Sempre rinunciabile dall’imputato

E' un'invenzione pura, noi non c'entriamo nulla, è una cosa inventata come tutti i processi. Voglio venirne fuori con una assoluzione piena. (Silvio Berlusconi, 26.2.2010, fonte)

Art. 157, comma 6, codice penale:

La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall'imputato.

Cioè: Berlusconi potrà dire «Benissimo, arrivati a questo punto potrei far concludere qui il processo perché è maturata la prescrizione; tuttavia, volendo dimostrare a tutti la mia innocenza nel merito dei fatti, rinuncio a questa forma estinzione del procedimento in nome della verità». Il processo andrebbe così avanti fino alla sua fine naturale — la sentenza —, accertando, in fatto e in diritto, l'eventuale responsabilità penale di Berlusconi nei fatti imputatigli.

Vedremo dunque cosa succederà fra undici mesi, periodo in cui maturerà la prescrizione — perché questo processo si prescriverà senz'ombra di dubbio — per la vicenda processuale Mills.

Sia ben chiaro: la prescrizione è un metodo del tutto legittimo di concludere un processo, e non addebiterei mai una colpa a Berlusconi per avvalersene — fintanto che si agisce all'interno del perimetro del diritto, nessuno dev'essere oggetto di biasimo —; però, quando ci si esce con delle frasi ad effetto come questa, bisogna poi dar conto all'opinione pubblica, sperabilmente coi fatti.

Vedremo — io mi faccio un nodo all'iPhone.

(Se v'interessano chiarimenti di procedura penale, chiedete nei commenti e vi sarà dato).