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	<title>I miei Silenzi.com &#187; Politica interna</title>
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	<description>Se non comprendi i miei silenzi, come potrai capire le mie parole?</description>
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		<title>Mr B. e lo zelo delle Procure</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 21:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>

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		<description><![CDATA[M&#8217;è stato sollecitato un commento – sì, farò finta che il silenzio calato sul blogghino di provincia per più d&#8217;un anno non sia da commentare (nulla di più facile, a voler usare l&#8217;argomento, tutto onomastico, del suo nome) — questo commento, insomma, è da farsi sulla &#8220;inedita&#8221; veste di persona offesa (no, non &#8220;parte offesa&#8221;: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>M&#8217;è stato <a href="https://twitter.com/francescocosta/status/113597888201887745">sollecitato</a> un commento – sì, farò finta che il silenzio calato sul blogghino di provincia per più d&#8217;un anno non sia da commentare (nulla di più facile, a voler usare l&#8217;argomento, tutto onomastico, del suo nome) — questo commento, insomma, è da farsi sulla &#8220;inedita&#8221; veste di persona offesa (no, non &#8220;parte offesa&#8221;: non è giuridicamente corretto) assunta, nel procedimento penale di Napoli su Tarantini e compagnia cantante, da Silvio Berlusconi.</p>
<p>Sia ben chiaro: è quasi mezzanotte, ho sonno arretrato e vengo da una trasferta di lavoro. Questa sorta di <em>procedura penale for dummies</em> che esplicito qui sotto non ha pretese d&#8217;esaustività; anzi, magari c&#8217;è pure qualche svista. Se v&#8217;accontentate, eventualmente anche facendo domande, bene; altrimenti, avrò agio di consigliarvi la più vicina facoltà di giurisprudenza.</p>
<p>E&#8217; noto, fra i venticinque lettori (ormai saranno pure diminuiti) del sitYno, che io mi occupi di diritto penale, e che abbia una spiccata <em>vis polemica</em>. E quindi, adeguatamente stimolato, nella fretta che contraddistingue la mia vita, butto là tre sassolini concettuali.</p>
<p>Nella mia esperienza, maturata nella Procura della Repubblica di Roma e in qualche altro grande tribunale italiano, la situazione è la seguente: i PM sentono raramente la persona offesa, dacché nella stragrande maggioranza dei casi il loro punto di vista è ben enucleato nella denuncia-querela che dà l&#8217;abbrivio al procedimento penale, spesso (ma a volte no) già indicando la persona ritenuta responsabile dell&#8217;illecito, e che i PM, un po&#8217; acriticamente, iscrivono subito nel registro degl&#8217;indagati. A proposito: il nostro è un Paese che ha un rapporto con la giustizia ormai andato a puttane da molto tempo, e quindi non mi stupisco più di niente, o quasi. Ma l&#8217;iscrizione in questo registro è un atto <em>a garanzia</em> dell&#8217;indagato, e non comporta alcun giudizio di valore in merito alle sue condotte (tutte da accertare, a partire dalla presunzione di NON colpevolezza, guarda caso dall&#8217;INDAGINE — che si chiama così perché, toh!, INDAGA). Serve solamente a far decorrere una serie di termini entro i quali una Procura può ficcare il naso nella sua vita privata, scandagliandola alla ricerca di elementi da cui ricavare la colpevolezza <em>in ordine al fatto per cui è stato iscritto</em> (e non, come spesso accade, con un&#8217;indagine &#8220;a strascico&#8221;, nella quale ci si fa i cazzi suoi &#8220;<em>che poi, magari, indizi d&#8217;un reato purchessia li troveremo</em>&#8220;). Un indagato, con un&#8217;apposita procedura, può anche conoscere se a suo carico, in una data Procura, pendano delle indagini: addirittura, salvo in una serie di sparuti (e più gravi) casi, il segreto istruttorio può essere apposto una sola volta, motivatamente, e per tre mesi, da parte del PM.</p>
<p>Dicevo che questi ultimi raramente sentono la persona offesa, soprattutto nei casi in cui v&#8217;è un documento, di suo proprio pugno, che descrive i fatti ritenuti criminosi. Ma ci può essere il caso dell&#8217;iscrizione della notizia di reato da parte del PM o delle forze di polizia, senza che s&#8217;individui, o senza che si sia ancora individuata, la persona offesa. In quel caso, è ovvio che, una volta individuata, la si ascolti perché, andando a rivestire lo <em>status</em> di testimone, ha l&#8217;obbligo di presentarsi e di dire la verità.</p>
<p>Il testimone, persona offesa (dal reato) o meno che sia, deve presentarsi (al contrario, l&#8217;indagato può astenersi dal farlo e — udite udite! — mentire, senza conseguenze) se a tanto richiesto; se si rifiuta, può essere anche disposto quest&#8217;ormai celebre accompagnamento coatto. Cioè a dire: arriva la Polizia e ti trascina, a forza, in Procura. Figuratevi voi la scena&#8230;</p>
<p>La Procura, e un ottimo Giovandomenico Lepore in camicia sul lungomare partenopeo (e io che sono tornato al lavoro da due settimane&#8230;), si affrettano a specificare che non ce l&#8217;hanno con Berlusconi, tanto che stavolta vogliono pure tutelarlo. Bella storia: e io, garantista, che lo ritenevo un prerequisito, quello dell&#8217;indipendenza e terzietà della magistratura. E quindi: lui è un capo di governo e ben può avere degl&#8217;impegni. E allora, si faccia così: ti dò quattro date: giovedì, venerdì, sabato e domenica. Consecutivi. Lunedì, ti mando la polizia con le manette.</p>
<p>Che succede al cittadino comune, che riveste la qualifica di persona offesa e che il PM procedente ritiene di sentire? Che gli arriva un avvisino, che in genere lo spaventa e con il quale corre da me a chiedere conforto (e io, ovviamente, lo tranquillizzo); che a volte, i marescialletti a ciò delegati chiamano pure prima, per concordare una data (con non meno di sette/dieci giorni di preavviso, sempre per cortesia); che spesso, in caso di assenza di preventivo accordo, la persona quel giorno è impegnata. Che quindi, l&#8217;avvocato fa un&#8217;istanza di due righe al PM, chiedendo di fissare una nuova data, magari fra quelle indicate; e che il PM non batte ciglio — in genere, sono persone ragionevoli —, e magari aspetta un mese, due o decide di superare l&#8217;adempimento e non sentirla.</p>
<p>Che poi, spesso sono io a dover insistere affinché il PM si risolva a sentirla, la persona offesa (&#8220;<em>Avvoca&#8217;, m&#8217;ha detto tutto in querela/la ritengo un&#8217;operazione superflua/il dottore non può ricevere, è fuori, è impegnato in un interrogatorio, no, non si può fissare un appuntamento</em>&#8220;). Per dire, nel &#8220;Paese (Procura?) reale&#8221; funziona così.</p>
