A (not so) straight story
Francesco Minciotti
Misà che oggi vado a ripescare la storia del vescovo di Viterbo e del paralizzato a cui ha impedito di sposarsi in chiesa. Sì, lo so, è successo un po’ di tempo fa, ma fa niente: ho un mio pensierino da estrinsecare sul punto, ed è uno di quelli senza tempo; inoltre, visto che nessuno (sì, ok, tranne il sempiterno Malvino) s’è preso la briga di puntualizzare qualcosa di veramente importante, mi metto a svolgere il temino. E procediamo.
Ricorderete tutti la storia, no? La riepilogo dalla penna (molto romanzesca) del cronista del Messaggero, che — pare — per primo abbia rilanciato la notizia:
A meno di due mesi dalla fatidica data, lui è protagonista di un bruttissimo incidente stradale che mette in pericolo la sua vita. Dopo qualche giorno di sala di rianimazione riesce a recuperare, ma la sentenza dei medici è comunque una tegola in testa: nell’urto è stata lesa la spina dorsale e quindi il ragazzo ha perso l’uso degli arti inferiori. Solo il tempo e le cure potranno dire se un giorno la capacità motoria potrà essere recuperata. [...] quando i due sposini comunicano la loro decisione al parroco, lui chiede una dichiarazione di consapevolezza dei rischi e delle difficoltà future cui andranno incontro. Loro ci rimangono un po’ male, più che altro per quella che potrebbe apparire come una mancanza di fiducia nei loro confronti, ma accettano di buon grado di mettere nero su bianco. Del resto la loro determinazione è tale che nulla può fermarli. Il foglio di carta viene dunque recapitato al vescovo Chiarinelli, il quale neanche chiama i due giovani per un eventuale colloquio. La sua risposta è “non possumus”, senza tanti giri di parole, perchè non è certa - da parte di lui - la capacità di procreare. E così niente candele, niente altare, niente marcia nuziale. (Il Messaggero)
Ora, tanti ne ho sentiti, di ragazzi e meno, proclamare il loro sdegno per la questione — per le mie orecchie, parole dolci come musica —, sostenendo che «la chiesa è amore, no? Quindi perché impedire a due innamorati di sposarsi?» e che «il vescovo è stato insensibile/ignorante/dimentico del ruolo d’amore della Chiesa/eccetera», ad libitum.
Ma la verità è una e una sola: il vescovo Lorenzo Chiarinelli ha svolto egregiamente il suo lavoro, applicando alla lettera il codice di diritto canonico; esattamente, il canone (così si chiamano, nel linguaggio della chiesa, gli articoli del codice) 1084, comma 1, che recita:
L’impotenza copulativa antecedente e perpetua, sia da parte dell’uomo sia da parte della donna, assoluta o relativa, per sua stessa natura rende nullo il matrimonio. (vatican.va)
L’«impotenza copulativa» — in lingua della chiesa impotentia coeundi — è l’incapacità dell’uomo di penetrare la donna mercè la mancata erezione, o comunque un’erezione sufficiente affinché avvenga la copula (sempre in gergo ecclesiastico, et quo coniuges fiunt una caro); il che è radicalmente differente dall’impotenza di generare — impotentia generandi —, che deriva da una infertilità maschile o femminile.
«Antecedente e perpetua», dice il codice; e sebbene vi siano voci di urologi che contraddicono il parere del (perito del) Chiarinelli sul piano medico, e precisamente sul fatto che una lesione di questo tipo possa generare un’impotenza «perpetua» o anche solo un’impotenza, il vescovo s’è mosso — si ripete fino a perdita di fiato — all’interno dell’ortodossia della chiesa cattolica, e cioè secondo il suo pensiero più rigoroso.
Pertanto, a tutti coloro — cattolici dichiarati — che hanno espresso sdegno per il fatto, ritenendolo addirittura contrario all’essenza della chiesa — che è «amore», dicono — io dico: un cazzo, cari miei: questa è la chiesa; questa e non altra, una idealizzata dalla vostra ottusità e mancanza d’informazione. E se vi dite cattolici, non potete che uniformarvi al giudizio del vescovo di Viterbo.
Oppure non ditevi cattolici.
Archiviato in Della laicità e del laicismo |
|
Etichette: codex iuris canonici codice di diritto canonico impotentia coeundi impotentia generandi impotenza Lorenzo Chiarinelli paraplegico vescovo Viterbo
Invia l'articolo ad un amico
"
"
Music of the spheres Mike Oldfield
"




