Anche gli utenti affari potranno disdire senza più penali

E’ una novità di cui ho preso visione da poco, e ora trovo il tempo per parlarvene.

Come saprete — e mi rivolgo a quei visitatori che approdano qui in cerca di assistenza giuridica per problematiche ADSL, servizio le cui condizioni sono riassunte a questa pagina — il decreto Bersani del 2007 vieta ai gestori di telefonia di applicare penali di qualsivoglia specie al cliente che decida di disdire prima della naturale scadenza del contratto; prassi, questa, inveterata, e che <nota agiografica> mi convinse a fine 2005, fra l’altro, a scrivere la prima, storica guida per la corretta disdetta a Libero ADSL, dopo essermi arrovellato per mesi su come fare per non pagare una penale di ben 200€ che Libero voleva appiopparmi, pur non fornendomi un cazzo di ADSL funzionante da sei mesi </nota agiografica>.

Questa regolamentazione bersaniana, tuttavia, prendeva le difese del «consumatore»; figura che, legalmente parlando, richiama l’utente che fruisce d’un bene o d’un servizio a scopo personale, senza trarne lucro.
Quanto agli utenti affari, invece, il discorso è era diverso: la ratio era infatti questa: se tu, o utente affari, usi questo servizio per lavoro, e ne trai guadagno, non sei proprio proprio la parte debole del contratto; onde, le mie norme di tutela non si applicano a te e a tutti quelli come te.

Tutto bello, tutto logico, questo ragionamento di Bersani e soci; non foss’altro, per il fatto che non è così. Quello che voglio dire è che teoricamente gli utenti affari hanno un potere negoziale più forte dell’utente privato; praticamente, però, in questo campo il singolo studente fuori sede che s’attiva un’ADSL e il piccolo negoziante al dettaglio hanno un potere negoziale, nei confronti del gestore telefonico fornitore del servizio ADSL, assolutamente identico. E allora — si son detti quelli dell’ADUC, da cui la richiesta di chiarimento è partita — perché questo doppio regime di tutela? Chi figli e chi figliastri, caro Regolatore?

No, o quantomeno non più: l’AGCom, chiarendo inequivocabilmente il punto, ha esteso la «copertura legislativa» dell’assenza di penali per disdetta anticipata anche agli utenti affari, proprio in virtù del fatto che, di fronte ad un contratto per adesione — tali sono i contratti prestampati, in cui la parte debole non può che firmare o non stipulare, senza modificare alcunché —, «siamo tutti uguali», e cioè tutti proni a prendercelo in quel posto.
Più aulicamente, nelle sue parole:

l’Autorità ha ritenuto che le specifiche tutele previste  dall’articolo 1, comma 3, in caso di recesso, si applichino anche agli utenti non residenziali che non godono di un sostanziale potere negoziale e che, quindi, si limitano a sottoscrivere clausole  predisposte dal contraente “forte”.
Anche questi utenti, infatti, tra i quali figurano numerose piccole e medie imprese, sono limitati  nell’esercizio di qualsiasi rilevante potere di trattativa in quanto, nell’aderire al contratto, possono  solo procedere alla mera accettazione di tutte le clausole contrattuali, al pari del singolo consumatore. (AGCom, pdf)

Questa, di conseguenza, la nuova lettera delle linee guida approntate dall’Autorità in materia di applicazione del decreto Bersani:

1- bis. La suddetta disposizione [la disdetta immediata senza penali, NdA] si applica a tutti coloro che sottoscrivono contratti per adesione con operatori di telefonia, reti televisive e comunicazione elettronica, inclusi gli utenti finali non residenziali. La previsione non si applica ai contratti, quali quelli in uso per la fornitura di servizi alla clientela business di maggiori dimensioni, nei quali le clausole sono negoziate e, pertanto, non ricorre la fattispecie del contratto per adesione. (AGCom)

Ecco il punto decisivo: non siete legittimati a pretendere questo trattamento «di favore» solo se la vostra azienda è così potente da negoziare soggettivamente il contratto di fornitura del vostro servizio di telecomunicazione con l’operatore telefonico prescelto. Se così non è — e non lo è per la stragrande maggioranza delle aziende — siete coperti dalla nuova normativa

Per cui, quando vorrete dare disdetta del vostro telefono, o della vostra ADSL che usate per lavoro, non fatevi spaventare dagli sgherri telefonici delle compagnie telefoniche, se vi dovessero dire che per la vostra linea il decreto Bersani non si applica; si applica, si applica eccome!

Addendum (10 settembre 2008): L’avvocato Sarzana di s. Ippolito, più volte pubblicato sulle pagine di Punto Informatico, oppone una serie di argomentazioni, invero plausibili, sull’impossibilità strettamente giuridica dell’Autorità di estendere le linee guida come ha fatto.
In estrema sintesi — vi invito comunque a leggere il pezzo: benché giuridico, è ancora comprensibile a tutti, mi pare — il ragionamento del Sarzana è questo: la nozione di «consumatore» è ormai tratteggiata con sicurezza dalle corti d’Italia e d’Europa, e comprende tutti e solo coloro che fruiscono d’un bene o d’un servizio a fini personali, e cioè senza scopo di lucro. E il decreto legge Bersani proprio il consumatore tutela, a partire dal titolo («Misure urgenti per la tutela dei consumatori»). E dal momento che l’Autorità non può legiferare, né fornire interpretazione autentica della legge (capacità di stretta pertinenza della Corte Costituzionale, nelle parole del Sarzana, quando invece — a me pare — la possibilità di emanare interpretazioni autentiche è in carico allo stesso organo che ha promulgato la legge ambigua), com’è possibile che si slanci autonomamente fino a ritenere comprese le piccole e medie aziende nella categoria dei consumatori? Forse che ha potere di modificare la legge? No. Forse che ha potere di chiarire la portata del dettato normativo del decreto legge? No.
E allora — conclude il Sarzana — quel comma non potrà valere, ben potendo essere stralciato da qualunque giudice ordinario presso cui gl’interessati dovessero portarlo.

Per l’intanto, comunque, valga sottolineare che c’è un documento (ancora) valido che attesta questa possibilità. Quanto ad un giudizio sulla sua sorte, ad impossibilia, nemo tenetur.

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