<p>E invece, la Procura di Napoli, ad un capo di governo (sì, tutti uguali di fronte <em>blabla</em>; epperò, il tintinnio di manette al Presidente di un Paese sull&#8217;orlo di una crisi finanziaria non dà garanzie, agl&#8217;investitori istituzionali), dice: novantasei ore consecutive a tua disposizione e poi poliziotti a palazzo Grazioli (col cazzo, poi, che si potrebbe: sarebbe necessario il voto delle Commissioni e del Parlamento, prima).</p>
<p>Vi dico di più: i PM nappul&#8217; hanno sott&#8217;occhio un fatto naturalistico: la dazione di somme di denaro a Tarantini da parte di Berlusconi. Ritenendole il prezzo dell&#8217;estorsione, qualificano il Berlusca come persona offesa e Tarantini come indagato. Tuttavia, qual è il gioco che c&#8217;intravedo? Per carità, Berlusconi, giuridicamente, ha subito il danno da reato; ma, politicamente-giornalisticamente, non si tratta di soldi dati a Tarantini affinché tacesse su qualcosa? E se invece di qualificarla estorsione l&#8217;avessero definita &#8220;corruzione&#8221; ad un potenziale testimone? In fondo, sempre flusso di denaro da B. a T. sarebbe stato. E non è, quindi, che hanno deciso di cucirgli addosso il mantello della persona offesa (leoni per agnelli), consapevoli comunque che il fatto naturalistico sarebbe comunque venuto fuori, senza potersi attirare addosso gli strali di chi li definisce &#8220;persecutori&#8221;?</p>
<p>Per carità: anatema, anatema.</p>
<p><em>Nota per i biografi: M&#8217;è piaciuto, tornare a scrivere qui.</em></p>
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		<title>Buone e cattive ragioni /2 (aka Piero Ricca bis)</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 22:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[A bomba, prima mi levo il dente, prima mi levo il dolore. D&#8217;altronde, l&#8217;onestà intellettuale non deve temere nulla. Questo tal Rocco Carlomagno, «giornalista freelance» a sentir le campane sonanti della ridente stampa italica, è un dilettante del giornalismo e un professionista della provocazione popolare, e Berlusconi — fino ad un attimo prima di perdere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A bomba, prima mi levo il dente, prima mi levo il dolore. D&#8217;altronde, l&#8217;onestà intellettuale non deve temere nulla.</p>
<p>Questo tal Rocco Carlomagno, «giornalista <em>freelance</em>» a sentir le campane sonanti della ridente stampa italica, è un dilettante del giornalismo e un professionista della provocazione popolare, e Berlusconi — fino ad un attimo prima di perdere, incomprensibilmente (per un politico di professione), la trebisonda — si è comportato da educato. <em>Rectius</em>: questo Carlomagno sembra essere un provocatore per tendenza, visto che già si narrano episodi di scarsa professionalità:</p>
<blockquote><p>Carlomagno è un frequentatore assiduo di conferenze stampa e manifestazioni di partito. Giornalista freelance e attivista politico (fa parte, ad esempio, del coordinamento nazionale contro i siti di stoccaggio nucleare e del coordinamento &#8216;Aiutiamo l&#8217;Abruzzo&#8217;), compare spesso nei dibattiti politici per porre domande irriverenti e fuori dagli schemi. E&#8217; stato iscritto al Pd, è vicino al Popolo Viola e tra le sue vittime illustri annovera anche Marco Pannella.</p>
<p>In una infuocata assemblea dei Radicali a Torre Argentina, con il leader radicale in sciopero della sete contro le candidature veltroniane alle politiche del 2008, Carlomagno chiese infatti il megafono per urlare il proprio sdegno sulle liste &#8216;piene di indagati&#8217;. Pannella gli diede la parola, ma dopo diverso tempo non accennava a riconsegnare il microfono. &#8220;Ooooohhhh!!! hai finito!?&#8221;, gli urlò il leader radicale, e a quel punto lui riconsegnò il microfono. (<a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/10/news/premier_contestato_da_free_lance_bagarre_durante_la_conferenza_stampa-2580384/">Repubblica.it</a>)</p></blockquote>
<p>Chi segue la politica e il giornalismo sa che, per professionalità e — perché no? — <em>rispetto della democrazia</em>, in contesto pubblico e plurale si parla secondo un ordine. Tale regola di convivenza civile, che si suppone essere propria di chiunque abbia frequentato la terza elementare, serve per organizzare una comunità di persone e far svolgere il lavoro di comunicazione in maniera efficiente. Vi pare possibile fare un pezzaccio così?<br />
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<p>Pensate che — faccio un esempio da me vissuto quotidianamente — in un&#8217;aula di tribunale ogni avvocato intervenga quando gli pare e piace? Immaginate: si sta celebrando un&#8217;udienza; l&#8217;avvocato si profonde in un&#8217;orazione appassionata e cesellata; il giudice ascolta, attento; il <em>pathos</em> regna sovrano&#8230; Quando un <em>carlomagnone</em> di turno, toga indosso (o anche no), s&#8217;intromette ed inizia ad urlare i suoi fatti di causa al giudice. E se quegli lo tacita, peraltro in maniera garbata, il leguleio di turno inizia a sbraitare cazzate sull&#8217;autoritarismo del presidente.</p>
<p>Che pensereste, voi: fascismo o democrazia?</p>
<p>La verità — la mia verità — è che questo signore, convinto di far piacere (<a href="http://www.facebook.com/pages/Siamo-tutti-Rocco-Carlomagno/384757760831?ref=ts">come in effetti fa</a>) al «Popolo viola» (ex beppegrillini, un po&#8217; meno ex dipietrini), si butta come un <em>kamikaze</em> nella mischia, venendo meno, <em>scientemente</em>, alle regole più basilari delle conferenze stampa politica (chiunque abbia visto dieci minuti di <em>The West wing</em> lo sa), che è quella di creare una lista di prenotazione e fare, in completa libertà e ossequioso rispetto per i presenti, la domanda che più gli aggrada (a volte feroci, come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BJbqhb3oWfw">quella</a> di Miguel Mora sulle <em>bottane</em> di palazzo Grazioli), senza accaparrarsi come ciarpame proletario al sottocosto dell&#8217;Unieuro di turno. E se le domande non sono aspre, la colpa non è del governante di turno, ma dei giornalisti.</p>
<p>Altro, ovviamente, è il giudizio su La Russa. Si sa, d&#8217;altronde, che il nero non si smacchia via facilmente&#8230; E le mani addosso fanno veramente schifo, soprattutto per uno che sovraintende ai manganelli della Polizia e ai carrarmati dell&#8217;Esercito.</p>
<p>Il pesante lavoro di opposizione politica ragionata che pratichiamo in molti, ognuno col proprio spessore e visibilità, non può e non deve essere rovinato dalle <em>boutade</em> dilettantesche e masaniellesche di questi provocatori rozzi, dannosi e in malafede. Dilettanti per far sbaraglio.</p>
