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	<title>I miei Silenzi.com &#187; Della laicitÃ  e del laicismo</title>
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	<description>Se non comprendi i miei silenzi, come potrai capire le mie parole?</description>
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		<title>Garante pro bono</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 06:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo questa storia del prestito alle famiglie bisognose con fondo di garanzia della CEI e penso che, finalmente, tutta la retorica del levatevi i crocifissi d&#8217;oro e le sete preziose di dosso e date un po&#8217; ai poveri, invece di menarcela sempre e solo a noi avrÃ  un po&#8217; meno ragion d&#8217;essere. Finalmente, la Chiesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo questa storia del prestito alle famiglie bisognose con fondo di garanzia della CEI e penso che, finalmente, tutta la retorica del <em>levatevi i crocifissi d&#8217;oro e le sete preziose di dosso e date un po&#8217; ai poveri, invece di menarcela sempre e solo a noi</em> avrÃ  un po&#8217; meno ragion d&#8217;essere. Finalmente, la Chiesa mette in ballo un minimissimo delle sue ricchezze per l&#8217;aiuto dei poveri. Niente piÃ¹ scuse, finalmente fanno quello che dicono di fare.</p>
<p>Poi, leggo:</p>
<blockquote><p>30 milioni di euro, che saranno raccolti in una colletta nelle parrocchie di tutto il territorio nazionale. (<a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/crisi-26/cei-banche/cei-banche.html">Fonte</a>)</p></blockquote>
<p>Ah, ok, nuovamente i famosi <em>froci col culo degli altri</em>, per usare un termine econometrico.</p>
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		<title>Talebani d&#8217;oltre Tevere</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 03:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le parole di Ratzinger, ieri mattina, appena dopo l&#8217;Angelus: La data odierna â€” 8 marzo â€” ci invita a riflettere sulla condizione della donna e a rinnovare l&#8217;impegno, perchÃ© sempre e dovunque ogni donna possa vivere e manifestare in pienezza le proprie capacitÃ  ottenendo pieno rispetto per la sua dignitÃ . In tal senso si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole di Ratzinger, ieri mattina, appena dopo l&#8217;<em>Angelus</em>:</p>
<blockquote><p>La data odierna â€” 8 marzo â€” ci invita a riflettere sulla condizione della donna e a rinnovare l&#8217;impegno, perchÃ© sempre e <strong>dovunque ogni donna possa vivere e manifestare in pienezza le proprie capacitÃ  ottenendo pieno rispetto per la sua dignitÃ </strong>. In tal senso si sono espressi il Concilio Vaticano II e il magistero pontificio, in particolare la Lettera apostolica <em>Mulieris dignitatem</em> del servo di Dio Giovanni Paolo II (15 agosto 1988). PiÃ¹ degli stessi documenti, perÃ², valgono le testimonianze dei Santi; e la nostra epoca ha avuto quella di Madre Teresa di Calcutta: umile figlia dell&#8217;Albania, diventata, per la grazia di Dio, esempio a tutto il mondo nell&#8217;esercizio della caritÃ  e nel servizio alla promozione umana. Quante altre donne lavorano ogni giorno, nel nascondimento, per il bene dell&#8217;umanitÃ  e per il Regno di Dio! A<strong>ssicuro oggi la mia preghiera per tutte le donne, perchÃ© siano sempre piÃ¹ rispettate nella loro dignitÃ </strong> e valorizzate nelle loro positive potenzialitÃ . (<a href="http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/23504.php?index=23504&amp;lang=it">fonte</a>, enfasi grafiche apposte qui e ora)</p></blockquote>
<p>Come s&#8217;accordano con le ultime notizie in tema di scomunica cattolica?</p>
<blockquote><p>La Chiesa cattolica brasiliana scomunicato i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l&#8217;aborto a una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno.<br />
Â«Chi ha realizzato l&#8217;aborto Ã¨ stato scomunicato, si spera che queste persone, in un momento di riflessione, si pentanoÂ», ha dichiarato alla stampa l&#8217;arcivescovo di Recife, JosÃ¨ Cardoso Sobrinho. (<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=333917">Fonte</a>)</p></blockquote>
