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	<title>I miei Silenzi.com &#187; Cinema</title>
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	<description>Se non comprendi i miei silenzi, come potrai capire le mie parole?</description>
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		<title>Amanda Knox: murder on trial in Italy</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 15:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Minciotti &#8220;Esce negli Usa il film su Amanda Knox. In Italia ci avevano già fatto una telenovela.&#8221; (Spinoza.it) L&#8217;intento del regista (Robert Dornhelm), come lui stesso ha tenuto a precisare in più di un&#8217;occasione, era quello di raccontare le vicende inerenti all&#8217;omicidio della studentessa inglese Meridith Kercher, attenendosi esclusivamente agli atti giudiziari e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Amanda Knox" src="/wp-content/uploads/2011/03/amandaknoxfilmtv.jpg" alt="" width="526" height="251" /></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">di Paolo Minciotti</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: left;">&#8220;Esce negli Usa il film su Amanda Knox. In Italia ci avevano già fatto una telenovela.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;">(Spinoza.it)</p>
<p>L&#8217;intento del regista (Robert Dornhelm), come lui stesso ha tenuto a precisare in più di un&#8217;occasione, era quello di raccontare le vicende inerenti all&#8217;omicidio della studentessa inglese Meridith Kercher, attenendosi esclusivamente agli atti giudiziari e portando sullo schermo solo fatti realmente accaduti.<br />
Ad essere onesti Dornhelm ci è riuscito, ha ripercorso gli avvenimenti a partire da alcuni giorni prima dell&#8217;omicidio fino ad arrivare alla sentenza di condanna di primo grado, senza caricarli o romanzarli più del dovuto.<br />
Il problema è che, complice anche un montaggio estremamente confusionario (soprattutto nella prima parte), la narrazione risulta caotica e poco fruibile qualora lo spettatore non sia già a conoscenza dell&#8217;accaduto.<br />
La vicenda ruota soprattutto attorno all&#8217;ambiguo personaggio di Amanda Knox che è interpretata in maniera impeccabile da Hayden Panettiere (conosciuta soprattutto per il ruolo di Claire Bennet nella serie TV Heroes).<br />
L&#8217;ex <em>cheerleader</em> si dimostra l&#8217;unica professionista in una pellicola rozza e dozzinale nonostante il regista non la aiuti, sottoponendola spesso ad intensi primi piani in lunghe sequenze di pianto e disperazione, che avrebbero impensierito anche attrici più mature ed esperte, ma non lei.<br />
L&#8217;altra <em>big</em> del film è Marcia Gay Harden che incarna la madre di Amanda e che, nonostante il premio Oscar vinto in Pollock e l&#8217;ottima interpretazione in Mystic River non si conferma sugli <em>standard</em> ai quali ci aveva abituati.<br />
Il film nel complesso risulta una via di mezzo tra un <em>B movie</em> americano e una <em>fiction</em> nostrana, complici forse anche gli attori che inspiegabilmente recitano mischiando un pietoso inglese a frasi interamente in italiano.<br />
Fortunatamente Dornhelm non ha avuto l&#8217;ardire di dilungarsi più di tanto, mettendo in scena una pellicola di soli 80 minuti.<br />
La scarsa durata del film tuttavia, non riesce a mascherare le innumerevoli magagne causate dal basso <em>budget</em> a disposizione e dal discutibile livello di quasi tutti i partecipanti.<br />
In una parola: provinciale.</p>
<p>Uscita in Italia: N.D.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/e/9QFp-DlxgYA"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/e/9QFp-DlxgYA" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Easy A</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 10:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Minciotti - Tanto per essere chiari: Easy A non è un film serio, non è un capolavoro, nè una pellicola da tramandare ai posteri. È semplicemente un modo per trascorrere un&#8217;ora e mezza senza pensieri. Da molti definito &#8220;una rivisitazione in chiave moderna&#8221; di &#8220;La lettera scarlatta&#8221;, in realtà non lo è. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Easy A" src="/wp-content/uploads/2011/03/easya.JPG" alt="" width="303" height="400" /></p>
