Due campane

Come ben sapete, gli avvocati si somigliano in tutti i paesi. Sono esseri intimamente legati a tutto ciò che è meschino, futile…Sono spiriti che vedono soltanto il piccolo fatto quotidiano e che sono assolutamente incapaci di agitare le grandi idee generali, di concepire gli urti e le fusioni delle razze, né il volo fiammeggiante dell’ideale sull’individuo e sui popoli. Sono mercanti d’argomenti, cervelli prostituiti, botteghe di idee sottili e di sillogismi cesellati.

— Filippo Tommaso Marinetti, Contro l’amore e il parlamentarismo, 1915

Per adempiere a tali funzioni (quelle proprie dell’avvocato) è d’uopo primieramente che l’avvocato sia fornito di talenti e di qualità che non sono del tutto comuni agli uomini. Bisogna ch’egli sia stato bene preparato nella prima età ad uno studio che esige molte cognizioni preliminari. (…) Fa mestieri altresì ch’egli abbia una vasta intelligenza e fino criterio e per far l’applicazione delle regole e dei pincipi ai casi particolari. Oltre le qualità della mente sono necessarie anche quelle del cuore: un generoso sacrificio dei piaceri e della libertà; un coraggio proprio a superare gli ostacoli; uno zelo ardente nel difendere l’innocente, l’infelice, l’orfanello, la vedova, l’indigente; una nobile fermezza nel tener sempre il linguaggio della verità; e principalmente un disinteresse a tutta prova, affinché nulla possa alterare la grandezza del suo animo, sono le qualità che rendono l’avvocato degno di una stima assai più grande di quella che meritavano i greci e i romani oratori.

— Francesco Foramiti, in Enciclopedia legale, vol. I; voce Avvocati, Venezia 1838

Chi dei due detestava il padre, avvocato, e chi era un grande professionista dei suoi tempi?

One Response to “Due campane”

  1. Perché non chiedi chi dei due è più convincente? ;-)

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