<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>I miei Silenzi.com &#187; Letteratura</title>
	<atom:link href="http://www.silenzi.com/category/letteratura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.silenzi.com</link>
	<description>Se non comprendi i miei silenzi, come potrai capire le mie parole?</description>
	<lastBuildDate>Tue, 13 Jul 2010 09:19:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Un&#8217;altra leziosa quaestio linguistica</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/04/07/unaltra-leziosa-quaestio-linguistica/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2009/04/07/unaltra-leziosa-quaestio-linguistica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 08:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[accelerare]]></category>
		<category><![CDATA[De Mauro]]></category>
		<category><![CDATA[ortografia]]></category>
		<category><![CDATA[ortopoiesi]]></category>
		<category><![CDATA[pronuncia]]></category>
		<category><![CDATA[RAI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1902</guid>
		<description><![CDATA[Durante l&#8217;ennesima cena con i sigg.ri Francesco Costa et al. dal nostro amico Re Calamaro, Ã¨ uscita fuori una questione linguistica interessante: ortografia ed ortopoiesi di Â«accelerareÂ». Una l? Due? E quando la si pronuncia che ne Ã¨: una? due? Tra un gamberetto e un anellino di cipolla ci ripensavo, e mi sono ripromesso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante l&#8217;ennesima cena con i sigg.ri Francesco Costa <em>et al.</em> dal nostro amico <em>Re Calamaro</em>, Ã¨ uscita fuori una questione linguistica interessante: ortografia ed ortopoiesi di Â«accelerareÂ». Una <em>l</em>? Due? E quando la si pronuncia che ne Ã¨: una? due? Tra un gamberetto e un anellino di cipolla ci ripensavo, e mi sono ripromesso di controllare.<br />
Queste le risultanze.</p>
<p>E&#8217; pacifico che il verbo si scriva con una sola <em>l</em>: <em>accelerare</em>, quindi e non <em>*accellerare</em>. La ragione Ã¨ squisitamente etimologica: esso, infatti, deriva dal latino <em>celer</em> (Â«veloceÂ»), che si presenta con una sola <em>l</em>, che quindi trasfonde al verbo italiano (una bella parentesi etimologica, partendo da <em>celere</em>, Ã¨ consultabile <a href="http://www.etimo.it/?term=celere&amp;find=Cerca">qui</a>).<br />
Se si accettano tali premesse ortografiche, se ne deve dedurre che la pronuncia corretta sia con una sola <em>l</em>, ovviamente. Per farsene un&#8217;idea, si puÃ² <a href="http://www.dizionario.rai.it/ricerca.aspx">ascoltarne la pronuncia</a> sul DOP (cliccando sul verbo <em>accelerare</em> si apre un <em>pop-up</em>), un dizionario di pronuncia della RAI (!), dove peraltro Ã¨ esplicita l&#8217;avvertenza di non scriverlo con due <em>l</em>.</p>
<p>Prego, Arianna ;)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2009/04/07/unaltra-leziosa-quaestio-linguistica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Forvo: fonetica Internet way</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/12/25/forvo-fonetica-internet-way/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2008/12/25/forvo-fonetica-internet-way/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 00:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[fonetica]]></category>
		<category><![CDATA[Forvo]]></category>
		<category><![CDATA[lingue]]></category>
		<category><![CDATA[linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[peer review]]></category>
		<category><![CDATA[pronuncia]]></category>
		<category><![CDATA[registrazione]]></category>
		<category><![CDATA[UGC]]></category>
		<category><![CDATA[utenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1603</guid>
		<description><![CDATA[Sarà che sono un maniaco della linguistica, e la mia passione per la materia data non da oggi (ricordo ancora con melanconia l&#8217;infausta chiusura del forum ufficiale dell&#8217;Accademia della Crusca ad opera del ribaldo Berlusconi, tagliatore di fondi primo fra i primi, di cui — che circostanza! — ricorrono proprio oggi tre anni dalla chiusura). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://forvo.com/"><img class="alignleft" style="border: 0pt none;" src="/wp-content/uploads/2008/12/125x125_light_blue.png" border="0" alt="Forvo" width="125" height="125" /></a></p>
<p>Sarà che sono un maniaco della linguistica, e la mia passione per la materia data non da oggi (ricordo ancora con melanconia l&#8217;infausta chiusura del forum ufficiale dell&#8217;Accademia della Crusca ad opera del ribaldo Berlusconi, tagliatore di fondi primo fra i primi, di cui — che circostanza! — ricorrono proprio <em>oggi</em> tre anni dalla <a href="http://forum.accademiadellacrusca.it/phpBB2/viewtopic.php?t=931&amp;sid=b101a3b1865e4cbaaf9e2a487342fdfd">chiusura</a>). E, a causa di questa &#8220;malattia&#8221;, ho sempre avuto un debole per le pronunce delle parole, in ispecie quelle straniere. Con il Web e le sue meraviglie — mi son sempre detto — il vecchio alfabeto fonetico, pur con tutti i suoi indubitabili meriti, non regge più; un po&#8217; come il libro di carta e l&#8217;<em>e-book</em>, per usare un altro mio cavallo di battaglia. Con i file audio, si potrebbe direttamente <em>ascoltare</em> la pronuncia delle parole, e non più tentare di desumerla da simboli grafici dalla dubbia funzionalità, quantomeno fra i non addetti ai lavori (90% della popolazione mondiale?).</p>
