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	<title>I miei Silenzi.com &#187; Filosofia spicciola</title>
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	<description>Se non comprendi i miei silenzi, come potrai capire le mie parole?</description>
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		<title>(poco) serie TV</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 19:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi lettori del blog sanno della mia predilezione per le serie TV che perdura ormai da un buon tre anni &#8211; iniziÃ² tutto dal vecchio dottor Casa, passando per il fantaviglioso Prison break, e poi Lost, 24, Heroes, l&#8217;acutissimo Boris, qualche NCIS per  riderci su con la Stella e, per finire, l&#8217;ottimo Fringe &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi lettori del blog sanno della mia predilezione per le serie TV che perdura ormai da un buon tre anni &#8211; iniziÃ² tutto dal vecchio dottor Casa, passando per il fantaviglioso Prison break, e poi Lost, 24, Heroes, l&#8217;acutissimo Boris, qualche NCIS per  riderci su con la Stella e, per finire, l&#8217;ottimo Fringe &#8211; il che, con seria costanza, mi ha permesso di migliorare sostanzialmente il mio inglese (che no, non Ã¨ poca cosa).<br />
Inizialmente, ero fermamente contrario al concetto della serie TV: basandosi sul gradimento del pubblico, oltre alla diluizione della trama in molte ore di girato e molti mesi per arrivare al cuore della storia, essa Ã¨ inevitabilmente &#8211; costitutivamente &#8211; manovrata e cesellata sul responso del pubblico. Un televoto applicato alla sceneggiatura (dio mi fulmini se userÃ² anche una sola volta il forestierismo &#8220;plot&#8221;) che avrebbe imbastardito il concetto di arte filmica; inoltre, abituando il pubblico ad una durata parcellizzata (quaranta minuti se va bene), diminuisce l&#8217;attenzione media facendo sembrare un normalissimo lungometraggio d&#8217;un paio d&#8217;ore un Ben Hur d&#8217;altri tempi. E buonanotte ai novelli Bergman (Darren Aronofsky anyone?)<br />
Ora: avendovi confessato la mia debolezza amorevole per le serie anzidette &#8211; le ritengo mirabili e godbilissime; alcune, veri capolavori filmici &#8211; devo dire che l&#8217;effetto dell&#8217;abbassamento della &#8220;capacitÃ  di sopportazione&#8221; del tempo-film paventato poche righe sopra (e molti anni fa) s&#8217;Ã¨ realizzato anche su di me. Stasera, vedendomi il pur avvincente &#8220;il giorno perfetto&#8221; di Ozpetek, posso dire d&#8217;aver istintivamente piÃ¹ volte che &#8220;la puntata&#8221; avesse climax piÃ¹ frequenti e numericamente maggiori. Insomma: che il film si telefilmasse un po&#8217; di piÃ¹.<br />
La societÃ  del tutto-e-subito ci ha mangiato, digerito e sintetizzata l&#8217;attenzione.<br />
 Avanti col Mc Chicken e<br />
Indietro con gli gnocchetti alla parigina, che inizia 24.</p>
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		<title>Meditate gente, meditate&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 04:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia spicciola]]></category>
		<category><![CDATA[affitto]]></category>
		<category><![CDATA[blockbuster]]></category>
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		<category><![CDATA[Maiani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il buon Mantellini me la serve su un piatto d&#8217;argento, e io non posso dire di no; avevo proprio voglia di scrivere qualcosa sul sitYno, e stavo meditando su quale argomento del menù quotidiano riversare la mia puntigliosa, sprezzante dissacrazione.