<p>Capite cosa s&#8217;intende per <em>integralismo</em>, cioÃ¨ quando si punta dritti ad una meta (perseguire un fine) senza tener conto di cosa si deve dare per raggiungerlo?</p>
<blockquote><p>E&#8217; un tema molto, molto delicato, ma Â«la Chiesa non puÃ² mai tradire il suo annuncio, che Ã¨ quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano cosÃ¬ forte, come quello della violenza di una bimbaÂ». E la scomunica? <strong>Â«I vescovi giustamente predicano il mistero della vita e la chiesa non puÃ² tradire il suo annuncio</strong>. L&#8217;aborto non Ã¨ una soluzione, Ã¨ una scorciatoiaÂ» (<em>ibid., </em>enfasi grafiche apposte qui e ora)</p></blockquote>
<p>Pensateci bene, prima di dirvi cattolici.</p>
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		<title>Due pesi e due misure?</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 23:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro buon Fini, intento a salutare il sultano bin Zayed degli Emirati Arabi — un Paese faro di civiltà, come tutti ben sappiamo — pur di essere accondiscendente col padrone di casa sull&#8217;attenzione da rivolgere alle preghiere degli imam che, a volte, possono essere un «tantino» integraliste (a mio avviso, le preghiere o sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro buon Fini, intento a salutare il sultano bin Zayed degli Emirati Arabi — un Paese faro di civiltà, come tutti ben sappiamo — pur di essere accondiscendente col padrone di casa sull&#8217;attenzione da rivolgere alle preghiere degli <em>imam</em> che, a volte, possono essere un «tantino» integraliste (a mio avviso, le preghiere o sono integraliste — accedono infatti alla sfera del metafisico e dell&#8217;assoluto, relandosi col divino: come potrebbero non essere «integraliste» — o non sono), <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/moschee-italia/moschee-italia/moschee-italia.html">dice</a> che questi loschi figuri devono, in Italia, predicare in italiano, e non in arabo.</p>
<p>A parte, caro il mio Fini, citare come esempio gl&#8217;illuminatissimi e democraticissimi Emirati Arabi, ora chi glielo dice a Ratzinger, che non può più far recitare la <a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/esteri/benedettoxvi-15/messa-latino/messa-latino.html?ref=search">messa tridentina in latino</a>?</p>
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		<title>Occhio per occhio, dente per dente</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 22:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lotta fra autobus. Roma, fermata all&#8217;inizio di via del Tritone, lato piazza Barberini. Non l&#8217;ho scritto io. Giuro. (Riferimento)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2009/01/3204622620_a786049202.jpg" alt="Genova is not alone" /></p>
<p>Lotta fra autobus.</p>
<p>Roma, fermata all&#8217;inizio di via del Tritone, lato piazza Barberini.</p>
<p>Non l&#8217;ho scritto io. Giuro.</p>
<p>(<a href="http://www.uaar.it/news/2009/01/16/bloccati-gli-ateibus-genovesi-vietato-dire-che-dio-non-esiste/">Riferimento</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title></title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/12/16/onesta-intellettuale/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 22:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E se arrivano a scandalizzare pure me, un ateo convinto e ragionato, è segno che il consumismo ha passato il segno e la misura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2008/12/3092485921_3d607465c5.jpg" alt="La dura veritÃ " /></p>
