(aka: odio le catene di S. Antonio)
Signore e signori, sfrutto l’onda buonista natalizia per esacerbare la mia acredine, in maniera tale che risulti ancor più cruda, e veicoli il messaggio in maniera più efficace.
Oggi, lezione di etichetta internettiana — chiamata, da più al dentro, netiquette.
In particolar modo, si parlerà di posta elettronica, e di invii multipli di richieste d’aiuto per bambini morenti, cani decapitati, minacce di morte in caso di mancato inoltro, o benedizioni in caso di inoltro abbondante. Ok: so che un sacco di gente vi si sarà riconosciuta, e per questo vi dico: bravi coglioni. Voi state distruggendo Internet. Diciamo che le vostre azioni d’inoltro non selettivo di fuffa sparsa per la rete stanno ad Internet come il volantino delle offerte del supermercato sta alla vostra cassetta delle lettere, o al tergicristallo della vostra auto parcheggiata.
Una solenne, magistrale e mai abbastanza vituperata rottura di coglioni.
Pensate sempre allo spam cartaceo sulla vostra auto: la mettereste, di vostra spontanea volontà, sulla mia Polo?
No.
E allora perché mi mandate le lettere sulla fortuna o sui bambini morenti in mail?
— I messaggi d’aiuto
Che poi, il discorso sulle lettere di finto aiuto ha un sostrato psicologico troppo imponente per essere trattato in questa sede; pertanto, vi rinvio ad una fonte qualificatissima, il giornalista Paolo Attivissimo, che da anni fa collezione di questo materiale (quasi totalmente falso), sbugiardandolo in lungo e in largo, nel (vano) tentativo di arginare questa slavina d’idiozia che intasa la Rete. Per cui, se vi arriva una mail tipo bambino-morente-cerca-sangue, controllate prima (1) sul sito di Paolo, e (2) su Google, inserendo le prime tre/quattro parole della mail, per vedere se si tratta di una truffa (99,999999%) o di un appello vero (lo 0,000000000ecc.% rimanente). Se non volete farlo per me, fatelo per aiutare chi ne ha davvero bisogno (lo zeroecceterapercento): nessuno di loro beneficerà della diffusione del passaparola, se coloro che la ricevono devono considerarla vera in mezzo a miliardi di stronzate. Ripesco l’esempio dello spam da auto: se doveste cercare un biglietto d’aiuto vero in mezzo a tutta la pubblicità che vi infilano nei parcheggi, sarebbe cosa facile?
— La fortuna (non) vien di notte
Se capisco un certo «inoltro disinvolto» (per non dire acritico) delle mail di richieste d’aiuto per bambini/cani/plancton in pericolo, e magari m’incazzo poco e cestino, odio profondamente e vorrei uccidere a sputi quelli che mi girano mail in puro stile catena di sant’Antonio: fa’ così (e inoltra) e avrai fortuna / non fare così (e non inoltrare) e morirai. Mi riferisco a mail (arrivata stamani) di questo genere:
Ho imparato… che nessuno è perfetto…
>
> Finché non ti innamori.
>
> Ho imparato… che la vita è dura…
>
> Ma io di più!!!
>
[ ...]
Dopo aver inviato il messaggio, premi F6 e vedrai quello che
> apparirà
> nel riquadro….incredibile, ma reale….fa impressione ma
> é reale….
> buona fortuna.
>
> Manda a 15 persone nei prossimi 143 minuti, poi premi F6 e
> il nome di
> chi ti ama apparirà in lettere maiuscole, fa tanta
> impressione perchè
> é.. reale
Ora, a parte la stronzata tecnica (premere F6: e perché?), la cosa vergognosa è un’altra: come si può credere a idiozie del genere, e inoltrarle ad uno che usa la posta per motivi (più) seri? Pensate ancora: infilereste una lettera con questo contenuto nel mio parabrezza? E perché allora dovete farlo con la mia mail?
— Conosci il mondo attorno a te (ma anche no)
Altra tipologia di catena è quella delle domande per conoscere meglio il destinatario. Ad esempio:
ISTRUZIONI PER L’USO: Copia questa e-mail in un nuovo messaggio e
cambia tutte le risposte con le tue. Poi spediscila ad un gruppo di persone
che tu conosci, INCLUSA la persona che te l’ha mandata. Imparerai un
sacco di piccole cose sui tuoi amici. Ricorda di rispedirla alla persona
che te l’ha mandata!
