Ancora una prova entusiasmante del mio adoratissimo «pupillo» Danny Boyle che, sulle «note» del suo sceneggiatore Alex Garland, ci porta in un mondo apocalittico, ruggente di furia e solitudine, paura irrefrenabile e istinto di conservazione. Buona la prova degli attori, anche se questo non è certamente un film che possa provare il loro eventuale talento recitativo; più che altro, vale la pena sottolineare la difficoltà della scenografia (svuotare — letteralmente — Piccadilly Circus è più difficile di quanto sembri), e le scene d’isolamento totale sono state girate all’alba, con la complicità dei bobby londinesi.
Mi ha ricordato, e non poco, il magnifico I figli degli uomini.
Spettrale.













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Dexter: III serie
Volta Björk
Profumo: Storia di un assassino Tom Tykwer
Neuromancer William Gibson
Anche a me è piaciuto molto (sono un fan dei film sugli zombie!), a parte il finale che diventa un po’ troppo alla Rambo.
Le scene di Londra deserta sono magnifiche.
Hai visto il seguito “28 settimane dopo”? Pur non essendo di Boyle, a me ha entusiasmato! Te lo consiglio.
E’ tra i migliori film usciti di recente che io abbia visto. La colonna sonora è veramente ben studiata. Le scenografie, i colori, i silenzi, una piccola opera d’arte che sa emergere nel mare di schifezze che il cinema moderno ci propone mese dopo mese.
Non ho ancora visto 28 settimane dopo e sinceramente non so se lo vedrò. E’ già bello così.
Come LA CASA DEI MILLE CORPI. L’hai visto?
Il sequel, LA CASA DEL DIAVOLO, è inutile.
Fanculo la 3.
Saluti.
Fuh.