<p>Ecco: Forvo è tutto questo, e molto di più.<br />
Grazie al sistema della collaborazione degli utenti, fruitori e produttori di contenuti al tempo stesso, il sito mette a disposizione migliaia di parole, pronunciate dagli utenti di madre lingua che le registrano con una semplice interfaccia in flash. Per una relativamente maggiore garanzia di qualità (nessuno è un linguista), sono stati usati alcuni efficaci correttivi: anzitutto, l&#8217;esplicita richiesta di registrare la fonetica delle sole parole della lingua madre; un sistema di <em>peer review</em>, potendo ciascun utente votare la pronuncia registrata dagli altri; la segnalzione, a mezzo Google maps, dell&#8217;area di residenza dell&#8217;utente, per capire esattamente quale possa essere l&#8217;influenza dialettale che quella registrazione porta con sé; infine, la possibilità di registrare più pronunce diverse per la stessa parola da un numero indefinito di utenti.</p>
<p>E&#8217; ovvio che con un sistema di tal fatta non si potrà mai raggiungere la qualità di un trattato di fonetica; ma è pur vero che il sistema wiki, ad accesso paritario e per la legge dei grandi numeri, porterà il servizio offerto ad un livello qualitativo più che sufficiente, e comunque ad una semplicità di consultazione e di fruibilità semplicemente inimmaginabile con riguardo all&#8217;alfabeto fonetico.</p>
<p>Una manna, per gli appassionati di linguistica.</p>
<p>Consideratelo il mio piccolo regalo di Natale ;)</p>
<p><a href="http://forvo.com/">Forvo: the pronunciation guide. All the words in the world pronounced by native speakers</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2008/12/25/forvo-fonetica-internet-way/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Governo corregge il tiro sugli e-book</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/07/02/il-governo-corregge-il-tiro-sugli-e-book/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2008/07/02/il-governo-corregge-il-tiro-sugli-e-book/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 22:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[decreto-legge 125]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[e-book reader]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[libri elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[libri scolastici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1067</guid>
		<description><![CDATA[Qualche giorno fa avevo messo in guardia, da queste stesse pagine, circa il costituendo articolo di legge contenuto nel Piano per lo sviluppo dell&#8217;Italia sui libri elettronici per la scuola, spiegando come, con quella formulazione, la norma sarebbe stata priva di efficacia. Ebbene: per quanto il decreto-legge sia ancora lontano dall&#8217;essere approvato — il 25 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Nuova Agenzia Radicale" href="http://www.agenziaradicale.com"><img class="alignleft" style="float: left;" src="/wp-content/uploads/2008/05/testa.gif" alt="Logo Agenzia Radicale" width="445" height="72" /></a>Qualche giorno fa avevo <a id="t0_p" title="messo in guardia" href="http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=5139&amp;Itemid=86">messo in guardia</a>, da queste stesse pagine, circa il costituendo articolo di legge contenuto nel <em id="hi8t">Piano per lo sviluppo dell&#8217;Italia</em> sui libri elettronici per la scuola, spiegando come, con quella formulazione, la norma sarebbe stata priva di efficacia. Ebbene: per quanto il decreto-legge sia ancora lontano dall&#8217;essere approvato — il 25 giugno <a id="uik6" title="è stato presentato" href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1386">è stato presentato</a>, nella sua formulazione definitiva, alle Commissioni Bilancio e Finanze — il testo è stato sostanzialmente cambiato dalla versione di cui parlavo nel mio precedente articolo; ed è cambiato in meglio. Vediamo come e perché.