Sto parlando della Carlucci Gabriella, l&#8217;onorevole pidiellina che, fra le altre mirabolanti avventure dottrinali — oh, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il buon Mantellini <a href="http://feeds.feedburner.com/~r/mantellini/feed/~3/492332512/">me la serve</a> su un piatto d&#8217;argento, e io non posso dire di no; avevo proprio voglia di scrivere qualcosa sul sitYno, e stavo meditando su quale argomento del menù quotidiano riversare la mia puntigliosa, sprezzante dissacrazione.</p>
<p>Sto parlando della Carlucci Gabriella, l&#8217;onorevole pidiellina che, fra le altre mirabolanti avventure dottrinali — oh, ma ve la ricordate di quando <a href="http://alcamar.wordpress.com/2008/03/04/scontri-improbabili-gabriella-carlucci-contro-il-premio-nobel-per-la-fisica-prof-glashow/">diede dell&#8217;incompetente a Maiani</a>, attuale presidente del CNR? — s&#8217;è messa a <a href="http://www.gabriellacarlucci.it/2008/12/19/i-pirati-informatici-spendono-di-piu/">disquisire</a> di pirateria informatica, riprendendo un vecchio <span style="text-decoration: line-through;">sofisma</span> argomento di stampo economico, per il quale fra il costo totale annuo di tutto l&#8217;armamentario necessario a far girare <em>eMule</em> e una tessera Blockbuster, il fruitore multimediale risparmierebbe con quest&#8217;ultima. Come a dire: della legge non ce ne frega un cazzo, eh?, ma del portafogli, invece&#8230;</p>
<p>Sicché eccomi qui a fare le pulci al suo articolo:</p>
<blockquote><p>In estrema sintesi ho intenzione di dimostrare, a tutti coloro che credono di risparmiare scaricando illegalmente materiale multimedia da Internet, che si sbagliano e di grosso.</p></blockquote>
<p>E vediamo un po&#8217; come si sbaglierebbero questi giovani ribelli, onorevole. Anzitutto, fa dire all&#8217;ENEL che un pc medio, per stare acceso, consuma 60 centesimi di euro al giorno, 200€ su base annua:</p>
<blockquote><p>un conteggio veloce ma abbastanza realistico ci permette di valutare il consumo di un PC fisso: se infatti mediamente la potenza consumata dal computer e’ di 300 Watt (nei casi di PC ben equipaggiati tale consumo puo’ essere anche superiore, esistono in commercio alimentatori per PC che arrivano fino a 600 o 800 Watt )e il PC rimane acceso per una decina di ore al giorno, facilmente potremo quantificarne il consumo moltiplicando il consumo (espresso in KiloWatt) per il numero di ore di utilizzo, nel nostro caso quindi 300 W = 0,3 KW da moltiplicare per 10 ore , ovvero 3KWh. Considerando un costo dell’energia elettrica medio di circa 0,2 euro/KWh , il PC dell’esempio, tenuto acceso per 10 ore al giorno ci costa 60 eurocent al giorno; cifra che sembra ridicola, ma che moltiplicata per 365 porta a circa 200 euro</p></blockquote>
<p>Bene, 200 pippi/anno per tenere il PC acceso — e tralasciamo, per un attimo, l&#8217;obiezione per la quale un <em>pirata informatico</em> (oh!, qual locuzione giornalistica mi scomoda, l&#8217;onorevole) terrebbe il PC acceso solo per scaricare (ok, io ho un <em>server</em> che fa solo questo; questo e farmi girare un cordless per Skype con un numero SkypeIn attivo — una linea telefonica digitale, insomma; e pure lo scanner, quasi dimenticavo). Poi:</p>
<blockquote><p>A questo costo, che definiamo iniziale, bisogna aggiungere l’ usura cui il computer va incontro a causa di un uso intenso e prolungato. Per rimanere sul terreno della concretezza, la durata media di un computer usato per scaricare filmati e musica è all’incirca di 2 anni; un personal computer che ci permetta di scaricare velocemente materiale multimediale molto voluminoso non costa meno di 1000 €</p></blockquote>
<p><em>Definendo iniziale</em> i 200 pippi/annui, la Carlucci dice ben due cose:</p>
<ol>
<li>un PC usato per scaricare dura due anni (e poi che fa, si autodistrugge come le buste delle missioni dell&#8217;ispettore Gadget?);</li>
<li>e che, per prenderne uno nuovo, il «cosiddetto pirata informatico» deve sborsare «non meno di 1000€».</li>
</ol>
