E sotto il fedelissimo obiettivo della mia Canon, anzichenò!
Avevo promesso che ve ne avrei parlato diffusamente, e al termine di questa settimana di prova all’interno dell’iLiad tour 2008, per la quale devo ringraziare Antonio Tombolini di Simplicissimus books, sono pronto a farlo, con dovizia di particolari.
Anzitutto, per chi non lo sapesse, iLiad è un lettore di libri elettronici, meglio conosciuti come e-book; in pratica, dei dispositivi fatti a forma di… beh, che sto qui a fare, a descriverveli quando ho fatto una galleria intera di foto all’iLiad su Flickr?! No, appunto; e quindi, passiamo ad una recensione più specifica.
1. Forma e dimensioni
Non sprecherò molte parole, se non per darvi qualche dato tecnico: schermo da 8.1 pollici con risoluzione di 1024×768: grande quanto un normalissimo libro, ma molto più sottile della gran parte di essi, ed infinitamente più capiente, iLiad è un dispositivo dall’aspetto gradevole ed ha una buona funzionalità, benché il software sia ancora piuttosto lento nel caricamento di ciascuna pagina o nella transizione da un menù all’altro.

Si abbina ad una graziosissima custodia con un efficace rinforzo metallico sul retro, per riporlo con tranquillità all’interno della propria borsa, senza troppi patemi d’animo che un colpo vigoroso possa danneggiarlo.

Eccolo, affiancato al mio iPod Touch, un dispositivo da circa 3,5 pollici, e grande come un comune telefono cellulare:

2. Lo schermo
Vero e proporio punto di forza dei lettori di e-book, lo schermo di iLiad è qualcosa di assolutamente rivoluzionario: quando pensate a questo tipo di schermi, con tecnologia e-ink, non dovete figurarvi un computer o un telefono cellulare, ma una vera e propria pagina di libro. E per farvi capire esattamente cosa intendo per «pensare ad una pagina di libro», date un’occhiata alla foto qui sotto. Per i più curiosi, compara una pagina de L’elogio della follia di Erasmo da Rotterdam ad un cartaceo La possibilità di un’isola di Houellebecq (sì, è il libro che ho in lettura in questi giorni). Come mi ha fatto notare pedantemente mio fratello, sarebbe stato interessante comparare la stessa pagina su entrambi i supporti, ma lo sbattimento sarebbe stato troppo.
Come s’intuisce, si tratta di uno schermo davvero rivoluzionario, che cambierà il mondo della stampa — sono stato tentato, per un attimo, di scrivere «della carta stampata», ma guai a parlare di carta davanti ad un iLiad. E, in verità, anche parlare di «stampa» non ha più molto senso ormai, se non come nome convenzionale all’industria delle parole, diciamo così.
Ed è tanto vicino alla carta, quanto distante da un qualunque schermo elettronico visto finora, financo i più eccezionali, come si può notare in questa comparazione con il mio iPod Touch:

Notate come sia molto più riposante lo schermo dell’iLiad, aiutato forse in questo anche dalla mancanza di retroilluminazione, che in alcuni contesti potrebbe forse costituire una piccola limitazione,.
E ora, un pdf di un quotidiano vicino ad un giornale 1.0:

Notate la nitidezza dei caratteri, ben oltre la qualità di qualunque schermo abbiate mai osservato; e quanto questo aiuti l’occhio a sentirsi riposato durante la lettura, potete solo immaginarlo (o sperimentarlo, comprandovi un iLiad :D).
E ciò che è davvero rivoluzionario, nei lettori di e-book, non è tanto lo schermo simile alla carta, quanto piuttosto il fatto che il testo diventa bit, informazione, ed è quindi manipolabile come contenuto digitale. Cosa significa questo?
Ad esempio, che possiamo far cercare ad iLiad una qualunque parola in uno qualunque dei molteplici libri/giornali che vi abbiamo caricato, in maniera asolutamente identica al «trova» dei programmi di videoscrittura:

