Lettera aperta al sindaco di Montefiascone sull’ammodernamento della PA digitale

Nel mio paese natale, Montefiascone, si sono tenute da qualche mese le elezioni comunali, che hanno visto la vittoria di uno schieramento di centro-destra che ha ribaltato quindici anni di governo di una precedente congrega di centro-sinistra, che a mio avviso ha amministrato con imperizia, procurando nocumento all’immagine del paese.

Fiducioso — la buona fede si presume — nelle possibilità di questa nuova Amministrazione, ho pensato bene d’inviare al sindaco una email, che qui rendo pubblica, circa le necessità impellenti di rinnovamento dell’uso dei nuovi media a fini istituzionali. Col suo consenso, se e quando la riceverò, pubblicherò la risposta. Magari torna utile a qualcuno o potrebbe servire a stimolare un utile dibattito. Per l’intanto, l’email del sindaco è sindaco@comune.montefiascone.vt.it.

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Preg.mo sig. Sindaco,

in qualità di cittadino, nato e cresciuto in Montefiascone (benché non più residente) mi permetto, ad inizio legislatura, d’inviarLe alcuni modesti suggerimenti circa un «nuovo» approccio alla comunicazione istituzionale attraverso i nuovi media, nella speranza che il mio contributo possa servire ad ammodernare questo fronte, su cui — mi auguro che, per onestà, ne converrà — Montefiascone ha diverse leghe di terreno da recuperare.
Premetto che quanto segue è la riproposizione ufficiale di lunghe, informali e piacevoli conversazioni con l’amico David Proietti Petretti (che, per trasparenza, legge in copia), Suo consigliere ed esperto conoscitore della materia; mi auguro che, laddove intenda seguire la strada indicata, vorrà avvalersi della sua esperienza; per parte mia, rimango sempre a disposizione per eventuali, ulteriori ragguagli in materia.

Come dicevo, la situazione attuale della comunicazione istituzionale attraverso i nuovi media è ben lontano dallo stato dell’arte; direi anzi, senza eufemismi, disastrosa, e comunque ben lontano da quell’azione efficace ed efficiente che, secondo Costituzione, dovrebbe essere il paradigma dell’operare della Pubblica Amministrazione.

Più in dettaglio, problemi che osservo e soluzioni che propongo:

1. Il sito istituzionale è complesso, macchinoso, tecnologicamente obsoleto e gravemente lacunoso. So che è parte d’un’eredità imbarazzante della precedente, ben poco fulgida Amministrazione che vi ha preceduto, ma abbisogna di una riscrittura globale; meglio fare tabula rasa di quanto già esistente. Una palingenesi del Web, direi.
A titolo puramente illustrativo segnalo, quali esempi di riferimento (e consapevole del diverso ordine di grandezza in cui ci troviamo): il sito del Comune di Roma; il sito del Comune di Torino; il sito della Casa Bianca americana; OssERvando, un osservatorio sull’e-government dell’Emilia Romagna (preziosi i suoi rapporti sullo stato dell’ammodernamento dei siti delle Pubbliche Amministrazioni), in particolar modo un estratto dal loro rapporto 2007.

1.1 Per il rifacimento del sito istituzionale, sempre occhieggando a quei fulgidi esempi, suggerirei l’uso di una piattaforma di pubblicazione open-source, quale ad es. Joomla. I vantaggi sono evidenti: tale tipo di software infatti, è rilasciato con licenza di diffusione ed utilizzo gratuito, tale profilo incidendo sull’economicità dell’azione della Pubblica Amministrazione. Sul punto, il CNIPA ha un osservatorio sull’uso del software open source nelle Pubbliche Amminstrazioni che ritengo lettura essenziale e preliminare a qualunque azione in tal senso.