<p>A me, sembrano due cazzate. A mezzo blog posso ufficialmente estendere all&#8217;onorevole un invito nella mia modesta magione, dove potrà vedere due PC fissi, tutti e due costatimi non più di 300€, la cui vita prosegue indefessa da almeno un lustro. Uno è tale quale mamma l&#8217;ha fatto; ad un altro, di quattro anni, ho messo un banco di RAM in più. Tutti e tre hanno un <em>uptime</em> giornaliero di almeno 12 ore (uno fa girare dei cordless Skype; l&#8217;altro, il mulo).</p>
<blockquote><p>A questi vanno aggiunti il costo dei supporti informatici, sui quali copiare film e musica scaricata illegalmente, che potremmo quantificare in 100 euro annui.</p></blockquote>
<p>Forse un pochino eccessivo (un hard disk da 1TB costa poco più di 100€, e non credo che se ne riempia uno all&#8217;anno), e tra l&#8217;altro non è manco detto che chi scarica poi debba masterizzare/archiviare su hard disk tutto quello che scarica (potrebbe vedere e cancellare), ma non cavilliamo troppo. Questa, gliela passiamo.</p>
<blockquote><p>Aggiungiamo ora il costo della bolletta telefonica: le tariffe flat, ovvero tutto incluso, costano mediamente tra i 20 e i 30 euro mensili, vale a dire circa 300 euro annui.</p></blockquote>
<p>Qui, invece, è riproposto l&#8217;inaccettabile sofisma di cui sopra, e cioè che il costo del servizio sarebbe totalmente detraibile in caso di affitto legale dei film; come se fosse automatico che l&#8217;affittatore non spendesse <em>comunque</em> 30€/mese per navigare in Internet. Tra l&#8217;altro, il riduzionismo informatico e morale al contempo per il quale <em>Internet = pirateria informatica</em> (perché se è vero che chi affitta i film non deve pagare i 30€ di Internet, allora è vero che chi ha Internet è per ciò stesso un pirata) è davvero meschino.<br />
La Carlucci stessa, dunque, è un pirata informatico perché ha un blog?</p>
<blockquote><p>Sommando le cifre calcolate finora arriviamo ad un totale che oscilla all’incirca tra i 1600 euro e i 2000 euro. Sapete cosa avrebbe speso un utente medio se avesse noleggiato, tutte le uscite disponibili, in un comune videonoleggio? Tra i 1100 ed i 1300 euro, sempre calcolati su base annua, con un risparmio netto calcolabile tra i 500 ed i 700 euro.</p></blockquote>
<p>Rifacciamo un po&#8217; questi conti alla luce delle <em>mie</em> considerazioni:</p>
<p><strong>Maledetto bastardo pirata informatico</strong>: 60€ di pc (300€ per un pc che mi dura da cinque anni) + 240€ di Alice 7mbit + 70€ di hard disk da 500gb comprato l&#8217;anno scorso + 200€ di corrente = <strong>570€</strong></p>
<p><strong>Santo virtuoso noleggiatore di film che, insolitamente, non ha un pc a casa</strong>: 2500€ per circa 500 nuove uscite nel 2008, <a href="http://www.dduniverse.net/ita/viewtopic.php?f=99&amp;t=3398059&amp;st=0&amp;sk=t&amp;sd=a">fonte</a> dduniverse (ahah, ironico), considerando il <a href="http://www.blockbuster.it/default.aspx?idPage=727">prezzo d&#8217;affitto di Blockbuster</a> (4,95€), &#8211; 570€ di corrente, Alice e hard disk = <strong>1930€</strong>.<br />
E dire che non ho manco aggiunto il costo della corrente del lettore DVD e del TV per vedere i film.<br />
Tra l&#8217;altro, è ovvio che nessuno s&#8217;affitta 500 film all&#8217;anno, ma è la Carlucci a fare i conti assumendo, come variabile, «tutte le uscite disponibili». Non posso che stare sulla sua falsariga speculativa.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, il maledetto bastardo pirata informatico non deve manco uscire e rientrare in casa, nell&#8217;arco di un anno, 1000 volte, avanti e &#8216;ndrera da Blockbuster a casa. Così, per dire. E chissà, per dirla con la Carlucci, quanti soldi in medicine per raffreddori e tosse risparmierebbe, non dovendosi prendere tutto quel freddo d&#8217;inverno e calura d&#8217;estate&#8230;</p>
<p>Insomma: possiamo serenamente dire che la Carlucci è bene che non s&#8217;avventuri in terre a lei sconosciute, eh.</p>
<p>P.s.: Concludiamo con la perla:</p>
<blockquote><p>Senza calcolare, fatto di importanza non secondaria, la pessima qualità di filmati scaricati dalla rete rispetto a prodotti ufficiali messi in commercio dalle case cinematografiche.</p></blockquote>