<p>E se arrivano a scandalizzare pure me, un ateo convinto e ragionato, è segno che il consumismo ha passato il segno e la misura.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ipse dixit</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 20:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente. Chi costruisce la sua vita su queste realtà, sulla materia, sul successo, su tutto quello che appare, costruisce sulla sabbia. Solo la Parola di Dio è fondamento di tutta la realtà, è stabile come il cielo e più che il cielo, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente. Chi costruisce la sua vita su queste realtà, sulla materia, sul successo, su tutto quello che appare, costruisce sulla sabbia. Solo la Parola di Dio è fondamento di tutta la realtà, è stabile come il cielo e più che il cielo, è la realtà. (<a href="http://notizie.tiscali.it/feed/news/2008/10/06/apcom/apcomz20081006_000014.html">fonte</a>)</p></blockquote>
<p>Disse quello con le <a href="http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/esteri/papagriffato/papagriffato/papagriffato.html">scarpe di Prada</a> e gli occhiali da sole le cui sole lenti <a href="http://ricerca.quotidianiespresso.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2005/07/15/CT5CZ_CT501.html">costano 300€</a>.</p>
<p>E che qualcuno venisse a dirmi che sono populista, avanti.</p>
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		<title>A (not so) straight story</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 03:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: right;" src="/wp-content/uploads/2008/07/images-image_popup-ans7_erection.jpg" alt="" width="288" height="227" />Misà che oggi vado a ripescare la storia del vescovo di Viterbo e del paralizzato a cui ha impedito di sposarsi in chiesa. Sì, lo so, è successo un po&#8217; di tempo fa, ma fa niente: ho un mio pensierino da estrinsecare sul punto, ed è uno di quelli senza tempo; inoltre, visto che nessuno (sì, ok, tranne il sempiterno <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/925/limportanza-della-famiglia-messa-a-rischio-dallimpotenza/">Malvino</a>) s&#8217;è preso la briga di puntualizzare qualcosa di veramente importante, mi metto a svolgere il temino. E procediamo.</p>
<p>Ricorderete tutti la storia, no? La riepilogo dalla penna (molto romanzesca) del cronista del Messaggero, che — pare — per primo abbia rilanciato la notizia:</p>
<blockquote><p>A meno di due mesi dalla fatidica data, lui è protagonista di un bruttissimo incidente stradale che mette in pericolo la sua vita. Dopo qualche giorno di sala di rianimazione riesce a recuperare, ma la sentenza dei medici è comunque una tegola in testa: nell’urto è stata lesa la spina dorsale e quindi il ragazzo ha perso l’uso degli arti inferiori. Solo il tempo e le cure potranno dire se un giorno la capacità motoria potrà essere recuperata. [...] quando i due sposini comunicano la loro decisione al parroco, lui chiede una dichiarazione di consapevolezza dei rischi e delle difficoltà future cui andranno incontro. Loro ci rimangono un po’ male, più che altro per quella che potrebbe apparire come una mancanza di fiducia nei loro confronti, ma accettano di buon grado di mettere nero su bianco. Del resto la loro determinazione è tale che nulla può fermarli. Il foglio di carta viene dunque recapitato al vescovo Chiarinelli, il quale neanche chiama i due giovani per un eventuale colloquio. La sua risposta è “non possumus”, senza tanti giri di parole, perchè non è certa &#8211; da parte di lui &#8211; la capacità di procreare. E così niente candele, niente altare, niente marcia nuziale. (<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=25574&amp;sez=HOME_ROMA" rel="lightbox">Il Messaggero</a>)</p></blockquote>
<p>Ora, tanti ne ho sentiti, di ragazzi e meno, proclamare il loro sdegno per la questione — per le mie orecchie, parole dolci come musica —, sostenendo che «la chiesa è amore, no? Quindi perché impedire a due innamorati di sposarsi?» e che «il vescovo è stato insensibile/ignorante/dimentico del ruolo d&#8217;amore della Chiesa/eccetera», <em>ad libitum</em>.</p>
<p>Ma la verità è una e una sola: il vescovo Lorenzo Chiarinelli ha svolto egregiamente il suo lavoro, applicando <em>alla lettera</em> il codice di diritto canonico; esattamente, il canone (così si chiamano, nel linguaggio della chiesa, gli articoli del codice) 1084, comma 1, che recita:</p>