<br id="q.8k" />Il <a id="i0bu" title="nuovo testo" href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0005301">nuovo testo</a> presenta un art. 15 molto più strutturato, sia dal punto di vista contenutistico che da quello temporale: quanto al primo elemento, al c. 3 viene predisposta, in un elenco di tre lettere, una serie di parametri che i nuovi libri dovranno rispettare, tanto dal punto di vista del contenuto, quanto da quello tecnico (presumibilmente, il formato in cui dovranno essere realizzati), quanto infine il tetto massimo di spesa — il libro elettronico, al contrario del suo omologo digitale, porta con sé il vantaggio di una drastica riduzione delle spese: dalla semplice stampa alla distibuzione, passando per i resi degl&#8217;invenduti e quelle, eventuali, del loro macero — che i libri potranno raggiungere, «nel rispetto dei diritti patrimoniali dell&#8217;autore e dell&#8217;editore». Ma anche sotto il profilo cronologico la nuova formulazione ne ha guadagnato: nell&#8217;arco di un triennio — dice il c. 2 — i manuali dovranno essere prodotti sia nella versione digitale, distribuita a mezzo Internet, sia cartacea, sia «mista» (forse il classico libro di carta con allegato un [inutile?] CD?) Ma la vera rivoluzione avverrà a partire dall&#8217;anno scolastico 2011-2012, quando i docenti saranno costretti ad adottare «esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista»; in pratica, la transizione completa — auspicabilissima, ad umile parere dello scrivente — che secondo la bozza esaminata nell&#8217;altro articolo avrebbe dovuto improvvidamente compiersi già da questo settembre.<br id="gr1k" />Purtroppo, pure in questa nuova formulazione, che a causa della congenita precarietà di un decreto-legge potrebbe non vedere mai, di fatto, la luce del sole, manca ogni riferimento ad una sovvenzione purchessia per l&#8217;acquisto di lettori di libri elettronici, veri e propri compagni inseparabile della nuova editoria digitale, sui motivi della cui necessità rimando al precedente articolo in materia.</p>
<p>(<a href="http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=5253&amp;Itemid=86"><em>Agenzia Radicale</em></a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2008/07/02/il-governo-corregge-il-tiro-sugli-e-book/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Suggerimenti su stampa estera</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/02/16/suggerimenti-su-stampa-estera/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2008/02/16/suggerimenti-su-stampa-estera/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 10:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[estera]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/2008/02/16/suggerimenti-su-stampa-estera/</guid>
		<description><![CDATA[Cari mujahedin, mi servirebbe, in questo sabato mattina di riposo dopo la consegna del secondo capitolo della tesi, che qualcuno di voi mi dicesse quale stampa estera legge quotidianamente, se ne legge qualcuna; per integrare un po&#8217; di fonti, e scambiare qualche parola con i miei venticinque lettori. Le mie visite quotidiane oltremare vanno a: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari <em>mujahedin</em>, mi servirebbe, in questo sabato mattina di riposo dopo la consegna del secondo capitolo della tesi, che qualcuno di voi mi dicesse quale stampa estera legge quotidianamente, se ne legge qualcuna; per integrare un po&#8217; di fonti, e scambiare qualche parola con i miei venticinque lettori.</p>
<p>Le mie visite quotidiane oltremare vanno a: New York Times, The Economist, per la politica generale; ed Engadget, TUAW e Gizmodo per le robe tecnologiche.</p>
<p>Chi vuole integrare la lista?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2008/02/16/suggerimenti-su-stampa-estera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piccola recensione della biblioteca del Senato</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2007/12/04/piccola-recensione-della-biblioteca-del-senato/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2007/12/04/piccola-recensione-della-biblioteca-del-senato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 20:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di me, del mio mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[catalogo]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lusso]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/2007/12/04/piccola-recensione-della-biblioteca-del-senato/</guid>
		<description><![CDATA[Oggi sono stato, sempre per la tesi di cui sopra (anzi, per come sono impaginati i blog, di cui sotto), alla biblioteca del Senato. Come ricorderete, dolo la disarmante esperienza della biblioteca del ministero delle comunicazioni, un po&#8217; di tremarella ce l&#8217;avevo anche se, in verità, molti giuristi in erba me ne avevano parlato bene. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono stato, sempre per la tesi di cui sopra (anzi, per come sono impaginati i blog, di cui <em>sotto</em>), alla <a href="http://www.senato.it/biblioteca/home.htm" title="Sito ufficiale, senato.it">biblioteca del Senato</a>. Come ricorderete, dolo la <a href="http://www.silenzi.com/2007/11/28/perche-ho-chiesto-alla-stella-di-andare-subito-in-questura-e-prendere-i-nostri-passaporti-per-emigrare/" title="Perché ho chiesto alla Stella di andare subito in Questura e prendere i nostri passaporti per emigrare, Silenzi.com">disarmante esperienza</a> della biblioteca del ministero delle comunicazioni, un po&#8217; di tremarella ce l&#8217;avevo anche se, in verità, molti giuristi in erba me ne avevano parlato bene.</p>