<p>Non so voi, ma io il mio Dexter HD (720p) da 1,46Gb a puntata sul mio MacBook unibody lo vedo proprio benino&#8230; (clic per vedere il fotogramma nella sua interezza):<br />
<a href="http://d.imagehost.org/view/0894/snapshot20081010020717" target="_blank"><img src="/wp-content/uploads/2008/12/snapshot20081010020717.jpg" border="0" alt="snapshot20081010020717.png (1.1 MB)" width="150" height="84" /></a></p>
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		<title>Lezioni di filosofia non pallose</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 22:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia spicciola]]></category>
		<category><![CDATA[aneddoto]]></category>
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		<category><![CDATA[filosofia del diritto]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi racconto una storiella acuta e divertente, che il prof. ha raccontato a lezione. Niente di che: è che a me ha colpito molto, e ve la ripropongo. Per l&#8217;intanto, vi basti sapere che nei Paesi arabi tutti i bambini la conoscono (tenete a mente questa considerazione, e riusatela alla fine del racconto, comparando con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi racconto una storiella acuta e divertente, che il prof. ha raccontato a lezione. Niente di che: è che a me ha colpito molto, e ve la ripropongo. Per l&#8217;intanto, vi basti sapere che nei Paesi arabi tutti i bambini la conoscono (tenete a mente questa considerazione, e riusatela alla fine del racconto, comparando con quelle che conoscono i nostri, di bambini):</p>
<p>In un&#8217;oasi nel deserto vive un facoltoso mercante, che nella sua vita ha accumulato un patrimonio rispettabile. Questo mercante ha tre figli; la concordia regna nella sua famiglia. Un giorno, sentendo che la fine s&#8217;approssimava, il vecchio decide di lasciare le proprie volontà testamentarie, affinché la spartizione del proprio patrimonio non generi contrasto fra la sua prole, così unita. E così dispone: che al primo figlio venga lasciato 1/2 del patrimonio di famiglia; al mezzano, 1/4; infine all&#8217;ultimo, 1/6.</p>
<p>Poi, accade l&#8217;irreparabile: il vecchio mercante muore. Così i figli, dopo il giusto dolore e tributo al padre, decidono di aprire il testamento, e leggono quel che sappiamo; acconsentono tutti e tre a tale spartizione, ritenendola equa. E così, vanno a fare l&#8217;inventario del patrimonio da dividere, ma con amara sorpresa scoprono che ammonta ad 11 cammelli. Il numero dispari getta lo sconforto fra i fratelli; il primo dice: «Com&#8217;è possibile dividere secondo giustizia? La metà di 11 è 5,5. E come si prendono 5,5 cammelli?» E via, analoghi discorsi per gli altri due.</p>
<p>Non trovando un punto d&#8217;incontro su chi dovesse beneficiare del mezzo cammello eccedente, i tre fratelli s&#8217;avviano a liti furibonde; liti che si protraggono per lungo tempo, e che non trovano il modo d&#8217;acquietarsi. La pace, un tempo scontata, è andata perduta; l&#8217;odio ha preso il posto dell&#8217;amore.</p>
<p>Un giorno, vicino a quest&#8217;oasi passa una carovana di un ricco e vecchio mercante a dorso d&#8217;un cammello fastosamente agghindato, che si recava, in pellegrinaggio, alla Mecca. I tre fratelli, notando l&#8217;autorevolezza del vecchio, chiedono che possa dirimere la controversia che li affligge. Il vecchio, dopo aver letto il testamento, acconsente a fare da arbitro. Entra nel recinto e, senza farsi vedere, spoglia il proprio cammello di tutti gli orpelli preziosi e lo mescola con gli altri 11; poi, chiama il primogenito a raccolta, e gli dice: «Secondo questo testamento, hai diritto ad 1/2 dei cammelli; sono 12, pertanto prendi i tuoi 6 e vattene». Questi vede il numero pari dei cammelli, prende i suoi 6 e, soddisfatto, se ne va. Di poi, il saggio chiama a raccolta il mezzano, e lo mette a parte della sua quota di testamento: «Hai diritto ad 1/4 dei cammelli; prendili». Il secondo fratello prende i suoi 3 cammelli e e ne va. E&#8217; il turno del terzo, che viene convocato dal vecchio. «Tuo padre ti ha destinato 1/6 dei cammelli: prendi i tuoi 2 e vattene». L&#8217;ultimo fratello prende i 2 cammelli e se ne va.</p>
<p>La pace è tornata in famiglia.</p>
