<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>I miei Silenzi.com &#187; Questo pazzo pazzo mondo giuridico</title>
	<atom:link href="http://www.silenzi.com/category/questo-pazzo-pazzo-mondo-giuridico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.silenzi.com</link>
	<description>Se non comprendi i miei silenzi, come potrai capire le mie parole?</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Oct 2011 09:36:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Mr B. e lo zelo delle Procure</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2011/09/13/mr-b-e-lo-zelo-delle-procure/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2011/09/13/mr-b-e-lo-zelo-delle-procure/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 21:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=2123</guid>
		<description><![CDATA[M&#8217;Ã¨ stato sollecitato un commento â€“ sÃ¬, farÃ² finta che il silenzio calato sul blogghino di provincia per piÃ¹ d&#8217;un anno non sia da commentare (nulla di piÃ¹ facile, a voler usare l&#8217;argomento, tutto onomastico, del suo nome) â€” questo commento, insomma, Ã¨ da farsi sulla &#8220;inedita&#8221; veste di persona offesa (no, non &#8220;parte offesa&#8221;: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>M&#8217;Ã¨ stato <a href="https://twitter.com/francescocosta/status/113597888201887745">sollecitato</a> un commento â€“ sÃ¬, farÃ² finta che il silenzio calato sul blogghino di provincia per piÃ¹ d&#8217;un anno non sia da commentare (nulla di piÃ¹ facile, a voler usare l&#8217;argomento, tutto onomastico, del suo nome) â€” questo commento, insomma, Ã¨ da farsi sulla &#8220;inedita&#8221; veste di persona offesa (no, non &#8220;parte offesa&#8221;: non Ã¨ giuridicamente corretto) assunta, nel procedimento penale di Napoli su Tarantini e compagnia cantante, da Silvio Berlusconi.</p>
<p>Sia ben chiaro: Ã¨ quasi mezzanotte, ho sonno arretrato e vengo da una trasferta di lavoro. Questa sorta di <em>procedura penale for dummies</em> che esplicito qui sotto non ha pretese d&#8217;esaustivitÃ ; anzi, magari c&#8217;Ã¨ pure qualche svista. Se v&#8217;accontentate, eventualmente anche facendo domande, bene; altrimenti, avrÃ² agio di consigliarvi la piÃ¹ vicina facoltÃ  di giurisprudenza.</p>
<p>E&#8217; noto, fra i venticinque lettori (ormai saranno pure diminuiti) del sitYno, che io mi occupi di diritto penale, e che abbia una spiccata <em>vis polemica</em>. E quindi, adeguatamente stimolato, nella fretta che contraddistingue la mia vita, butto lÃ  tre sassolini concettuali.</p>
<p>Nella mia esperienza, maturata nella Procura della Repubblica di Roma e in qualche altro grande tribunale italiano, la situazione Ã¨ la seguente: i PM sentono raramente la persona offesa, dacchÃ© nella stragrande maggioranza dei casi il loro punto di vista Ã¨ ben enucleato nella denuncia-querela che dÃ  l&#8217;abbrivio al procedimento penale, spesso (ma a volte no) giÃ  indicando la persona ritenuta responsabile dell&#8217;illecito, e che i PM, un po&#8217; acriticamente, iscrivono subito nel registro degl&#8217;indagati. A proposito: il nostro Ã¨ un Paese che ha un rapporto con la giustizia ormai andato a puttane da molto tempo, e quindi non mi stupisco piÃ¹ di niente, o quasi. Ma l&#8217;iscrizione in questo registro Ã¨ un atto <em>a garanzia</em> dell&#8217;indagato, e non comporta alcun giudizio di valore in merito alle sue condotte (tutte da accertare, a partire dalla presunzione di NON colpevolezza, guarda caso dall&#8217;INDAGINE â€” che si chiama cosÃ¬ perchÃ©, toh!, INDAGA). Serve solamente a far decorrere una serie di termini entro i quali una Procura puÃ² ficcare il naso nella sua vita privata, scandagliandola alla ricerca di elementi da cui ricavare la colpevolezza <em>in ordine al fatto per cui Ã¨ stato iscritto</em> (e non, come spesso accade, con un&#8217;indagine &#8220;a strascico&#8221;, nella quale ci si fa i cazzi suoi &#8220;<em>che poi, magari, indizi d&#8217;un reato purchessia li troveremo</em>&#8220;). Un indagato, con un&#8217;apposita procedura, puÃ² anche conoscere se a suo carico, in una data Procura, pendano delle indagini: addirittura, salvo in una serie di sparuti (e piÃ¹ gravi) casi, il segreto istruttorio puÃ² essere apposto una sola volta, motivatamente, e per tre mesi, da parte del PM.</p>