<blockquote><p>L&#8217;impotenza copulativa antecedente e perpetua, sia da parte dell&#8217;uomo sia da parte della donna, assoluta o relativa, per sua stessa natura rende nullo il matrimonio. (<a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P3V.HTM">vatican.va</a>)</p></blockquote>
<p>L&#8217;«impotenza copulativa» — in lingua della chiesa <em>impotentia coeundi</em> — è l&#8217;incapacità dell&#8217;uomo di penetrare la donna mercè la mancata erezione, o comunque un&#8217;erezione sufficiente affinché avvenga la copula (sempre in gergo ecclesiastico, <em>et quo coniuges fiunt una caro</em>); il che è radicalmente differente dall&#8217;impotenza di generare — <em>impotentia generandi</em> —, che deriva da una infertilità maschile o femminile.</p>
<p>«Antecedente e perpetua», dice il codice; e sebbene vi siano <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080621135814AAgvKzZ">voci di urologi</a> che contraddicono il parere del (perito del) Chiarinelli sul piano medico, e precisamente sul fatto che una lesione di questo tipo possa generare un&#8217;impotenza «perpetua» o anche solo un&#8217;impotenza, il vescovo s&#8217;è mosso — si ripete fino a perdita di fiato — all&#8217;interno dell&#8217;ortodossia della chiesa cattolica, e cioè secondo il suo pensiero più rigoroso.<br />
Pertanto, a tutti coloro — cattolici dichiarati — che hanno espresso sdegno per il fatto, ritenendolo addirittura contrario all&#8217;<em>essenza</em> della chiesa — che è «amore», dicono — io dico: <em>un cazzo</em>, cari miei: <em>questa</em> è la chiesa; <em>questa</em> e non altra, una idealizzata dalla vostra ottusità e mancanza d&#8217;informazione. E se vi dite cattolici, non potete che uniformarvi al giudizio del vescovo di Viterbo.<br />
Oppure non ditevi cattolici.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non gliene frega una Mazza, di Darwin</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 05:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/6GpWd7nnSko" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6GpWd7nnSko"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
</div>
<p>Questo qui sopra è il servizio che il TG2 mandò in onda la sera del 29 novembre 2007. Se lo avete già visto (e dovete vederlo <em>prima</em> di leggere quanto segue, ché ne è esegesi), avete capito che si parla, in fra le righe, del libro della signora Rosa Giannetta Alberoni (la moglie delle due basette che scrivono banalità sul Corriere, ogni tanto), <em>Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin</em>, edito da Rizzoli (la casa editrice del Corriere, guarda un po&#8217;).<br />
Più esattamente, il servizio è una vera e propria marchetta giornalistica al libro, mascherata da pseudo-approfondimento sul tema &#8212; solo in Italia uno speciosissimo sofisma di tal fatta può esser chiamato «tema» &#8212; dell&#8217;evoluzionismo contrapposto al darwinismo (che sarebbe un po&#8217; come mettere sullo stesso piano la scienza medica e la riflessologia plantare, o Wanna Marchi).<br />
Nel servizio vengono intervistati &#8212; nell&#8217;ordine &#8212; il cardinale Remo Martino, l&#8217;autrice Rosa Alberoni, e il biologo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Sermonti#Antievoluzionismo" title="Wikipedia.it">antievoluzionista</a> Giuseppe Sermonti. Come si capisce fin da quest&#8217;elenco, un vero e proprio contraddittorio degno di un servizio pubblico pagato con i soldi di tutti; cosa che potrei pure accettare in un programma settoriale, ma non all&#8217;interno di un <em>telegiornale</em>!<br />
Il messaggio che passa è che «Dàrvin» (<em>sic!</em>) è un povero demente, che col suo «darvinìsmo» (<em>sic!</em>) ci fa discendere dagli scimpanzé &#8212; argomento irrefutabilmente smontato dall&#8217;insigne monsignor Martino, con la salace e profonda domanda retorica alla giornalista: «Ma lei si sente discendente da uno scimpanzé?». E con questa, <em>monsigno&#8217;</em>, li abbiamo <em>sderenati</em> tutti.</p>
<p>Epperò, signori miei, non abbiamo colto il nesso più profondo: perché il TG2 fa una pubblicità subliminale a questo libro? E&#8217; davvero <em>così</em> importante da essere segnalato da un telegiornale nazionale?<br />