2. Blog: A fianco al sito istituzionale, che mi auguro voglia essere completo di qualsivoglia informazione che riterrete anche solo latamente utile per i cittadini (Internet non ha problemi di spazio), è commendevole aggiungere una piattaforma di blogging (consiglio WordPress, sempre open source), per l’aggiornamento quotidiano delle operazioni di ordinaria amminstrazione: informare cosa sta succedendo in Comune, giorno per giorno, magari con un linguaggio semplice ed informale (al contrario del sito istituzionale) può aiutare sotto vari profili l’operato di questa Amministrazione, non ultimo quello della trasparenza, prima, imbarazzante lacuna di ogni esecutivo di questo triste Paese. Esempio: blog dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio.

3. Canale su YouTube: visto il regime di pubblicità delle sedute consiliari, sarebbe assolutamente ragionevole videoriprendere ciascuna seduta (vari video-esempi di alcuni consigli comunali) e pubblicare il video su YouTube, su un apposito canale del Comune, ripubblicando ciascun video sul blog del Comune. Sappiamo entrambi infatti che quasi nessun cittadino riesce a trovare del tempo libero per assistere alle sedute, che spesso si tengono in orario lavorativo; del pari, mancando una riprova oggettiva di quanto detto, è facile che la vox populi affermi tutto e il contrario di tutto riferendosi ad avvenimenti che ivi si svolgono (esempi: Regione Lazio, Comune di Ciampino e Casa Bianca).

4. Twitter: è un servizio di micro-messaggistica istantanea, molto utile per diffondere notizie in tempo reale (maggiori informazioni su Wikipedia). Potrebbe essere usato per le brevi, per segnalare disservizi temporanei (strade, fognature, traffico) e mantenere un filo costante con i cittadini.

5. Skype: un servizio di chat e telefonia VoIP (via Internet). Gratuitamente (dico davvero: non costa nulla), chiunque possieda un abbonamento Skype (è gratis proprio come la posta elettronica), potrebbe chiamare il Comune per ricevere informazioni; in alternativa, iniziare una sessione di chat testuale. (Esempio: Università di Tor Vergata).

6. Forum: ad oggi, la maggiore attività di democrazia diretta su Internet è costituita dai forum, bacheche virtuali in cui ciascuno, previa registrazione gratuita, può aprire una discussione e dire la propria su vari profili. Immagino un forum comunale moderato da un amministratore, che si occupi di sorvegliare le discussioni, magari aprendole con fare interlocutorio («Senso unico su via Dante Alighieri: cosa ne pensate?») e di cancellare quelle a contenuto meramente diffamatorio (esempi, invero con poco successo: Comune di Udine; Comune di Venezia).

7. Calendario condiviso. Esistono molti siti che forniscono la possibilità di creare e condividere con la generalità degli utenti Internet calendari. Il Comune potrebbe creare (e, soprattutto, aggiornare!) un calendario degli eventi pubblici, di quelli istituzionali (riunioni consiliari, giunte, etc.), turistici (manifestazioni, sagre), sportivi, incorporandolo magari sul sito istituzionale, cosicché tutti possano consultarlo ed abbonarvicisi. La visualizzazione è analoga a quella di qualunque altro calendario informatico, ed anche a quella degli organizer cartacei, con la differenza che l’aggiunta di un evento in un luogo viene moltiplicata su Internet a beneficio di tutta la comunità. (Materiali: un’introduzione ai calendari di Google, che permettono questa funzionalità).

La prego di non cadere nel sofisma per cui lo sforzo profuso nell’ammodernamento dell’infrastruttura informatica del Comune non avrebbe ritorno nel breve periodo, stante il sostanziale analfabetismo informatico della popolazione generale; se non sono le Istituzioni a spronare i cittadini, non usciremo mai dal circolo vizioso che ci avviluppa.

Chiudo con la speranza di ricevere, nei tempi tecnici che la Sua intensa attività consentirà, una risposta puntuale, che sia ben diversa da quella di un assessore della precedente Amministrazione, che non rispose mai ad una mia email perché incapace di aprire gli allegati.

Buon lavoro, dunque!

F.M.

P.s.: Nello spirito della trasparenza che auspico informi l’operare della Sua Amministrazione, La informo che copia di questa email sarà pubblicata sul mio blog, unitamente alla Sua risposta, se a questo dovesse autorizzarmi (ça va sans dire, io lo spero).