«Prelievo fantasma» e mancato rimborso di Cartasì: una triste storia

Internet ha una precisa funzione, ed è quella di agevolare lo scambio d’informazioni fra esseri umani; al fine, aggiungo io, dell’evoluzione della specie, mediante segnalazione dei pericoli che, potenzialmente, possono colpire ciascuno di noi.
Questo pericolo, oggi, è il prelievo fantasma dai bancomat, e la pretestuosa posizione di Cartasì (di cui pure, su queste stesse pagine, avevo avuto il piacere di parlare bene in una vicenda simile tempo fa) che non vuole restituirci i sonanti 500€ che i ladri, che hanno spaccato il vetro della macchina e fregato la borsa di mia madre, con tanto di portafogli e cellulare, hanno prelevato con la carta di credito ad un bancomat.
Questa, più in dettaglio, la vicenda: attorno alle ore 17:00 del 19 marzo 2008, il vetro della nostra Smart, parcheggiata sul lungolago di Montefiascone, veniva frantumato da un ladro per rubare la borsa che si trovava all’interno della vettura; borsa che conteneva un cellulare e un portafogli. Mia madre, accortasi del furto dopo pochi minuti, chiamò subito i Carabinieri dal cellulare di un passante, i quali la invitarono a recarsi in caserma, perché ormai «non c’è nient’altro da fare». Logico.
Dalla caserma dei Carabinieri, alle ore 17:50, mia madre chiamò il servizio clienti di Cartasì, per effettuare il blocco della carta ormai in mano ai ladri. Troppo tardi, però: presso uno sportello bancomat ancora ad oggi sconosciuto (Cartasì si rifiuta di rivelarcelo), i ladri avevano già effettuato due prelievi di 250€ cadauno, corrispondenti al massimale per ciascun prelievo, rispettivamente alle ore 17:46 e 17:47. Appena tre minuti prima del blocco della carta, e 46 minuti dopo il furto.
Ovviamente, la stessa Cartasì, nonostante la nostra richiesta (formalmente completa di tutti gli elementi richiesti: copia delle denunce di furto; copia dell’estratto conto contenente i prelievi contestati) si è rifiutata di restituire la somma rubataci, adducendo come motivo la negligenza nella custodia del PIN, magari riposto nello stesso portafogli rubato, ritenuto necessario al prelievo di contanti da un bancomat. E, teoricamente, Cartasì ha ragione: da «manuale», le carte di credito inserite in un bancomat non funzionano se non si inserisce il PIN di cinque cifre. E tuttavia, in pratica, il mondo è pieno di casi analoghi a quello successo a mia madre: ce l’hanno detto in banca, ce lo hanno raccontato amici che hanno subìto la stessa sfortunata sorte, e pure una centralinista dell’assistenza clienti Cartasì ce l’ha spifferato in camera caritatis. E, vi dirò, pure su Internet la quantità d’informazioni è notevole: digitando phantom withdrawal, che è la locuzione coniata per identificare proprio l’operazione di prelievo di contante presso un ATM senza disporre del necessario (?) PIN, escono fuori una valanga di siti contenenti centinaia di casi-fotocopia. E lo stesso dicasi tra i video su YouTube, cercando Chip and PIN. Insomma: così stando i fatti, la sicurezza delle carte di credito assomiglia ad una mezza barzelletta.
Mia madre non aveva nel portafogli il PIN della carta di credito. Vi dirò di più: mia madre era totalmente all’oscuro della possibilità di prelevare contanti da un bancomat con la carta di credito; tant’è che dal momento dell’emissione della carta — anni fa — gli unici prelievi mai effettuati sono proprio quelli post-furto. Strano, per una signora che dovrebbe avere con sé il PIN, non prelevare mai se non due volte da 250€ in due minuti, mentre era in caserma.