<p>In effetti, avevano ragione loro: la biblioteca è grande ma non troppo, e soprattutto è d&#8217;un&#8217;eleganza eccelsa; il servizio è professionale ma non rigidamente formale;  l&#8217;archivio è enorme e (giuridicamente) fornitissimo; gli orari solo assolutamente sufficienti per starci quanto uno vuole, poiché apre alle 9 e chiude alle 19:30. Certo, devi passare sotto il <em>metal detector</em> per entrare, e ogni volta che vuoi uscire, anche solo per una telefonata, devi svuotare l&#8217;armadietto e riprendere il documento che hai lasciato all&#8217;ingresso &#8212; un incentivo a studiare, mettiamola sul bicchiere mezzo pieno.<br />
Insomma: promossa a pieni voti, soprattutto venendo da un&#8217;esperienza del tipo ricordato sopra.</p>
<p>Ah, hanno anche Internet (quasi) interamente fruibile, non Wi-Fi ma da postazioni loro, in numero sufficiente rapportato all&#8217;utenza (poche persone per ogni sala). «Quasi» perché alcuni siti (tipo il sitYno ed eBay) sono filtrati e quindi inaccessibili; ma, ad esempio, Hotmail, Live mail e GMail sono funzionanti, oltre a Macitynet, Punto Informatico, Corriere&amp;Repubblica, Engadget (lo so, pare che abbia passato la giornata a navigare, ma non è così!). Ad ogni visitatore che ne faccia richiesta viene dato un login e una password, personale e giornaliera, valida per accedere alle postazioni fisse; l&#8217;unico lato negativo è che il sistema disconnette l&#8217;utente dopo appena sette minuti d&#8217;inattività. Un po&#8217; scomodo, ma si può ancora fare.</p>
<p>Che poi sì, insomma, «hanno Internet» è un po&#8217; riduttivo: oggi, sempre per analizzare che razza di rete abbiano, ho fatto un test di velocità: il risultato, qui sotto.</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2007/12/208670553.png" alt="Test di velocità della connessione alla biblioteca del Senato" height="135" width="300" /></p>
<p>Immaginate un muletto che gira qui sopra&#8230; ;)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2007/12/04/piccola-recensione-della-biblioteca-del-senato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>http://www.silenzi.com/2007/11/28/perche-ho-chiesto-alla-stella-di-andare-subito-in-questura-e-prendere-i-nostri-passaporti-per-emigrare/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2007/11/28/perche-ho-chiesto-alla-stella-di-andare-subito-in-questura-e-prendere-i-nostri-passaporti-per-emigrare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 19:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di me, del mio mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[anni '40]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero delle comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vergogna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/2007/11/28/perche-ho-chiesto-alla-stella-di-andare-subito-in-questura-e-prendere-i-nostri-passaporti-per-emigrare/</guid>
		<description><![CDATA[Siccome ho cominciato a scrivere la mia nuova tesi (a chi interessasse, è in diritto delle telecomunicazioni, dal titolo provvisorio «Lo sviluppo delle infrastrutture di rete nel diritto nazionale ed internazionale»), ho ricominciato a frequentare la bilbioteca Nazionale di Roma, a due passi da casa mia (e per fortuna, ché di passi al suo interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2007/11/passaporto.gif" alt="http://academic.brooklyn.cuny.edu" align="left" height="313" width="218" />Siccome ho cominciato a scrivere la mia nuova tesi (a chi interessasse, è in diritto delle telecomunicazioni, dal titolo provvisorio «Lo sviluppo delle infrastrutture di rete nel diritto nazionale ed internazionale»), ho ricominciato a frequentare la bilbioteca Nazionale di Roma, a due passi da casa mia (e per fortuna, ché di passi al suo interno vanno fatti tantissimi, come <a href="http://www.silenzi.com/2006/02/17/decalogo-per-la-sopravvivenza-alla-biblioteca-nazionale-di-roma/" title="Decalogo per la sopravvivenza alla Biblioteca Nazionale di Roma, Silenzi.com">scrissi</a> due anni fa), come pure la biblioteca dell&#8217;<em>antitrust</em>, e di stranezze ne ho riscontrate tante, di cui mi piacerebbe parlarvi per ridere, piangere, incazzarsi e bruciarli vivi, o quant&#8217;altro.</p>
<p>Il problema però passa dalla semplice critica alle impiegate della Nazionale che <em>non vogliono Internet</em> Wi-Fi, perché lo ritengono dannoso («Magari poi uno si piazza qui e usa sempre Internet, e magari visita siti disdicevoli» dice l&#8217;impiegata, all&#8217;oscuro delle tecniche di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blacklist" title="Blacklist, Wikipedia.it"><em>blacklisting</em></a> lato server), alla bibliotecaria dell&#8217;<em>antitrust</em> che fa entrare un solo studente esterno al giorno, perché c&#8217;è un solo computer a disposizione per fare le ricerche e sennò «si creerebbe la fila» (<em>sic!</em>), alla vera e propria vergogna per la «biblioteca» del Ministero delle comunicazioni. Uno guarda il sito e gli sembra figa, e pensa che ci sia ogni sorta di libro nuovo e aggiornatissimo, e che ci sia tutta l&#8217;informatizzazione e il collegamento ad Internet di questo mondo. In fondo, sono loro quelli che gestiscono la Rete in Italia, no?</p>
