«L’assistenza sanitaria in Romania viene fornita ad un costo extra»

La traduzione di questo illuminante articolo del New York Times, fatta ‘nu poco alla buona (alle 23:30, senza rileggere, e nelle pause di studio d’una sentenza inglese del 1700 in lingua originale), è stata approntata su due piedi dal sottoscritto, che ritiene così di bilanciare un po’ l’immagine di dalli al romeno fornita dai telegiornali italiani.

Per capire perché scappano dalla loro terra — non per giustificare i criminali con carta d’identità romena, va da sé.

Alina Lungu, 30 anni, dice d’aver fatto tutto il necessario per assicurarsi un parto secondo dettami medici rigorosi in Romania: ha seguito una dieta a base di cibi biologici, nuotato quotidianamente e corrotto la sua ginecologa con 225$ in contanti, pagati in comode rate mensili in discrete buste bianche.
Ha anche corrotto un’inferimera con 32$ per assicurarsi un’epidurale ed addirittura 13$ al portantino per assicurarsi che non la facesse cadere dalla barella.
But nel giorno del parto, dice, la sua ginecologa non s’è presentata. Dopo dodici ore di travaglio, è stata lasciata sola nella sua stanza per un’ora. Da ultimo, un dottore è finalmente arrivato, riscontrando che il cordone ombelicale s’era avvolto per due giri attorno al collo del suo bambino, quasi soffocandolo. E’ nato cieco e sordo, e con ingenti danni cerebrali.
Ora, Alina e suo marito si disperano ritenendo che le somme pagate per corrompere i sanitari non fossero sufficienti per prevenire gli atti negligenti che loro affermano aver danneggiato il loro bambino, Sebastian. «I dottori sono così abituati ad essere corrotti in Romania che ora devi pagare addirittura in più per avere anche soltanto la loro attenzione», dice.
La Romania, una povera regione balcanica di circa 22 milioni di abitanti che è entrata a far parte dell’Unione Europea due anni fa, sta lottando per scrollarsi di dosso una cultura di corruzione che è esplosa durante decenni di comunismo, quando i romeni si sottoponevano a lunghe file solo per ottenere beni alimentari primari come uova e latte, abituandosi allora alla corruzione per ottenere prodotti e servizi scarsi.
L’allarme sta crescendo a Bruxelles, dove si ritiene che la Romania ed altri nuovi entranti nell’UE stiano minando il principio di legalità. La Commissione europea, l’organo esecutivo dell’UE, lo scorso mese ha pubblicato un duro rapporto che condanna la Romania per remare nella direzione opposta rispetto agli adempimenti giudiziari necessari per combattere la corruzione. E Trasparency International, l’ente non governativo dedito ad attività d’indagini sulla corruzione con sede a Berlino ha classificato la Romania come la seconda nazione per corruzione dei ventisette Stati membri lo scorso anno, appena dietro la vicina Bulgaria.
Fra gl’imputati di corruzione degli ultimi anni trovano posto il Primo Ministro, più di 1.100 fra medici ed insegnanti, 170 poliziotti e tre generali, secondo le risultanze investigative dei reparti investigativi anti-corruzione romeni.
I romeni sostengono che la corruzione è pane quotidiano, ed il sistema sanitario nazionale ne è la punta di diamante.
Interviste rilasciate da dottori, pazienti e bioeticisti suggeriscono che la cultura della corruzione ha infettato il sistema a tutti i livelli, lasciando a volte i pazienti in uno stato di disperazione.
Un dottore ha riferito che un paziente gli ha offerto, di recente,un viaggio a Dubai, un’offerta che il medico avrebbe rifiutato.
Il problema della corruzione in ambito sanitario ha attirato l’attenzione della Nazione a gennaio, quando un 63enne, Mihai Constatinescu, è morto d’infarto nella sala d’attesa di un ospedale in Slatina, nel sud della Romania. Mihaela Ionita, l’infermiera che lo ha accompagnato, spingendolo su una sedia a rotelle, di stanza in stanza alla ricerca d’un dottore che lo visitasse, ha detto in un’intervista che riteneva d’essergli stata rifiutata l’assistenza medica «perché sembrava povero e non si sarebbe potuto permettere di corromperli». L’ospedale ha dichiarato che il quadro clinico del signor Constantinescu non sembrava rivelare profili di emergenza.
Il dottor Vasile Astarastoae, un bioeticisita a capo del Collegio Romeno dei Fisiatri, che rappresenta 47.000 dottori, ha incolpato una pietosamente bassa paga mensile di circa 510$ dei dottori, a cagione del vasto sistema di corruttela.