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		<title>Valesse anche alle Poste&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 14:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Non m&#8217;interessa molto la polemica politica sul decreto legge di queste ore — l&#8217;ennesima porcata di un governo con derive autoritarie — quanto il suo dato fattuale, che in questi casi è dato giuridico. E allora, tanto per non parlare a vanvera, guardate questi geni che si sono inventati: l&#8217;interpretazione «autentica» (le virgolette edulcoranti sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non m&#8217;interessa molto la polemica politica sul <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/03/decreto-legge-sanate-irregolarita-formali.shtml?uuid=3eac6ecc-28fd-11df-8565-ed716dfb206e&amp;DocRulesView=Libero">decreto legge</a> di queste ore — l&#8217;ennesima porcata di un governo con derive autoritarie — quanto il suo dato fattuale, che in questi casi è dato giuridico.</p>
<p>E allora, tanto per non parlare a vanvera, guardate questi geni che si sono inventati: l&#8217;interpretazione «autentica» (le virgolette edulcoranti sono d&#8217;obbligo) dei passaggi della legge che regolamenta lo svolgimento delle elezioni regionali. Cioè l&#8217;interpretazione che di alcuni passaggi della legge — che generalmente si presumono oscuri tanto da necessitare quest&#8217;ulteriore sforzo legislativo — si dà in maniera definitiva, per disambiguarne gl&#8217;intrighi semantici.</p>
<p>Ne prendo solo uno, per far capire esattamente cosa siamo riusciti ad accettare come «normale»: sopra, l&#8217;articolo 1 del decreto legge, che spiega come dev&#8217;essere interpretato l&#8217;articolo 9, c. 1 che segue, che fa parte della <a href="http://www.comune.jesi.an.it/MV/leggi/l108-68.htm">legge 17 febbraio 1968, n. 108</a>.</p>
<blockquote><p>1. Il primo comma dell&#8217;articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si  interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazioni  delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati  incaricati della presentazione delle liste muniti della prescritta  documentazione hanno fatto ingresso nei locali del Tribunale o della  Corte d&#8217;appello. La presenza entro il termine di legge nei locali del  Tribunale o della Corte d&#8217;appello dei delegati può essere provata con  ogni mezzo idoneo.</p></blockquote>
<blockquote><p>9. Liste di candidati.</p>
<p>Le liste dei candidati per ogni collegio devono essere presentate  alla cancelleria    del tribunale di cui al primo comma dell&#8217;articolo precedente dalle ore  8 del    trentesimo giorno alle ore 12 del ventinovesimo giorno antecedenti  quelli della    votazione ; a tale scopo, per il periodo suddetto, la cancelleria del  tribunale    rimane aperta quotidianamente, compresi i giorni festivi, dalle ore 8  alle ore    20 .</p></blockquote>
<p>Quindi, il «presentare le liste alla cancelleria del tribunale», che rimane eccezionalmente aperta fino alle 20 per consentire il deposito delle medesime, da oggi significherà «entrare nel tribunale».</p>
<p>Presentare liste in cancelleria = entrare in tribunale.</p>
<p>2+2=5</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="/wp-content/uploads/2010/03/lstddzedgcehlit_itfs1." /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="/wp-content/uploads/2010/03/lstddzedgcehlit_itfs1." allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Due parole (in prestito) su Marrazzo e poi chiudo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 11:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio due, perché non è possibile evitare di parlarne per chi, come me, scrive di politica. E, nel farlo, prendo in prestito le parole di un fine osservatore della politica, il vecchio Malvino. Dice tutto quello che avrei voluto dire io. Però, in maniera eccezionale. “A me piacciono i trans – avrebbe dovuto dire – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio due, perché non è possibile evitare di parlarne per chi, come me, scrive di politica. E, nel farlo, prendo in prestito le parole di un fine osservatore della politica, il vecchio Malvino. Dice tutto quello che avrei voluto dire io.<br />
Però, in maniera eccezionale.</p>
<blockquote><p>“A me piacciono i trans – avrebbe dovuto dire – e ogni tanto, quando mi va, vado a letto con uno di loro”. Pagandolo? “Non sono contro la prostituzione – avrebbe dovuto dire – e penso che ciascuno sia libero di vendere il proprio corpo, se è maggiorenne e non vi è costretto”.<br />
Ma andare a letto con un trans… “Non consento ad alcuno di giudicare i miei gusti sessuali – avrebbe dovuto dire – e tanto meno di criminalizzarli, perché vado a letto con individui maggiorenni e consenzienti. Fatti miei, è il mio privato”.<br />
E allora perché venircelo a raccontare? “Perché non mi ritengo ricattabile – avrebbe dovuto dire – e oggi mi hanno chiesto del denaro in cambio del silenzio su quanto ho qui rivelato”. Piero Marrazzo non l’ha fatto: si è ritenuto ricattabile e ha pagato i suoi ricattatori.</p>
<p>Nessun dubbio sul perché si sia ritenuto ricattabile: quando ha infine ammesso d’essere andato a letto con un trans, ne ha parlato come il “frutto di una debolezza”. È un atto di pentimento pubblico col quale Piero Marrazzo fa sua la condanna morale di alcuni gusti sessuali rispetto ad altri. Poco importa se si tratti di un pentimento genuino o della formula più comune per strappare un’attenuante generica: Piero Marrazzo fa sua la morale sulla quale i ricattatori contavano. In ciò, prim’ancora di staccare il primo assegno, Piero Marrazzo era vittima di se stesso.<br />
Poi ha denunciato i suoi ricattatori. Probabilmente si sarà reso conto che pagare non gli avrebbe comunque assicurato il silenzio. Probabilmente avrà sperato che la denuncia potesse dargli un qualche appiglio nel dichiararsi vittima di un infamante complotto. Non lo sapremo mai, e neanche ha molta importanza. Sappiamo solo che, finché ha potuto, ha negato ciò che avrebbe dovuto definire “frutto di una debolezza”. (<a href="http://malvino.ilcannocchiale.it/post/2365105.html">fonte</a>)</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Due Comuni, due misure</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/10/27/due-comuni-due-misure/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 23:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle mie ricerche lavorative di oggi mi sono imbattuto, per ventura, in una sentenza della Cassazione del 2008 (Cassazione penale , sez. III , 19 giugno 2008 , n. 38835) circa una violenza sessuale consumatasi in Roma; il punto peculiare è che il Comune ha chiesto ed ottenuto di costituirsi parte civile contro l&#8217;imputato. Cos&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle mie ricerche lavorative di oggi mi sono imbattuto, per ventura, in una sentenza della Cassazione del 2008 (Cassazione penale , sez. III , 19 giugno    2008 , n. 38835) circa una violenza sessuale consumatasi in Roma; il punto peculiare è che il Comune ha chiesto ed ottenuto di costituirsi parte civile contro l&#8217;imputato.<br />
