Due parole sul c.d. «lodo Alfano»
Francesco Minciotti
Il discorso è semplice, molto semplice se ridotto all’osso, come si dovrebbe fare per ogni problema che sembra, prima facie, spinoso ed ingarbugliato: Silvio Berlusconi, e le altre tre cariche rubricate come «inattaccabili» dalla legge sull’immunità per reati comuni, non è più un cittadino come tutti gli altri, come Costituzione democratica, e semplice Senso Comune, vorrebbero fosse.
Che poi, il discorso è un filino più complesso di così — termini nei quali pure la questione si può riassumere e il ginepraio falciare — perché coinvolge qualche piccolo concetto giuridico: Berlusconi, al netto di questo monstrum giuridico, è già protetto per i reati c.d. funzionali, cioè per quelli che eventualmente dovesse compiere nell’esercizio delle sue funzioni di Presidente del Consiglio. Perché? Per una tutela della sua funzione pubblica, in quanto potrebbe doversi trovare a compiere dei reati per il bene comune; pertanto, dovrebbe essere teoricamente libero, in casi estremi, di «peccare» per il bene maggiore, per salvare tutti noi. Ovviamente, si capisce che se poi il suddetto presidente dovesse uscire per strada e rapinare una vecchietta, nulla di buono in tasca verrebbe al popolo, ricadendo la colpa — e il tentato guadagno derivante dallo scippo — solo su d’egli stesso, senza alcun coinvolgimento della comunità dei cittadini; per questo dunque, non si capisce perché «scusarlo».
E invece la legge approvata martedì condona, alle quattro alte cariche (che sono, a proposito: Presidente della Repubblica; del Consiglio; della Camera; del Senato), proprio questi ultimi, i reati comuni: pertanto — poniamo — se il PresDelCons tratta la RAI, nella persona di un dirigente qualsivoglia, come res privata, o se corrompe un testimone con 600.000 dollaroni, allora non potrà comunque essere giudicato, «in nome dell’investitura che il popolo gli ha conferito con il voto» — questo il disco rotto continuamente riprodotto da B.; come se il popolo provasse piacere ad affidare le sorti del Paese ad un potenziale corruttore. O come se la preferenza di qualcuno, e il conseguente affidamento di un lavoro, lo esonerasse dalle proprie resposabilità penale. Se domani mi dovessero assumere da qualche parte, forse che il mio datore di lavoro, con l’assunzione, intedesse implicitamente dare il beneplacito per qualunque reato dovessi commettere? O piuttosto mi caccerebbe a calci in culo, se derubassi la vecchietta?
Sì, perché io mi chiedo questo: quanti, di quelli che lo hanno votato, lo voterebbero ancora / lo avrebbero votato, sapendolo un delinquente (laddove ciò venisse provato, scenario che ora non potrà che esistere fra qualche anno)?
Insomma, capite il gioco? B. potrebbe essere colpevole, e per questo condannato per reati gravi e in alcun modo afferenti alla sua funzione pubblica; e siccome questo — il fatto d’andare in galera, dico — potrebbe interferire un attimino con la sua attività di governante, e quindi indirettamente «ledere» il bene del Paese — come farebbe, questo Paese, a stare senza un Presidente del Consiglio delinquente? —, allora si fa una bella leggina che procrastina il momento del giudizio a cose fatte.
Tra l’altro — e chiudo — la legge è così spudorata che oltre a violare il principio costituzionale di totale eguaglianza, formale e sostanziale, di tutti i cittadini di fronte alla legge (art. 3 Cost.), l’obbligatorietà dell’azione penale (112) per la quale non può spettare alla legge mettere un freno ad alcuni processi, visto che tutti devono essere celebrati con la stessa solerzia, questa essendo dosata dai giudici (sennò, che li paghiamo a fare?), il principio della ragionevole durata del processo (111), è così vergognoso che non prevede manco una deroga per i reati in flagranza, cioè quelli più spudorati: talché se pure un domani beccassimo un Berlusconi o un Fini qualunque rubare la borsetta alla vecchia, ciononostante il relativo processo potrebbe essere celebrato solo dopo anni; e comunque, questa legge permetterebbe loro di governare il Paese tamquam non esset, beccandoci noi un presidente evidentemente reo. E’ certo un caso limite — un altro potrebbe essere quello di un presidente che, d’accordo con l’avvocato di una giovanissima ereditiera, le acquistasse una tenuta nel nord Italia ad un prezzo totalmente fuori mercato — ma v’immaginate voi, se non altro, che figura potremmo farci all’estero?
E ancora: nonostante le bocche disinformate sostengano che questo tipo d’immunità riguardi «tutti i Paesi civili», essa è presente nelle costituzioni (e quindi non in una legge ordinaria!) greca, portoghese, israeliana e francese (ma in quest’ultima solo per il Presidente della Repubblica), e comunque mancando in ogni ordinamento giuridico che abbia un assetto governativo come il nostro. Altra anomalia, insomma.
Io dico: ma con quale cazzo di faccia si può apprendere di una legge così vergognosa e stare zitti? Con quale affossamento del senso civico (laddove ne avevate da prima) scendete a patti, voi che la difendete?
Ai vostri commenti, l’ardua sentenza.
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Etichette: cariche Costituzione eguaglianza immunità incostituzionalità lodo Alfano reati comuni reati funzionali Silvio Berlusconi
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AleXit
24 07 2008 alle 11:21Condivido e tutto e per tutto.
Citando un famoso libro di orwell “tutti sono uguali davanti alla legge, ma c’è qualcuno che è PIU UGUALE degli altri…”
Che vergogna, Italia..
Francesco Minciotti
24 07 2008 alle 13:37Tra l’altro — cosa che mi son dimenticato d’inserire nel pezzo — va detto che l’art. 2 permette all’imputato di rinunciare alla copertura datagli dalla legge («L’imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione»); il che dovrebbe portare Berlusconi ad avvalersene e a farsi processare, se è vero che la legge è stata fatta a favore di tutti gl’italiani e non di sé stesso.
pietro
24 07 2008 alle 15:10il lodo infame-alfano-dettato dai legali di berlusconi non solo lo “libera” da possibili altri reati che commetterà e come se li commetterà ma lo ha “liberato” dai reati commessi per non essere arrestato.è quello che ci meritiamo come popolo siamo semplicemente ridicoli come lo erano le immagini delle camice nere,dei balilla e dei federali in epoca fascista, se le guardiamo con gli occhi di oggi.ma allo stesso tempo sono immagini che immettono paura per le conseguenze che ha dovuto subire il popolo italiano.guerra,fame,tragedie umane che hanno segnato una intera generazione. all’armi,all’armi sono fascisti!
il regime si sta concretizzando.
Stefano
24 07 2008 alle 21:31Io speravo che il presidente della repubblica non controfirmasse questa legge vergogna invece ….
Vorrei chiedere asilo politico .Ormai il bel paese non ha più futuro
giuliano
24 07 2008 alle 22:23tutto sommato credo che la prossima legge ad personam potrà tranquillamente riguardare il ripristino dello ius primae noctis…………..(ovviamente per il gran capo)!