LaBellaelaBestia

Cinemadelsilenzio.itC’era, in un tempo d’infanzia, un amichetto di mio fratello che — si giocava, fra bambini, a dare i titoli ai giochi che si sarebbero intrapresi — voleva giocare «alla Bella e la Bestia». Lui però voleva fare «laBellaelaBestia», pensando fosse un solo personaggio. E mio fratello gli rispose: «E io che fo, guardo?».

Sì, io guardo.
Guardo questa faccenda molto più grossa di me — lo sapete tutti che parlo dello Skypephone, no? Bene: parlo di quest’oggetto in termini pesanti, e si scatena il pandemonio. Il potere dei link è immenso, e il chiacchiericcio della blogosfera pure: in un secondo, o giù di lì, mi ritrovo ad essere lo sconosciuto più famoso d’Italia — la notizia ha fatto la sua parte, certo —, e in breve anche i giornali parlano di me. Ovunque, nei blog, trovo gente che mi descrive, mi esalta, m’insulta, mi protegge (a volte fanno tutto ciò per Daniele Minciotti, altre per Andrea Minciotti, ma va bene così). C’è pure chi mi paragona a Beppe Grillo, che presto credo prenderà il posto di Robin Hood nell’immaginario collettivo, e non c’è cosa peggiore per me, io che lo reputo un assoluto qualunquista. Tutto, per questo Skypephone. E in breve lui diventa me, e io mi confondo in lui: è lo Skypephone che decide di giocare alla Bella e la Bestia, e lui vuol fare come l’amichetto di mio fratello. E io guardo.
Entro certi limiti sono orgoglioso di quello che ho creato; entro certi altri, mi vergogno un po’; per altri ancora, sono pure spaventato dalle reazioni a catena che sembrano non finire mai. Il blogghino di provincia™ è andato in città, conoscendo mostri sacri come il mai abbastanza ringraziato Stefano Quintarelli, Luca Sofri, Punto Informatico, N3TV, Federico Fasce, Roberto Dadda, eccetera eccetera (molti li salto non perché non meritino la menzione nell’elenco dei notabili, ma perché sono troppi). Come ritrovarsi ad un tavolo d’altolocati, tu, buzzurro di campagna, che non sai quel che dire, e manco ti senti all’altezza. Nella nobiltà appariscente ti chiamerebbero parvenu.
E così ti rendi conto che stare on the spot — modo di dire americano che significa «stare al centro del riflettore sul palcoscenico», cioè al centro della scena — può essere pesante anche più di quanto sia gratificante: ogni tua parola muove oceani di caratteri, e suscita reazioni spropositate e, a volte, grottesche. E senti un certo peso sulla pancia e sulle dita, quando cercano le lettere sulla tastiera. Saranno quelle giuste?, ti chiedi. E non lo sai finché non hai dato in pasto alla folla ciò che crei. E poi c’è gente che esagera, e ti giudica da quattro righe, manco fossi un geek che passa la sua vita davanti al blog, quando questo che leggete, ormai invecchiato di quattro anni e mezzo, è sempre stato aperto per diletto (alzi la mano chi mi conosceva prima del Telefono — ecco, la Stella, i miei venticinque lettori con gli striscioni laggiù, e pochi altri). Mica ti va bene, così, epperò sono le regole del gioco: ubi commoda, eius et incommoda, diciamo noi giuristi per darci un tono (la gente sana direbbe: «Hai voluto la bicicletta? E ora pedala.»)
Così ti dai una scrollata, fai un’alzatina di spalle e dici di tirare avanti, ché le folle dimenticano presto, e la blogosfera è fluida. Hai contribuito ad alimentare un dialogo costruttivo verso la verità, se tutto va bene nessuno t’ammazza, e via così.
Così come, però? Mi sono sempre chiesto come facessero quei vecchietti — i reduci di guerra — a tirare avanti discutendo del tempo, dovendo pensare a comprare il latte la mattina e fare la lavatrice, loro che avevano odorato il sangue e la morte sul campo di battaglia, e il sacro spirito della vita li aveva pervasi più e più volte. E quarant’anni dopo — ti stupivi — possono davvero pensare al pane, al latte e alla lavatrice?
Nel tuo piccolo, allora, dopo esser stato travolto dall’onda della piena informatico-comunicativa, da questo tsunami digitale, anzi, provi a raggranellare quei quattro scampoli di raziocinio che hai, e decidi di metterti tutto alle spalle. Migliaia (forse decine di migliaia) di visitatori al giorno presto scompariranno, e i miei storici, fedelissimi duecento lettori quotidiani si troveranno ancora qui a parlare di vita, di filosofia, cinema, musica, tecnologia, politica, diritto e storie buffe. Quello sì che sono io, non lo Skypephone.
E se per caso, durante la via, qualche nuovo amico di quelli arrivati qui sulla cresta dell’onda deciderà di fermarsi, che prenda una sedia e si unisca alla balocca, ché davanti ad un bicchiere di quello buono le serate scorrono via piacevoli, nei miei silenzi.