<p>Dicevo che questi ultimi raramente sentono la persona offesa, soprattutto nei casi in cui v&#8217;Ã¨ un documento, di suo proprio pugno, che descrive i fatti ritenuti criminosi. Ma ci puÃ² essere il caso dell&#8217;iscrizione della notizia di reato da parte del PM o delle forze di polizia, senza che s&#8217;individui, o senza che si sia ancora individuata, la persona offesa. In quel caso, Ã¨ ovvio che, una volta individuata, la si ascolti perchÃ©, andando a rivestire lo <em>status</em> di testimone, ha l&#8217;obbligo di presentarsi e di dire la veritÃ .</p>
<p>Il testimone, persona offesa (dal reato) o meno che sia, deve presentarsi (al contrario, l&#8217;indagato puÃ² astenersi dal farlo e â€” udite udite! â€” mentire, senza conseguenze) se a tanto richiesto; se si rifiuta, puÃ² essere anche disposto quest&#8217;ormai celebre accompagnamento coatto. CioÃ¨ a dire: arriva la Polizia e ti trascina, a forza, in Procura. Figuratevi voi la scena&#8230;</p>
<p>La Procura, e un ottimo Giovandomenico Lepore in camicia sul lungomare partenopeo (e io che sono tornato al lavoro da due settimane&#8230;), si affrettano a specificare che non ce l&#8217;hanno con Berlusconi, tanto che stavolta vogliono pure tutelarlo. Bella storia: e io, garantista, che lo ritenevo un prerequisito, quello dell&#8217;indipendenza e terzietÃ  della magistratura. E quindi: lui Ã¨ un capo di governo e ben puÃ² avere degl&#8217;impegni. E allora, si faccia cosÃ¬: ti dÃ² quattro date: giovedÃ¬, venerdÃ¬, sabato e domenica. Consecutivi. LunedÃ¬, ti mando la polizia con le manette.</p>
<p>Che succede al cittadino comune, che riveste la qualifica di persona offesa e che il PM procedente ritiene di sentire? Che gli arriva un avvisino, che in genere lo spaventa e con il quale corre da me a chiedere conforto (e io, ovviamente, lo tranquillizzo); che a volte, i marescialletti a ciÃ² delegati chiamano pure prima, per concordare una data (con non meno di sette/dieci giorni di preavviso, sempre per cortesia); che spesso, in caso di assenza di preventivo accordo, la persona quel giorno Ã¨ impegnata. Che quindi, l&#8217;avvocato fa un&#8217;istanza di due righe al PM, chiedendo di fissare una nuova data, magari fra quelle indicate; e che il PM non batte ciglio â€” in genere, sono persone ragionevoli â€”, e magari aspetta un mese, due o decide di superare l&#8217;adempimento e non sentirla.</p>
<p>Che poi, spesso sono io a dover insistere affinchÃ© il PM si risolva a sentirla, la persona offesa (&#8220;<em>Avvoca&#8217;, m&#8217;ha detto tutto in querela/la ritengo un&#8217;operazione superflua/il dottore non puÃ² ricevere, Ã¨ fuori, Ã¨ impegnato in un interrogatorio, no, non si puÃ² fissare un appuntamento</em>&#8220;). Per dire, nel &#8220;Paese (Procura?) reale&#8221; funziona cosÃ¬.</p>
<p>E invece, la Procura di Napoli, ad un capo di governo (sÃ¬, tutti uguali di fronte <em>blabla</em>; epperÃ², il tintinnio di manette al Presidente di un Paese sull&#8217;orlo di una crisi finanziaria non dÃ  garanzie, agl&#8217;investitori istituzionali), dice: novantasei ore consecutive a tua disposizione e poi poliziotti a palazzo Grazioli (col cazzo, poi, che si potrebbe: sarebbe necessario il voto delle Commissioni e del Parlamento, prima).</p>