Cos&#8217;è la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parte_civile">parte civile</a> in un processo penale?</p>
<p>In breve e fuor di tecnicismi, chiunque si senta leso civilmente, cioè avendo riportato un danno monetizzabile, dal reato penale, può chiedere di partecipare al processo come parte attiva; attraverso l&#8217;allegazione della prova che il reato l&#8217;ha danneggiato, chiede al giudice penale di pronunciarsi, unitamente alla giudizio penale sul fatto incriminato, sulla quantificazione del danno civile, o quantomeno di dichiarare la titolarità al risarcimento della parte civile, devolvendone la quantificazione al giudice civile.</p>
<p>Il Comune di Roma, nella sentenza citata, avanzava questa richiesta perché riteneva che il reato di violenza sessuale danneggiasse l&#8217;Ente nella misura in cui una norma statutaria era volta alla promozione della tutela e della libertà di autodeterminazione della donna. Un equilibrisimo giuridico dai contorni etici eccezionalmente premurosi e meritevoli, che è stato accolto con favore dalla Suprema corte, dopo essere stato «bocciato» nei primi gradi di giudizio.</p>
<p>Sia ben chiaro che il riferimento, in questa sede, all&#8217;attenzione del Comune verso questo problema è da mettersi in relazione a quella, altrettanto solerte, del sindaco di Montalto di Castro Salvatore Carai, deciso a tutelare, mediante pagamento delle spese legali<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/19/stupro_montalto_sindaco.shtml"> nella misura di 5000€ cadauno</a> (fonte: Corriere della sera), gli otto stupratori, al tempo solamente imputati e che, nel corso del processo, hanno <em>confessato</em> l&#8217;infame atto.</p>
<p>Come se non bastasse frange della popolazione, non so in che numero, di recente si sono schierate, a spron battuto, in difesa degli otto stupratori, descrivendo come «una facile» la ragazzina, come se questo potesse giustificare, a qualunque livello, l&#8217;aggressione.</p>
<p>Nel chiudere queste righe, da privato cittadino innamorato della giustizia, torno a chiedere pubblicamente, una volta di più, le dimissioni del sindaco di Montalto di Castro Salvatore Carai; prego il PD, sedicente, democraticissimo partito di appartenenza del sindaco di voler espellere una persona che, con le sue scelte, ha dimostrato di non rispecchiare i valori del suo partito; e chiedo a tutti i cittadini della Rete (ma non solo) di dare eco a queste mie parole, creado un movimento di pressione.</p>
<p>Non si può tacere.</p>
<p>Alcuni passi della sentenza, in <em>giuridichese</em>, per i più interessati (posso fornire il testo integrale delle motivazioni a richiesta; incollarlo qui mi sembra troppo verboso):</p>
<blockquote><p>Proponeva ricorso, per gli effetti civili, anche il sindaco <em>pro tempore</em> di Roma denunciando l&#8217;illegittima esclusione di parte civile essendo il Comune, in materia di abusi sessuali, portatore d&#8217;interessi autonomi rispetto a quello della persona offesa stante che dal prodotto Statuto comunale risultava l&#8217;assunzione dell&#8217;interesse alla libertà morale e fisica della donna quale obiettivo proprio dell&#8217;Ente con l&#8217;adozione di strutture e concrete iniziative idonee a perseguirlo effettivamente.<br />
Avendo l&#8217;abuso sessuale leso in maniera immediata e diretta gli scopi e le finalità assunti statutariamente, il Comune lo stesso possedeva un&#8217;autonoma legittimazione a costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno in tutti i procedimenti riguardanti i fenomeni di violenza sessuali commessi in danno di donne nel territorio comunale.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Ciò premesso, anche per la prevenzione e la repressione delle violazioni delle norme poste a tutela della libertà di determinazione della donna è configurabile in capo al Comune (che, rispetto al territorio in cui il fatto è commesso, ha una stabile relazione funzionale ed ha inserito tale tutela tra i propri scopi, primari e autonomi) la titolarità di un diritto soggettivo e di un danno risarcibile, individuabile in ogni lesione del diritto stesso, sicchè esso è legittimato alla costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni morali e materiali relativi all&#8217;offesa, diretta e immediata, dello scopo sociale.<br />
Nella specie, tra gli scopi primari e autonomi del Comune di Roma rientra, secondo lo Statuto adottato (che, in forza del T.U. comma 1, è un atto normativo atipico), la promozione dello sviluppo economico, sociale e culturale della comunità locale con particolare riferimento alla condizione giovanile e femminile (art. 2 (Principi programmatici) comma 5).<br />
Il Comune, inoltre, si è proposto di garantire le pari opportunità per le donne&#8230; di curare il perseguimento dell&#8217;obiettivo adottando un codice di comportamento che assicuri un clima di pieno e sostanziale rispetto reciproco tra uomini e donne, con particolare attenzione all&#8217;eliminazione delle situazioni di molestie sessuali (art. 4 (Azioni positive per la realizzazione della parità tra i sessi) comma 2, lettera e).<br />
Per l&#8217;attuazione della previsione statutaria è stato costituito, come accertato in sede di merito, un apposito ufficio dipartimentale con l&#8217;assunzione d&#8217;iniziative concrete tendenti a perseguire l&#8217;obiettivo di contrastare fenomeni d&#8217;aggressione alla realtà femminile e sono state investite risorse economiche per fare affermare una cultura femminile autonoma con l&#8217;affidamento di un immobile a un consorzio di associazioni femminili e con l&#8217;istituzione di un centro comunale di accoglienza per donne vittime di violenza.<br />
In tal modo, il Comune ha normativamente trasformato interessi generici e diffusi dei cittadini rappresentati in propri interessi specifici e in oggetto peculiare delle proprie attribuzioni e dei suoi compiti istituzionali, donde la configurabilità in capo ad esso di un interesse concreto alla salvaguardia di una situazione storicamente circostanziata divenuta suo scopo primario ed elemento costitutivo.<br />
<strong>Quindi, gli abusi sessuali ledono non solo la libertà morale e fisica della donna, ma anche il concreto interesse del Comune di preservare il territorio da tali deteriori fenomeni avendo lo stesso posto la tutela di quel bene giuridico come proprio obiettivo primario.</strong><br />
