iPhone ed iTalia: un felice epilogo a tre
Francesco Minciotti
Dando credito all’articolo apparso stamane su Repubblica, si apprende che l’iPhone uscirà finalmente in Italia «entro qualche mese», in base a quanto asciuttamente dichiarato dai comunicati stampa delle aziende coinvolte, rilasciati nella giornata di ieri. Fin qui, niente di nuovo, se non che, contrariamente alle più volte rimestate voci di corridoio degli ultimi mesi, il telefono verrà fornito da Vodafone e TIM, e non già solo dall’ultima, come si va ripetendo ormai da più di un anno.
Primi contatti fra la Apple e TIM si erano avuti già nella scorsa estate, quando si parlava di emissari della compagnia telefonica italiana in visita al quartier generale della Mela a Cupertino, per trattare della vendita del telefono in esclusiva, quantomeno per alcuni mesi, al fine di accumulare vantaggio commerciale sugli altri operatori. E le voci di questa alleanza in pectore si sono fatte sempre più insistenti — quasi certe, in definitiva — al momento del ritrovamento, da parte di alcuni esperti a fine gennaio 2008, di riferimenti all’operatore italiano all’interno del firmware (una parte del software del telefono), dato tecnico che solitamente indica un’alleanza commerciale fra la Apple e l’operatore telefonico che potrà rivenderlo, nel Paese di riferimento, generalmente in esclusiva per un periodo limitato. A quel tempo, nel firmware apparivano, a fianco al logo di TIM, solamente loghi di operatori internazionali che già erano titolari di contratti di distribuzione esclusiva del telefono in altri Paesi (Francia, Germania e Inghilterra, oltre agli Stati Uniti). Insomma: una testimonianza importante di rapporti «sotterranei» fra le due parti, che al contrario Vodafone non può vantare, al netto di una singola notizia — rivelatasi poi infondata, se fondate sono le notizie odierne — diramata dall’italiana Morse e datata 22 gennaio 2008, nella quale si sosteneva che Vodafone stessa sarebbe stata distributrice esclusiva del nuovo modello 3G in tutti i Paesi europei. Il che, in verità, alla luce dell’annuncio ufficiale odierno altro non significa che l’attestazione di una maggiore capacità di segretezza dei vertici dell’azienda britannica rispetto a quella nazionale.
Alla base dell’accordo — ma questa è notizia ampiamente anticipata da riviste di settore, e logica in un senso tecnico-evoluzionistico — sebbene non esplicitato da nessuno dei due comunicati stampa, c’è il nuovo modello di iPhone, che al contrario del precedente importerà alcune migliorie sostanziali: sicuramente connettività 3G (UMTS e/o la sua evoluzione, HDSA), visto che Apple aveva attirato fin troppe critiche sulla scelta di equipaggiare il primo iPhone con connettività EDGE (sostanzialmente più lenta), e secondo alcune indiscrezionichip GPS, per aprire un nuovo fronte di servizi legati alla geolocalizzazione dell’utente — servizi potenzialmente molto redditizi sotto il profilo economico, come ad esempio la pubblicità di esercizi commerciali spazialmente vicini all’utente — oltreché a fornire una funzionalità assolutamente “golosa” per l’utente, anche in considerazione dello schermo particolarmente generoso (3,5 pollici) di cui questo telefono dispone per il quale non sarebbe assurdo pensare ad una funzione di navigatore satellitare da automobile, complice anche la sua capacità di essere azionabile mediante sfioramento dello schermo come tutti i navigatori. La funzione di geolocalizzazione in verità è già presente allo stadio embrionale sull’iPhone attuale, pure privo di apposito chip GPS, grazie ad un sofisticato, e in qualche modo non perfetto, sistema di tracciamento che usa i ponti-radio cellulari e gli hotspot Wi-Fi per trovare la posizione dell’utente, fornito da Google e da Skyhook. Infine, sempre secondo la fonte prima citata, la scocca sul retro sarebbe di colore nero, i pulsanti cromati e, più in generale e proprio per l’abbandono del metallo, sarebbe ancora più stondato e morbido nelle forme.
Intanto, oltre agli annunci dei due operatori italiani sulla disponibilità prossima ventura dell’iPhone — Vodafone estende, nel suo comunicato, la disponibilità anche ad altri nove Paesi: Australia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, India, Portogallo, Nuova Zelanda, Sud Africa e Turchia — plurimi elementi si possono sommare per poter tentare di pronosticare una data, quantomeno d’annuncio: Apple, all’atto dell’annuncio del primo iPhone, disse che avrebbe voluto centrare l’obbiettivo di dieci milioni di pezzi venduti a fine 2008, con una tabella di marcia che avrebbe previsto, appunto nel 2008, di portare il telefono nei Paesi asiatici; finora, la cosa non è avvenuta, e chiunque conosca lo stato delle telecomunicazioni di quell’avanzatissima parte di mondo, sa che un telefono con connettività 2G non potrà minimamente attecchire, essendo piuttosto necessario un telefono 3G (DoCoMo — il principale operatore mobile giapponese — ha annunciato tempo addietro che, entro il 2010, disattiverà completamente le reti EDGE, su cui l’attuale iPhone funziona — chi mai comprerebbe un telefono che non funzionerà più entro un anno e mezzo?!); dal 9 al 13 giugno prossimi si terrà a San Francisco la WWDC — la conferenza mondiale degli sviluppatore Apple —, uno dei due eventi più importanti della galassia di Steve Jobs (l’altro è il Macworld di metà gennaio, dove nel 2007 annunciò l’iPhone, e nel 2008 il MacBook Air, sottilissimo portatile), dove questi dovrà annunciare, quasi per tradizione, un prodotto sostanzialmente importante; pochi giorni fa è stata intercettata dalla stampa di settore una comunicazione circa le fattezze di un nuovo dispositivo che Apple avrebbe inviato ai produttori di custodie — lo stesso accadde per il nuovo iPod Nano, i cui disegni per le custodie ne rivelarono correttamente l’esistenza giorni prima dell’annuncio ufficiale; per ultimo — ma ho tralasciato molti altri piccoli indizi — è notizia di stamane quella della precettazione dei dipendenti dell’operatore mobile americano AT&T (gestore con cui Apple sta distribuendo in esclusiva l’iPhone) per il periodo che va dal 15 giugno al 12 luglio; essendo questa la replica esatta di ciò che avvenne poco prima del lancio del primo iPhone, le conseguenze sembrano autoevidenti.
Insomma: dopo lunghe attese — tranne per i consumatori più smaliziati, che hanno acquistato l’iPhone da eBay già sbloccato, e pronto quindi per funzionare anche con gli operatori mobili italiani — l’iPhone, nella sua nuova versione, dovrebbe approdare in Italia a breve. L’unico nodo che rimane da sciogliere è quello della formula di vendita con i nuovi operatori — sarà vincolato ad un operatore com’è stato fino ad ora, oppure si potrà vendere slegato da un abbonamento? — che alcune voci dànno per diversa da quella attuale; ma siamo sicuri che la notizia sullo sblocco «ufficioso», ormai reso un’inezia da programmi sempre più intuitivi, renderà la questione sempre meno rilevante.
Prepariamoci a mietere un raccolto di mele fuori stagione il 10 giugno, data del tradizionale discorso di Steve Jobs alla WWDC.
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