<p>Vi dico di piÃ¹: i PM nappul&#8217; hanno sott&#8217;occhio un fatto naturalistico: la dazione di somme di denaro a Tarantini da parte di Berlusconi. Ritenendole il prezzo dell&#8217;estorsione, qualificano il Berlusca come persona offesa e Tarantini come indagato. Tuttavia, qual Ã¨ il gioco che c&#8217;intravedo? Per caritÃ , Berlusconi, giuridicamente, ha subito il danno da reato; ma, politicamente-giornalisticamente, non si tratta di soldi dati a Tarantini affinchÃ© tacesse su qualcosa? E se invece di qualificarla estorsione l&#8217;avessero definita &#8220;corruzione&#8221; ad un potenziale testimone? In fondo, sempre flusso di denaro da B. a T. sarebbe stato. E non Ã¨, quindi, che hanno deciso di cucirgli addosso il mantello della persona offesa (leoni per agnelli), consapevoli comunque che il fatto naturalistico sarebbe comunque venuto fuori, senza potersi attirare addosso gli strali di chi li definisce &#8220;persecutori&#8221;?</p>
<p>Per caritÃ : anatema, anatema.</p>
<p><em>Nota per i biografi: M&#8217;Ã¨ piaciuto, tornare a scrivere qui.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2011/09/13/mr-b-e-lo-zelo-delle-procure/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Due Comuni, due misure</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/10/27/due-comuni-due-misure/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2009/10/27/due-comuni-due-misure/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 23:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/2009/10/27/due-comuni-due-misure/</guid>
		<description><![CDATA[Nelle mie ricerche lavorative di oggi mi sono imbattuto, per ventura, in una sentenza della Cassazione del 2008 (Cassazione penale , sez. III , 19 giugno 2008 , n. 38835) circa una violenza sessuale consumatasi in Roma; il punto peculiare Ã¨ che il Comune ha chiesto ed ottenuto di costituirsi parte civile contro l&#8217;imputato. Cos&#8217;Ã¨ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle mie ricerche lavorative di oggi mi sono imbattuto, per ventura, in una sentenza della Cassazione del 2008 (Cassazione penale , sez. III , 19 giugno    2008 , n. 38835) circa una violenza sessuale consumatasi in Roma; il punto peculiare Ã¨ che il Comune ha chiesto ed ottenuto di costituirsi parte civile contro l&#8217;imputato.<br />
Cos&#8217;Ã¨ la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parte_civile">parte civile</a> in un processo penale?</p>
<p>In breve e fuor di tecnicismi, chiunque si senta leso civilmente, cioÃ¨ avendo riportato un danno monetizzabile, dal reato penale, puÃ² chiedere di partecipare al processo come parte attiva; attraverso l&#8217;allegazione della prova che il reato l&#8217;ha danneggiato, chiede al giudice penale di pronunciarsi, unitamente alla giudizio penale sul fatto incriminato, sulla quantificazione del danno civile, o quantomeno di dichiarare la titolaritÃ  al risarcimento della parte civile, devolvendone la quantificazione al giudice civile.</p>
<p>Il Comune di Roma, nella sentenza citata, avanzava questa richiesta perchÃ© riteneva che il reato di violenza sessuale danneggiasse l&#8217;Ente nella misura in cui una norma statutaria era volta alla promozione della tutela e della libertÃ  di autodeterminazione della donna. Un equilibrisimo giuridico dai contorni etici eccezionalmente premurosi e meritevoli, che Ã¨ stato accolto con favore dalla Suprema corte, dopo essere stato Â«bocciatoÂ» nei primi gradi di giudizio.</p>
<p>Sia ben chiaro che il riferimento, in questa sede, all&#8217;attenzione del Comune verso questo problema Ã¨ da mettersi in relazione a quella, altrettanto solerte, del sindaco di Montalto di Castro Salvatore Carai, deciso a tutelare, mediante pagamento delle spese legali<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/19/stupro_montalto_sindaco.shtml"> nella misura di 5000â‚¬ cadauno</a> (fonte: Corriere della sera), gli otto stupratori, al tempo solamente imputati e che, nel corso del processo, hanno <em>confessato</em> l&#8217;infame atto.</p>
<p>Come se non bastasse frange della popolazione, non so in che numero, di recente si sono schierate, a spron battuto, in difesa degli otto stupratori, descrivendo come Â«una facileÂ» la ragazzina, come se questo potesse giustificare, a qualunque livello, l&#8217;aggressione.</p>