<strong>Dalla frustrazione delle finalità e degli scopi dell&#8217;ente può conseguire un danno economico diretto per le diminuzioni patrimoniali eventualmente subite dagli organi comunali predisposti per alleviare i traumi delle vittime di abusi sessuali, sicchè, dovendosi ritenere il Comune ente esponenziale del suddetto interesse, lo stesso è legittimato, come tale, a costituirsi parte civile nel processo penale</strong>, ai sensi dell&#8217;art. 185 c.p. e art. 74 c.p.p..<br />
<strong>Inoltre, è configurabile in capo al Comune un danno morale per la lesione dell&#8217;interesse perseguito di garantire la libertà di autodeterminazione della donna e la pacifica convivenza nell&#8217;ambito comunale, beni sociali statutariamente individuati come oggetto specifico di tutela.</strong></p></blockquote>
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		<title>Le ridenti terre della Tuscia</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 07:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="/wp-content/uploads/2009/10/36umhidah9ihlitfs1." /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="/wp-content/uploads/2009/10/36umhidah9ihlitfs1." allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Generalmente, ripudio questo tipo di trasmissioni, improntate al nazionalpopulismo più bieco, costruite su misura per il cervelletto dei <em>minus habens</em> telecatodici.<br />
Stavolta, invece e pur nell&#8217;intrinseca banalità degli stilemi tipici del programma, gli autori hanno portato alla luce il sostrato cannibale della mentalità di paese; di un paese delle mie terre, la cui reputazione fra gli abitanti delle zone limitrofe è sempre stata pessima. Capirete perché.</p>
<p>Ora non riesco a scriverne compiutamente, anche se intendo rimanere aggiornato e continuare ad aggiornarvi sulla vicenda: intanto, lascio a corredo alcuni meritori articoli del Corriere della sera e il mio primo, vecchio articolo di due anni fa, per ricapitolare la vicenda: sarebbe bene non far morire nel silenzio la questione.</p>
<p><a href="http://www.silenzi.com/2007/07/21/provincia-meccanica/">Provincia meccanica: il sindaco che paga l&#8217;avvocato agli stupratori</a></p>
<p><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/19/miei_violentatori_liberi_non_pentiti_co_8_091019033.shtml" rel="lightbox">«I miei violentatori liberi e non pentiti»</a></p>
<p><a href="http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/09_ottobre_21/viaggio_montalto_castro_capponi-1601901526310.shtml">Montalto, tutto il paese con gli stupratori: «Sono bravi ragazzi, la colpa è di lei»</a></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_18/Processo-sospeso-agli-8-violentatori-La-madre-della-ragazza-disgustata-laura-martellini_ec5e6d5e-bbc0-11de-b0a3-00144f02aabc.shtml">Processo sospeso agli 8 violentatori. La madre della ragazza: sono disgustata</a></p>
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		<title>In difesa dell&#8217;uomo Mesiano</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 13:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>

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		<description><![CDATA[Addendum (19 ottobre 2009): In calce, il video di Brachino che rettifica, almeno parzialmente, il servizio, è da vedere e da apprezzare per la sua onestà intellettuale. Certo, continua a difendere il suo punto di vista che non è in accordo col mio; ma siamo nel campo delle opinioni, nel quale la discussione è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Addendum (19 ottobre 2009)</strong>: In calce, il video di Brachino che rettifica, almeno parzialmente, il servizio, è da vedere e da apprezzare per la sua onestà intellettuale. Certo, continua a difendere il suo punto di vista che non è in accordo col mio; ma siamo nel campo delle opinioni, nel quale la discussione è il miglior fertilizzante. E allora ben vengano le discussioni, una volta recisa la gramigna degl&#8217;insulti.<br />
In calce al pezzo, il video.</p>
<p>***</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="/wp-content/uploads/2009/10/sqym3isy2qohlitfs1."></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="/wp-content/uploads/2009/10/sqym3isy2qohlitfs1." type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br />
Quando si parla di conflitto d&#8217;interessi, di sproporzionata concentrazione di media e potere nelle mani d&#8217;un solo individuo, spesso il discorso inciampa nel nome di Silvio Berlusconi. Non è un caso, ovviamente; d&#8217;altronde, star qui a parlarne dell&#8217;altro in maniera descrittivista sarebbe uno spreco di tempo per me, a scriverlo, e per voi, nel leggerlo. Come diceva Moretti ne <em>Il caimano</em>, chi vuole sapere, ormai sa; e chi non sa, è perché non vuol sapere. Non sono del tutto convinto della assoluta veridicità della frasetta apodittica, ma sicuramente si approssima alla realtà.<br />
Quello che risulta essere più utile è l&#8217;analisi di un&#8217;applicazione di quest&#8217;abnorme concentrazione di media e potere: la vicenda dell&#8217;inverecondo servizio «giornalistico» andato in onda sulla trasmissione di Canale 5 (Mediaset, dunque) <em>Mattino 5</em> e riguardante il giudice del Tribunale civile di Roma Raimondo Mesiano, «colpevole» di aver reso una sentenza di condanna in primo grado nei confronti di Fininvest di cui tutti ormai conosciamo sommariamente portata ed entità.</p>
<p>Questo lo schema retorico: Brachino mostra una pagine de <em>Il Giornale</em>, edito dal gruppo Berlusconi, in cui si dileggia il giudice  perché avrebbe ricevuto una promozione dal CSM che viene giudicata immeritata o almeno incongrua, quasi come premio per la sentenza (ignorando che <a href="http://www.csm.it/comunicati%20stampa/CommStampa.php?idcomuni=144">i procedimenti di promozione del CSM durano mesi</a> e non sono poi così rari) e definendolo uomo dalla vita piena di stranezze (senza sostanziarlo con dati oggettivi: e sì che comportamenti stravaganti da parte dei giudici <a href="http://news2000.libero.it/primopiano/pp3063.html">se ne son visti</a>); poi, <em>traendo forza da quell&#8217;articolo</em>, mostra un servizio che, a suo dire, confermerebbe le stranezze di quest&#8217;uomo.<br />