3. Uso
iLiad risulta piuttosto lentino, nel caricamento dei menù; non saprei dire con esattezza se ciò dipende dalla particolare tecnologia dello schermo, oppure più semplicemente dal fatto che siamo a livello poco più che prototipico. Non so che peso dare a questa sensazione, ma aver trascorso questa settimana in compagnia di iLiad mi ricorda tanto il mio Diamond Rio pmp 300, un lettore mp3 acquistato nel 1997 e che aveva 16mb di memoria. E costava 300$, peraltro.
Però iLiad, al contrario di molti suoi concorrenti, ha due marce in più: una scheda Wi-Fi integrata e un pennino per scrivere sullo schermo. E, vi dirò, non sono da buttar via, a seconda dell’uso che se ne intende fare di questo dispositivo, sebbene ambedue soffrano di qualche difettuccio: per ora, la connessione a reti Wi-Fi è consentita solo se la rete stessa sia configurata in DHCP — l’opzione «IP fisso» è presente nel menù, ma non è selezionabile. Si spera in un aggiornamento di firmware. A proposito: l’occasione mi è gradita per ricordarvi che il software alla base di iLiad è open source, caratteristica che non guasta mai, e che è assolutamente indispensabile nell’informatica pionieristica.
Il difettuccio relativo alla scrittura elettronica (la tecnologia alla base della «penna elettronica» è a cura di Wacom, leader storico del settore), invece, è la lentezza nell’inserimento del testo: sebbene la precisione sia piuttosto elevata — il tratto viene effettivamente riprodotto dove il pennino è passato — il processo avviene lentamente, con un ritardo di qualche decimo di secondo, e questo dà una brutta sensazione durante un’intensa sessione di scrittura.


La batteria ha un’ottima durata — misurabile in giorni — in caso di uso come mero lettore di libri; ma scende vistosamente in caso di uso del Wi-Fi o della scrittura elettronica.
Avendo abbozzato una piccola recensione, che sono pronto ad integrare, a richiesta, nei commenti, è ora di tirare le…
4. Conclusioni
Posso sicuramente ritenermi fortunato ad aver avuto una settimana per giocare con questo iLiad, capostipite di una serie di dispositivi che, in capo a non più di vent’anni (numero di anni a caso), cambieranno il mondo della scrittura (e della lettura, va da sé). E devo inoltre ringraziare Antonio per la sua disponibilità.
Tanto detto, però, mi sento di muovere un giudizio globale molto cauto: dato il prezzo assolutamente notevole (599€), e la tecnologia ancora ad uno stadio piuttosto embrionale, io non lo acquisterei. iLiad ha molte funzioni aggiuntive rispetto al lettore di e-book medio, è vero; ma per la navigazione al volo ho già un iPod Touch, con uno schermo sensibile al tocco neanche lontanamente paragonabile a quello di iLiad — ma nessun altro schermo touchable ha niente a che vedere con la tecnologia multitouch di Apple, e ve lo dice uno che è usa quotidianamente più di un dispositivo touchscreen (Sony Ericsson p800 e TomTom Go 300) dal 2002.
La tecnologia e-ink è assolutamente promettente, ancorché in fase poco più che sperimentale, quanto all’applicazione: non ricordo più dove (e voi siete liberi di smentirmi), ma mi pare di ricordare che vengano prodotti circa 100.000 schermi all’anno basati su questa tecnologia. E se considerate che i cellulari più famosi vengono venduti nell’ordine dei milioni o decine di milioni, il disegno globale è già chiarito.
Ma è una tecnologia ai suoi primi vagiti anche come disponibilità dei contenuti: nonostante l’opera meritoria di persone come Antonio, che si profondono quotidianamente per evangelizzare quanti lavorano nel mondo dell’editoria, non mi risulta che vi siano molte case editrici che abbiano iniziato a credere con i fatti all’inchiostro digitale, vendendo i propri testi anche in formato elettronico. E’ un cane che si morde la coda: vengono prodotti pochi lettori perché non c’è materiale da leggere; e c’è poco materiale da leggere, anche perché i lettori sono poco diffusi. Oltre a ciò, ho idea che gli editori abbiano paura dello spettro della pirateria — vero incubo primo di ogni produttore di contenuti —, in questo evitando di prendere quel che di buono c’è stato nella triste vicenda «case discografiche-mp3-p2p», e cioè che il titolare dell’opera analogica, al momento della sua transizione digitale, deve governarne la diffusione, e non subirla passivamente e poi metter tutto in mano agli avvocati e ai tecnici nella vana pretesa di arginare il crollo della diga.
La digitalizzazione dei libri avrebbe infiniti vantaggi e nessuno svantaggio: abbattimento dei costi (zero spese di stampa, resi, invenduti, macero; qualche soldino solo per la distribuzione in via elettronica, ma niente di comparabile a quelli odierni); abbattimento dell’inquinamento; accesso facilitato ai nuovi potenziali autori, in virtù dei costi irrisori di distribuzione e delle mancate vendite in caso di opera di scarsa qualità. Così facendo, il conseguente abbassamento dei prezzi favorirebbe un aumento delle vendite e, probabilmente, anche del bacino d’utenti.
Certo, sul fronte dei dispositivi non mi dispiacerebbe buttar via un pennino per passare ad un touchscreen modello iPhone, e magari alla comparsa di altri colori oltre al grigio; e, sicuramente, vedrei di buon occhio un abbattimento dei costi dei dispositivi. Ma quel che c’è di buono negl’inizi, è che si crea qualcosa di fantastico ed innovativo che prima non esisteva; e non importa quanto perfettibile possa essere, perché c’è tutto il tempo del mondo per farlo.
A vostra disposizione, nei commenti, per domande particolareggiate.