<p style="text-align: right;">di Paolo Minciotti</p>
<p style="text-align: right;">-</p>
<p>Tanto per essere chiari: Easy A non è un film serio, non è un capolavoro, nè una pellicola da tramandare ai posteri. È semplicemente un modo per trascorrere un&#8217;ora e mezza senza pensieri.<br />
Da molti definito &#8220;una rivisitazione in chiave moderna&#8221; di &#8220;La lettera scarlatta&#8221;, in realtà non lo è.<br />
Non ha la stessa trama, non ha l&#8217;impatto e la profondità della tematiche, non ha niente, se non una &#8220;A&#8221; nel titolo, che si rifà alla lettera che la protagonista dell&#8217;opera di Hawthorne era costretta a portare sul petto. In Italia non avrà nemmeno quella dato che verrà tradotto come: Easy Girl.<br />
La pellicola narra le vicende di Olive (Emma Stone), liceale &#8220;anonima&#8221; e poco considerata dai compagni, che stufa del suo non-essere, racconta di aver perso la verginità con un coetaneo e decide di usare la falsa notizia per acquistare notorietà. Ben presto, però, la cosa le sfuggirà di mano e la situazione precipiterà.<br />
Olive si rivede molto in Hester Prynne (protagonista del romanzo) e proprio come lei, sarà messa alla gogna e oltraggiata a causa della sua promiscuità.<br />
Nel corso del film vengono più volte proposte scene di &#8220;La lettera scarlatta&#8221;, adattamento cinematografico di Victor Sjöström del 1926 per descrivere le sensazioni e gli stati d&#8217;animo della ragazza e allo stesso tempo viene ripetutamente citato e deriso l&#8217;altro remake del 1995 con Demi Moore e Gary Oldman.<br />
Molto brava Emma Stone nel ruolo della stravagante Olive e degno di nota Stanley Tucci nel (purtroppo) piccolo ruolo del padre.<br />
Il resto del cast fa più o meno acqua da tutte le parti con qualche eccezione qua e là.<br />
Contrariamente a quanto si possa pensare, però, la comicità della pellicola non è (del tutto) banale e demenziale.<br />
Non aspettatevi battute alla Woody Allen, sia chiaro, ma qualche sorriso è assicurato.<br />
Diversi sketch sono affidati a doppi sensi e giochi di parole in inglese che solo dio sa come tradurranno in italiano.<br />
Una semplice commedia americana quindi, un modo semplice per trascorrere una domenica pomeriggio piovosa, una pellicola da accompagnare alle pop corn e a una coca-cola, questo è Easy A.<br />
Una volta visto però, prima di formulare un giudizio, pensate che in Italia, la comicità media è nelle mani di Checco Zalone e i vari cinepanettoni.</p>
<p>Uscita in Italia: 4 marzo 2011</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6d0D_fJT8TM" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/6d0D_fJT8TM" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>The Fighter</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 18:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Minciotti - The Fighter racconta la vita del pugile &#8216;Irish&#8217; Mickey Ward che, con l&#8217;aiuto del fratellastro ex pugile tossicodipendente in disgrazia, si allena per cercare di elevarsi dalla mediocrità della sua famiglia e combattere per il titolo mondiale. La sceneggiatura, pur basandosi su un fatto realmente accaduto, non brilla certo per originalità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="The Fighter" src="/wp-content/uploads/2011/02/the-fighter-poster-usa-01.jpg" alt="" width="305" height="475" /></p>
<p style="text-align: right;">di Paolo Minciotti</p>
<p style="text-align: right;">-</p>
<p>The Fighter racconta la vita del pugile &#8216;Irish&#8217; Mickey Ward che, con l&#8217;aiuto del fratellastro ex pugile tossicodipendente in disgrazia, si allena per cercare di elevarsi dalla mediocrità della sua famiglia e combattere per il titolo mondiale.<br />
La sceneggiatura, pur basandosi su un fatto realmente accaduto, non brilla certo per originalità, ma ci sono storie che, semplicemente, meritano di essere raccontate.<br />
Il film scorre bene per tutte le due ore, aiutato soprattutto da prove attoriali di alta qualità.<br />