<p>Un cazzo.<br />
Siccome lo ritengo &#8212; dicevo &#8212; uno scandalo, ho fatto delle foto per testimoniarvi il grado d&#8217;arretratezza della biblioteca, che non solo non ha Internet, ma non ha nemmeno un computer per la consultazione del catalogo. L&#8217;unico impiegato per due sale (e per questo, una delle due sale &#8212; che tra l&#8217;altro è così vecchia che l&#8217;hanno usata per girarci il film <em>Buongiorno, notte</em> che è ambientato negli anni &#8217;70 &#8212; rimane aperta solo due ore al giorno) è stato gentile e m&#8217;ha fatto usare il suo computer &#8212; uno scassume, tra l&#8217;altro.<br />
Libri più moderni del 2005 praticamente non ve ne sono, e così pure le riviste. Inoltre, molti atti dei convegni che si sono svolti <em>dentro al Ministero stesso</em> non ci sono.<br />
Così è andato il colloquio:</p>
<blockquote><p>&#8212; Buongiorno</p>
<p>&#8212; Buongiorno</p>
<p>&#8212; Ehm, io devo fare una ricerca bibliografica, dov&#8217;è il computer?</p>
<p>&#8212; Il computer non c&#8217;è, ci sono gli schedari.</p>
<p>&#8212; Gli schedari?! Devo fare a mano, nel 2007, al Ministero delle comunicazioni?!</p>
<p>&#8212; Eh, sì, e poi non ci sono molti libri né riviste dopo il 2005.</p>
<p>&#8212; &#8230;. Beh, chiedere una connessione ad Internet Wi-Fi, a questo punto, mi pare ridicolo&#8230;</p>
<p>&#8212; Lo è. Chiaramente non l&#8217;abbiamo.</p>
<p>&#8212; In fondo, è solo la biblioteca del Ministero delle comunicazioni, quello che regola Internet in Italia. Che mi sarei dovuto aspettare?</p>
<p>&#8212; Che poi non è proprio vero che non abbiamo un catalogo digitale; è semplicemente che non abbiamo un computer in biblioteca a disposizione degli utenti. Tutto qui.</p>
<p>&#8212; Ah, ecco, e uno come dovrebbe fare per consultarlo?</p>
<p>&#8212; Lo fa da casa!</p>
<p>&#8212; Certo, da casa. Io abito a 10 fermate di metro da qui; se, una volta arrivato e preso il mio primo libro, devo consultarne un altro, riprendo la metro, torno a casa, mi collego ad Internet, fo la ricerca, ri-riprendo la metro, vengo qui e compilo il modulo?</p>
<p>&#8212; &#8230; Beh, <em>per questa volta </em>le faccio usare il mio computer.</p>
<p>&#8212; Suppongo che dovrei dirle «grazie»; ma proprio non me la sento.</p>
<p>&#8212; Capisco. Purtroppo non è colpa nostra; è che non ci danno i fondi.</p>
<p>&#8212; Posso almeno dare un&#8217;occhiata così, a volo d&#8217;uccello, alle scaffalature con i libri, così magari trovo qualcosa a mò di <em>serendipity</em>?</p>
<p>&#8212; No, perché i libri non sono sistemati per ordine tematico.</p>
<p>&#8212; E per quale ordine?</p>
<p>&#8212; Nessuno.</p></blockquote>
<p>E si vantano pure di avere la «<a href="http://www.bibliocomunicazioni.it/" title="Sito ufficiale della biblioteca del Ministero">biblioteca digitale</a>» &#8216;sti scandalosi.</p>
<p>Le foto son venute male, ché il mio bel PixY ha sempre 4,5 anni, e non ha &#8216;sta grande fotocamera. Ma dovrebbero essere sufficienti a farvi scattare l&#8217;orrore.</p>
<p><a href="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/11/7ar72018.jpg" title="7ar72018.jpg" rel="lightbox"><br />
</a></p>
<p><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/11/7ar72017.jpg" alt="7ar72017.jpg" /></p>
<p><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/11/7ar72018.jpg" alt="7ar72018.jpg" /></p>
<p><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/11/7ar72019.jpg" alt="7ar72019.jpg" /></p>
<p><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/11/7ar82020.jpg" alt="7ar82020.jpg" /><img src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2007/11/7ar82021.jpg" alt="7ar82021.jpg" /></p>
<p>Magari, a questo punto, è venuta voglia anche a voi di <a href="mailto:biblioteca.centrodoc@comunicazioni.it">scrivere due righe</a> (di apprezzamento, mi raccomando) al direttore della biblioteca, no? O magari direttamente al <a href="http://www.paologentiloni.it/scrivimi/" title="Sito personale di Gentiloni, modulo email">ministro Gentiloni</a>.</p>
<p>Avete rivoltato la Rete per lo <em>Skypephone</em>? Beh, questo mi pare <em>un tantinello</em> più grave.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2007/11/28/perche-ho-chiesto-alla-stella-di-andare-subito-in-questura-e-prendere-i-nostri-passaporti-per-emigrare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;invidia di un pene</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2007/02/19/linvidia-di-un-pene/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2007/02/19/linvidia-di-un-pene/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 07:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/2007/02/19/linvidia-di-un-pene/</guid>