Eppure, tutto ciò non è stato sufficiente per Cartasì, che con una lettera datata 21 maggio 2008 ha rifiutato la restituzione dei 500€ rubati ormai due mesi fa — considerazione a latere: gli istituti di credito sono assicurati, quindi non devono neanche pagare di tasca propria.

Ciononostante, non ci arrendiamo: ho spedito un secondo fax con cui impugnamo la decisione e ne richiediamo la revisione; inoltre, facciamo riferimento proprio a quest’articolo che state leggendo. Laddove non arriva il senso di giustizia, spero arriverà la paura della cattiva pubblicità.

E voi, cari mujahedin, avete avuto esperienze simili? O vi va di darci qualche informazione utile?
Se sì, fateci sapere a mezzo commenti o mail.

15 Responses to “«Prelievo fantasma» e mancato rimborso di Cartasì: una triste storia”

  1. Camillo says:

    Io sarò anche ingenuo, lo so, ma non dovrebbero essere loro a dimostrare l’incauta custodia del PIN? E non dedurlo dal prelievo effettuato? Pare “Comma 22″…

  2. Francesco Minciotti says:

    Camillo: Loro applicano questo sillogismo: «Se i prelievi possono essere fatti solo conoscendo il PIN, e se questo prelievo è stato effettuato, allora i ladri avevano il PIN» E quindi, la colpa è nostra.
    Peccato solo per il fatto che ormai l’esperienza ha ampiamente dimostrato che del PIN se ne può fare concretamente a meno, se si conosce qualche trucchetto. Vi terrò informati, comunque.

  3. Valentina D'Efilippo says:

    Caro Francesco,
    presa dalla disperazione post-truffa e dalla poca tutela che lo stato e le istituzioni riservano per noi cittadini italiani, non mi è restato che una ricerca in internet tra forum ed esperienze simili alla mia ed è così che sono venuta a conoscenza di questo post.

    Purtroppo abbiamo una cosa in comune: vittime di ladri di carte e colpevoli di una cosa che non è assolutamente fondata (aver avuto il pin insieme al bancomat o carta che sia).

    Premetto che vivo a londra da 2 anni e mezzo. 15 giorni fa mi trovavo in Italia per il fine settimana per partecipare ad un matrimonio. Nello stesso giorno mi vengono sottratte 2 carte. Avevo con me 4 carte che però tengo sempre separate: 2 nel portafogli e due in un taschino interno nella borsa. Purtroppo non mi accorgo di nulla anche perchè il ladro non mi aveva rubato nessun’altro bene o oggetto personale che avevo con me.

    Ahimè tornata a Londra mi accorgo solo dopo qualche giorno della mancanza delle 2 carte e i ladri avevano già avuto modo di sottrarmi 4 mila €. Una cifra assolutamente cospicua per le mie tasche e finanze.

    Immediatamente contatto i numeri verdi di entrambe le carte. fortunatemente la carta di credito Natwest (istituto di credito inglese) è stata bloccata al primo tentativo di prelievo dal sistema di monitoraggio inglese mentre con il bancomat italiano (vecchio stampo – senza chip) il ladro ha potuto darsi alla pazza gioia.

    Le risposte che ho avuto sia dalla banca che dai carabinieri non sono sconcertanti …di +!

    La banca infatti mi ha risposto che il ladro ha potuto usare il bancomat solo con il PIN accusandomi di aver infranto le norme di sicurezza della carta stessa non conservandolo correttamente. Ma dove sta scritto che il pin era con la carta? come posso difendermi da un’affermazione tale? che lo dimostrino!in vita mia non ho mai e poi mai trascritto nessun PIN! D’altro canto sono io che pretendo spiegazioni: perchè una carta che negli ultimi 2 anni ha registrato 5 operazioni in 4 giorni viene usata in + di 30 occasioni per importi pari all’ammontare del conto e non c’è nessun sistema di sicurezza o di monitoraggio del c/c che in automatico faccia comparire un asterisco o un campanello???E non è poi forse anche colpa del fatto che la tecnologia evolve e che se si è introdotto il chip un motivo ci sarà?