<p>Nel chiudere queste righe, da privato cittadino innamorato della giustizia, torno a chiedere pubblicamente, una volta di piÃ¹, le dimissioni del sindaco di Montalto di Castro Salvatore Carai; prego il PD, sedicente, democraticissimo partito di appartenenza del sindaco di voler espellere una persona che, con le sue scelte, ha dimostrato di non rispecchiare i valori del suo partito; e chiedo a tutti i cittadini della Rete (ma non solo) di dare eco a queste mie parole, creado un movimento di pressione.</p>
<p>Non si puÃ² tacere.</p>
<p>Alcuni passi della sentenza, in <em>giuridichese</em>, per i piÃ¹ interessati (posso fornire il testo integrale delle motivazioni a richiesta; incollarlo qui mi sembra troppo verboso):</p>
<blockquote><p>Proponeva ricorso, per gli effetti civili, anche il sindaco <em>pro tempore</em> di Roma denunciando l&#8217;illegittima esclusione di parte civile essendo il Comune, in materia di abusi sessuali, portatore d&#8217;interessi autonomi rispetto a quello della persona offesa stante che dal prodotto Statuto comunale risultava l&#8217;assunzione dell&#8217;interesse alla libertÃ  morale e fisica della donna quale obiettivo proprio dell&#8217;Ente con l&#8217;adozione di strutture e concrete iniziative idonee a perseguirlo effettivamente.<br />
Avendo l&#8217;abuso sessuale leso in maniera immediata e diretta gli scopi e le finalitÃ  assunti statutariamente, il Comune lo stesso possedeva un&#8217;autonoma legittimazione a costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno in tutti i procedimenti riguardanti i fenomeni di violenza sessuali commessi in danno di donne nel territorio comunale.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>CiÃ² premesso, anche per la prevenzione e la repressione delle violazioni delle norme poste a tutela della libertÃ  di determinazione della donna Ã¨ configurabile in capo al Comune (che, rispetto al territorio in cui il fatto Ã¨ commesso, ha una stabile relazione funzionale ed ha inserito tale tutela tra i propri scopi, primari e autonomi) la titolaritÃ  di un diritto soggettivo e di un danno risarcibile, individuabile in ogni lesione del diritto stesso, sicchÃ¨ esso Ã¨ legittimato alla costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni morali e materiali relativi all&#8217;offesa, diretta e immediata, dello scopo sociale.<br />
Nella specie, tra gli scopi primari e autonomi del Comune di Roma rientra, secondo lo Statuto adottato (che, in forza del T.U. comma 1, Ã¨ un atto normativo atipico), la promozione dello sviluppo economico, sociale e culturale della comunitÃ  locale con particolare riferimento alla condizione giovanile e femminile (art. 2 (Principi programmatici) comma 5).<br />
Il Comune, inoltre, si Ã¨ proposto di garantire le pari opportunitÃ  per le donne&#8230; di curare il perseguimento dell&#8217;obiettivo adottando un codice di comportamento che assicuri un clima di pieno e sostanziale rispetto reciproco tra uomini e donne, con particolare attenzione all&#8217;eliminazione delle situazioni di molestie sessuali (art. 4 (Azioni positive per la realizzazione della paritÃ  tra i sessi) comma 2, lettera e).<br />
Per l&#8217;attuazione della previsione statutaria Ã¨ stato costituito, come accertato in sede di merito, un apposito ufficio dipartimentale con l&#8217;assunzione d&#8217;iniziative concrete tendenti a perseguire l&#8217;obiettivo di contrastare fenomeni d&#8217;aggressione alla realtÃ  femminile e sono state investite risorse economiche per fare affermare una cultura femminile autonoma con l&#8217;affidamento di un immobile a un consorzio di associazioni femminili e con l&#8217;istituzione di un centro comunale di accoglienza per donne vittime di violenza.<br />
In tal modo, il Comune ha normativamente trasformato interessi generici e diffusi dei cittadini rappresentati in propri interessi specifici e in oggetto peculiare delle proprie attribuzioni e dei suoi compiti istituzionali, donde la configurabilitÃ  in capo ad esso di un interesse concreto alla salvaguardia di una situazione storicamente circostanziata divenuta suo scopo primario ed elemento costitutivo.<br />