		<description><![CDATA[Sono strano io a pensare che Moby sia l&#8217;unica persona a risultare acculturata pure quando si parla del suo cazzo? (Per chi non ha capito, pensate a Moby&#8217;s dick).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono strano io a pensare che <a href="http://moby.com/" title="Sito ufficiale di Moby" target="_blank">Moby</a> sia l&#8217;unica persona a risultare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moby_Dick" title="Moby Dick, Herman Melville" target="_blank">acculturata</a> pure quando si parla del suo cazzo?</p>
<p>(Per chi non ha capito, pensate a <em>Moby&#8217;s dick</em>).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2007/02/19/linvidia-di-un-pene/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>http://www.silenzi.com/2006/07/31/ammaniti-niccolo/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2006/07/31/ammaniti-niccolo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2006 08:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/wordpress/?p=141</guid>
		<description><![CDATA[Una Uno turbo GTI nera (vestigia di un&#8217;epoca in cui, per qualche lira in più rispetto al modello base, ci si comprava una bara motorizzata che filava come una Porsche, beveva come una Cadilllac e si accartocciava come una lattina di cocacola) [...] Ti prendo e ti porto via, Oscar Mondadori, Milano, 2000, p. 19 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.silenzi.com/media/blogs/Silenzi.com/ti_prendo_e_ti_porto_via.jpg" alt="Ti prendo e ti porto via, Niccolò Ammaniti" /></p>
<p>Una <em>Uno turbo GTI</em> nera (vestigia di un&#8217;epoca in cui, per qualche lira in più rispetto al modello base, ci si comprava una bara motorizzata che filava come una Porsche, beveva come una Cadilllac e si accartocciava come una lattina di cocacola) [...]</p>
<p><strong><em>Ti prendo e ti porto via</em>, Oscar Mondadori, Milano, 2000, p. 19</strong></p>
<p>La prima ossessione della signora Biglia era l&#8217;igiene. La seconda, la religione. La terza e più grave di tutte, cucinare.</p>
<p>Preparava quantità industriali di cibo sopraffino. Sformati di maccheroni. Ragù tirati per tre giorni. Cacciagione. Parmigiane di melanzane. Sartù di riso alti come pandori. Pizze farcite di broccoli, formaggio e mortadella. Tortini ripieni di carciofi e béchamel. Pesce al cartoccio. Calamari in umido. E cacciucco alla livornese. Vivendo da sola (suo marito era morto oramai da cinque anni), tutto quel ben di Dio finiva o nei congelatori (tre, zeppi come uova) o regalato alle clienti.<br />
A Natale, a Pasqua, a Capodanno e a ogni festa che meritasse un pranzo speciale, perdeva completamente il senno e rimaneva chiusa in cucina anche tredici ore al giorno a scodellare, a ungere teglie, a sgranare piselli. Paonazza, gli occhi indemoniati, una cuffia per non ungersi i capelli, fischiava, cantava con la radio e sbatteva uova come un&#8217;invasata. Durante il pranzo non si sedeva mai, galoppava come un tapiro birmano avanti e indietro tra sala e cucina sudando, sbuffando e lavando piatti e tutti s&#8217;innervosivano perché non è piacevole mangiare con un&#8217;assatanata che ti controlla ogni espressione del volto per capire se la lasagna è buona, che non ti lascia finire e già ti ha riempito ancora il piatto e sai che, nelle sue condizioni, le potrebbe prendere un coccolone da un momento all&#8217;altro.</p>
<p>No, non è piacevole.<br />
Ed era difficile capire perché si comportava così, cos&#8217;era quel furore culinario che la tormentava. Gli invitati, alla dodicesima portata, si domandavano sottovoce cosa volevare fare, dove voleva arrivare. Voleva ucciderli? Voleva cucinare per il mondo intero? Sfamarlo con risotti ai quattro formaggi e scaglie di tartufo, linguine al pesto e ossobuco con il purè?</p>
<p>No, questo alla signora Biglia non interessava.<br />
Del Terzo Mondo, dei bambini del Biafra, dei poveracci della parrocchia alla signora Biglia non fregava proprio niente. Lei si accaniva senza compassione su parenti, amici e conoscenti. Voleva solo che qualcuno le dicesse: &#8220;Gina cara, gli gnocchi alla sorrentina che fai tu non li sanno fare neanche a Sorrento&#8221;.</p>
<p>Allora si commuoveva come una bambina, balbettava dei ringraziamenti, abbassava la testa come un grande direttore d&#8217;orchestra dopo un&#8217;esecuzione trionfale e prendeva dal congelatore un contenitore pieno di gnocchi e diceva: «Tieni, mi raccomando non li mettere in acqua così, sennò vengono cattivi. Tirali fuori almeno un paio d&#8217;ore prima».<br />
Quella donna ti ingozzava senza pietà e, se imploravi di smetterla, ti rispondeva di non fare complimenti. Uscivi da casa sua barcollando, mezzo ubriaco, con la patta dei pantaloni sbottonata e con la voglia di andare a Chianciano a fare una cura disintossicante.</p>
<p><strong>pp. 56-7</strong></p>
<p>Ecco, finalmente, la rabbia di Graziano era arrivata al culmine, a saturazione. Poteva riempirne una piscina olimpionica. Era più incazzato di uno stallone in un rodeo, di un corridore che sta vincendo il campionato del mondo e gli si rompe il motore all&#8217;ultima curva, di uno studente a cui la fidanzata per sbaglio cancella la tesi di dottorato dal computer, di un malato a cui hanno tolto un rene per sbaglio.</p>