Bravo Mark Wahlberg (&#8216;Irish&#8217; Mickey) soprattutto nella prima parte, bravissima Melissa Leo nel ruolo di Alice, madre-manager volgare e sguaiata, e non meno meritevole Amy Adams nel ruolo di Charlene, ragazza di Mickey (entrambe candidate all&#8217;Oscar come miglior attrici non protagoniste).<br />
La vera punta di diamante del film, però, è Christian Bale, irriconoscibile nel ruolo di Dickie, fratellastro del protagonista.<br />
Bale si supera, viene anche lui giustamente candidato all&#8217;Oscar come miglior attore non protagonista (probabilmente solo Geoffrey Rush in &#8220;Il discorso del re&#8221; potrà &#8220;sfilargli&#8221; il premio), e gran parte del film si regge proprio sul controverso rapporto tra i due fratellastri.<br />
La regia di Russel è piuttosto fredda e lineare, come scarna ma azzeccata è la scenografia.<br />
La pellicola doveva essere inizialmente diretta da Darren Aronofsky che abbandonò per concentrarsi su &#8220;The Wrestler&#8221; e il ruolo di Dickie era stato proposto sia a Matt Damon che a Brad Pitt, per finire poi nelle mani di Christian Bale.<br />
Mentre il secondo cambiamento genera uno spontaneo: &#8220;Non tutti i mali vengono per nuocere&#8221;, il primo lascia perplessi e insinua il più che giustificato dubbio: &#8220;Chissà cosa avrebbe fatto Aronofsky?&#8221;<br />
Chimere a parte, The Fighter è un film buono, la storia coinvolge, complice anche un montaggio ben fatto e un ritmo incalzante che accompagnano lo spettatore al solito splendido (e già visto), incontro finale.</p>
<p>Uscita in Italia: 4 Marzo 2011.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hhzUoAAiG8c" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/hhzUoAAiG8c" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>127 Hours</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 12:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Minciotti - Che Danny Boyle sappia fare cinema è cosa certa (The Millionaire). Che abbia idee originali ed una regia eccentrica e innovativa, è indiscusso (Trainspotting, 28 giorni dopo). Che non abbia ancora trovato la quadratura del cerchio, aggiungo io, anche. Questo suo stravagante modo di fare film lo ha portato, in passato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="127 Hours" src="/wp-content/uploads/2011/02/127-hours-poster-usa.jpg" alt="" width="321" height="475" /></p>
<p style="text-align: right;">di Paolo Minciotti</p>
<p style="text-align: right;">-</p>
<p>Che Danny Boyle sappia fare cinema è cosa certa (The Millionaire).<br />
Che abbia idee originali ed una regia eccentrica e innovativa, è indiscusso (Trainspotting, 28 giorni dopo).<br />
Che non abbia ancora trovato la quadratura del cerchio, aggiungo io, anche.<br />
Questo suo stravagante modo di fare film lo ha portato, in passato, a firmare pellicole di pregevole fattura, nelle quali, però,  spesso si scadeva in esibizioni registiche fine a se stesse e non sempre proporzionate al racconto.<br />
Con 127 Hours, finalmente, Boyle ha potuto dare sfogo alla sua vena artistica sviscerando una storia (realmente accaduta) con maestria, accompagnato da musiche incalzanti e più che mai appropriate.<br />
La vicenda ruota attorno ad un alpinista americano (Aron Ralston) che rimase con un braccio imprigionato sotto un masso nel corso di una scalata nello Utah, dal quale si liberò dopo 5 giorni amputandosi da solo l’arto.<br />
Ralston è interpretato magistralmente da James Franco che tiene la scena da solo per gran parte del film senza inciampare in interpretazioni caricate ed eccessive e viene giustamente candidato all&#8217;Oscar come miglior attore protagonista, ma forse nell&#8217;anno sbagliato. Su due antagonisti come -il favorito- Colin Firth (Il discorso del re) e Jeff Bridge (Il Grinta) infatti, sarà difficile (per non dire impossibile) avere la meglio.<br />
Stessa sorte, probabilmente, toccherà a Boyle per il miglior film ma questo non toglie meriti ad un&#8217;opera di indiscussa qualità.<br />
E’ proprio il caso di dirlo: questa volta il regista inglese ha fatto centro.<br />