<p>E il vecchio pellegrino, allontanatisi i tre fratelli, sella nuovamente il proprio cammello con tutti i suoi averi e, soddisfatto, si rimette in marcia verso la Mecca.</p>
<p>P.s.: Può sembrare elementare, ma mi ha molto affascinato. (Che poi, elementare manco tanto, se considerate che è stata espediente retorico di un libro di diritto intitolato <em>Le molteplici alienazioni del diritto: sul plusvalore sociale del dodicesimo cammello</em> di G. Teubner in Rufino/Teubner, <em>Il diritto possibile</em>, Guerini &amp; Ass., 2005 Milano.</p>
<p>Per chi si chiedesse in che chiave l&#8217;avesse usata il prof, è stato per spiegare il concetto di <em>prudentia</em> latina (quella che compone la parola <em>iuris prudentia</em>), il quale postula una sapienza diretta a dirimere contrasti per mezzo dell&#8217;equità che fonda il diritto propriamente inteso.</p>
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		<title>Note in margine ad un funerale</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 21:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di me, del mio mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia spicciola]]></category>
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		<description><![CDATA[E così giovedì scorso, in un pomeriggio che da piovoso è passato a nuvoloso per poi lasciare spazio ad un sole timido, abbiamo seppellito mio cugino Marco, della cui triste storia vi ho già parlato.
Al funerale, il prete ha tentato d&#8217;arrampicarsi sugli specchi, ma quando il pensiero move da null&#8217;altro che dogmi e assiomi il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così giovedì scorso, in un pomeriggio che da piovoso è passato a nuvoloso per poi lasciare spazio ad un sole timido, abbiamo seppellito mio cugino Marco, della cui triste storia vi ho <a href="http://www.silenzi.com/2008/06/12/addio-marco/">già parlato</a>.</p>
<p>Al funerale, il prete ha tentato d&#8217;arrampicarsi sugli specchi, ma quando il pensiero move da null&#8217;altro che dogmi e assiomi il gioco è facile, per il retore in abito talare che vi si cimenti, sebbene fallace al ragionamento d&#8217;una mente poco poco senziente: come si farà a giustificare — <em>giustificare razionalmente</em>, intendo — la morte di una persona <em>buona</em> come mio cugino <em>trentunenne</em> con il fatto che «dio ha voluto così, e tutti noi dobbiamo accettarlo e viverlo serenamente», solo un beota può comprenderlo. Tant&#8217;è che lo spirito laico, e per questo sano, ha prevalso: avendo dato lettura di <a href="http://docs.google.com/Doc?id=ddchfgmb_29dq6938d4">questa lettera</a>, che il sottoscritto ha redatto con convinzione e sincerità (tranne il passo sulla sicurezza di una «vita eterna e felice» messo lì solo per il sollievo dei genitori — qui lo posso dire), sono stati raccolti più di duemila euro in donazioni a favore dell&#8217;<a href="http://www.ail.it/">AIL</a>, l&#8217;associazione di ricerca contro le leucemie; laddove, e ci scommetto, un&#8217;ordinaria richiesta di donazione a favore della chiesa avrebbe raggranellato più spiccetti che altro. E&#8217; lo spirito della vita e della razionalità che prevale, e non l&#8217;oscurantismo del dogmatismo.</p>
<p>Di poi, ci siamo recati al cimitero, dove nel silenzio surreale di svariate decine di astanti ha avuto luogo la tetra ed incomprensibile tumulazione; chi non l&#8217;ha mai vissuta non può avere idea di quanto a lungo possa durare la muratura di un loculo, e di quanto possa sentirsi <em>cristallinamente</em> il rumore della calce che viene stesa con cura dal muratore, stante la presenza di una folla purchessia. E gli sguardi di detta folla — gli <em>sguardi</em>, ora fissi sulla bara, ora distolti con moto rigonfio d&#8217;imbarazzo verso il cielo o la terra o dovunque, purché lontani dall&#8217;incrociare loro simili, questi sguardi erano, dicevo, glaciali.</p>
