Da queste parti si macinano chilometri a piedi e sui mezzi pubblici su base quotidiana; e benché il Vostro sia sempre cuffia-insonorizzata munito, perdendosi quindi gran parte dei dialoghi dei compagni di viaggio, a volte (spesso in compagnia della Stella) capita di trovarsi protagonista di perle di romanità troppo divertenti per essere custodite da un solo individuo.
Qualche tempo fa, mi trovavo alla metro Barberini con la Stella. Da bravo titolare di un abbonamento annuale ATAC ho una bella Smart Card che mi permette di passare agevolmente attraverso i tornelli della metropolitana: è sufficiente appoggiare il portafogli sul magnete per far aprire le porte. Sì, anche senza parola magica. Una figata, invero.
Purtroppo, quella volta il sistema fa cilecca: la Stella passa al volo; io, dietro, appoggio il portafogli e manca poco che mi spiaccichi contro le porte a vetro dei tornelli. Orrore: la tecnologia aveva appena fallito.
Qualche secondo necessario per capire quale fosse il problema; il tempo necessario per accostare nuovamente la carta. Niente.
Da dietro, una voce sibilante che sa tanto di cospirazione golpista: “Regazzi’, mòvite, passa prima de me cor mi bijetto. Sbrigate, prima che ce sgamano!”
Mi giro e vedo un anziano, distinto signore, totalmente sconosciuto al sottoscritto. Comprensibilmente, esito; spiego che dev’essere un problema del mio abbonamento.
Rincara la dose truffaldina: “Mesà che t’è scaduto. Chissenefrega, passa qua che li fregamo!”
Non socpiu come comportarmi di fronte al senso di socialismo reale del vecchietto, che ora immagino col colbacco e il pugno chiuso durante la Rivoluzione d’ottobre ad impiccare Ivan il Terribile XXXII, colpevole d’essere nemico del popolo: “La ringrazio, ma ho l’annuale, quindi deve essere per forza un problema tecnico. Ora parlo col signore della guardianìa… Vedrà , sistemiamo tutto. Grazie, comunque!” dico, imbarazzato.
“Fa come te pare; me pareva mejo se passavi”. Forse.
Noi. Contro. Loro.
La coesione sociale dei romani non cesserà mai di stupirmi. Ho incontrato un vero e proprio tribuno della plebe :)













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ma vai a lavorare invece di scrivere queste cavolate!!!
C'avevo pensato, ma mi pareva piuttosto banale come concetto.
F.