Finalmente, dopo un lungo pellegrinaggio, è arrivato alla “sua” storia, che, per dirla come l’avrebbe detta lui, forse stava lì ad aspettarlo da quando è nato, e tutta la sua vita non è stata che una preparazione ad essa.<br />
Forse i cinefili più classici storceranno un pò il naso di fronte alla “solita” estrema regia di Danny Boyle che questa volta, però, riesce ad unire l’utile al dilettevole.</p>
<p>Uscita in Italia: 25 febbraio 2011.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pgp_2Wi8rno" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/pgp_2Wi8rno" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Rabbit Hole</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 17:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Rabbit Hole]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Minciotti - La vita di una giovane coppia sconvolta dal più atroce dei lutti: la perdita di un figlio. Danny, 4 anni, resta vittima di un incidente stradale mentre gioca in giardino. Da quel giorno la vita di Becca (Nicole Kidman) e Howie (Aaron Eckhart) non sarà più la stessa, non sarà più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Rabbit Hole" src="/wp-content/uploads/2011/02/rabbit_hole_movie_poster_kidman.jpg" alt="" width="335" height="498" /></p>
<p style="text-align: right;">di Paolo Minciotti</p>
<p style="text-align: right;">-</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p>La vita di una giovane coppia sconvolta dal più atroce dei lutti: la perdita di un figlio.<br />
Danny, 4 anni, resta vittima di un incidente stradale mentre gioca in giardino.<br />
Da quel giorno la vita di Becca (Nicole Kidman) e Howie (Aaron Eckhart) non sarà più la stessa, non sarà più vita. Per sempre.<br />
Siamo catapultati nel mezzo di una tragedia, ma vediamo solo il peggio.<br />
Neanche una parola, neanche un <em>flashback</em>, un immagine per più di metà film che racconti quel giorno.<br />
A Mitchell interessa &#8220;il dopo&#8221;, l&#8217;elaborazione del lutto, che non avverrà mai.<br />
Il dolore dei genitori è lancinante e continuo, il modo di reagire è diverso.<br />
Il padre rivive il figlio vedendo e rivedendo i video salvati sul cellulare, continua a tenere il seggiolino in macchina e lascia i disegni sul frigo come se Danny fosse lì, come se saltasse fuori da un momento all&#8217;altro.<br />
La madre si chiude in se stessa, lascia il lavoro e si dedica al giardinaggio e alla cucina, come volesse dimenticare, come volesse non pensare.<br />
La straziante quotidianità si rompe.<br />
Howie inizia a legare con una donna conosciuta ad una terapia di gruppo. Becca decide di aprirsi con il ragazzo che era alla guida dell&#8217;auto che ha ucciso suo figlio.<br />
I due protagonisti cercano di evadere da una vita insopportabile in modo diverso, ma restando uniti.<br />
Rabbit Hole è un film delicato, struggente, profondo. Elegante.<br />
La sceneggiatura è tratta dall&#8217;omonima pièce teatrale di David Linsday-Abaire che vale allo scrittore il Premio Pulitzer.<br />
Gli attori interpretano alla perfezione i loro ruoli senza sbavature.<br />
Mitchell gira una pellicola di classe. Descrive con rispetto un dolore inumano, senza scivolare mai nel pietismo.<br />
La sequenza dell&#8217;incidente (che non si vede) è raffinata e dolorosa, si spererebbe non finisse mai, e invece finisce. Come la vita di Danny. Come la vita dei coniugi Corbett.<br />
Perché non basta respirare per essere vivi, occorre vivere. E ci sono dolori che uccidono dentro, nell&#8217;anima. Ci sono dolori che semplicemente non passeranno mai.</p>
<p>Uscita in Italia: 11 febbraio 2011.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rhIRjvhpVBg" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/rhIRjvhpVBg" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Black Swan — Il cigno nero</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2011/02/02/black-swan-%e2%80%94-il-cigno-nero/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Aronofsky]]></category>
		<category><![CDATA[cigno]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Mickey Rourke]]></category>