<p>Infine, uscendo, siamo passati di fronte alla tomba di un mio vecchio conoscente, teppista di paese, morto a ventun anni di overdose, dopo aver condotto una breve vita fatta di ubriacature, pestaggi e soprusi vari. E allora uno va a pensare, cinicamente, che passi per chi la morte la va a cercare a braccia aperte, ma col cazzo che uno può accettare «serenamente» la morte prematura e piena di sofferenze di una persona buona e gentile. E non si tratta di affetto familiare, o anche solo amicale: anche al perfetto sconosciuto dovrebbe rodere il cazzo: si tratta di giustizia universale, che in quanto tale prescinde dai sentimenti particolari.</p>
<p>Ma soprattutto non riesco a smettere di pensare ad un fatto, microscopico ed apparentemente insignificante come lo sono tutte le <a href="http://www.silenzi.com/2005/05/26/la-vespa-teresa/">grandi verità</a> della vita: sopra ai mazzi di fiori posati di fronte al loculo, un&#8217;ape laboriosa s&#8217;è data da fare a nutrirsi del loro nettare, passando meticolosamente di pistillo in pistillo, inconsapevolmente grata di tutto quel ben di dio. Zigzagava profondendovi un impegno stakanovista, e lo faceva con abilità certosina, devo dire; il tutto è durato per interi minuti, minuti nei quali non ho potuto fare a meno di guardarla, rapito, compiere un gesto così ordinario e necessario, di cui però ignorava un secondo significato ben più profondo, che a me pareva essere fondamentale: se dalla morte rinasce la vita, anche una vita elementare come quella di un&#8217;ape o di un fiore di cui questa contribuirà alla nascita grazie al suo volo fecondatore, allora c&#8217;è del bene in ogni cosa, e la vita vale la pena d&#8217;essere vissuta, perché è intrinsecamente buona.</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 04:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia spicciola]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto parte dal fatto che ieri sera, mentre mi accingevo a lavare i piatti, ho sentito distrattamente un po&#8217; di Festival sanremese; dopo qualche secondo d&#8217;ascolto — di solo ascolto; è bastato un solo senso per formulare il giudizio che segue — ho provato una forte sensazione d&#8217;imbarazzo, come quelle che mi capita di provare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/02/immagine-1.png" alt="Pippo Baudo e Beethoven" align="left" height="207" width="378" />Tutto parte dal fatto che ieri sera, mentre mi accingevo a lavare i piatti, ho sentito distrattamente un po&#8217; di Festival sanremese; dopo qualche secondo d&#8217;ascolto — di <em>solo</em> ascolto; è bastato un solo senso per formulare il giudizio che segue — ho provato una forte sensazione d&#8217;imbarazzo, come quelle che mi capita di provare quando assisto a, chessò, un litigio fra due persone, o ad un esame del candidato prima (o dopo) di me che va rovinosamente a puttane; imbarazzo per il semplice motivo di vedere una cosa tanto pietosa, insomma — (stavo per premere mela+S per salvare l&#8217;articolo; gli automatismi della tesi ormai finita sono duri a morire) ;) —.</p>
<p>Pur essendo io un amante del <em>trash</em>, e non disprezzando di goderne in più occasioni — memorabili le visioni di <em>Acapulco prima spiaggia</em><em>&#8230; a sinistra</em> — ho dovuto constatare, una volta di più, la bassezza di quello che potrebbe essere, a causa di una visibilità televisiva eccezionale, un palcoscenico molto attraente per esaltare la musica italiana. E invece niente, è solo un immondezzaio di artisti da popolino e conduzione di pari livello.</p>
<p>Il problema, a sommesso avviso dello scrivente, è proprio nella concezione della musica: da arte sopraffina, capace di toccare le corde più profonde dell&#8217;emotività di un essere umano smuovendole in maniera eccezionale, essa spesso si perverte e s&#8217;involve in un lamento banale, strutturando geometricamente in un motivetto orecchiabile e semplificato per scendere al livello del fruitore ignorante, e non fargli cambiar canale. Quello, insomma, che nell&#8217;era di Internet, di <em>eMule</em> e di una nuova concezione del diritto d&#8217;autore ancora si compra il CD dei brani presentati a Sanremo.  La musica, da arte qual è, diventa bene commerciabile, e come tale risponde alle logiche di mercato: più si semplifica il prodotto, più lo si rende comprensibile, più, quindi, diventa vendibile.</p>
