Chi protesta contro Putin oggi?

Alcune (ma davvero non quante servissero) furono le critiche mosse contro Putin e la sua amicale, squisitissima accoglienza riservatagli, nei suoi plurimi soggiorni nel Belpaese, dall’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Mazzi di fiori, strette di mani, soggiorni nella sua villa in Sardegna: l’oligarca, critpo-dittatore sanguinario delle Russie è stato sempre trattato in guanti bianchi ogni volta che è passato di qua, nella nostra incantevole penisola.
Ora il Governo è cambiato, ma ciò che è rimasto immutato è l’atteggiamento servile (e, in questo caso in particolare, servile fa rima con correo) del nuovo Presidente del Consiglio, Romano Prodi.
Leggo che lo zar di Russia sarà in visita ufficiale in Italia; già oggi pomeriggio ci sarà un colloquio con Prodi. Tra l’altro, che ci crediate o meno, in meno di un anno di governo il Presidente del Consiglio s’è incontrato con Putin ben quattro volte, quasi più di quanto si sia presentato in Parlamento a riferire del suo disastroso esecutivo.
Ne scrivo per due motivi: anzitutto, perché come criticai Berlusconi quando, amichevolmente, andava in braccetto da Presidente del Consiglio (ché da privato cittadino può esser amico di chi gli pare) con un uomo le cui mani grondano sangue, e quindi mi par giusto render la pariglia a Prodi; secondo, perché percepisco un assordante silenzio sulla vergogna che, in quanto italiani conniventi con il regime russo, cade su ognuno di noi ogni volta che i nostri rappresentati politici, a nostro nome, stringono quelle mani e sorridono a quei volti.
Ammirevole e quasi temeraria la presa di posizione dei Radicali, a quanto mi risulti l’unica forza politica apertamente schierata contro questa vergognosa acquiescenza bonaria nei confronti di un criminale; come spesso accade, sempre “scomodi” (per me, anche in questa occasione, in realtà molto “comodi”) e sempre isolati.

Svegliamoci, perdio, e cacciamo questo  sanguinario dall’Italia, intimandogli di non farvi più ritorno.

P.s.: Qualche maligno (che persone sgradevoli…) insinua che il sotteso di questo sbaciucchiamento istituzionale sia l’intensificarsi dei rapporti della nostra Eni con la compagnia russa Gazprom, per una più intensa attività di estrazione del gas della prima in terra Russa e un’entrata nel mercato italiano al dettaglio della seconda. Certo che se ne inventano di dietrologia…

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