    In + sono davvero sdegnata dall’atteggiamento delle istituzioni che dovrebbero teoricamente tutelarti, carabinieri, perchè in fin dei conti la banca è un negozio e come tale cerca di tenere le sue parti… ma un carabiniere che mi risponde che x 4000euro non c’è nessuno in Italia che muove un dito …beh questo proprio non lo accetto! In 4 giorni sono state effettuate operazioni in posti in cui molto probabilmente ci sono delle telecamere che potrebbero inchiodare il ladro (banche, poste, benzinai, negozi) e anche se la banca non mi risarcirà dei soldi, xchè la giustizia italiana non si muove mai? come possiamo avere o sperare in un paese + sicuro se tanto chi frega non paga mai…

    Mi fa davvero arrabbiare che lo stesso malfattore che, 15 giorni fa, mi ha truffato, ora stia facendo lo stesso con qualcun altro. E’ un sistema che non migliorerà mai se continuiamo a pensare che non si può fare nulla per migliorarlo!

    Bene, questo è stato il mio sfogo e se c’è qualunque tipo di commento o suggerimento che tu mi voglia dare è + che ben accetto.

  4. Francesco Minciotti says:

    @Valentina: stessa triste storia, stesso triste risultato. La clausola-capestro è quella per la quale l’istituto emittente la carta di credito esplicita che, in caso di incauta custodia del pin, tutti i prelievi non autorizzati saranno addebitati al cliente. E visto che — secondo loro, ovviamente — non esiste alcun mezzo tecnico in grado di permettere prelievi senza pin, se prelievo c’è stato, è stato per forza causato da un’incauta custodia del pin stesso.

    So che sembra folle, ma è così; e tu, in misura sostanzialmente maggiore di me, ne hai avuto riscontro.

    Quanto all’inanità delle forze dell’ordine di fronte ad un siffatto evento, niente di nuovo: addirittura, sapendo a quale bancomat e, più o meno, a quale ora erano stati effettuati i prelievi, suggerii al carabiniere incaricato di seguire la mia pratica di richiedere le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso della banca, proprio per dare un volto al ladro. Ovviamente, se ne sbatté il cazzo, per usare un linguaggio fine, dicendo che la mia lagnanza non era giustificata dal poco valore in causa.

    Invidio solo il tuo stare a Londra, molto lontana da questa barchetta che sta affondando che ormai è l’Italia.

  5. papzadsl says:

    Al di là del fatto che ciò che mi chiedi è, per mia stessa e precedente ammissione, una probatio diabolica (dimostrare la presenza/assenza di qualcosa ch'è in mano ai ladri), devi fidarti e riposare sulla buona fede del truffato — il sottoscritto — e sulla dimostrazione che, in decine di casi documentati e citati nell'articolo, è stato tecnicamente possibile effettuare anticipi di contante a mezzo sportello bancomat senza conoscere il PIN. LIbero di non crederci, ovviamente — non che la cosa m'interessi molto, in definitiva.

    Guarda caso, tuttavia, mia madre non sapeva neanche dell'esistenza dell'opzione d'anticipo contante, tanto che, in quattro anni di esistenza della carta di credito in questione, gli unici due prelievi ATM sono stati quelli del ladro. E ti pare che uno giri con un PIN nel portafoglio, contrario ad ogni buon senso, per quattro anni e senza mai usarlo una sola volta? Quando la buona fede si deve presumere? Quando è stato dimostrato che, tecnicamente, il prelievo senza PIN è possibile? E, soprattutto, quando non avrei avuto alcun interesse a mentire, dato che tanto, ormai, Cartasì ha rifiutato la mia richiesta di rimborso?