<strong>Quindi, gli abusi sessuali ledono non solo la libertÃ  morale e fisica della donna, ma anche il concreto interesse del Comune di preservare il territorio da tali deteriori fenomeni avendo lo stesso posto la tutela di quel bene giuridico come proprio obiettivo primario.</strong><br />
<strong>Dalla frustrazione delle finalitÃ  e degli scopi dell&#8217;ente puÃ² conseguire un danno economico diretto per le diminuzioni patrimoniali eventualmente subite dagli organi comunali predisposti per alleviare i traumi delle vittime di abusi sessuali, sicchÃ¨, dovendosi ritenere il Comune ente esponenziale del suddetto interesse, lo stesso Ã¨ legittimato, come tale, a costituirsi parte civile nel processo penale</strong>, ai sensi dell&#8217;art. 185 c.p. e art. 74 c.p.p..<br />
<strong>Inoltre, Ã¨ configurabile in capo al Comune un danno morale per la lesione dell&#8217;interesse perseguito di garantire la libertÃ  di autodeterminazione della donna e la pacifica convivenza nell&#8217;ambito comunale, beni sociali statutariamente individuati come oggetto specifico di tutela.</strong></p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2009/10/27/due-comuni-due-misure/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In difesa dell&#8217;uomo Mesiano</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/10/18/in-difesa-delluomo-mesiano/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2009/10/18/in-difesa-delluomo-mesiano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 13:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1986</guid>
		<description><![CDATA[Addendum (19 ottobre 2009): In calce, il video di Brachino che rettifica, almeno parzialmente, il servizio, Ã¨ da vedere e da apprezzare per la sua onestÃ  intellettuale. Certo, continua a difendere il suo punto di vista che non Ã¨ in accordo col mio; ma siamo nel campo delle opinioni, nel quale la discussione Ã¨ il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Addendum (19 ottobre 2009)</strong>: In calce, il video di Brachino che rettifica, almeno parzialmente, il servizio, Ã¨ da vedere e da apprezzare per la sua onestÃ  intellettuale. Certo, continua a difendere il suo punto di vista che non Ã¨ in accordo col mio; ma siamo nel campo delle opinioni, nel quale la discussione Ã¨ il miglior fertilizzante. E allora ben vengano le discussioni, una volta recisa la gramigna degl&#8217;insulti.<br />
In calce al pezzo, il video.</p>
<p>***</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="/wp-content/uploads/2009/10/sqym3isy2qohlitfs1."></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="/wp-content/uploads/2009/10/sqym3isy2qohlitfs1." type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br />
Quando si parla di conflitto d&#8217;interessi, di sproporzionata concentrazione di media e potere nelle mani d&#8217;un solo individuo, spesso il discorso inciampa nel nome di Silvio Berlusconi. Non Ã¨ un caso, ovviamente; d&#8217;altronde, star qui a parlarne dell&#8217;altro in maniera descrittivista sarebbe uno spreco di tempo per me, a scriverlo, e per voi, nel leggerlo. Come diceva Moretti ne <em>Il caimano</em>, chi vuole sapere, ormai sa; e chi non sa, Ã¨ perchÃ© non vuol sapere. Non sono del tutto convinto della assoluta veridicitÃ  della frasetta apodittica, ma sicuramente si approssima alla realtÃ .<br />
Quello che risulta essere piÃ¹ utile Ã¨ l&#8217;analisi di un&#8217;applicazione di quest&#8217;abnorme concentrazione di media e potere: la vicenda dell&#8217;inverecondo servizio Â«giornalisticoÂ» andato in onda sulla trasmissione di Canale 5 (Mediaset, dunque) <em>Mattino 5</em> e riguardante il giudice del Tribunale civile di Roma Raimondo Mesiano, Â«colpevoleÂ» di aver reso una sentenza di condanna in primo grado nei confronti di Fininvest di cui tutti ormai conosciamo sommariamente portata ed entitÃ .</p>