7 Responses to “LaBellaelaBestia

  1. andrea b. cuojati says:

    bravo :O)

    imdl

  2. michael says:

    mmmm
    ebbene si, ho letto tutto.
    i tuoi articoli e relativi commenti sullo skypephone (oggetto di controverso desiderio).
    le riprese e le repliche. le mobilitazioni per santificazione o forca (certo che la gente si scalda per poco).interessanti.animate.di parte.o imparziali…
    perchè commento? per solidarietà. per rispetto. per ammirazione.
    chi ha facoltà d’inteletto e riesce ad esprimere il proprio pensiero sia che crei consenso o malcontento e riesce fedele al proprio spirito (e senza montarsi la testa a qst punto) ad andar avanti per la propria strada (leggi blog) merita un post tiramisù :-)
    magari alla faccia del dilettantismo hai creato una nuova forma di controllo rispetto alle grandi multinazionali/aziende. il “controllo privato”.
    dove il consumatore passa da passivo (proprio nel senso che a prenderla in quel posto siamo sempre noi) ad attivo e riempie le lacune della grande organo che ci dovrebbe tutelare.lo stato.
    bravo continua così.

  3. Paolo says:

    Ciao Fra,
    colgo l’occasione per lasciarti un commento non solo xkè conosco molto bene la storia da te citata (e tu sai anche il xkè…) ma soprattutto xkè vorrei complimentarmi con te x la tua inchiesta!
    E’ stata molto interessante e devo dire che l’hai seguita con la sicerità e l’intelligenza che ti contraddistinguono!
    Anche il modo che hai scelto x concluderla mi ha colpito e ha dimostrato ancora una volta le tue doti indiscusse di scrittore…molto bello è questo articolo…molto bella è stata l’inchiesta…molto bello è il sito…COMPLIMENTI…

  4. alberto says:

    sìsìsì. approvo approvo. parlare parlare parlare. certo, non è semplice. ma, anche se ho letto e partecipato alla vicenda proprio perchè non mi piacevano i tuoi toni, te ne sono grato. certo, stiamo parlando di un telfonino. fuffa, tuttosommato. ma… va benisssimo.
    anzi meglio. e se, al limite, rimanete in tre a frequentare questo blog, invitatemi, il vino lo porto io.
    Ciao – Alberto

  5. Sono uno di quelli che in rete vengono chiamati ?smanettoni? ma di quelli che lo fanno per passione e per piacere di spendere qualcosina di meno. Scrivo in alcuni forum quando posso essere d?aiuto ad altre persone ma non per primeggiare o veder salire il mio rank. Quando mi sono avvicinato a questo mondo le notizie più ?fresche? le avevano i forum, oggi i blog. Ve ne sono di alcuni meravigliosi che sono delle vere e proprie testate e altri che come una meteora brillano di una luce intensa ma breve. Nel mondo dei blog, che molti chiamano blogosfera, questa settimana è scoppiato il tuo caso dello Skype Phone e 3 per un ragazzo con tanta buona volontà e un po? troppa fretta a tirare conclusioni.E vedendo come preso dall?attenzione e dal momento si sia trovato invischiato in cose un po? più grandi di lui e delle sue conoscenze.

