Il Vaticano è fin troppo liberale

Dalle ultime vicende ecclesiastiche (leggi: ultimi duemila anni di storia cattolica) potrebbe forse sembrarvi che la chiesa cattolica sia un tantino tranchant nei propri giudizi; poco democratica — non lo è di principio, ma transeat —; poco incline al contemperare le proprie posizione con le altrui — ma si chiama magistero perché essa insegna, e gli altri apprendono — sennò si sarebbe chiamato, chessò, dialogo:

— Oh, la chiesa suggerisce di non scopare col preservativo.

— Sì, vabbè, secondo me invece si può.

— Ok, ora mando una mail a Benedetto, vediamo che ne pensa.

— From:RatzY1927@vatican.va: Oh, cazzo, hai ragione: domani lo annuncio dal balcone a san Pietro. Grazie per il consiglio. Benedetto.

P.s.: Domenica sera festa al Goa. Tutti invitati.

Ebbene, no. Non è vero. La chiesa cattolica non è stata mai autoritaria e solipsistica nei propri giudizi. E ve lo dimostro.
Avete presente l’ultima dichiarazione sull’Osservatore romano circa la sentenza (con rinvio) della Cassazione che, in certa misura, «approva» giudizialmente l’eutanasia — con le virgolette perché non ha il potere di legiferare; al massimo, di suggerire al legislatore di fare una legge in tal senso —?
Ecco: la chiesa ha detto:

Inaccettabile relativismo nella sentenza (fonte)

Il che è segno di inequivocabile apertura al dialogo, e anche alla concessione di un quid dialogico.
Come dite, non vi sembra?

Ma scusate, eh: la chiesa vi ha detto «relativismo»; vi ha pure concesso un aggettivo, «inaccettabile»; infine, ha pure ammesso quel che è stato, «sentenza».  Oh, cazzo: in altri tempi avrebbe detto ai giudici: «Al rogo»!

Se non è apertura al dialogo questa, non so come voi atei comunisti vogliate intenderlo, ‘sto dialogo.