		<category><![CDATA[oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Portman]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[sconvolgente]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Minciotti - Ultima fatica di uno dei registi più talentuosi del panorama mondiale: Darren Aronofsky. Black Swan narra le vicende di Nina, una ballerina di danza classica, che entra in competizione con la nuova arrivata, Lily, durante la preparazione de “Il lago dei cigni”. Nell’opera sono previsti i ruoli dell’innocente cigno bianco, perfetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Black Swan" src="/wp-content/uploads/2011/02/cigno-nero-black-swan.jpg" alt="" width="350" height="518" /></p>
<p style="text-align: right;">di Paolo Minciotti</p>
<p style="text-align: right;">-</p>
<p>Ultima fatica di uno dei registi più talentuosi del panorama mondiale: Darren Aronofsky.<br />
Black Swan narra le vicende di Nina, una ballerina di danza classica, che entra in competizione con la nuova arrivata, Lily, durante la preparazione de “Il lago dei cigni”.<br />
Nell’opera sono previsti i ruoli dell’innocente cigno bianco, perfetto per Nina, e del sensuale cigno nero, più adatto a Lily.<br />
La psicologica rivalità tra le due ballerine, porterà la prima ad esplorare il suo lato oscuro, senza la certezza che Lily sia una vera nemica o solo il frutto della sua mente, facendo nascere in lei un’ambigua ossessione omoerotica.<br />
Aronofsky, dopo The Wrestler (Leone d’oro a Venezia nel 2008), torna dietro la macchina da presa con un thriller avvincente ed esaltante.<br />
Come nel precedente lavoro, tutto ruota intorno ad un &#8220;corpo&#8221;.<br />
Se in The Wrestler era quello muscoloso e provato di Mickey Rourke, in Black Swan è quello più soave e delicato di una straordinaria Natalie Portman, giustamente in odore di Oscar come miglior attrice protagonista. La sua prova è praticamente perfetta. La Portman interpreta un personaggio complesso e sfaccettato con una naturalezza ed un’intensità degne di nota. E&#8217; il vero collante del film; tutto ruota attorno a lei ed alle sue ossessioni che è bravissima a trasmettere allo spettatore.<br />
Aronofsky prosegue per la sua strada con una pellicola inconfondibilmente &#8220;sua&#8221;. Porta in scena un film forte e deciso, colpisce lo spettatore senza pietà con immagini forti e sconvolgenti, questa volta però, con grazia.<br />
In Black Swan c&#8217;è molto dei suoi precedenti lavori: i deliri di &#8220;Pi-greco&#8221;, la forza e la durezza di &#8220;Requiem for a dream&#8221; e quella inquietante camera a spalla che segue la protagonista come un’ombra, già apprezzata in &#8220;The Wrestler&#8221;. Il regista attinge dal passato, e va oltre. Il risultato è un eccellente thriller psicologico, ambientato nello spietato mondo della danza classica, che Aronofsky descrive in maniera straordinaria, coinvolgendo lo spettatore nei deliri di una protagonista in bilico tra il bene e il male.</p>
<p>Uscita in Italia: 18 febbraio 2011.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OEChm2hC9MM" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/OEChm2hC9MM" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>True Grit — Il Grinta</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 14:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli Coen]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[trama]]></category>
		<category><![CDATA[western]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Minciotti - Sarò di parte, ma datemi un paio di cappelli da cowboy, qualche pistola e i fratelli Coen. E a me basta così. Tornano dietro la macchina da presa i fratelli più apprezzati di Hollywood, con True Grit (Il Grinta): un adattamento cinematografico dell&#8217;omonimo romanzo di Charles Portis, più fedele rispetto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="True Grit" src="/wp-content/uploads/2011/01/il-grinta-4252.jpg" alt="" width="360" height="533" /></p>
<p style="text-align: right;">di Paolo Minciotti</p>
<p style="text-align: right;">-</p>
<p>Sarò di parte, ma datemi un paio di cappelli da <em>cowboy</em>, qualche pistola e i fratelli Coen. E a me basta così.</p>
