Altro capitolo dell’inconsistenza giornalistica dei quotidiani. Quest’oggi, si parla del sensazionalismo di Repubblica, che molto spesso, pure, rifugge queste bassezze, più proprie di Studio Aperto («aperto» a che? Alle stronzate.).
In questi giorni ci frantumano i maroni con l’omicio di quella ragazza di Perugia. Si scopre che uno degl’indagati ha un blog, che fa tanto giovani del terzo millennio — il fatto che ce l’abbia su Spaces la dice lunga su quanto questo Raffaele Sollecito sia del terzo millennio, ma tant’è —: che fai, non lo vai a leggere e, possibilmente, copi qualche spunto da maniaco omicida, se ce n’è? Certo! E se non ce n’è? Lo creiamo!
E infatti, in una micro galleria Repubblica mostra sei foto, fra cui spicca, a fagiuolo, quella di lui «avvolto nella carta igienica, con una bottiglia d’alcool in mano, e nell’altra mano una mannaia.». E poi un’altra in cui c’è il suo dito medio che manda «affanculo» chissà chi.
Perfetto, il maniaco omicida che cercavamo!
Ora, io non conosco questo tipo; non so che abbia fatto a Perugia e, francamente, non me ne può fregare di meno: ma mettere proprio quelle due foto in cui scherza da demente in bella vista sul quotidiano più visitato d’Italia, quando sul suo sito sono presenti 344 foto, mi pare un po’ tendenzioso.
Forse anche Repubblica voleva un italianissimo Cho Seung-Hui?













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sarà sensazionalismo, però le foto con la mannaia ci sono – e non è che siano proprio di buon gusto… tu te le saresti fatte?
poi, si può discutere sull’opportunità o meno di (ri)pubblicarle, però un giornale le copie le deve pure vendere, no?
sinceramente, mi sembra l’ennesimo caso di “superuomismo da famiglia bene” unito alla sindrome da studente fuorisede onnipotente no limits
Vedi, geppageppa, il confine tra «buon gusto» e «diffamazione» può sembrare labile, ma in giurisprudenza in realtà è un divario grosso quanto il Gran Canyon.
Nel diritto dell’informazione sono tre i criteri che un giornalista deve rispettare per non incorrere in una denuncia per diffamazione:
1. Verità: la notizia deve essere vera nei suoi elementi fondamentali — meglio proprio in tutti tutti, anche quelli minimi, ma non è che se dici che l’omicida aveva una Punto anziché una Panda quello ti può querelare; però, se lo fai passare per psicopatico quando uno scherza con gli amici, forse sì;
2. continenza: i modi in cui si presenta la notizia devono essere tesi ad informare oggetivamente e mai offensivi;
3. interesse pubblico: il pubblico deve essere incline a beneficiare nella notizia, e non a farsi i cazzi dei singoli.
Come dicevo, mi pare che in questo caso Repubblica abbia cappellato sul primo punto. Il che può sembrare poco, ma sono sicuro che sia tanto.
Sul giudizio globale su ‘sto tipo poi, anche io mi sono fatto una opinione simile; ma questo non significa che lo sia, né che io lo debba dipingere così su un sito che fa milioni di visitatori al mese, quando è indagato proprio per omicidio.
Io credo che qui ci sia troppo perbenismo…. a tutti capita di fare foto “strane” e non per questo si deve temere di esser giudicati pazzi criminali assassini.
Personalemnte ritengo che tante volte, siano proprio le persone apparentemente più equilibrate a commettere i crimini più efferati.
Con questo non difendo nessuno, non so se sia davvero colpevole o meno, e onestamente…. non mi importa.
Credo che si dovrebbe avere più rispetto per la vittima e cercare di tenere queste cose più riservate possibile.
Una ragazza è morta… vendere sulle tragedie altrui è vergognoso.
Si dovrebbe parlare di ciò che interessa alla collettività e non dei drammi personali…
Nessuno ha il dirito di speculare su certe cose. Se succedesse ad una mia amica, manderei al diavolo qualunque giornalista si avvicinasse a me con finto cordoglio solo per creare lo scoop sulla pelle mia e delle persone che soffrono DAVVERO per tale perdita….
É solo la mia opinione.
[...] Dello stupire il pubblico con effetti speciali /2[...]
L’articolo letto mi ha un pò amareggiato: è vero, quello che oggi fanno i mass media con più facilità, creare mostri e sbatterli in prima pagina, è davvero criticabile e non ci sono scuse quando in prima pagina ci va uno che poi dopo le indagini o tutto il processo , quando ormai per “il mondo” è il mostro, viene scagionato definitivamente , si viene a sapere la sua totale estraneità, oramai è troppo tardi per lui; ma questo è un caso che accade assai raramente così descritto, e secondo me quando accade un omicidio come questo, che ha spezzato ignobilmente la vita di una ragazza giovane, prima di stare a fare riflessioni se è giusto o no l’articolo “incriminatorio” per il “povero” Sollecito ci si dovrebbe informare, leggere e cercare di farsi un’idea sul perchè il Sollecito si trova nelle pagine di un quotidiano.Io l’ho fatto , ho seguito la vicenda perchè voglio sapere che cosa accade a pochi km dalla mia città, ho seguito varie trasmissioni e parlato con parecchie persone che si intendono di psichiatria(e nei casi di omicidi come questo è basilare uno psichiara x capire gli imputati chi sono).Beh l’idea che mi sono fatta sicuramente non è così menefreghista (nei confronti della povera assassinata) come quella di chi ha scritto l’articolo.