27 06 2008 di
Francesco Minciotti
La decisione presa dall’ICANN — l’ente non-profit statunitense che regola i nomi a dominio Internet — il 26 giugno è storica, e potenzialmente rivoluzionaria: durante la riunione dell’associazione a Parigi, s’è formalizzata la possibilità di registrare domini di primo livello (i .com, .net, eccetera) di qualsivoglia specie, a fronte dei ventuno attuali; per fare un esempio, il nuovo indirizzo della nostra Agenzia potrebbe diventare www.agenzia.radicale; oppure i siti agenzia di viaggio potrebbero avere .viaggi, come suffisso. Più semplicemente, nelle parole del presidente ed amministratore delegato di ICANN Paul Tworney: «Il potenziale è enorme. Questa opportunità rappresenta, per la gente, una via del tutto nuova per esprimersi sulla Rete».
Ovviamente, quest’annuncio è stato accompagnato da alcune limitazioni: anzittutto, per impedire comportamenti di cybersquatting (l’occupazione abusiva di nomi a dominio senza averne titolo, al solo scopo di venderli a caro prezzo al legittimo titolare), l’ICANN prevederà una procedura in cui le segnalazioni di questo tipo saranno vagliate da una commissione internazionale, benché — si esplicita — nessun tipo di controllo preventivo verrà effettuato, sulle nuove registrazioni, per i nomi il cui brevetto è già stato depositato, talché saranno i legittimi titolari a dover muovere la relativa obiezione. Un organo d’ascolto, quindi, e non di vigilanza preventiva.
La seconda limitazione è invece di tipo finanziario: secondo Ars Technica, alcuni esperti stimano il costo di questi domini fra i centomila e i cinquecentomila dollari l’uno, ed inoltre il richiedente deve dare dimostrazione della sua capacità di gestire il dominio o di aver stipulato un accordo con una società di settore allo stesso fine.
Le prime richieste saranno accettate a partire dal secondo quadrimestre del 2009, e sarà istituita un arbitrato internazionale — a cui l’ICANN non prenderà parte — per la valutazione di domini particolarmente critici sotto il profilo morale (ad esempio, il .xxx a lungo chiesto dall’industria del porno, e bocciato nel marzo 2007).
Nella stessa riunione, infine, è stata approvata una mozione che permetterà l’uso di altri alfabeti in questi nuovi nomi a dominio; questo provvedimento è stato lungamente atteso dai Paesi asiatici, arabi e russi.
Insomma: le limitazioni sono tali e tante da tagliar fuori completamente le richieste dei singoli, probabilmente anche per ragioni pratiche: un «assalto ai forni» dell’ICANN da parte d’internauti d’ogni sorta avrebbe probabilmente portato al tracollo questa nuova possibilità che, se correttamente intesa ed usata, servirà nel lungo periodo a semplificare e meglio organizzare Internet.
(Agenzia Radicale)
Archiviato in Info-tecno-ciber-adoratori |
Nessun commento » | 



(Vota l'articolo)
Loading ...
Etichette: domini ICANN Internet Paul Towmey top-level domain
Invia l'articolo ad un amico
26 06 2008 di
Francesco Minciotti
Il 26 giugno nella storia:
1819: Viene brevettata la bicicletta.
1945: Firmato lo Statuto delle Nazioni Unite.
1977: Ultimo concerto di Elvis Presley.
1983: Mia madre mi partorisce.
La tragedia è che, alla ricerca di qualche personaggio famoso nato in questo giorno, non ho trovato che mezze tacche, con la superba eccezione di:
1950: Umberto Smaila.
Il mio compleanno non sarà mai più lo stesso.
Archiviato in Di me, del mio mondo |
2 Commenti » | 



(Vota l'articolo)
Loading ...
Etichette: 25 anni 26 giugno 1983 Compleanno ONU ricorrenza
Invia l'articolo ad un amico