<p>E veder trattare l&#8217;arte che fu somma di tutte le arti — <em>musica</em> viene dal greco <em>mousikè</em> <span class="preferred"></span>(sottinteso <em>téchne</em>), e significava non già  l&#8217;arte del suono, ma la somma di tutte le arti, la perfezione (donde la parola <em>muse</em> per indicare le protrettrici greche delle singole arti) — come un detersivo per i piatti, a me fa un po&#8217; schifo.</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 08:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia spicciola]]></category>
		<category><![CDATA[Balene]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>

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		<description><![CDATA[Se il Giappone dà la caccia alle balene, e Greenpeace dà la caccia al Giappone, forse che le balene daranno la caccia a Greenpeace?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se il Giappone dà la caccia alle balene, e Greenpeace dà la <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_37454634.html" title="ansa.it">caccia</a> al Giappone, forse che le balene daranno la caccia a Greenpeace?</p>
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		<title>L&#8217;omo de &#8216;n vorta</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 23:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia spicciola]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
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		<description><![CDATA[Dallo scorso inverno ormai, di tempo ne è passato; e m&#8217;ero dimenticato di come una maglietta della salute possa cambiarti la giornata.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dallo scorso inverno ormai, di tempo ne è passato; e m&#8217;ero dimenticato di come una maglietta della salute possa cambiarti la giornata.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sopra i massimi sistemi via MSN</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 05:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia spicciola]]></category>
		<category><![CDATA[dialoghi filosofici]]></category>
		<category><![CDATA[Messenger]]></category>
		<category><![CDATA[MSN]]></category>
		<category><![CDATA[Pitagora]]></category>
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		<description><![CDATA[Sessione di chat con la Stella, alle prese con la sua tesi:
[11:46:36] apY dice:
stella
[11:46:36] apY dice:
che tu sappia..
[11:46:40] apY dice:
che ha scritto Pitagora?
[11:47:19] Francesco Minciotti dice:
un cazzo, misà
[11:47:25] apY dice:
bene
[11:47:27] apY dice:
infatti
[11:47:31] apY dice:
e come lo metto in nota?
[11:47:32] Francesco Minciotti dice:
era mezzo matto, stava sempre chiuso dietro una tenda
[11:47:40] Francesco Minciotti dice:
e diceva che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sessione di chat con la Stella, alle prese con la sua tesi:</p>
<blockquote><p>[11:46:36] apY dice:<br />
stella<br />
[11:46:36] apY dice:<br />
che tu sappia..<br />
[11:46:40] apY dice:<br />
che ha scritto Pitagora?<br />
[11:47:19] Francesco Minciotti dice:<br />
un cazzo, misà<br />
[11:47:25] apY dice:<br />
bene<br />
[11:47:27] apY dice:<br />
infatti<br />
[11:47:31] apY dice:<br />
e come lo metto in nota?<br />
[11:47:32] Francesco Minciotti dice:<br />
era mezzo matto, stava sempre chiuso dietro una tenda<br />
[11:47:40] Francesco Minciotti dice:<br />
e diceva che si reincarnava nelle fave<br />
[11:47:43] Francesco Minciotti dice:<br />
che vuoi che abbia scritto?<br />
[11:48:02] apY dice:<br />
nota 3 : Pitagora non ha scritto un cazzo, ma ha detto tante cose</p></blockquote>
<blockquote></blockquote>
<p>Internet è condivisione della conoscenza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ovvio</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 05:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia spicciola]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni_Cassola]]></category>
		<category><![CDATA[lentezza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Trenitalia]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>