<p>Tornano dietro la macchina da presa i fratelli più apprezzati di Hollywood, con <em>True Grit</em> (Il Grinta): un adattamento cinematografico dell&#8217;omonimo romanzo di Charles Portis, più fedele rispetto al precedente Il Grinta (1969), che vedeva John Wayne nei panni di protagonista, ruolo che per altro gli valse l&#8217;Oscar come miglior attore.</p>
<p>E&#8217; necessaria la prima sequenza per capire che siamo di fronte ad un film di serie A. Il seguito non fa che confermare il tutto.</p>
<p>La storia narra  le vicende della quattordicenne Mattie Ross, che dopo aver perso il padre per mano di un pistolero di nome Tom Chaney, decide di vendicarsi.</p>
<p>Dopo varie peripezie ed offerte di denaro, riesce ad avere dalla sua parte Reuben J. &#8220;Rooster&#8221; Cogburn (Il Grinta), uno dei più abili e spietati Marshall del west, uomo rude e alle prese con problemi di alcool, che accetta di avere accanto la ragazzina in questa avventura.</p>
<p>All&#8217;insolita coppia si unisce un Texas Ranger di nome LaBeouf, da tempo sulle tracce di Chaney.</p>
<p>Il difficile ruolo che fu di John Wayne è affidato a Jeff Bridge (candidato all&#8217;Oscar) che non si lascia per niente intimidire dal confronto con il leggendario <em>cowboy</em> e si conferma un attore eccellente con un&#8217;interpretazione magistrale, accompagnato da un buon Matt Damon (LaBeouf), a dire il vero meno abile e in forma del collega.</p>
<p>Chi invece stupisce tutti è Hailee Steinfeld (anche lei candidata all&#8217;Oscar), classe 1996, che interpreta in maniera stupefacente la piccola Mattie Ross. La Steinfled, protagonista in quasi tutte le scene del film, si mostra sempre a suo agio, con una padronanza e una disinvoltura da veterana, informandoci, che sentiremo sicuramente ancora parlare di lei.</p>
<p>I Coen, questa volta, mettono (quasi del tutto) da parte lo humor intelligente e sarcastico che li ha resi famosi ed affrontano la storia con una regia più classica ma di pregevole fattura.</p>
<p>True Grit è un film d&#8217;altri tempi: un western di qualità, sorretto da una sceneggiatura solida e articolata, che nulla ha da invidiare ai classici del genere.</p>
<p>Degne di nota le musiche ed un&#8217;affascinante fotografia che accompagnano la pellicola e danno quel tocco di classe ad un film, che di classe ne ha da vendere. Candidato a 10 premi Oscar.</p>
<p>Uscita in Italia: 18 febbraio 2011.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7WQ3TyA2YD4" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/7WQ3TyA2YD4" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Avatar, James Cameron (2010)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 17:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[James Cameron è tornato. A dodici anni dal suo utlimo capolavoro (Titanic) sbarca in USA prima, e in Italiad poi, con un nuov ed ambizioso progetto: Avatar. Il film più costoso di tutti i tempi (350 milioni di dollari, si vocifera), una produzione di ben dodici anni e l’utilizzo di camere 3D progettate appositamente per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2010/01/avatar-film-james-cameron.jpg" alt="" width="178" height="254" align="left" />James Cameron è tornato.</p>
<p>A dodici anni dal suo utlimo capolavoro (<em>Titanic</em>) sbarca in USA prima, e in Italiad poi, con un nuov ed ambizioso progetto: <em>Avatar</em>. Il film più costoso di tutti i tempi (350 milioni di dollari, si vocifera), una produzione di ben dodici anni e l’utilizzo di camere 3D progettate appositamente per il film. Semplice la storia (come ogni <em>kolossal</em> che si rispetti), ben strutturata e molto scorrevole.</p>