<p>Questo lo schema retorico: Brachino mostra una pagine de <em>Il Giornale</em>, edito dal gruppo Berlusconi, in cui si dileggia il giudice  perchÃ© avrebbe ricevuto una promozione dal CSM che viene giudicata immeritata o almeno incongrua, quasi come premio per la sentenza (ignorando che <a href="http://www.csm.it/comunicati%20stampa/CommStampa.php?idcomuni=144">i procedimenti di promozione del CSM durano mesi</a> e non sono poi cosÃ¬ rari) e definendolo uomo dalla vita piena di stranezze (senza sostanziarlo con dati oggettivi: e sÃ¬ che comportamenti stravaganti da parte dei giudici <a href="http://news2000.libero.it/primopiano/pp3063.html">se ne son visti</a>); poi, <em>traendo forza da quell&#8217;articolo</em>, mostra un servizio che, a suo dire, confermerebbe le stranezze di quest&#8217;uomo.<br />
<em> Un indizio Ã¨ un indizio, un paio d&#8217;indizi fanno quasi una prova</em>: questo Ã¨ lo schema retorico. Peccato che il punto primario d&#8217;assurditÃ  della vicenda sia l&#8217;identitÃ  della proprietÃ  dei due media: la persona che Ã¨ stata dichiarata soccombente nel giudizio civile per 750 milioni di euro. E a questo punto, un paio di dubbietti circa la neutralitÃ  giornalistica di questo combinato disposto dei media dovrebbe sorgere, quantomeno nello spettatore piÃ¹ avveduto; il che, purtroppo, Ã¨ da escludersi a priori, visto il pubblico di riferimento di un programma quale <em>Mattino 5</em>. E non a caso il lessico usato nell&#8217;infame servizio Ã¨ semplicistico e scandalistico, con la voce peperina della giornalista che sottolinea, con tanto di musichettina degli <em>Aerosmith</em>, le Â«stravaganzeÂ» di quest&#8217;uomo. Che, nell&#8217;ordine, sarebbero: fumare una sigaretta per strada; camminare, nell&#8217;attesa del proprio turno alla tonsura, avanti e indietro di fronte alla porta del barbiere; fermarsi vicino ad un attraversamento pedonale per accendersi una sigaretta; sedersi in una panchina pubblica; avere dei calzini turchesi.<br />
Un attacco alla persona tanto pedestre quanto vergognoso.<br />
Il punto Ã¨ quello sollecitato da menti illustri della nostra attualitÃ : non si puÃ² pagare con l&#8217;offesa personale un&#8217;azione professionale. Se il giudice, come ufficio, emette una sentenza, l&#8217;ordinamento giuridico ha giÃ  previsto i mezzi di ipotetica censura o comunque di gravame nei confronti delle sue statuizioni giuridiche: il soccombente propone appello e la palla passa ad un altro (o piÃ¹) giudice-persona fisica, che valuterÃ  la correttezza della sentenza modificandola, se del caso, secondo giustizia. Ma <em>mai</em> potrÃ  esprimere una critica nei confronti del primo giudice-persona fisica, perchÃ© non Ã¨ stato quell&#8217;aspetto della sua personalitÃ  a scrivere la sentenza, bensÃ¬ il giudice come ufficio. Non si tratta del sig. Tizio, ma del dott. Tizio. Addirittura, l&#8217;ordinamento giuridico predispone i mezzi di punizione del singolo giudice laddove l&#8217;errore si marchiano: <a href="http://www.csm.it/pages/civile.html">Ã¨ prevista la punizione economica del magistrato nei casi estremi</a>. Per cui, la stessa legge prevede le forme e i casi di aggressione del giudice-uomo quando il giudice-ufficio sbaglia clamorosamente (o dolosamente).<br />
Quando, agli occhi dell&#8217;offensore, questi due aspetti ben distinti artatamente si mescolano fino all&#8217;indifferenziazione, Ã¨ allora che si travalica un confine inviolabile, che sposta l&#8217;asticella del limbo della democrazia una tacca piÃ¹ in basso.<br />
Nel 326 a.C. in Roma la <em><a href="http://webu2.upmf-grenoble.fr/Haiti/Cours/Ak/Leges/poetelia_papiria.html">lex Poetelia Papiria de nexis</a></em> imponeva il divieto di costrizione fisica del debitore ad opera del creditore per i debiti non soddisfatti, sancendo un limite sacro e rivoluzionario assieme: il corpo dell&#8217;uomo non abbia a patire conseguenze di sbagli che la mente (intesa come volontÃ ) compie. Parimenti oggi, l&#8217;uomo Mesiano non deve pagare col proprio corpo e la propria onorabilitÃ  privata ciÃ² che il giudice Mesiano ha fatto, tantomeno se, come pare, non ha compiuto alcuno sbaglio.<br />