La risposta c&#8217;è, ed è angosciante: aguzzando bene la vista, al minuto 1:17 del filmato si scorge che la telecamera si focalizza su un relatore della presentazione del libro, tenuta il pomeriggio stesso alla Pontificia Università Lateranense. Chi è il misterioso ospite?<br />
Ma il grande Mauro Mazza, <em>direttore del TG2</em>, che nell&#8217;ambito di quella presentazione ha dichiarato</p>
<blockquote><p>nonostante si dica che il darwinismo e più in generale l&#8217;evoluzionismo goda di diffusa accoglienza, è un fatto che in tutti i continenti ci sono scienziati di varie discipline che lo contestano.</p>
<p>Ciò è una conferma che siamo di fronte ad una teoria che travalica i confini della scienza e diviene essa stessa ideologia. (<a href="http://www.zenit.org/article-12728?l=italian" title="zenit.it">fonte</a>)</p></blockquote>
<p>Sicché, caro direttore, non è la qualità (l&#8217;autorevolezza) delle fonti contrarie al darwinismo (dar-UI-nismo, non dar-VI-nismo, ignoranti), ma la semplice quantità; il fatto che ci siano «scienziati» (chi?) che «in tutti i continenti» (dove?) lo contestino è sufficiente per farle affermare che la teoria evoluzionista è «ideologia». Come a dire che se un gruppo di criticuzzi d&#8217;arte di paese affondasse Picasso, per lei il pittore spagnolo non avrebbe più il valore di prima. Ma dico: non eravate voi cattolici, quelli contro il relativismo?</p>
<p>Quindi, chiudiamo con il ripasso: degli intervistati, il cardinale Martino è l&#8217;autore della prefazione; Rosa Alberoni è l&#8217;autrice del libro; e Sermonti è un genetista «negazionista» del darwinismo che, come il prezzemolo, viene invitato alle conferenze cattoliche perché lui è uno «scienziato» che tira acqua al loro mulino (come Zichichi, insomma). E, <em>dulcis in fundo</em>, l&#8217;immagine di Mauro Mazza, direttore del telegiornale in cui è andato in onda il servizio sul libro che lui stesso ha presentato.</p>
<p>Mazza, per cortesia faccia due cose:</p>
<ol>
<li>la prossima marchetta la reclamizzi bene, mettendo in sovraimpressione, per la durata del servizio, la scritta «Pubblicità». In questo l&#8217;ha battuta pure <em>Striscia la notizia</em>. E non se ne potrà mai fare una ragione, lo sa bene;</li>
<li>si dimetta.</li>
</ol>
<blockquote></blockquote>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 05:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che sentirete non è una registrazione effettuata in qualche manicomio criminale, ma una parte di una tramissione radiofonica tenuta da Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. E non aggiungo altro. WPvideo 1.10 WPvideo 1.10 Anzi, sì: Radio Maria ha aperto una sottoscrizione per sostenerla economicamente. Sarà il caso che vi mettiate una mano sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che sentirete non è una registrazione effettuata in qualche manicomio criminale, ma una parte di una tramissione radiofonica tenuta da Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria.</p>
<p>E non aggiungo altro.</p>
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<p>Anzi, sì: Radio Maria ha aperto una sottoscrizione per sostenerla economicamente. Sarà il caso che vi mettiate una mano sul cuore&#8230;</p>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 05:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sappiamo tutti la storia del «povero» papa che è stato orrendamente cacciato dalla Sapienza, dove era stato invitato dall&#8217;Ammiraglio dell&#8217;ateneo (il magnifico rettore &#8212; anzi, meglio le maiuscole di deferenza: il Magnifico Rettore), a causa di tutti gli studenti liberticidi che probabilmente &#8212; sicuramente &#8212; lo avrebbero ingiuriato, e magari anche ucciso. Ora, magari, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2008/01/papa_loreto.jpg" alt="ens.it" align="left" height="258" width="300" />Sappiamo tutti la storia del «povero» papa che è stato orrendamente cacciato dalla Sapienza, dove era stato invitato dall&#8217;Ammiraglio dell&#8217;ateneo (il <em>magnifico rettore</em> &#8212; anzi, meglio le maiuscole di deferenza: il <em>Magnifico Rettore</em>), a causa di tutti gli studenti liberticidi che probabilmente &#8212; sicuramente &#8212; lo avrebbero ingiuriato, e magari anche ucciso.</p>