    Io uso Skype sul telefonino da quando quando è arrivato per Windows Mobile ora uso un Symbian con X-Series e 3 per le chiamate e la chat con Fring il tutto in una piccola slitta. La qualità è molto buona certo non cristallina, come un MP3, ma per quel prezzo mi va benissimo ed è meglio di molte chiamate Skype verso linea fissa. Quando è uscita l?offerta di 3 mi sono informato come sempre non sono sul sito di 3 ma anche da alcuni siti specializzati, che hanno partecipato alla conferenza, e hanno sempre detto 10 ore di chiamate in uscita e 10 ore di chiamare in entrata, per un totale di venti, citando V.Novari alla conferenza. Per quanto riguarda il contratto non so ma a me sembra normale. Chi compra spende 99 euro ed è finita lì si fa la sua ricarica da 5 euro e va avanti. Chi fa un contratto stipula un accordo, e il mio papà mi ha sempre insegnato a leggere tutte le clausule, e devo dire che non è difficile da capire, è un contratto e parla il legalese come tutti. La cosa che mi ha molto fatto pensare è che sei stato utilizzato da alcuni siti e forum come scudo e hanno riportato le tue osservazioni imprecise e forti volutamente. Visto che poi ti sei informato meglio hai poi dovuto ?modificare?.

    Io per tagliare la testa al toro ho letto anche la recensione sullo Skypephone di Bernhard Warner e lui ha un po? più di esperienza di noi. Tutta esperienza.

  6. Mdc says:

    a giudicare dal numero di commenti a questo post direi che l’effetto è passato. va detto che arrivo fresca fresca dalla lettura dei tuoi articoli sullo Skyperphone e di parte dei relativi commenti, e ci sono rimbalzata dal blog di Skype chè ci stavo per interesse puramente professionale (mi riferisco all’ottimo blog aziendale di mr. Pin, non alla telefonia mobile).. insomma, non ci credereai, ma ho letto anche della tua guida per uscire da libero flat e, dal momento che la (mia personale)angoscia del momento è cercare di far funzionare il mio super modem wifi di alice che da luglio non vuole saperne di dare banda al vecchio portatile in soggiorno (con con il routerino fino al giorno prima navigava che era ‘na bellezza)e solo perchè pensavo esistessero davvero quei 20 mega promessi dal contratto (visto che pagavo già la stessa cifra per 4!!!), insomma solo per dirti se vuoi farci su un’inchiesta sarò la tua prima lettrice. Se ti ritiri sul colle (lo conosco, scendevo giù verso Roma da Abbadia San Salvatore, era un piacere incontrarlo di passaggio)ti rimarrà quell’aura da blogger sincero che poco si attaglia ai notabili che, guarda guarda, hanno fatto la fila pur di farsi vedere qua sopra nel momento di massimo picco. Ma sarà così? Quando si assaggia l’ebbrezza della notorietà, anche se per un quarto d’ora, nulla sarà più come prima? Speriamo di no.

  7. Francesco Minciotti says:

    Ciao Miss, scrivere alla pasta De Cecco mi fa un certo effetto… si vede che alla notorietà non son portato ;)

    Per quanto riguarda il tuo problema con il routerino alicioso, non so aiutarti direttamente, ché la mia rete è tutta sulle sue e non accetta intrusi sponsorizzati da chicchessia; però, sia mai che ti lasci a piedi! Sono un paio d’anni ormai che amministro, come altro piccolo hobby internettiano, un forum di problematiche tecnico-legali utenti operatori, interno a p2pforum.it dal nome A tutta banda! (http://www.p2pforum.it/forum/forumdisplay.php?f=86), in cui potrai trovare molte discussioni sul tema, e partecipare attivamente proponendo il tuo problema. Il popolo di quelle parti è vasto, attivo, molto gentile ed incline ad aiutarti. Facci un salto; ci becchiamo di là :)

    E poi naa, a me piace il colle ed il silenzio: mi ci vedi, tra i blog fighi? ;)

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