«I pazienti non vogliono un dottore distratto dai pensieri quotidiani di Come farò a sfamare i miei figli, o a pagare l’affitto?» Dice il dottor Astarastoaes Per questo c’è questa comunione d’intenti fra medico e paziente a fini corruttivi.»
Dice che al contrario di molte altre Nazioni occidentali, dove i dottori sono rispettati e ricompensati abbondantemente per gli anni di duro studio, la professione medica qui in Romania è stata denigrata sotto il regime comunista che ha fatto dei lavoratori delle fabbriche gli eroi nazionali.
Uno studio del 2005 condotto dalla Banca mondiale per conto del Ministero della salute romeno ha concluso che il cosidetto pagamento informale dei pazienti ammonta a 360 milioni di dollaro all’anno. Quanto una malattia richiede l’ospedalizzazione del paziente, questi sono soliti pagare una tangente equivalente ai tre quarti di un salario medio d’una famiglia, mostra lo studio.
Alcuni dottori sostengono che la cultura di corruttela sia così endemica che quando qualcuno rifiuta di pagare la mazzetta, si espongono a diagnosi errate di malattia incurabile.
I medici e i pazienti ritengono che il processo corruttivo segua una serie di regole non scritte. L’ammontare della tangente dipende dal trattamento sanitario, con una forbice che varia dai 127$ per una semplice appendicectomia fino a 6370$ per un intervento di chirurgia cerebrale. Il supposto tariffario è oggetto di passaparola, ed è pubblicizzato su blog e siti Web.
Victor Alistar, direttore della sede romena di Transparency International, ha affermato che gli ospedali pubblici si siano scambiati ripetutamente tariffari di «pagamenti supplementari» per assicurarsi che applicassero le stesse tariffe.
Il dottor Adela Salceanu, un medico e militante anticorruzione, ricorda che un suo amico, un avvocato di 42 anni, di recente s’è rotto entrambe le gambe in un incidente durante una partita di pallacanestro, ed è stato trasportato in ospedale per sottoporsi ad un intervento. Nel momento in cui non ha offerto la tangente al chirurgo ortopedico di turno, il suo intervento è stato posticipato per una intera settimana; alla fine, è stato curato, ma solo dopo aver corrotto un medico con 510$.
Mugur Ciumageanu, un medico che ha esercitato la professione in alcuni ospedali pubblici di Bucarest, ha affermato che, durante i suoi primi anni di lavoro, un anziano medico gli proibì di parlare con i pazienti per tre mesi. Le spiegò che passare più tempo con i pazienti di quanto non stesse già facendo, apparendo così più interessata a loro, l’avrebbe limitata nei suoi guadagni da corruzione.
Marilena Tiron, 26 anni, una fresca laureata in medicina all’università di Bucarest, ha affermato che il problema della corruzione non è stato affrontato nel suo corso di etica medica all’università di Bucarest, «dal momento che gli stessi insegnanti ricevevano tangenti».
IL dottor Astarastoae, del comitato medico romeno, ha riconosciuto la necessità che la corruzione venga eradicata dal sistema. Ritiene che il collegio abbia il potere di revocare la licenza ai dottori implicati in fatti di corruzione, ma ha aggiunto che pochi pazienti si sarebbero detti disponibili ad testimoniare contro i propri medici per paura di ritorsioni degli altri dottori.
Il Ministero della Salute ha preso alcune contromisure per tentare di revertire la cultura della corruzione. Di recente, ha attivato un numero verde per segnalare gli abusi. In un’ora appena, il centralino è stato intasato dalle chiamate. Gli ospedali sono tappezzati di manifesti anti-corruzione.
Ma Liviu Malaila, il Segretario di Stato per la salute, ha detto in un’intervista che questa cultura non potrà cambiare radicalmente fintantoché gli stipendi dei medici non aumenteranno. Dichiarando che il bilancio del governo è troppo disastrato per sopportare un aumento delle paghe, ha proposto di rivitalizzare il servizio sanitario nazionale spalmando alcuni costi sui pazienti. Ha affermato che i loro contributi potrebbero essere usati per aumentare gli stipendi dei medici.
La signora Lungu, la madre di Sebastian, ha detto che qualunque cambiamento venga apportato, dovrà avvenire immediatamente, prima che altri bambini debbano subirne le conseguenze proprio come il suo, che probabilmente trascorrerà il resto della sua vita in uno stato vegetativo.
«Il problema è che tutto questo denaro sporco assolve i medici dalle loro responsabilità morali nei confronti de loro pazienti, dice. Deve essere fermato.»