Il buon Mantellini me la serve su un piatto d’argento, e io non posso dire di no; avevo proprio voglia di scrivere qualcosa sul sitYno, e stavo meditando su quale argomento del menù quotidiano riversare la mia puntigliosa, sprezzante dissacrazione.
Sto parlando della Carlucci Gabriella, l’onorevole pidiellina che, fra le altre mirabolanti avventure dottrinali — oh, ma ve la ricordate di quando diede dell’incompetente a Maiani, attuale presidente del CNR? — s’è messa a disquisire di pirateria informatica, riprendendo un vecchio sofisma argomento di stampo economico, per il quale fra il costo totale annuo di tutto l’armamentario necessario a far girare eMule e una tessera Blockbuster, il fruitore multimediale risparmierebbe con quest’ultima. Come a dire: della legge non ce ne frega un cazzo, eh?, ma del portafogli, invece…
Sicché eccomi qui a fare le pulci al suo articolo:
In estrema sintesi ho intenzione di dimostrare, a tutti coloro che credono di risparmiare scaricando illegalmente materiale multimedia da Internet, che si sbagliano e di grosso.
E vediamo un po’ come si sbaglierebbero questi giovani ribelli, onorevole. Anzitutto, fa dire all’ENEL che un pc medio, per stare acceso, consuma 60 centesimi di euro al giorno, 200€ su base annua:
un conteggio veloce ma abbastanza realistico ci permette di valutare il consumo di un PC fisso: se infatti mediamente la potenza consumata dal computer e’ di 300 Watt (nei casi di PC ben equipaggiati tale consumo puo’ essere anche superiore, esistono in commercio alimentatori per PC che arrivano fino a 600 o 800 Watt )e il PC rimane acceso per una decina di ore al giorno, facilmente potremo quantificarne il consumo moltiplicando il consumo (espresso in KiloWatt) per il numero di ore di utilizzo, nel nostro caso quindi 300 W = 0,3 KW da moltiplicare per 10 ore , ovvero 3KWh. Considerando un costo dell’energia elettrica medio di circa 0,2 euro/KWh , il PC dell’esempio, tenuto acceso per 10 ore al giorno ci costa 60 eurocent al giorno; cifra che sembra ridicola, ma che moltiplicata per 365 porta a circa 200 euro
Bene, 200 pippi/anno per tenere il PC acceso — e tralasciamo, per un attimo, l’obiezione per la quale un pirata informatico (oh!, qual locuzione giornalistica mi scomoda, l’onorevole) terrebbe il PC acceso solo per scaricare (ok, io ho un server che fa solo questo; questo e farmi girare un cordless per Skype con un numero SkypeIn attivo — una linea telefonica digitale, insomma; e pure lo scanner, quasi dimenticavo). Poi:
A questo costo, che definiamo iniziale, bisogna aggiungere l’ usura cui il computer va incontro a causa di un uso intenso e prolungato. Per rimanere sul terreno della concretezza, la durata media di un computer usato per scaricare filmati e musica è all’incirca di 2 anni; un personal computer che ci permetta di scaricare velocemente materiale multimediale molto voluminoso non costa meno di 1000 €
Definendo iniziale i 200 pippi/annui, la Carlucci dice ben due cose:
- un PC usato per scaricare dura due anni (e poi che fa, si autodistrugge come le buste delle missioni dell’ispettore Gadget?);
- e che, per prenderne uno nuovo, il «cosiddetto pirata informatico» deve sborsare «non meno di 1000€».
A me, sembrano due cazzate. A mezzo blog posso ufficialmente estendere all’onorevole un invito nella mia modesta magione, dove potrà vedere due PC fissi, tutti e due costatimi non più di 300€, la cui vita prosegue indefessa da almeno un lustro. Uno è tale quale mamma l’ha fatto; ad un altro, di quattro anni, ho messo un banco di RAM in più. Tutti e tre hanno un uptime giornaliero di almeno 12 ore (uno fa girare dei cordless Skype; l’altro, il mulo).
A questi vanno aggiunti il costo dei supporti informatici, sui quali copiare film e musica scaricata illegalmente, che potremmo quantificare in 100 euro annui.
