Per Petruccioli quella dei reality è una stagione che rappresenta le persone in situazioni «artificiali e coercitive da cui discendono inevitabilmente situazioni improbabili e comportamenti immotivati, quando non degradanti» (fonte)
Quest’uomo è presidente della RAI dal 29 luglio 2005. Ciò significa che ha impiegato due anni a capire che i reality show sono dannosi per la salute mentale delle persone; che sono umilianti per l’intero genere umano e le loro (parve) intelligenze; che lobotomizzano i più giovani, crescendo schiere di persone che, un domani, piangeranno perché uno di loro non ha rispettato – che so io – il turno del lavaggio dei piatti, o perché Christian non ha diviso la sua pizza con la zozzona di turno.
Noi paghiamo a quest’uomo uno stipendio – temo – di tutto rispetto.
Vi sembra abbastanza? Enough?, direbbero gli inglesi.
Fatevi una risata, allora. Ecco la vera motivazione di Petruccioli all’appressarsi dell’ora X per i reality targati RAI:
[...] la motivazione: innanzitutto sono un genere ormai al capolinea: hanno dato tanto alla televisione ma la stagione va considerata conclusa (ibidem)
Cioè: non che sono dannosi come lo Zyklon-B per i cervelli dei meno attenti, ma non fanno più fatturare utili alla RAI.
Petruccioli, un vero intellettuale.













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