28 giorni dopo, Danny Boyle

28 giorni dopoAncora una prova entusiasmante del mio adoratissimo «pupillo» Danny Boyle che, sulle «note» del suo sceneggiatore Alex Garland, ci porta in un mondo apocalittico, ruggente di furia e solitudine, paura irrefrenabile e istinto di conservazione. Buona la prova degli attori, anche se questo non è certamente un film che possa provare il loro eventuale talento recitativo; più che altro, vale la pena sottolineare la difficoltà della scenografia (svuotare — letteralmente — Piccadilly Circus è più difficile di quanto sembri), e le scene d’isolamento totale sono state girate all’alba, con la complicità dei bobby londinesi.
Mi ha ricordato, e non poco, il magnifico I figli degli uomini.
Spettrale.

(I miei film)

2 Responses to “28 giorni dopo, Danny Boyle”

  1. Marco says:

    Anche a me è piaciuto molto (sono un fan dei film sugli zombie!), a parte il finale che diventa un po’ troppo alla Rambo.
    Le scene di Londra deserta sono magnifiche.

    Hai visto il seguito “28 settimane dopo”? Pur non essendo di Boyle, a me ha entusiasmato! Te lo consiglio.

  2. Fuh says:

    E’ tra i migliori film usciti di recente che io abbia visto. La colonna sonora è veramente ben studiata. Le scenografie, i colori, i silenzi, una piccola opera d’arte che sa emergere nel mare di schifezze che il cinema moderno ci propone mese dopo mese.
    Non ho ancora visto 28 settimane dopo e sinceramente non so se lo vedrò. E’ già bello così.
    Come LA CASA DEI MILLE CORPI. L’hai visto?
    Il sequel, LA CASA DEL DIAVOLO, è inutile.
    Fanculo la 3.
    Saluti.

    Fuh.

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