Forse un pochino eccessivo (un hard disk da 1TB costa poco più di 100€, e non credo che se ne riempia uno all’anno), e tra l’altro non è manco detto che chi scarica poi debba masterizzare/archiviare su hard disk tutto quello che scarica (potrebbe vedere e cancellare), ma non cavilliamo troppo. Questa, gliela passiamo.
Aggiungiamo ora il costo della bolletta telefonica: le tariffe flat, ovvero tutto incluso, costano mediamente tra i 20 e i 30 euro mensili, vale a dire circa 300 euro annui.
Qui, invece, è riproposto l’inaccettabile sofisma di cui sopra, e cioè che il costo del servizio sarebbe totalmente detraibile in caso di affitto legale dei film; come se fosse automatico che l’affittatore non spendesse comunque 30€/mese per navigare in Internet. Tra l’altro, il riduzionismo informatico e morale al contempo per il quale Internet = pirateria informatica (perché se è vero che chi affitta i film non deve pagare i 30€ di Internet, allora è vero che chi ha Internet è per ciò stesso un pirata) è davvero meschino.
La Carlucci stessa, dunque, è un pirata informatico perché ha un blog?
Sommando le cifre calcolate finora arriviamo ad un totale che oscilla all’incirca tra i 1600 euro e i 2000 euro. Sapete cosa avrebbe speso un utente medio se avesse noleggiato, tutte le uscite disponibili, in un comune videonoleggio? Tra i 1100 ed i 1300 euro, sempre calcolati su base annua, con un risparmio netto calcolabile tra i 500 ed i 700 euro.
Rifacciamo un po’ questi conti alla luce delle mie considerazioni:
Maledetto bastardo pirata informatico: 60€ di pc (300€ per un pc che mi dura da cinque anni) + 240€ di Alice 7mbit + 70€ di hard disk da 500gb comprato l’anno scorso + 200€ di corrente = 570€
Santo virtuoso noleggiatore di film che, insolitamente, non ha un pc a casa: 2500€ per circa 500 nuove uscite nel 2008, fonte dduniverse (ahah, ironico), considerando il prezzo d’affitto di Blockbuster (4,95€), – 570€ di corrente, Alice e hard disk = 1930€.
E dire che non ho manco aggiunto il costo della corrente del lettore DVD e del TV per vedere i film.
Tra l’altro, è ovvio che nessuno s’affitta 500 film all’anno, ma è la Carlucci a fare i conti assumendo, come variabile, «tutte le uscite disponibili». Non posso che stare sulla sua falsariga speculativa.
Tra l’altro, il maledetto bastardo pirata informatico non deve manco uscire e rientrare in casa, nell’arco di un anno, 1000 volte, avanti e ‘ndrera da Blockbuster a casa. Così, per dire. E chissà, per dirla con la Carlucci, quanti soldi in medicine per raffreddori e tosse risparmierebbe, non dovendosi prendere tutto quel freddo d’inverno e calura d’estate…
Insomma: possiamo serenamente dire che la Carlucci è bene che non s’avventuri in terre a lei sconosciute, eh.
P.s.: Concludiamo con la perla:
Senza calcolare, fatto di importanza non secondaria, la pessima qualità di filmati scaricati dalla rete rispetto a prodotti ufficiali messi in commercio dalle case cinematografiche.
Non so voi, ma io il mio Dexter HD (720p) da 1,46Gb a puntata sul mio MacBook unibody lo vedo proprio benino… (clic per vedere il fotogramma nella sua interezza):














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Dexter: III serie
Volta Björk
Profumo: Storia di un assassino Tom Tykwer
Neuromancer William Gibson
E la benzina per andare da Blockbuster? E la plastica per confezionare i DVD? E la corrente e l'usura dell'ascensore per entrare ed uscire da casa per andare da BB? E risuolare le scarpe dopo tot anni ( a forza di andare da BB)?
Ma un TSO per la signora, no?
Tu sì che sei cavilloso, allora ;)
Me piace, ahò.
Poteva almeno segnalare che con quello che ha risparmiato negli anni utlizzando l'informatica "legalmente" è riuscita a pagarsi i vari impianti di silicone, l'effetto è visibile (qualche parte in silicone è nascosta alla vista, ma con quest'ultimo articolo si capisce che è adiacente all'emisfero destro)
Beh, l'onorevole Carlucci ha un blog, quindi chi ce lo dice che non abbia anche eMule, al suo fianco? :)