<p>Ora, magari, la piantiamo con questa fuffa e diciamo le cose come stanno: ogni uomo &#8212; <em>ogni singolo essere umano &#8212;</em> è contestabile, senza che ne venga lesa l&#8217;onorabilità, la dignità; o che venga meno la libertà d&#8217;espressione (i fischi non ne sono estrinsecazione quanto, e se non più, di un discorso?) Tanto più &#8212; e questo è il punto cardine &#8212; che il papa ha <em>scelto</em> di non intervenire più, con la formula anfibologica «soprassedere all&#8217;evento». L&#8217;ha scelto lui di non andare, capite? Nessuno l&#8217;ha <em>obbligato</em> a rimanere a casa sua. C&#8217;è stato un invito formale, e una piccola parte della base, non d&#8217;accordo con il vertice, ha deciso di dire la sua, con toni molto accesi &#8212; ma <em>toni</em>, non fucili.</p>
<p>Perché quando Prodi, il 12 dicembre 2006, fu contestato da «una quarantina» di persone con tanto di fischi, gli esponenti della destra (in questo caso mister Calderoli) si spinsero ad affermare addirittura che</p>
<blockquote><p>non faccia l&#8217;errore dei Ceausescu e dei Lenin, che facevano passare per frange i tanti ostili ai loro regimi (<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/12_Dicembre/10/prodi.shtml" title="corriere.it">fonte</a>)</p></blockquote>
<p>e il presidente, sotto sotto contrariato ma sopra sopra fintamente democratico, si trovò costretto a dire:</p>
<blockquote><p>Abbiamo avuto un inizio allegro e ben organizzato [...] Purtroppo eravamo attesi da una quarantina di propagandisti. È ovvio che continuo la visita: c&#8217;è chi scappa, io no. <strong>Guai se la democrazia si ferma davanti alle urla organizzate</strong>. (<em>ibidem</em>,<em> </em>grassetto mio)</p></blockquote>
<p>e poi, se la visita del papa, fischiata e contestata, viene da <em>egli stesso</em> annullata, si dice (Prodi <em>himself</em>) che</p>
<blockquote><p>nessuna voce deve tacere nel Paese, a maggior ragione quella del Papa (<a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/benedettoxvi-19/benedettoxvi-19/benedettoxvi-19.html" title="repubblica.it">fonte</a>)</p></blockquote>
<p>quando poi bisognerbbe pure dar conto del perché «a maggior ragione»: il papa va davvero ascoltato più di altri?</p>
<p>Badate bene: non sto dicendo che il papa non avrebbe apportato niente, a livello contenutistico, al «dialogo»: ogni dialogo è un bene morale, e quasi tutti i silenzi non lo sono. Ma il dialogo, belli miei, è ontologicamente <em>duale</em>, e la dualità in questo caso s&#8217;è concretata nella voce del Vaticano e in quella degli studenti. E il papa ha deciso di uccidere il dialogo, perché in realtà gli sarebbe piaciuto un monologo &#8212; al più, un dialogo fatto dalle stesse parole: lui che parla, e i papa-boys che gli fanno quei tragicomici cori da stadio. Bello mio ratzyno bello: e mica si può sempre parlare alle folle adoranti di Loreto!<br />
E non entro neanche nel merito della legittimità dell&#8217;invito (dal caro amico Francesco Costa una <a href="http://www.imille.org/2008/01/di_francesco_costa_la_faccenda.html" title="imille.org">serie di motivazioni</a> ragionate sull&#8217;opportunità dell&#8217;invito), ché il <em>Magnifico Rettore</em> &#8212; con tanto appellativo fa il cazzo che gli pare, e guai a chi s&#8217;opponga! &#8212; può invitare in casa propria chi gli pare, e questo <em>chiglipare</em> può accettare, rifiutare oppure accettare <em>e</em> <em>poi</em> rifiutare. Ma non si dica che gli è stato impedito di parlare, ché questa è una falsità bella e buona.</p>
<p>Il sale della democrazia è il <em>no</em>; il <em>sì</em> è più proprio delle dittature &#8212; il <em>sì</em> che nega legittimazione al <em>no</em>, in particolare.<br />
Guai agli stolti che predicano il pensiero unico.</p>
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