<em> Un indizio è un indizio, un paio d&#8217;indizi fanno quasi una prova</em>: questo è lo schema retorico. Peccato che il punto primario d&#8217;assurdità della vicenda sia l&#8217;identità della proprietà dei due media: la persona che è stata dichiarata soccombente nel giudizio civile per 750 milioni di euro. E a questo punto, un paio di dubbietti circa la neutralità giornalistica di questo combinato disposto dei media dovrebbe sorgere, quantomeno nello spettatore più avveduto; il che, purtroppo, è da escludersi a priori, visto il pubblico di riferimento di un programma quale <em>Mattino 5</em>. E non a caso il lessico usato nell&#8217;infame servizio è semplicistico e scandalistico, con la voce peperina della giornalista che sottolinea, con tanto di musichettina degli <em>Aerosmith</em>, le «stravaganze» di quest&#8217;uomo. Che, nell&#8217;ordine, sarebbero: fumare una sigaretta per strada; camminare, nell&#8217;attesa del proprio turno alla tonsura, avanti e indietro di fronte alla porta del barbiere; fermarsi vicino ad un attraversamento pedonale per accendersi una sigaretta; sedersi in una panchina pubblica; avere dei calzini turchesi.<br />
Un attacco alla persona tanto pedestre quanto vergognoso.<br />
Il punto è quello sollecitato da menti illustri della nostra attualità: non si può pagare con l&#8217;offesa personale un&#8217;azione professionale. Se il giudice, come ufficio, emette una sentenza, l&#8217;ordinamento giuridico ha già previsto i mezzi di ipotetica censura o comunque di gravame nei confronti delle sue statuizioni giuridiche: il soccombente propone appello e la palla passa ad un altro (o più) giudice-persona fisica, che valuterà la correttezza della sentenza modificandola, se del caso, secondo giustizia. Ma <em>mai</em> potrà esprimere una critica nei confronti del primo giudice-persona fisica, perché non è stato quell&#8217;aspetto della sua personalità a scrivere la sentenza, bensì il giudice come ufficio. Non si tratta del sig. Tizio, ma del dott. Tizio. Addirittura, l&#8217;ordinamento giuridico predispone i mezzi di punizione del singolo giudice laddove l&#8217;errore si marchiano: <a href="http://www.csm.it/pages/civile.html">è prevista la punizione economica del magistrato nei casi estremi</a>. Per cui, la stessa legge prevede le forme e i casi di aggressione del giudice-uomo quando il giudice-ufficio sbaglia clamorosamente (o dolosamente).<br />
Quando, agli occhi dell&#8217;offensore, questi due aspetti ben distinti artatamente si mescolano fino all&#8217;indifferenziazione, è allora che si travalica un confine inviolabile, che sposta l&#8217;asticella del limbo della democrazia una tacca più in basso.<br />
Nel 326 a.C. in Roma la <em><a href="http://webu2.upmf-grenoble.fr/Haiti/Cours/Ak/Leges/poetelia_papiria.html">lex Poetelia Papiria de nexis</a></em> imponeva il divieto di costrizione fisica del debitore ad opera del creditore per i debiti non soddisfatti, sancendo un limite sacro e rivoluzionario assieme: il corpo dell&#8217;uomo non abbia a patire conseguenze di sbagli che la mente (intesa come volontà) compie. Parimenti oggi, l&#8217;uomo Mesiano non deve pagare col proprio corpo e la propria onorabilità privata ciò che il giudice Mesiano ha fatto, tantomeno se, come pare, non ha compiuto alcuno sbaglio.<br />
E se la forma più radicale di protesta che un&#8217;opposizione civile ancor prima che politica sa organizzare è quella di <a href="http://twitter.com/dariofrance/status/4963463010">mettersi i calzini turchesi</a> a difesa dell&#8217;uomo Mesiano, allora siamo messi male.<br />
Tanto più che i calzini turchesi sono il legante più proprio — lo dice uno che, modestia a parte, conosce l&#8217;eleganza — fra i pantaloni blu e i mocassini bianchi.</p>
<p>***</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" width="640" height="390"><param name="movie" value="/wp-content/uploads/2009/10/z_adv_player.swf"></param><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param value="autostart=false&amp;keyT=Ce,.àMp kaìo:.B:vtlx,pàéqèstuvi&amp;key=.iì(ccwqeafiweà?r.esèp@dajt:p@ek,v;_ùyqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?ò03ex04&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2009/brac191009.flv&amp;repeat=false&amp;logo=1&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;" name="flashvars"><embed src="/wp-content/uploads/2009/10/z_adv_player.swf" allowScriptAccess="always"  type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="390" flashvars="autostart=false&amp;keyT=Ce,.àMp kaìo:.B:vtlx,pàéqèstuvi&amp;key=.iì(ccwqeafiweà?r.esèp@dajt:p@ek,v;_ùyqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?ò03ex04&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2009/brac191009.flv&amp;repeat=false&amp;logo=1&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl"></embed></object></p>
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		<title>La pronuncia della Consulta for dummies</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/10/07/la-pronuncia-della-consulta-for-dummies/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 19:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>

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		<description><![CDATA[Visto che il tema è troppo contiguo alla mia occupazione professionale, non posso non parlarne; brevemente, perché — e per fortuna — di parole sul punto, qualche volta pure interessanti, se ne stanno investendo molte in queste ore. La Corte costituzionale ha dichiarato l&#8217;incostituzionalità della legge n. 124 del 2008, meglio conosciuta col nome giuridicamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che il tema è troppo contiguo alla mia occupazione professionale, non posso non parlarne; brevemente, perché — e per fortuna — di parole sul punto, qualche volta pure interessanti, se ne stanno investendo molte in queste ore.</p>
<p>La Corte costituzionale ha dichiarato l&#8217;incostituzionalità della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Alfano">legge n. 124 del 2008</a>, meglio conosciuta col nome giuridicamente errato e giornalisticamente semplificativo di «lodo Alfano», per contrarietà agli articoli 3 (uguaglianza sostanziale dei cittadini di fronte alla legge) e 138 (forma delle leggi costituzionali). In assenza di motivazioni, che si spera vengano pubblicate presto, si può solo desumere quel che pare logico all&#8217;uomo di buon senso, e cioè che una legge che esenti alcuni cittadini, benché aventi rilevanza pubblica e di governo eccezionale, dal rispondere alla giustizia penale non solo per i reati commessi nell&#8217;esercizio delle loro funzioni istituzionali (immunità ragionevole e condivisibile), ma per <em>qualunque</em> tipo di reato penale commesso, viola il principio di uguaglianza dei cittadini; inoltre, da un punto di vista di forma legislativa, una legge che intenda modificare la Costituzione deve essere promulgata attraverso un <em>iter</em> più laborioso e con maggioranze qualificate, proprio per assicurare che ogni emendamento costituzionale sia <em>condiviso fra le varie forze parlamentari</em>, che — lo ricordo — <em>rappresentano il popolo</em>, contrariamente alle leggi ordinarie le quali, per converso, possono essere frutto addirittura di «prove di forza» dell&#8217;esecutivo, essendo prassi (odiosa) dei nostri giorni «blindare» le votazioni parlamentari con l&#8217;odioso ricorso al voto di fiducia.</p>