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		<description><![CDATA[Il direttore dei treni a media e lunga percorrenza di Trenitalia, Giovanni Cassola, nella videochat di oggi del Corriere.it:
 Le Ferrovie italiane sono tra le più sicure al mondo (fonte)
Logica conseguenza del fatto che sono anche le più lente?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il direttore dei treni a media e lunga percorrenza di Trenitalia, Giovanni Cassola, nella <em>videochat</em> di oggi del Corriere.it:</p>
<blockquote><p><strong class="b"> </strong>Le Ferrovie italiane sono tra le più sicure al mondo (<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/17/videochat_trenitalia_cassola.shtml" title="«Entro tre anni treni e servizi più efficienti», Corriere.it">fonte</a>)</p></blockquote>
<p>Logica conseguenza del fatto che sono anche le più lente?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>San Paolo, Milano, giugno 2007</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 05:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia spicciola]]></category>
		<category><![CDATA[aborto_selettivo]]></category>
		<category><![CDATA[down]]></category>
		<category><![CDATA[feticidio]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale_San_Paolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sento delle voci&#8230; parole confuse; non riesco a capirne distintamente il significato, ma penso che non siano buone notizie. Ce l&#8217;hanno con te, sorella mia; e ce l&#8217;hanno anche con me, per altro verso. Ma non temere: niente potrà separarci. Niente ci terrà distanti. La Madre Terra non sentirà i miei passi, soli senza l&#8217;eco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sento delle voci&#8230; parole confuse; non riesco a capirne distintamente il significato, ma penso che non siano buone notizie. Ce l&#8217;hanno con te, sorella mia; e ce l&#8217;hanno anche con me, per altro verso. Ma non temere: niente potrà separarci. Niente ci terrà distanti. La Madre Terra non sentirà i miei passi, soli senza l&#8217;eco dei tuoi; non dormirò al buio, in un letto, da sola. Non vorrei surrogati di <span style="font-style: italic">peluche</span>, luci a forma d&#8217;ape, <span style="font-style: italic">carillon</span> sempre così drammatici. Non crescerò col tuo ricordo in mente, di questi giorni liquidi liquido pensiero.<br />
E&#8217; un tocco soffice il tuo, sorella mia; soffice, tenero e amorevole, benché semplice: i medici dicono fin troppo, e lo tramutano in malattia. Forse è così, ma i miei occhi non hanno un camice bianco e uno stetoscopio che corre lungo il petto; i miei occhi vedono il riflesso della luce dell&#8217;amore: tu, semplicemente, ogni oltre definizione, ogni etichetta, forse anche oltre ogni realtà. Ciò che sei per me trascende anche la realtà: sei un affetto etereo, forse inesistente, ma a me caro.<br />
Forse non lo capirai mai; forse, come dicono loro, non puoi capirlo. Ma io, qui e ora con te, per sempre insieme, danzeremo avvinghiate; io <span style="font-style: italic">yin,</span> e tu il mio <span style="font-style: italic">yang</span>, ci uniremo nel <span style="font-style: italic">T&#8217;ai chi t&#8217;u</span>. Fidati di me: basteranno pochi giri, fors&#8217;anche uno solo, e smetteremo di esistere. Saremo indistinte perché indistinguibili. Saremo eterne perché ormai morte. E per questo, per sempre vive.<br />
Abbracciami ora, sorella cara; abbracciami e affidati completamente a me, ti guiderò pazientemente in questa danza, per te forse difficile. Ecco, così, un passo ancora, un passo verso l&#8217;eternità.<br />
Non aver paura se rimarrai sola, tra breve: entro poco tempo lo stesso biancheggiante metallo ti ricongiungerà a me. Sarò lì ad aspettarti.<br />
Non permetterò che tu muoia. Non permetterò che io viva.</p>
<p>Abbracciami, sorella mia: siamo eterne.</p>
<p>(<span style="font-style: italic">Liberamente ispirato a <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/26/berticelli_aborto_muore_gemello_sano.shtml" title="«Errore» nell'aborto, muore il gemello sano, Corriere.it">questa tragica notizia</a></span>)</p>
]]></content:encoded>
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