Altro capitolo dell’inconsistenza giornalistica dei quotidiani. Quest’oggi, si parla del sensazionalismo di Repubblica, che molto spesso, pure, rifugge queste bassezze, più proprie di Studio Aperto («aperto» a che? Alle stronzate.).
In questi giorni ci frantumano i maroni con l’omicio di quella ragazza di Perugia. Si scopre che uno degl’indagati ha un blog, che fa tanto giovani del terzo millennio — il fatto che ce l’abbia su Spaces la dice lunga su quanto questo Raffaele Sollecito sia del terzo millennio, ma tant’è —: che fai, non lo vai a leggere e, possibilmente, copi qualche spunto da maniaco omicida, se ce n’è? Certo! E se non ce n’è? Lo creiamo!
E infatti, in una micro galleria Repubblica mostra sei foto, fra cui spicca, a fagiuolo, quella di lui «avvolto nella carta igienica, con una bottiglia d’alcool in mano, e nell’altra mano una mannaia.». E poi un’altra in cui c’è il suo dito medio che manda «affanculo» chissà chi.
Perfetto, il maniaco omicida che cercavamo!
Ora, io non conosco questo tipo; non so che abbia fatto a Perugia e, francamente, non me ne può fregare di meno: ma mettere proprio quelle due foto in cui scherza da demente in bella vista sul quotidiano più visitato d’Italia, quando sul suo sito sono presenti 344 foto, mi pare un po’ tendenzioso.
Forse anche Repubblica voleva un italianissimo Cho Seung-Hui?













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