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Dexter: III serie
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Profumo: Storia di un assassino Tom Tykwer
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[...] Francesco Minciotti al termine della sua settimana con iLiad ci regala una bellissima recensione, qui. [...]
Secondo me la titubanza degli editori nell’investire in e-book è gistificata: ad ora l’oggetto libro attira su di se l’apprezzamento e l’affetto di un lettore, cosa che per il formato digitale può non succedere.
Lo stesso motivo per cui si apprezza di gran lunga un disco in vinile piuttosto che un cd.
Senza parlare dei formati e delle loro evoluzioni nel tempo: un libro di 50 anni (stampato nel 1958) è tranquillamente leggibile, un formato quanto resisterà nel tempo?
che ne pensi?
rr
riccardor: L’apprezzamento del libro, o la passione del cartaceo che dir si voglia, è un puro abbaglio, un mero accidente dettato dagli anni di transizione in cui ci troviamo. Un approccio razionale al concetto di testo, scevro da fatui vaneggiamenti circa il «piacere della carta» o amenità simili, porta a tratteggiare un nuovo livello di fruizione, una vera evoluzione, e non già un semplice modo differente di visualizzare dei contenuti. Il lettore che «adora il libro» come oggetto, oltre a non aver capito un cazzo dell’essenza del libro (il libro è un oggetto o un veicolo per il testo, vero bene?), mutila le infinite possibilità dell’informazione digitale, per un supposto romanticismo di fin de siècle.
Quanto ai formati, mi pare più probabile che si rovini qualcosa di fisico, piuttosto che di digitale; ci sarà sempre un modo più o meno rapido di convertire un formato in un altro, mentre non sarà altrettanto semplice restaurare un libro infradiciato d’acqua, o — chessò — mangiucchiato da un cane.
600 euri e mi vuoi dire che non è neanche a colori?????
hai voglia abbattere i costi di distribuzione, stampa, ecc, ecc.
e poi per favore non mi venire a raccontare che un file è più longevo di un pezzo di carta perché è una sfida persa in partenza.
in più è un altro aggeggio che ha bisogno di essere ricaricato. come se non vessimo già abbastanza caricabatterie in giro per casa.
sarà anche una tecnologia rivoluzionaria ma qua siamo ancora a un livello di concept
Federico: Sui prezzi mi sono già pronunciato. Basti però pensare che un libro in carta costa in media una diecina d’euro, quindi rientreresti dalla spesa con una cinquantina di libri. Però, certo, per quel che serve a me un e-book qualcosa che costa più di 200€ è sprecato; ma è una considerazione soggettiva, riguardante l’uso che ne dovrei fare, e la sinergia con le altre periferiche che già possiedo.
Quanto alla longevità di un file, mi pare che qualcosa di digitale, infinitamente replicabile ed immagazzinabile in infiniti luoghi fisici, a spese irrisorie (giusto il costo di qualche hard disk o di un abbonamento per un sistema di backup in linea), sia infinitamente più sicuro di qualcosa di fisico.
Quale sarebbe il motivo, per te, per cui un qualcosa di fisico, non replicabile se non a costi elevati, è più probabilisticamente longevo di un suo omologo digitale?
Quanto alla corrente, è difficile pensare a qualcosa di elettronico che non abbia bisogno di alimentazione, senza per questo struggersi (o farla diventare una condizione essenziale all’acquisto) per un caricabatterie. Ma anche qui, siamo nel regno del soggettivo, e quindi insindacabile.