E se la forma piÃ¹ radicale di protesta che un&#8217;opposizione civile ancor prima che politica sa organizzare Ã¨ quella di <a href="http://twitter.com/dariofrance/status/4963463010">mettersi i calzini turchesi</a> a difesa dell&#8217;uomo Mesiano, allora siamo messi male.<br />
Tanto piÃ¹ che i calzini turchesi sono il legante piÃ¹ proprio â€” lo dice uno che, modestia a parte, conosce l&#8217;eleganza â€” fra i pantaloni blu e i mocassini bianchi.</p>
<p>***</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" width="640" height="390"><param name="movie" value="/wp-content/uploads/2009/10/z_adv_player.swf"></param><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param value="autostart=false&amp;keyT=Ce,.Ã Mp kaÃ¬o:.B:vtlx,pÃ Ã©qÃ¨stuvi&amp;key=.iÃ¬(ccwqeafiweÃ ?r.esÃ¨p@dajt:p@ek,v;_Ã¹yqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?Ã²03ex04&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2009/brac191009.flv&amp;repeat=false&amp;logo=1&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;" name="flashvars"><embed src="/wp-content/uploads/2009/10/z_adv_player.swf" allowScriptAccess="always"  type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="390" flashvars="autostart=false&amp;keyT=Ce,.Ã Mp kaÃ¬o:.B:vtlx,pÃ Ã©qÃ¨stuvi&amp;key=.iÃ¬(ccwqeafiweÃ ?r.esÃ¨p@dajt:p@ek,v;_Ã¹yqvmjnita-q,pRve Mfeti?aus=agl?01c'02?Ã²03ex04&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2009/brac191009.flv&amp;repeat=false&amp;logo=1&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2009/10/18/in-difesa-delluomo-mesiano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La pronuncia della Consulta for dummies</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/10/07/la-pronuncia-della-consulta-for-dummies/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2009/10/07/la-pronuncia-della-consulta-for-dummies/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 19:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1984</guid>
		<description><![CDATA[Visto che il tema Ã¨ troppo contiguo alla mia occupazione professionale, non posso non parlarne; brevemente, perchÃ© â€” e per fortuna â€” di parole sul punto, qualche volta pure interessanti, se ne stanno investendo molte in queste ore. La Corte costituzionale ha dichiarato l&#8217;incostituzionalitÃ  della legge n. 124 del 2008, meglio conosciuta col nome giuridicamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che il tema Ã¨ troppo contiguo alla mia occupazione professionale, non posso non parlarne; brevemente, perchÃ© â€” e per fortuna â€” di parole sul punto, qualche volta pure interessanti, se ne stanno investendo molte in queste ore.</p>
<p>La Corte costituzionale ha dichiarato l&#8217;incostituzionalitÃ  della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Alfano">legge n. 124 del 2008</a>, meglio conosciuta col nome giuridicamente errato e giornalisticamente semplificativo di Â«lodo AlfanoÂ», per contrarietÃ  agli articoli 3 (uguaglianza sostanziale dei cittadini di fronte alla legge) e 138 (forma delle leggi costituzionali). In assenza di motivazioni, che si spera vengano pubblicate presto, si puÃ² solo desumere quel che pare logico all&#8217;uomo di buon senso, e cioÃ¨ che una legge che esenti alcuni cittadini, benchÃ© aventi rilevanza pubblica e di governo eccezionale, dal rispondere alla giustizia penale non solo per i reati commessi nell&#8217;esercizio delle loro funzioni istituzionali (immunitÃ  ragionevole e condivisibile), ma per <em>qualunque</em> tipo di reato penale commesso, viola il principio di uguaglianza dei cittadini; inoltre, da un punto di vista di forma legislativa, una legge che intenda modificare la Costituzione deve essere promulgata attraverso un <em>iter</em> piÃ¹ laborioso e con maggioranze qualificate, proprio per assicurare che ogni emendamento costituzionale sia <em>condiviso fra le varie forze parlamentari</em>, che â€” lo ricordo â€” <em>rappresentano il popolo</em>, contrariamente alle leggi ordinarie le quali, per converso, possono essere frutto addirittura di Â«prove di forzaÂ» dell&#8217;esecutivo, essendo prassi (odiosa) dei nostri giorni Â«blindareÂ» le votazioni parlamentari con l&#8217;odioso ricorso al voto di fiducia.</p>