    E comunque, mi pare che un furto con scasso d'un veicolo, e il susseguente furto di denaro non sia conseguenza d'una «mancanza» (non vera, tra l'altro) da parte di mia madre, quanto piuttosto il crimine d'un ladro, a cui la colpa è necessario darla, giuridicamente e moralmente.
    Oppure, dovrei inferire dal tuo ragionamento che se tu, per assurdo, dimenticassi le chiavi di casa nella toppa del tuo portone, non dovresti dare la colpa ad un ladro per la violazione di domicilio e il furto dei tuoi beni, imputando il danno piuttosto alla tua «mancanza»?

    Esprimersi è un diritto; farlo con cognizione di causa, un dovere.

    P.s.: Un nome e cognome sarebbe gradito.

  6. gab says:

    mi spiace….ma cartasi ha ragione da vendere….
    Se il pin non era nel portafoglio della signora… non credo che il ladro se lo sia sognato…
    E' facile dare la colpa ad altri delle nostra mancanze…;)

  7. ASSUNTA says:

    Salve.
    Posso avere l'onore di poter parlare direttamente al telefono con Francesco ?
    La vicenda di tua madre è la mia fotocopia: hanno rotto il vetro. rubato la borsa e la banca non rimborsa i 1300E che mi sono stati rubati dal prelievo senza PIN ( ho fatto 2 denunce in cui ribadisco di non avere pin in borssa)
    Vorrei capire com'è andata avanti per voi.
    io sono incazzata nera.
    Assu

  8. ASSUNTA says:

    ti lascio il mio cellulare 3476022717

  9. gabriella says:

    sarei curiosa di sapere come si è evoluta la situazione…..

  10. Gianni says:

    Ciao Francesco, ieri sera è successa una cosa identica a mia moglie.
    Scassinata la portiere, rubata la borsa con documenti e carta di credito, telefonato a CartaSì per il blocco dopo circa 15-20 minuti, e contemporaneamente il tizio di CartaSì mi diceva che areno appena stati addebitati 2 prelievi da 250 euro l'uno… ma mia moglie non ha mai avuto il pin della carta di credito (probabilmente per motivi di cambio di domicilio non fosse mai arrivato) nè lo ha mai usato, quindi siamo assolutamente certi che non era a disposizione del ladro.
    Aggiornerò i lettori se la cosa interessa, ma sarei intenzionato a parlare con chi ha avuto lo stesso problema per vedere se legalmente possiamo tutelarci.
    Gianni

  11. Ciao Gianni,

    data l'immediatezza del fatto, devi anzitutto chiedere a Cartasì che ti dica in quale bancomat è stato effettuato il prelievo, così da poterlo segnalare ai Carabinieri affinché acquisiscano le registrazioni di sicurezza della filiale. Se si tratta di effettivi prelievi materiali, e non di un qualche artificio tecnologico, potrai vedere in faccia chi ha materialmente rubato i soldi (del che dubito un po', perché in 15 minuti è difficile trovare il pin, recarsi ad un bancomat ed eseguire due prelievi).
    Se non riesci ad avere l'informazione da Cartasì, pretendi — mediante un'integrazione di denuncia presso i Carabinieri — che venga annotata l'urgenza dell'acquisizione di detti filmati, che notoriamente non vengono conservati all'infinito, ma cancellati dopo pochi giorni (penso una settimana, ma non ne sono sicuro).

  12. francesca says:

    fatti tutto ciò che suggerisci. rislutato il direttore della filiale si è rifiutato di evitare la cancellazione, ed i CC c'è solo da sperare si siano mossi velocemente.