<p>Quanto all&#8217;analisi politica della vicenda, ritengo doloroso, dissacrante e quantomai aderente ai sofismi di Berlusconi e dei <em>berluscones</em> l&#8217;argomentazione per cui visto che mr. B. (nomignolo che sentiremo ritirar fuori spesso, nei mesi a venire&#8230;) è stato votato dalla maggioranza degli elettori, allora può fare il cazzo che gli pare; chiunque si dovesse mettere sulla sua strada, foss&#8217;anche il guardiano delle leggi, è «di sinistra», quasi fosse un insulto. Nelle <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/dirette/sezioni/politica/alfano-lodo/lodo-alfano-7ott/index.html">icastiche parole</a> del ministro Gelmini: «La Corte costituzionale ha emesso una sentenza politica. Alla maggioranza dei cittadini italiani è chiaro che la Consulta ha smesso di essere un organo di garanzia ed è oggi diventata una parte politica». Lo schema è chiaro: basta dargli torto per guadagnarsi la nomea di fazioso. Ripeto: foss&#8217;anche la Corte costituzionale, che si muove in base al documento che fonda la Repubblica italiana.</p>
<p>E ora Berlusconi, nello spaesamento più totale, tira pugni — e son pugni dotati d&#8217;una certa forza — verso chicchessia: il Capo dello Stato? Sappiamo da che parte sta. La Corte costituzionale? Faziosa. Io governo <em>ad libitum</em> facendo ciò che voglio, nella vita pubblica e privata, perché ho i voti degl&#8217;italiani. No, Berlusconi: lei ha guadagnato, alle urne, il diritto-dovere di governare questo dannatissimo Paese, ricevendo la libertà di decidere le opzioni politiche per fronteggiare i (tanti) problemi che ci affliggono; ma della gestione dei suoi affari privati, laddove cozzino contro le leggi del nostro Stato, lei dovrà risponderne — come tutti — di fronte ai tribunali. E valuterei anche l&#8217;opzione di dimettersi dalla eminentissima posizione di governo che ricopre, ché, rappresentando tutti gl&#8217;italiani e non solo chi l&#8217;ha votata, non sembra rispettoso nei nostri confronti. I precedenti non mancano (un nome? Olmert.), e probabilmente — visto che la giusta punizione giudiziaria è dietro l&#8217;angolo e lei lo sa — potrebbe guadagnarne in immagine.</p>
<p>Non ho detto grandi cose, ma mi faceva piacere scriverle, ché il momento è solenne.</p>
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		<title>Lettera aperta al sindaco di Montefiascone sull&#8217;ammodernamento della PA digitale</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/09/21/lettera-aperta-al-sindaco-di-montefiascone-sullammodernamento-della-pa-digitale/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 22:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mio paese natale, Montefiascone, si sono tenute da qualche mese le elezioni comunali, che hanno visto la vittoria di uno schieramento di centro-destra che ha ribaltato quindici anni di governo di una precedente congrega di centro-sinistra, che a mio avviso ha amministrato con imperizia, procurando nocumento all&#8217;immagine del paese. Fiducioso — la buona fede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio paese natale, Montefiascone, si sono tenute da qualche mese le elezioni comunali, che hanno visto la vittoria di uno schieramento di centro-destra che ha ribaltato quindici anni di governo di una precedente congrega di centro-sinistra, che a mio avviso ha amministrato con imperizia, procurando nocumento all&#8217;immagine del paese.</p>
<p>Fiducioso — la buona fede si presume — nelle possibilità di questa nuova Amministrazione, ho pensato bene d&#8217;inviare al sindaco una email, che qui rendo pubblica, circa le necessità impellenti di rinnovamento dell&#8217;uso dei nuovi media a fini istituzionali. Col suo consenso, se e quando la riceverò, pubblicherò la risposta. Magari torna utile a qualcuno o potrebbe servire a stimolare un utile dibattito. Per l&#8217;intanto, l&#8217;email del sindaco è sindaco@comune.montefiascone.vt.it.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Preg.mo sig. Sindaco,</p>
<p>in qualità di cittadino, nato e cresciuto in Montefiascone (benché non più residente) mi permetto, ad inizio legislatura, d&#8217;inviarLe alcuni modesti suggerimenti circa un «nuovo» approccio alla comunicazione istituzionale attraverso i nuovi media, nella speranza che il mio contributo possa servire ad ammodernare questo fronte, su cui — mi auguro che, per onestà, ne converrà — Montefiascone ha diverse leghe di terreno da recuperare.<br />
Premetto che quanto segue è la riproposizione ufficiale di lunghe, informali e piacevoli conversazioni con l&#8217;amico David Proietti Petretti (che, per trasparenza, legge in copia), Suo consigliere ed esperto conoscitore della materia; mi auguro che, laddove intenda seguire la strada indicata, vorrà avvalersi della sua esperienza; per parte mia, rimango sempre a disposizione per eventuali, ulteriori ragguagli in materia.</p>
<p>Come dicevo, la situazione attuale della comunicazione istituzionale attraverso i nuovi media è ben lontano dallo stato dell&#8217;arte; direi anzi, senza eufemismi, disastrosa, e comunque ben lontano da quell&#8217;azione efficace ed efficiente che, secondo Costituzione, dovrebbe essere il paradigma dell&#8217;operare della Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Più in dettaglio, problemi che osservo e soluzioni che propongo:</p>
<p>1. Il sito istituzionale è complesso, macchinoso, tecnologicamente obsoleto e gravemente lacunoso. So che è parte d&#8217;un&#8217;eredità imbarazzante della precedente, ben poco fulgida Amministrazione che vi ha preceduto, ma abbisogna di una riscrittura globale; meglio fare tabula rasa di quanto già esistente. Una palingenesi del Web, direi.<br />
A titolo puramente illustrativo segnalo, quali esempi di riferimento (e consapevole del diverso ordine di grandezza in cui ci troviamo): il sito del Comune di Roma; il sito del Comune di Torino; il sito della Casa Bianca americana; OssERvando, un osservatorio sull&#8217;e-government dell&#8217;Emilia Romagna (preziosi i suoi rapporti sullo stato dell&#8217;ammodernamento dei siti delle Pubbliche Amministrazioni), in particolar modo un estratto dal loro rapporto 2007.</p>
<p>1.1 Per il rifacimento del sito istituzionale, sempre occhieggando a quei fulgidi esempi, suggerirei l&#8217;uso di una piattaforma di pubblicazione open-source, quale ad es. Joomla. I vantaggi sono evidenti: tale tipo di software infatti, è rilasciato con licenza di diffusione ed utilizzo gratuito, tale profilo incidendo sull&#8217;economicità dell&#8217;azione della Pubblica Amministrazione. Sul punto, il CNIPA ha un osservatorio sull&#8217;uso del software open source nelle Pubbliche Amminstrazioni che ritengo lettura essenziale e preliminare a qualunque azione in tal senso.</p>
