Chiose semiserie alla prolusione di mons. Bagnasco all’assemblea generale CEI

Due, giusto cos per dire:

La nostra esperienza diretta, confermata dalla Caritas e dalla stessa Fondazione Zancn, registra una progressiva crescita del disagio economico sia di una larga fascia di persone sole e pensionate, sia delle famiglie che fino a ieri si sarebbero catalogate nel ceto medio. E proporzionalmente, c’ un ulteriore schiacciamento delle famiglie che avremmo gi definito povere (fonte, p. 8)

dice il monsignore lucidando il crocefisso d’oro massiccio che gli penzola dal collo, appoggiato sui bottoni di raso della sua mozzetta di raso.

Spiace rilevare anche che si levano a volte accuse di omofobia alla Chiesa e ai suoi esponenti. Diciamo serenamente che la critica semplicemente ideologica e calunniosa, e contrasta con lo spirito e la prassi di totale e cordiale accoglienza verso tutte le persone. (p. 10)

afferma ancora Bagnasco, implicitamente sottolineando le analoghe parole espresse, nell’ormai lontano 1986, dall’allora Prefetto della congregazione della dottrina per la fede, oggi papa Ratzinger, nel documento dal titolo Cura pastorale delle persone omosessuali:

la congregazione teneva conto della distinzione comunemente operata fra condizione o tendenza omosessuale e atti omosessuali. Questi ultimi venivano descritti come atti che vengono privati della loro finalit essenziale e indispensabile, come “intrinsecamente disordinati” e tali che non possono essere approvati in nessun caso (cf. n. 8, 4.)

Tuttavia nella discussione che segu la pubblicazione della dichiarazione, furono proposte delle interpretazioni eccessivamente benevole della condizione omosessuale stessa, tanto che qualcuno si spinse fino a definirla indifferente o addirittura buona. Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, bench non sia in s peccato, costituisce tuttavia una tendenza, pi o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata.

Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perch non siano portati a credere che l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un’opzione moralmente accettabile (fonte, corsivo mio)

Ed anche da un altro documento della stessa congregazione, pi recente, dal titolo: Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali:

4. Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il matrimonio santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale. Gli atti omosessuali, infatti, precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarit affettiva e sessuale. In nessun modo possono essere approvati .

Nella Sacra Scrittura le relazioni omosessuali sono condannate come gravi depravazioni… (cf. Rm 1, 24-27; 1 Cor 6, 10; 1 Tm 1, 10). Questo giudizio della Scrittura non permette di concludere che tutti coloro, i quali soffrono di questa anomalia, ne siano personalmente responsabili, ma esso attesta che gli atti di omosessualit sono intrinsecamente disordinati . Lo stesso giudizio morale si ritrova in molti scrittori ecclesiastici dei primi secoli ed stato unanimemente accettato dalla Tradizione cattolica.

Secondo l’insegnamento della Chiesa, nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviter ogni marchio di ingiusta discriminazione . Tali persone inoltre sono chiamate come gli altri cristiani a vivere la castit. Ma l’inclinazione omosessuale oggettivamente disordinata e le pratiche omosessuali sono peccati gravemente contrari alla castit . (fonte)

E da ultimo:

Guardo al nostro amato Paese e ripeto a tutti che i Vescovi rinnovano il gesto semplice e vero dell’amicizia. Non parliamo dall’alto, n vogliamo fare in alcunch da padroni. Ci preme Cristo e il suo Vangelo, null’altro. [...] Quando ci appelliamo alle coscienze, non per essere intrusivi, ma per richiamare quei contenuti pregnanti senza i quali cessa il presidio ultimo di ogni persona, anzitutto per i meno fortunati. La distinzione “tra ci che di Cesare e ci che di Dio”, come struttura fondamentale non solo del cristianesimo ma anche delle moderne democrazie, ci trova decisamente persuasi che dobbiamo insieme, ciascuno a proprio modo, cercare il progresso delle nostre comunit (p. 13)

afferma il monsignore, presentando, con l’occasione, i suoi manifesti elettorali per le prossime elezioni politiche in Italia, con il motto: Se Casini, Buttiglione, Giovanardi e la Binetti siedono in Parlamento, perch non io?.

One Response to “Chiose semiserie alla prolusione di mons. Bagnasco all’assemblea generale CEI”

  1. Isabella says:

    Vorrei complimentami sinceramente con il monsignore: quanto sono liberali questi dolci pretini, quanto sono democratici e giusti a volersi occupare solo del vangelo di Cristo e di null’altro, a promuovere la distinzione tra sfera spirituale e temporale che a fondamento di ogni moderna democrazia!
    Si d il caso che la partecipazione della Chiesa nella vita dei cittadini italiani sia tutt’altro!
    Questa istituzione che a me pare assai poco ispirata a Cristo pretende di dettare legge ai credenti e AI NON CREDENTI. Questo non rientra nella logica di un libero appello alle coscienze, e dunque di una distinzione tra spiritualit e vita pubblica dello stato.
    La Chiesa dispone di un ordinamento (quello canonico) che regge il funzionamento dei PROPRI ORGANI e dispone di una legge morale (strutturata con una pedanteria di cui il Buon Ges non sarebbe stato mai capace, lui cos interessato alla sostanza, cos impegnato a propagare un messaggio d’amore) che unisce tutta la comunit cristiana cattolica.
    Non capisco dunque con quale diritto pretenda di imporre i propri divieti (divorzio, aborto, eutanasia, contraccezione) con un criterio di tipo TERRITORIALE, in altre parole con quale coraggio e faccia tosta tenti con ogni mezzo di imporre lla propria morale in uno ordinamento laico, in cui la morale che orienta il legislatore dovrebbe essere un bilanciamento delle istanze dell’intero corpo sociale: cattolici, laici, atei, miscredenti, e minoranze religiose.
    Invece ci troviamo di fronte ad una Chiesa di stato che intralcia la creazione di istituti giuridici necessari per la vita dell’uomo moderno, che i cristiani “osservanti” sarebbero liberissimi di non utilizzare. In questo modo la Chiesa mostra il suo volto autoritario e poco spirituale: impedendo ai cittadini “laici” di vivere nello stato secondo una morale comunemente accettata di tipo non religioso.
    Io stimo il piccolo prete di paese che tenta di aiutare l’immigrato, il tossico, la prostituta, il minore disagiato, ma i vertci ecclesiatici sono ben altro e credo che non siano degni di fare la morale a nessuno.

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