Per chi è interessato di tecnologia e giornalismo, soprattutto con riferimento al grado d'inebetimento dei lettori italiani, si legga questo recente articolo di Repubblica su George Hotz (uno dei più grandi nomi della scena hacking attorno all'iPhone) dal titolo «Il genietto della pirateria che spaventa Steve Jobs» e, parallelamente, quello di qualche tempo fa del New York Times su Saurik (altro grande nome), «Unofficial software incurs Apple's wrath».













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