Ma le case editrici?
Ero sul punto di comprare l’iLiad già mesi fa, poi ho rinunciato praticamente per gli stessi motivi elencati nel post: è assurdo pagare a peso d’oro un prototipo.
ciao a tutti.
dico per prima cosa che sono una appassionata di ,,carta stampata,, e ,,adoro il libro,, ma concordo assolutamente con francesco sul dire che la svolta sta nella fruizione diversa dei contenuti che si ha con un ereader.
forse non è neppure più legittimo fare continuamente paragoni tra carta ed e-ink per disputare chi dei due sia superiore o vinca la partita: inizio a pensare che si tratti di due cose davvero diverse, con usi diversi, differenti fruizioni e che possono tranquillamente convivere.
ho avuto la fortuna di testare l’iLiad e vi assicuro che – pur concordando sul fatto che è ancora un prototipo – questa tecnologia e-ink fa intravedere per la lettura e la scrittura orizzonti che solo 2 anni fa erano (almeno per me) impensabili.
bye
elena
[...] provarne uno, l’iLiad della Rex Technologies, e di scriverne una recensione tempo fa, a cui rimanda il lettore, tanto per capire di cosa si stia parlando); e sa pure del costo non irrisorio di questo [...]
[...] provarne uno, l’iLiad della Rex Technologies, e di scriverne una recensione tempo fa, a cui rimanda il lettore, tanto per capire di cosa si stia parlando); e sa pure del costo non irrisorio di questo [...]
salve a tutti
vorrei dare anche io il mio giudizio sull formato digitale
leggo libri da sempre ,ma negli ultimi anni ho inziato a diradare sempre piu questo piacere un po per mancanza di spazio e molto per i costi assurdi a cui i libri sono arrivati,ho seguito l evolversi dell iliad irex praticamente dall inizio , pensavo fosse caro in confronto di altri dispositivi dedicati alla lettuara,in vendita a circa meta del prezzo c’erano (e ci sono tuttora)congegni piu piccoli
(pensavo in fondo 2 pollici di differnza cosa vuoi che siano),poi o scoperto che oltre a essere piu piccoli praticamente questi dispositivi leggevano solo formati dati dalla casa madre .
alla fine o preso una decisione o comprato l iliad ,che intanto a tirato fuori un modello a 499 euro
o gia letto diversi libri con questo dispositivo
le prime vote per riflesso condizionato ogni tanto cercavo di girare le pagine come leggesi un libro cartaceo
(tanto simile e ad esso)
se ci pensate un po il costo e basso l equivalente di 20 30 libri
il risparmio futuro potrebbe essere altissimo
un file digitale nn ha bisogno di essere imagazinato trasportato (e se nn venduto portato al macero)
non si deve pensare all iliad come sostituto del libro ma bensi come complemento ,come tutti gli appasionati di lettura io cerco di tenere tutti i libri che compro
,ma lo spazio e limitato e molte volte ho dovuto fare epurazioni per mettere nuovi arrivi ,ora posso comprare i libri che piu mi piacciono e tenere nell iliad i file digitali di volumi “minori” ,
e un prodotto da provare non si puo far il confronto con nessun dispositivo, bisogna vederlo per capirlo e per capire le sue potenzialità ,
vorrei ricordare i primi telefonini che sono arrivati sul mercato ,erano carissimi ma la gente li ha acquistati ugualmente , e tuttora ci sono modelli che superano abbodantemente il prezo di un iliad ,allora se posso spendere 600 700 euro per avere l utimo modelo di un telefono mi domando perche non si possa fare altrettanto per il piacere dell lettura, ma forse per molti non è un piacere
antonius