Ripeschiamo dalla notte dei tempi la tanto agognata sequela di perché — sì, secondo la Stella non ho superato ancora la fase delle domande dei treeni; vi dirò, non vi scorgo che vantaggi — sull’altrettanto agognata Meluzza di Cupertino, aka perché il Mac è migliore dei PC con Windows.
Oggi, parliamo dell’hardware — tutt’insieme, ché rende di più e meglio. E sia chiaro che qui Windows non c’entra, e che magari qualche produttore hardware sta facendo buoni passi in avanti; ma una visione segmentata prima, e olistica poi, della componentistica del MacBook fa, a mio avviso, pendere l’ago dalla sua parte.
Infatti, oltre ad un trackpad multitouch e molto ampio come dimensioni, si ha quanto di meglio si possa desiderare, quanto a mouse: usando un solo dito, si controlla la freccina come in ogni trackpad di portatile sulla faccia della terra; ma usando contemporaneamente due dita, si entra nella modalità di scorrimento della pagina. Di più: questo scrolling multitouch funziona sia verticalmente — fin qui, nulla di troppo nuovo — che orizzontalmente, dando una fluidità di spostamento (pensate ad una grossa immagine che superi lo spazio dello schermo) inimmaginabile con qualunque altro portatile. E grazie al gioco di squadra fra hardware e software, questa funzionalità viene esaltata: grazie al cover flow — caratteristica ora presente anche nel finder (l’esplora risorse di Windows), e già famoso per essere all’interno di iTunes — sparso un po’ ovunque grazie al nuovo sistema operativo Leopard, la navigazione visuale nei vostri file, e in particolar modo nelle immagini, non è mai stata così immediata.
Per non parlare poi del multitouch dei MacBook pro e del MacBook air, quelli sì davvero multitouch: avendo lo stesso processore dell’iPhone, permette una serie di gesti con tre o più dita, che manco ve lo immaginate. Tutto lascia prevedere che verrà integrato nelle future versioni del piccolo MacBook.
Ma non è certo finita qui: il lettore DVD a scomparsa, senza il carrellino che esce fuori, e di conseguenza senza rotture di coglioni sullo stare attenti a non impigliarlo da qualche parte o a non fletterlo troppo durante l’inserimento del DVD.
Ancora: webcam (ISight) integrata e microfono ambientale integrato con una sensibilità paurosa, che permette una trasmissione audio cristallina anche parlando a svariati metri dal Mac. Lo uso tutti i giorni con Skype e l’interlocutore non nota la differenza da un comune telefono.
Mi avvio alla conclusione parlando del comparto di alimentazione, con una batteria eccezionalmente lunga — in navigazione Wi-Fi di media intensità si raggiungono le 2:45, con un film più di 3, in videoscrittura senza Wi-Fi tranquillamente 4 —, con un indicatore di carica della batteria integrato formato da cinque LED e un bottone, da premere anche a batteria staccata dal Mac, che ci «illumina» sul grado di carica residua; e un alimentatore piccolissimo e con un utilissimo sistema di raccoglimento del cavo, per farne un fagottino di ridotte dimensioni ed adorabile. Per finire, un ingegnoso e pratico sistema di collegamento del cavo di alimentazione al Mac, chiamato Mag safe (video dimostrativo), calamitato per una facilità estrema di collegamento al computer, ma soprattutto per evitare cadute del Mac in caso di travolgimento del filo — può capitare, credetemi. E — chicca delle chicche — sulla parte terminale del cavo trova posto un piccolo LED che indica lo stato di carica della batteria: ambra, in carica; verde, carico.
Che volete di più dalla vita?