<p><strong>p. 151</strong></p>
<p>Sì, quello poteva essere l&#8217;ultimo gesto di un latin lover. Come l&#8217;addio al ring di un grande pugile. Poi avrebbe attaccato il preservativo al chiodo e se ne sarebbe andato in Giamaica. Si diede una ravviata ai capelli e andò dalla professoressa.</p>
<p><strong>p. 232</strong></p>
<p>Giovanni Cosenza, cinquantatré, sposato e padre di due figli, invece, era uguale a un Dodocon. Questo animaletto con il muso appuntito e gli incisivi in fuori, secondo alcun paleontologi è il primo mammifero apparso sul pianeta quando i rettili la facevano da padroni.</p>
<p>Piccoli, invisibili, questi nostri progenitori (anche noi siamo mammiferi!) allevavano la loro prole nascosti negli anfratti della terra, si nutrivano di bacche e semi e uscivano allo scoperto dopo il tramonto quando i dinosauri dormivano, con il metabolismo rallentato, e gli fottevano le uova. Quando ci fu il gran casino (meteora, glaciazioni, spostamento dell&#8217;asse terrestre, quello che è) i bestioni squamati schiattarono uno dopo l&#8217;altro e i Dodocon si ritrovarono improvvisamente padroni di tutto il bendidio.<br />
Spesso è così, quelli a cui non daresti una lira, alla fine te lo mettono in culo.</p>
<p><strong>pp. 246-7</strong></p>
<p>La guerra con Contarello andava avanti da un&#8217;infinità di tempo. Una storia loro, incomprensibile al resto del mondo, incominciata per un paio di metri di pascolo che tutti e due consideravano propri. Ed era proseguita con insulti, minacce di morte, sgarbi e dispetti.</p>
<p>A nessuno dei due era mai venuto in mente di guardare le carte al catasto.</p>
<p><strong>pp. 287-8</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2006/07/31/ammaniti-niccolo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I Simpson e la filosofia, William Irwin</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2006/06/04/i-simpson-e-la-filosofia-william-irwin/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2006/06/04/i-simpson-e-la-filosofia-william-irwin/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jun 2006 10:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/wordpress/?p=107</guid>
		<description><![CDATA[  I Simpson e la filosofia è un libro difficile. La metto giù così per evitare fraintendimenti di qualsivoglia natura con l&#8217;argomento oggetto di discussione, che potrebbe portare l&#8217;attenzione del lettore più in direzione della prima metà del titolo («I Simpson») che della seconda metà («la filosofia»), commettendo così un grave errore. Secondo le parole dell&#8217;introduzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bText">
<p align="center"><img src="http://www.hoepli.it/copertine/big/8876/8876380310.jpg" alt="I Simpson e la filosofia, W. Irwin et al." title="I Simpson e la filosofia, W. Irwin et al." /></p>
<p>  <em>I Simpson e la filosofia</em> è un libro difficile.<br />
La metto giù così per evitare fraintendimenti di qualsivoglia natura con l&#8217;argomento oggetto di discussione, che potrebbe portare l&#8217;attenzione del lettore più in direzione della prima metà del titolo («I Simpson») che della seconda metà («la filosofia»), commettendo così un grave errore.<br />
Secondo le parole dell&#8217;introduzione al volume:</p>
<blockquote><p>  Al college Matt Groening ha studiato filosofia, ma nessuno dei collaboratori a questo volume pensa che si sia una qualche profonda filosofia di fondo nel suo cartone. Qui non trattiamo &#8220;La filosofia dei Simpson&#8221; o &#8220;I Simpson come filosofia&#8221;: trattiamo invece <em>I Simpson e la filosofia</em>. [...] Alcuni dei saggi contenuti in questo libro sono riflessioni di accademici su uno spettacolo che apprezzano e che a loro parere dice qualcosa su un aspetto della filosofia. (p. 12)</p></blockquote>
<p>Quindi, come gli stessi autori e curatori sottolineano, si tratta di un&#8217;opera di filosofia che prende in prestito alcuni <em>topos</em> dei Simpson e li usa come espediente retorico per fare della speculazione filosofica. Ad esempio, nel saggio «Maggie: il valore del silenzio tra Oriente ed Occidente» si mettono in luce (e a confronto) le concezioni del silenzio in due culture millenarie quali sono quelle che dividono l&#8217;emisfero boreale. Oppure, nel saggio «Homer e Aristotele» si spiegano i quattro tipi di carattere e li si pone a paragone con quello di Homer, per tentare di inquadrarlo alla luce delle coordinate filosofiche dettate da Aristotele millenni fa.<br />
Vi sono, certo, spunti scherzosi e atecnici; ma non bisogna mai allontanarci dal fatto che il libro è una raccolta di saggi accademici (il prezzo ce lo ricorda: ben 17€!) scritti da professori di filosofia. Per la loro (piena) comprensione si richiede quindi un piccolo retroterra culturale filosofico, non tanto per apprezzare appieno tutti i riferimenti ai vari sistemi di pensiero analizzati nel corso delle trattazioni (impresa ardua per i non professionisti), quanto piuttosto per comprendere una serie di vocaboli propri di quel registro linguistico affascinante e ingarbugliato ch&#8217;è quello filosofico.<br />
