Free-Burma day!


Free Burma!
C’è chi dice che non serve a un cazzo indossare la maglietta rossa o firmare petizioni in favore della Birmania.
E’ possibile.
Però, visto che l’utilità di ogni azione si può tripartire in utile, inutile e dannosa, finché non ci attestiamo su questo terzo gradino, io metto la maglietta rossa e sponsorizzo il Free Burma day. Ne ho fatte tante di cose inutili nella mia vita: perché non fare anche questa?

Le battaglie si vincono anche con i movimenti d’opinione, e la pressione morale.

6 Responses to “Free-Burma day!”

  1. [...] 131. I miei silenzi.com: Free-Burma Day! [...]

  2. Uyulala says:

    E’ curioso, ti ho trovato “grazie” al blog che critica tanto queste iniziative. Sono finita per prima fra gli esempi negativi. Forse perché raccolgo link… mah.

    Comunque ho raccolto anche il tuo :-)
    Poichè li inserisco in ordine di ritrovamento, sei il 131° nel post con la maglietta rossa

  3. Francesco Minciotti says:

    Cara Uyulala a piedi nudi,

    grazie per il tuo interessamento. Facciamo un’alleanza contro i critici ;)

    A presto!

  4. [...] notato come, nella quasi totalità delle risposte negative suscitate dal post precedente da parte dei pixel-rivoluzionari, la realizzazione [...]

  5. Il Porco. says:

    ahahahhahaha

    LA PRESSIONE MORALE!!!

    AHAHAHAHAHAHAHAH

    sei un insulto vivente a quei cazzo di cani morti in manifestazioni SERIE IN BIRMANIA.

    quanto cazzo credi che valga la tua pressione morale?

    il massimo che ci ricavi è una sega da una cicciona di 14 anni che passa dal tuo blog a dire

    “cioè ma quanto sei impegnato nel sociale cmq.
    kixxx mony 93″

    ammazzati nella merda , te lo consiglio.
    quello si che sarebbe un gesto concreto!

    E NON DIMENTICARTI LA MAGLIETTA ROSSA!!

  6. Francesco Minciotti says:

    Certo che di fronte a cotanta argomentazione uno non sa che rispondere.
    Davvero, hai vinto tu.

    Ma probabilmente, quando avrò pubblicato queste righe tu sarai già andato in Birmania con un biglietto di sola andata, e con un po’ di sfortuna già cadavere sbruciacchiato. Tu, o martire della rivoluzione birmana. E io qui a piangerti, povero, patetico borghese rivoluzionario da salotto.

    C’est la vie.

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