva, per i nuovi contratti, immediatamente valide le nuove norme.
Quindi:
- i titolari dei VECCHI contratti dovranno attendere, per avere l’assoluta certezza dell’applicabilità del nuovo regime, il 2 aprile 2007, a meno che non abbiano Libero come gestore, il quale ha - già da qualche giorno - modificato il suo contratto adeguandolo al decreto;
- i titolari dei NUOVI contratti possono già procedere alla disdetta immediata secondo il decreto Bersani.
Quel che consiglio caldamente, comunque, è attendere ancora qualche giorno e vedere come i gestori adatteranno i contratti (perché dovranno farlo): chi metterà tasse, chi metterà altro, chi non metterà niente… M’aspetto di tutto.
La ormai famosa Guida alla corretta disdetta di Libero ADSL è stata aggiornata alle disposizioni del decreto Bersani II. Prendetene visione!
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