E giù domande esistenziali che — quelle sì! — mi permetteranno di apprezzare ancora più a fondo i miei amici: preferisci la Pepsi o la Coca-Cola?
Che uno pensa: cazzo, non sapevo che Mevio apprezzasse di più la Pepsi: ora sì che lo conosco a fondo!
Se poi può essere vagamente tollerabile leggere le risposte a queste domande di amici cari, data la natura altamente virale della mail, a volte mi arrivano queste risposte da parte di gente che nemmeno conosco. E allora mi chiedo: se manco so chi sei, che stracazzo me ne frega se della tastiera, schiacci i tasti giusti?
Ancora: mettereste questa roba sotto il mio tergicristallo?
— Se ti dò un indirizzo riservato, è perché suppongo che tu conosca il significato di «riservato»
Mai fidare nella conoscenza: meglio presupporre l’ignoranza.
Il danno più grave a lungo termine delle catene di sant’Antonio è nella diffusione, ai quattro venti, di indirizzi email validi e riservati, che magari possono finire in mano a spammer professionisti, che quindi mi distruggeranno l’utilità di aver creato un indirizzo email nuovo apposta, chessò, per i vecchi amici.
Forse voi non lo sapete, ma quando premete il tasto inoltra e inserite tutti i vostri contatti, ciascuno dei destinatari prenderà visione dell’indirizzo degli altri. E magari, uno di quelli vorrebbe che il proprio indirizzo fosse riservato solo a voi, e non anche ai vostri cento conoscenti.
Se io vi dò il mio tergicrist — ah no, qui l’esempio del tergicristallo non funziona. Vediamo un po’: se io vi dò il mio numero di telefono, non è che voi immediatamente mandate un sms a tutti i vostri contatti con il numero di telefono che vi ho appena dettato. Perché farlo con le mail, allora?
La soluzione — deprecabile — c’è: scartando quella per la quale dovete controllare, prima di inoltrare, la veridicità del testo dell’appello (sul sito di Attivissimo e su Google) — lo so: per molti è un’impresa impossibile —, sarebbe buona cosa almeno inserire i destinatari della funesta missiva NON nel campo “A:” o “Cc:”, ma nel campo “Ccn:”, cioè Copia Conoscenza Nascosta. Quello che di bello fa questa opzione è nascondere a tutti i destinatari gl’indirizzi degli altri a cui inviate la stessa comunicazione. In questo modo, pur inviando la mail una sola volta, raggiungerete con un sol colpo tutti i destinatari a cui intendete inviarla, ma nessuno di loro saprà a quali altri contatti è stata inviata, né — importante! — potrà prendere possesso dei loro indirizzi di posta. Può sembrarvi strano, ma c’è chi con la mail ci lavora.
Io ve l’ho spiegato alla carlona, ma leggete questo stralcio di Wikipedia:
Il CCN è anche uno strumento di fondamentale importanza per la protezione della privacy e la lotta allo spamming, in particolare nel caso di messaggi di posta elettronica inviati ad un insieme di destinatari estranei fra loro (per esempio, a tutti i sottoscrittori di una newsletter o di una mailing list, ma anche i destinatari delle catene di sant’Antonio o le immancabili hoax). Usando il campo CCN, è infatti possibile inviare il messaggio contemporaneamente a tutti i destinatari senza rivelare a nessuno di essi gli altri destinatari e i loro indirizzi. Il mancato uso di tale elementare meccanismo di protezione della privacy nelle e-mail di massa comporta invece la creazione involontaria di lunghi elenchi di indirizzi email che, accumulatisi inoltro dopo inoltro, vengono spesso intercettati dagli spammer che li utilizzano poi per inviare e-mail indesiderate di varia natura (pubblicità e malware in particolare). (fonte)
Chiaro il concetto? Così, invece di far fare una risata ad un amico, inoltrando qualcosa che si ritiene buffo, finite per rovinare la sua riservatezza e, cosa ancor peggiore, regalate il suo indirizzo di posta a qualche spammer, che lo subisserà di mail sul Viagra.
Se proprio ritenete che gli serva, regalategliene una confezione voi!
— La perla di saggezza conclusiva
Sapete cosa sarebbe il massimo?
Ricevere nella mia casella di posta, in capo a qualche settimana, questo articolo a mo’ di catena di sant’Antonio :)