Metti una sera a Milano, in casa Webank

Alle 21:10 salutavo, stringendogli la mano e ringraziandolo per l’ospitalità, l’AD di Webank Andrea Cardamone; mi trovavo negli uffici della sede centrale di BPM a Milano.
Che ci stavo a fare? Mi sembra una domanda più che legittima; rispondiamo.

Qualche giorno prima sono stato contattato da un’agenzia pubblicitaria che sa fare il proprio lavoro, la Digital PR, che m’invitava a Milano per una tavola rotonda promossa da Webank: si è trattato di un incontro piuttosto informale e fattivo, voluto dai vertici dell’azienda per celebrare, con una sorta di bilancio consuntivo, il decennale della propria attività, ed illustrare a giornalisti e blogger più attenti al tema i futuri cambiamenti. Ho accettato con piacere, perché da interessato non potevo farne proprio a meno; in più, da cliente, andare a parlare col capo di quello che va e — speravo, vedendomi poi pienamente accontentato — di quel poco che non va era un’occasione da non perdere.

Così — chi mi segue su Twitter lo sapeva già — parto martedì 5 per Milano, e la sera alle 19 vengo accolto con professionalità e simpatia da alcuni rappresentanti della Digital PR e da Francesco Delucia, anima di Webank sui vari social network. Con un arrivo alla spicciolata degli altri partecipanti, fra cui i preparatissimi Alessio Jacona di blogs4biz e Salvatore Pugliese di Finanzaonline, il gruppetto si completa ed inizia la chiacchierata, condotta ovviamente da Andrea Cardamone, che ha illustrato i traguardi raggiunti da Webank ed ha delineato alcuni sviluppi in corso e da percorrere (uno fra tutti, l’iter di trasformazione di Webank da filiale di BPM a vera e propria banca). Il tono informale e paritetico dell’incontro ha fatto sì che ciascuno potesse, in completa libertà, esprimere il proprio punto di vista e porre le domande più disparate; il Vostro, pur parvo cliente di Webank, non è certo un esperto di finanza, ma al massimo un appassionato di Web e tecnologia, e in tal veste ha chiesto chiarimenti sulla strategia di espansione sul mobile della banca virtuale, che ha rilasciato un’applicazione nativa per iPhone e per altri smartphone, che è fatta davvero bene, ma ha una barriera all’ingresso davvero rognosa. Grazie alle riprese di Elenora Bianchini, che scrive di economia e finanza per blogosfere, il cui articolo v’invito a leggere per ulteriori informazioni ed altri video, vi potete beccare la mia domanda in audiovideo:

La risposta resa da Frederic Defechereux (responsabile sviluppo offerta, anima tecnica della tavolata) è stata sincera: ha riconosciuto la farraginosità del meccanismo d’autenticazione, che pure trova fondamento in esigenze di sicurezza e protezione dell’utente; e mi ha rassicurato dicendomi che alcune soluzioni alternative sono in fase di studio.

Io gli credo, e attendo ;)

Si è parlato poi, grazie alle considerazioni di Alessio Jacona, di phishing che, nella risposta di Andrea Cardamone, colpisce con bassa percentuale gli utenti di Webank.

Ulteriore punto d’interesse è stato l’uso degli strumenti sociali su Internet, che Webank (nella persona di Francesco Delucia e di Vittoria La Porta) ha intrapreso da tre anni, con costanza e conoscenza tecnica: la creazione di un blog aziendale (In Soldoni); di un forum ufficiale per i clienti e i non ancora clienti (Talk Webank); dei podcast settimanali (Radio Webank); l’uso di Twitter e Friendfeed. Tre anni non sono pochi; soprattutto, tre anni fa queste idee non erano così diffuse, e la costanza di mantenerle in piedi, vive più che mai, è da ammirarsi.

Sintetizzando, più d’ogni altro contenuto tecnico ed informatico, che pure mi ha convinto, m’è rimasta addosso un’impressione di trasparenza e volontà di fattiva collaborazione con gli utenti (a volte clienti, altre no) della Rete che s’interessano del tema; il clima informale della conversazione.
Certo, ci sono ancora delle questioni che non mi convincono fino in fondo: ad esempio, l’uso più intenso dell’email al posto dell’SMS per le operazioni dispositive e per le spese con carta di credito al posto dell’SMS, e l’interfaccia del sito della carta di credito, anni luce indietro a quello della banca, di cui pure m’è stata anticipata una ristrutturazione, che avrà tempi non brevissimi anche per il fatto che non è sotto controllo diretto di Webank.
Ma il fatto che l’amministratore delegato della mia banca abbia ascoltato le mie richieste e vi abbia risposto con pertinenza e senza giri di parole, beh, trovatemi un’altra banca che lo fa. Più We-bank di così…

Aperto a domande dei mie lettori sull’incontro, che attendo nei commenti.