<p>Il film è ambientato nel 2154, su un pianeta chiamato Pandora, molto simile alla Terra per dimensioni e forme di vita. Una compagnia interplanetaria terrestre vuole conquistare questo pianeta per le sue ricchezze minerarie. Pandora è ricoperto da foreste pluviali con alberi alti fino a trecento metri e abitato da creature di tutti i tipi, tra cui degli umanoidi senzienti chiamati Na&#8217;Vi, alti tre metri e ricoperti da una pelle blu striata come le tigri. L&#8217;aria su Pandora non è respirabile dagli umani, così questi hanno sviluppato geneticamente una sorta di ibrido tra umano e Na&#8217;Vi, ovvero l&#8217;avatar. L&#8217;individuo, dopo essersi collegato, entra in una sorta di coma, e attraverso questo sistema riesce a utilizzare e controllare l&#8217;avatar come se fosse il suo corpo, immedesimandosi completamente con esso. I terrestri, attraverso il controllo dell&#8217;avatar, si infiltreranno nella popolazione dei Na&#8217;Vi. Con il passare dei mesi il protagonista (Sam Worthington) diventa sempre più empatico con la popolazione invasa dagli umani, e alla fine dovrà scegliere da che parte stare.<br />
Effetti speciali: 2 ore e 30 di puro orgasmo visivo!</p>
<p>Ha creato un mondo il buon James, come fece Peter Jackson con <em>Il Signore degli Anelli</em>, ma siamo (in tutti i sensi) su un altro pianeta con <em>Avatar</em>.<br />
Sbalorditivo dal punto di vista grafico. Ha segnato l&#8217;inizio di una nuova era con questo film.<br />
Chiunque abbia intenzione di cimentarsi in un film di fantascienza non potrà esimersi dal confrontarsi con <em>Avatar</em>. Un film epocale.<br />
Non mancano, nella semplice trama, tematiche importanti come una critica aperta alla guerra e alle invasioni per assicurarsi ricchezze minerarie (leggi guerra in Iraq) e il più che mai attuale discorso dell’ambiente e della deforestazione.<br />
Tematiche non nuove, per carità, ma  raccontate in maniera esemplare da un regista che si conferma capace e di sicuro coraggioso.<br />
Sfida vinta per Cameron. Anche questa volta.</p>
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		<title>Stewie bashes Colin Farrel</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 20:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stewie]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccezionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/o-RdJY4LeqQ" type="application/x-shockwave-flash"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/o-RdJY4LeqQ" /></object></p>
<p>Eccezionale.</p>
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		<title>Il caso Thomas Crawford, Gregory Hoblit</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 22:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Hopkins]]></category>
		<category><![CDATA[doppiaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Fracture]]></category>
		<category><![CDATA[provincialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ryan Gosling]]></category>
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		<category><![CDATA[Thomas Crawford]]></category>

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		<description><![CDATA[Un thriller godibile, senza troppe godurie n troppi dispiaceri. Come al solito, un buon Hopkins nobilita la pellicola, con una trama non banale n troppo prevedibile. Peccato per il finale, e per la traduzione italiana (Il caso Thomas Crawford) del titolo originale Fracture, molto pi suggestivo e che si spiega completamente nel corso del film. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="/wp-content/uploads/2008/07/425px-fractureposter1.jpg" alt="" width="148" height="210" />Un thriller godibile, senza troppe godurie n troppi dispiaceri. Come al solito, un buon Hopkins nobilita la pellicola, con una trama non banale n troppo prevedibile. Peccato per il finale, e per la traduzione italiana (<em>Il caso Thomas Crawford</em>) del titolo originale <em>Fracture</em>, molto pi suggestivo e che si spiega completamente nel corso del film.<br />
Ma si sa: noi italiani siam sempre provincialotti, e se non spieghiamo ben bene la trama allo spettatore medio fin dalla locandina, non siamo contenti.</p>
<p>Inoltre, sempre per dirla un&#8217;altra, <em>Thomas</em> Crawford non esiste, nella sceneggiatura originale: il personaggio di Hopkins si chiama infatti Ted Crawford, come evidenziato nella <a href="http://www.imdb.com/title/tt0488120/">scheda IMDB</a>. Di cazzate al doppiaggio ne avevo viste tante, ma addirittura inventarsi un altro nome per un personaggio beh, questa mi mancava. <em></em></p>
<p><em>Famo ride&#8217;</em>.</p>
<p>(<a href="http://www.silenzi.com/film"><em>I miei film</em></a>)</p>
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