  13. Vale B. says:

    Ciao…leggo tutti i vostri commenti e mi vengono i brividi…a novembre 2011 mi hanno rubato il bancomat e la carta di credito…me ne sono accorta solo 3 giorni dopo perchè mi hanno lasciato portafoglio e banconote…2900euro hanno prelevato col bancomat pur non avendo il pin (per abitudine non lo scrivo da nessuna parte), la carta non l’hanno usata e mi hanno rubato pure il documento. Ovviamente la banca, per la quale tra l’altro lavoro, dice che è colpa mia e mi accusa di aver lasciato il pin vicino e quindi è dolo o colpa grave mia…vedendo le registrazioni del bancomat su cui hanno prelevato si vede questo tizio col volto completamente coperto, solo gli occhi liberi ma per la banca quello potrebbe anche essere il mio ragazzo o un amico assoldato apposta per fregare i soldi e guadagnarci il doppio. Quei maledetti che mi hanno rubato tutto hanno anche pensato bene di far benzina a parecchie macchine: ho fatto il giro di tutti i benzinai e nessuno aveva le telecamere…mi sembra abbastanza chiaro che fosse gente esperta e che sapeva dove andare senza essere visti…la banca mi ha risposto picche, avendo lasciato la borsa incustodita, con il pin vicino alla carta anche perchè il mio bancomat ha il chip quindi è impossibile, secondo loro, che si possa ricavare il pin…io sono devastata da sta cosa, rivoglio i miei soldi indietro…purtroppo non so più cosa fare per provare che io non ho nulla a che fare con sta storia, che mi hanno truffato…sta di fatto che si torna sempre alla solita questione: in Italia solo i farabutti si salvano, i poveri cretini invece devono sempre pagare!!! Una cosa voglio sapere: se il furto fosse avvenuto all’interno di un’abitazione,secondo voi, avrebbero parlato di dolo o colpa grave oppure avrebbero risarcito e basta????????

  14. monica says:

    noto con piacere che non sono sola- Ieri pomeriggio mi sono arrivati tre sms che mi avvisavano che mi stavano prelevando denaro contante con la mia carta di credito. Sono riusciti a prelevare 500 euro. Ho bloccato la carta in breve tempo e purtroppo verificato che non ne ero più in possesso.NOn me ne ero accorta. La centralinista del call center di CartaSi mi ha informato che difficilmente avrei avuto indietro i miei soldi, altra batosta…Uso improprio,incauto, negligente ecc ecc…inutile dire che non abitualmente non porto nel portafoglio nessun foglietto con numeri pin, ma inutile dire anche che Carta Si non ci crede, per loro vale solo la logica che senza codice era imporssibile fare prelievi. POi queste persone (nomadi) hanno commesso l’errore di provare a pagare una cena con la mia carta, ovviamente ormai bloccata. IO ho inviato sul posto una pattuglia di POlizia, loro erano già andati, ma il proprietario del ristorante li conosce e testimonierà per rintracciarli e incriminarli. Andranno in galera, forse, ma i miei 500 euro non me li ridaranno. Chiedo dunque di provare a mettere insieme le forza e le conoscenze per capire come inoltrare le pratiche. Avete mai sentito da un avvocato come scrivere la lettera di rimborso a Carta Si? Associazione di consumatori? CI deve pure essere un cavillo che permette di bypassare le loro regole burocratiche, oltre a subissarli di mail dove protestiamo e chiediamo con forza la restituzione dei soldi…o dobbiamo rivolgerci a Ghedini? Lui ci salta sempre fuori…che schifo! Permettetemi di dirlo…

  15. Sara Deever says:

    Stessa cosa è successa a me stanotte. Mi hanno rubato il bancomat, e nel giro di nemmeno un’ora hanno prelevato 1000 euro (il mio tetto massimo è di 500). Dalla banca dicono che è impossibile, che o i ladri mi conoscono e sanno il mio pin, o era scritto da qualche parte. L’assicurazione quindi non intende pagare, anche se la cassiera vuole fare di tutto per risarcirmi, dice che l’assicurazione potrebbe non pagarmi. Sono delusa a morte. Da chi viene a rubare a me, che lavoro onestamente, da chi non mi tutela, da chi non mi crede.

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