The Fighter

di Paolo Minciotti

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The Fighter racconta la vita del pugile ‘Irish’ Mickey Ward che, con l’aiuto del fratellastro ex pugile tossicodipendente in disgrazia, si allena per cercare di elevarsi dalla mediocrità della sua famiglia e combattere per il titolo mondiale.
La sceneggiatura, pur basandosi su un fatto realmente accaduto, non brilla certo per originalità, ma ci sono storie che, semplicemente, meritano di essere raccontate.
Il film scorre bene per tutte le due ore, aiutato soprattutto da prove attoriali di alta qualità.
Bravo Mark Wahlberg (‘Irish’ Mickey) soprattutto nella prima parte, bravissima Melissa Leo nel ruolo di Alice, madre-manager volgare e sguaiata, e non meno meritevole Amy Adams nel ruolo di Charlene, ragazza di Mickey (entrambe candidate all’Oscar come miglior attrici non protagoniste).
La vera punta di diamante del film, però, è Christian Bale, irriconoscibile nel ruolo di Dickie, fratellastro del protagonista.
Bale si supera, viene anche lui giustamente candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista (probabilmente solo Geoffrey Rush in “Il discorso del re” potrà “sfilargli” il premio), e gran parte del film si regge proprio sul controverso rapporto tra i due fratellastri.
La regia di Russel è piuttosto fredda e lineare, come scarna ma azzeccata è la scenografia.
La pellicola doveva essere inizialmente diretta da Darren Aronofsky che abbandonò per concentrarsi su “The Wrestler” e il ruolo di Dickie era stato proposto sia a Matt Damon che a Brad Pitt, per finire poi nelle mani di Christian Bale.
Mentre il secondo cambiamento genera uno spontaneo: “Non tutti i mali vengono per nuocere”, il primo lascia perplessi e insinua il più che giustificato dubbio: “Chissà cosa avrebbe fatto Aronofsky?”
Chimere a parte, The Fighter è un film buono, la storia coinvolge, complice anche un montaggio ben fatto e un ritmo incalzante che accompagnano lo spettatore al solito splendido (e già visto), incontro finale.

Uscita in Italia: 4 Marzo 2011.

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