Ancora una prova entusiasmante del mio adoratissimo «pupillo» Danny Boyle che, sulle «note» del suo sceneggiatore Alex Garland, ci porta in un mondo apocalittico, ruggente di furia e solitudine, paura irrefrenabile e istinto di conservazione. Buona la prova degli attori, anche se questo non è certamente un film che possa provare il loro eventuale talento recitativo; più che altro, vale la pena sottolineare la difficoltà della scenografia (svuotare — letteralmente — Piccadilly Circus è più difficile di quanto sembri), e le scene d’isolamento totale sono state girate all’alba, con la complicità dei bobby londinesi.
Mi ha ricordato, e non poco, il magnifico I figli degli uomini.
Spettrale.













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