Al di là delle più o meno estese «istruzioni per l&#8217;uso», vale la pena sottolineare come gli autori abbiano — per la maggior parte — tenuto uno stile a metà fra la lezione universitaria e lo spassoso sollazzo delle battute più famose dei nostri amati <em>gialli</em>; cosa che a me — profondo conoscitore dei Simpson ed appassionato di filosofia — mi ha reso felice d&#8217;aver comprato il libro.<br />
Una piccola notazione: credo che il traduttore non sia un grosso conoscitore del cartone, perché, ad esempio, in un passo che richiama la puntata di «Homer e i Tagliapietre» traduce l&#8217;appellativo degli appartenenti alla setta segreta (che prende in giro i massoni) con gli «scalpellini». Se siete appassionati <em>sul serio</em>, noterete deprecabilmente molte di queste sbavature.</p>
<p>W. Irwin et al., <em>I Simpson e la filosofia</em>, Isbn, pp. 333, 17€.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2006/06/04/i-simpson-e-la-filosofia-william-irwin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Danielewski, Mark</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2006/06/02/danielewski-mark/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2006/06/02/danielewski-mark/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2006 10:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/wordpress/?p=106</guid>
		<description><![CDATA[«Ehi, questa è vera. C&#8217;è un tizio di venticinque anni che cammina su una fune che attraverso un canyon con sotto un fiume, mentre dall&#8217;altra parte del mondo un altro tizio della stessa età si sta facendo spompinare da una di settant&#8217;anni, ma il bello è che nello stesso esatto momento entrambi stanno pensando la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.silenzi.com/media/blogs/Silenzi.com/la_casa_di_foglie.jpg" alt="La casa di foglie, Mark Z. Danielewski" height="238" width="160" /></p>
<p>  «Ehi, questa è vera. C&#8217;è un tizio di venticinque anni che cammina su una fune che attraverso un canyon con sotto un fiume, mentre dall&#8217;altra parte del mondo un altro tizio della stessa età si sta facendo spompinare da una di settant&#8217;anni, ma il bello è che nello stesso esatto momento entrambi stanno pensando la stessa identica cosa. Sai cosa?»<br />
«Non ho idea.»<br />
Tom strizza l&#8217;occhio al fratello.<br />
«Non abbassare gli occhi, non abbassare gli occhi!»</p>
<p><strong>M. Danielewski, <em>Casa di foglie</em>, Mondadori, Milano, 2005, p. 87</strong></p>
<p>Mi fa ancora uscire di testa. Basta che pensi a lei e mi perdo, mi perdo nel sudore, nel suo modo di fare tutto quanto il potere di risvegliare dentro di me, un accesso di delirante follia e di sordo desiderio, sensazioni sublimate a una velocità che non posso seguire, in&#8230; in — oh cazzo, non so in che cosa, non dovrei usare una parola come sublimare, non si tratta di sicuro di questo, i suoi capelli mi fanno pensare a un vento del deserto dorato e brillante nell&#8217;arsura del sole d&#8217;agosto, i suoi fianchi descrivono curve simili ai litorali nordici, i seni le si alzano e si abbassano sotto il suo maglione blu come l&#8217;oceano subito dopo la fine di una tempesta (ha sempre un po&#8217; di fiatone quando ha appena fatto la rampa di scale che conduce al salone).</p>
<p><strong>p. 104</strong></p>
<p>È che lei non esiste per me se non come uno strano impasto di sogni a occhi aperti e di presente sfumato.</p>
<p><strong>p. 107</strong></p>
<p>Me ne stavo là, il corpo percorso da fremiti, una pericolosa lucidità in testa, antichi lignaggi si riunivano sotto quella che immagino ora come l&#8217;egida stessa di Marte, le dita mi prudevano dalla voglia di stringersi a pugno, mentre proprio sotto il mio sterno un martello batteva l&#8217;eterna campana della guerra, una chiamata alle armi.</p>
<p><strong>p. 152</strong></p>
<p>Andò a finire che Johnnie mi diede un passaggio a casa.<br />
Stranamente, quando ci fermammo di fronte all&#8217;edificio in cui vivo, non le chiesi di entrare. Lei sembrò grata. Ma io non avevo evitato di invitarla per farle un favore. È che c&#8217;era qualcosa di sbagliato, di davvero sbagliato. Forse era il senso di vuoto che avevo cominciato a percepire, che mi portavo dietro a seguito di quel novembre. O forse era proprio lei, con quei seni pieni di sale, le labbra deformi, la faccia affrescata di trucco, l&#8217;intera figura così perfetta(mente grottesca), e tutto questo all&#8217;età di ventiquattro anni, o almeno così mi aveva detto, anche se probabilmente era più vicino ai seimila.</p>
<p><strong>pp. 355-6</strong></p>
<p>Mi sono spinto più a ovest che potevo.<br />
Ora, seduto sulla sabbia, guardo il sole che sfuma in un dopo. I rossi che finalmente sposano il blu. Fra poco la notte ci avvilupperà tutti.</p>
<p><strong>p. 650</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2006/06/02/danielewski-mark/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