<p>2. Blog: A fianco al sito istituzionale, che mi auguro voglia essere completo di qualsivoglia informazione che riterrete anche solo latamente utile per i cittadini (Internet non ha problemi di spazio), è commendevole aggiungere una piattaforma di blogging (consiglio WordPress, sempre open source), per l&#8217;aggiornamento quotidiano delle operazioni di ordinaria amminstrazione: informare cosa sta succedendo in Comune, giorno per giorno, magari con un linguaggio semplice ed informale (al contrario del sito istituzionale) può aiutare sotto vari profili l&#8217;operato di questa Amministrazione, non ultimo quello della trasparenza, prima, imbarazzante lacuna di ogni esecutivo di questo triste Paese. Esempio: blog dell&#8217;Assessorato alla Cultura della Regione Lazio.</p>
<p>3. Canale su YouTube: visto il regime di pubblicità delle sedute consiliari, sarebbe assolutamente ragionevole videoriprendere ciascuna seduta (vari video-esempi di alcuni consigli comunali) e pubblicare il video su YouTube, su un apposito canale del Comune, ripubblicando ciascun video sul blog del Comune. Sappiamo entrambi infatti che quasi nessun cittadino riesce a trovare del tempo libero per assistere alle sedute, che spesso si tengono in orario lavorativo; del pari, mancando una riprova oggettiva di quanto detto, è facile che la vox populi affermi tutto e il contrario di tutto riferendosi ad avvenimenti che ivi si svolgono (esempi: Regione Lazio, Comune di Ciampino e Casa Bianca).</p>
<p>4. Twitter: è un servizio di micro-messaggistica istantanea, molto utile per diffondere notizie in tempo reale (maggiori informazioni su Wikipedia). Potrebbe essere usato per le brevi, per segnalare disservizi temporanei (strade, fognature, traffico) e mantenere un filo costante con i cittadini.</p>
<p>5. Skype: un servizio di chat e telefonia VoIP (via Internet). Gratuitamente (dico davvero: non costa nulla), chiunque possieda un abbonamento Skype (è gratis proprio come la posta elettronica), potrebbe chiamare il Comune per ricevere informazioni; in alternativa, iniziare una sessione di chat testuale. (Esempio: Università di Tor Vergata).</p>
<p>6. Forum: ad oggi, la maggiore attività di democrazia diretta su Internet è costituita dai forum, bacheche virtuali in cui ciascuno, previa registrazione gratuita, può aprire una discussione e dire la propria su vari profili. Immagino un forum comunale moderato da un amministratore, che si occupi di sorvegliare le discussioni, magari aprendole con fare interlocutorio («Senso unico su via Dante Alighieri: cosa ne pensate?») e di cancellare quelle a contenuto meramente diffamatorio (esempi, invero con poco successo: Comune di Udine; Comune di Venezia).</p>
<p>7. Calendario condiviso. Esistono molti siti che forniscono la possibilità di creare e condividere con la generalità degli utenti Internet calendari. Il Comune potrebbe creare (e, soprattutto, aggiornare!) un calendario degli eventi pubblici, di quelli istituzionali (riunioni consiliari, giunte, etc.), turistici (manifestazioni, sagre), sportivi, incorporandolo magari sul sito istituzionale, cosicché tutti possano consultarlo ed abbonarvicisi. La visualizzazione è analoga a quella di qualunque altro calendario informatico, ed anche a quella degli organizer cartacei, con la differenza che l&#8217;aggiunta di un evento in un luogo viene moltiplicata su Internet a beneficio di tutta la comunità. (Materiali: un&#8217;introduzione ai calendari di Google, che permettono questa funzionalità).</p>
<p>La prego di non cadere nel sofisma per cui lo sforzo profuso nell&#8217;ammodernamento dell&#8217;infrastruttura informatica del Comune non avrebbe ritorno nel breve periodo, stante il sostanziale analfabetismo informatico della popolazione generale; se non sono le Istituzioni a spronare i cittadini, non usciremo mai dal circolo vizioso che ci avviluppa.</p>
<p>Chiudo con la speranza di ricevere, nei tempi tecnici che la Sua intensa attività consentirà, una risposta puntuale, che sia ben diversa da quella di un assessore della precedente Amministrazione, che non rispose mai ad una mia email perché incapace di aprire gli allegati.</p>
<p>Buon lavoro, dunque!</p>
<p>F.M.</p>
<p>P.s.: Nello spirito della trasparenza che auspico informi l&#8217;operare della Sua Amministrazione, La informo che copia di questa email sarà pubblicata sul mio blog, unitamente alla Sua risposta, se a questo dovesse autorizzarmi (ça va sans dire, io lo spero).</p>
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		<title>Domandina</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 06:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera alle 21 e qualcosa su Raitre hanno dato La caduta, il film di Oliver Hirschbiegel sugli ultimi giorni di Adolf Hitler, magistralmente interpretato da Bruno Ganz. Fin qui, niente di strano. Interessante è la considerazione per cui, sempre ieri sera, sarebbe dovuto andare in onda, come tutti i martedì, Ballarò, che invece — [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera alle 21 e qualcosa su Raitre hanno dato <em>La caduta</em>, il film di Oliver Hirschbiegel sugli ultimi giorni di Adolf Hitler, magistralmente interpretato da Bruno Ganz.</p>
<p>Fin qui, niente di strano.</p>
<p>Interessante è la considerazione per cui, sempre ieri sera, sarebbe dovuto andare in onda, come tutti i martedì, <em>Ballarò</em>, che invece — <a href="http://blogsearch.google.it/blogsearch?hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;q=ballar%C3%B2+porta+a+porta&amp;btnG=Cerca+nei+Blog&amp;lr=">più di qualcuno</a> se ne è occupato — è stato cancellato (dicono i maligni) per dare visibilità a <em>Porta a porta</em> e la sua cerimonia di consegna delle prime case ai terremotati di Onna, officiante Bruno Vespa, corpo del Divino osteso Silvio Berlusconi. Peraltro — guarda te il caso — pure <em>Matrix</em> su Canale 5 non è potuto andare in onda ieri sera: dice che gli si è guastato qualcosa; una ciabatta, forse?</p>
<p>Quindi, per tornare alla domanda, mi chiedevo incuriosito: c&#8217;è forse qualche simpatico riferimento velato a quello che succedeva su Raiuno, nella messa in onda di rappezzo de <em>La caduta</em>, storia di un leader politico autoritario il cui mondo sta andando a pezzi e lui, preso dal delirio d&#8217;onnipotenza, non riesce proprio a comprenderlo, credendosi invincibile, o è il mio senso dietrologico che impazza?</p>
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