Non c’è niente da fare: mi sto accorgendo che, sempre più, questo sitYno sta diventando un piccolo grande elenco di cose viste/lette/fatte — esperite, insomma. Un piccolo breviario d’esperienze, catalogate.
Pertanto oggi, in una sorta di pubblicità onesta, mi va di parlarvi della mia esperienza con Pixmania, notissimo negozio in linea con vendita di prodotti di fotografia-informatica.
Dovevo acquistare una scheda PCI WiFi per uno strano progetto di espansione della mia rete casalinga (spostare un pc per attaccarci i cordless Skype Philips VOIP321 così da migliorarne la ricezione in tutta casa — non temete, un giorno vi farò la recensione pure di quelli; per ora sappiate che funzionano, e con la Stella — pure lei proprietaria di un cordless Skype — non paghiamo più una lira a Telecom per sentirci, e sentirci pure meglio che con l’ex monopolista). Dicevo, dunque, che ho acquistato una scheda PCI WiFi, pagata immediatamente con carta di credito.
Vado ad autenticarmi per controllare il buon esito dell’ordine, e non riesco ad entrare per errore di nome utente e password. E qui iniziano i dolori, perché parlare con Pixmania via mail (e, quindi, gratuitamente) non è per niente facile, se si ha un problema come il mio: anzitutto, per riempire i moduli di segnalazione bisogna autenticarsi (e se uno — come me — ha problemi di autenticazione, che fa, chiama Kafka?); quando pure, avendo creato un altro utente finto, si cerca di comunicare l’errore, si ha a disposizione un modulo di appena 700 caratteri, che sono niente quando si deve descrivere un problema tecnico.
Insomma: mi han fatto buttare l’intera giornata a mandare mail corte che manco negli epigrammi, per rispondermi elusivamente con: «Se non ha il numero d’ordine / se non ha il nome utente / se non ha l’email non possiamo aiutarla». Epperò, intanto, i soldi dalla carta di credito hai voglia se li avevano presi!
Pensate un po’, però, al fatto che Pixmania relcamizza, nella pagina iniziale, un bel numero d’assistenza telefonica 899, con tariffa da 30 centesimi/minuto che, preso dalla disperazione, ho chiamato il giorno seguente. Morale della favola, chiedendomi semplicemente nome e cognome (come io avevo implorato di fare via mail all’assistenza tecnica) sono risaliti alla mia scheda, e il problema era proprio quello che pensavo: avevo commesso un errore di digitazione nel mio indirizzo email, pertanto non riuscivo ad autenticarmi inserendo quello giusto.
Sicché, Pixmania ti tira il pacco quando chiedi assistenza gratuita; ma se paghi, magicamente, ti risolve il problema con due minuti. Che sarebbero 72 centesimi, scatto alla risposta compreso.
Ma cazzo, mettete su un bell’utente Skype che vi chiamiamo o, più semplicemente, rispondete bene alle mail!
Non comprerò mai più da Pixmania.