<p>Quanto all&#8217;analisi politica della vicenda, ritengo doloroso, dissacrante e quantomai aderente ai sofismi di Berlusconi e dei <em>berluscones</em> l&#8217;argomentazione per cui visto che mr. B. (nomignolo che sentiremo ritirar fuori spesso, nei mesi a venire&#8230;) Ã¨ stato votato dalla maggioranza degli elettori, allora puÃ² fare il cazzo che gli pare; chiunque si dovesse mettere sulla sua strada, foss&#8217;anche il guardiano delle leggi, Ã¨ Â«di sinistraÂ», quasi fosse un insulto. Nelle <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/dirette/sezioni/politica/alfano-lodo/lodo-alfano-7ott/index.html">icastiche parole</a> del ministro Gelmini: Â«La Corte costituzionale ha emesso una sentenza politica. Alla maggioranza dei cittadini italiani Ã¨ chiaro che la Consulta ha smesso di essere un organo di garanzia ed Ã¨ oggi diventata una parte politicaÂ». Lo schema Ã¨ chiaro: basta dargli torto per guadagnarsi la nomea di fazioso. Ripeto: foss&#8217;anche la Corte costituzionale, che si muove in base al documento che fonda la Repubblica italiana.</p>
<p>E ora Berlusconi, nello spaesamento piÃ¹ totale, tira pugni â€” e son pugni dotati d&#8217;una certa forza â€” verso chicchessia: il Capo dello Stato? Sappiamo da che parte sta. La Corte costituzionale? Faziosa. Io governo <em>ad libitum</em> facendo ciÃ² che voglio, nella vita pubblica e privata, perchÃ© ho i voti degl&#8217;italiani. No, Berlusconi: lei ha guadagnato, alle urne, il diritto-dovere di governare questo dannatissimo Paese, ricevendo la libertÃ  di decidere le opzioni politiche per fronteggiare i (tanti) problemi che ci affliggono; ma della gestione dei suoi affari privati, laddove cozzino contro le leggi del nostro Stato, lei dovrÃ  risponderne â€” come tutti â€” di fronte ai tribunali. E valuterei anche l&#8217;opzione di dimettersi dalla eminentissima posizione di governo che ricopre, chÃ©, rappresentando tutti gl&#8217;italiani e non solo chi l&#8217;ha votata, non sembra rispettoso nei nostri confronti. I precedenti non mancano (un nome? Olmert.), e probabilmente â€” visto che la giusta punizione giudiziaria Ã¨ dietro l&#8217;angolo e lei lo sa â€” potrebbe guadagnarne in immagine.</p>
<p>Non ho detto grandi cose, ma mi faceva piacere scriverle, chÃ© il momento Ã¨ solenne.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2009/10/07/la-pronuncia-della-consulta-for-dummies/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Due campane</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/03/26/due-campane/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2009/03/26/due-campane/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 11:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[definizione]]></category>
		<category><![CDATA[deontologia]]></category>
		<category><![CDATA[Foramiti]]></category>
		<category><![CDATA[futurismo]]></category>
		<category><![CDATA[Marinetti]]></category>
		<category><![CDATA[retorica]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1894</guid>
		<description><![CDATA[Come ben sapete, gli avvocati si somigliano in tutti i paesi. Sono esseri intimamente legati a tutto ciÃ² che Ã¨ meschino, futile&#8230;Sono spiriti che vedono soltanto il piccolo fatto quotidiano e che sono assolutamente incapaci di agitare le grandi idee generali, di concepire gli urti e le fusioni delle razze, nÃ© il volo fiammeggiante dell&#8217;ideale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Come ben sapete, gli avvocati si somigliano in tutti i paesi. Sono esseri intimamente legati a tutto ciÃ² che Ã¨ meschino, futile&#8230;Sono spiriti che vedono soltanto il piccolo fatto quotidiano e che sono assolutamente incapaci di agitare le grandi idee generali, di concepire gli urti e le fusioni delle razze, nÃ© il volo fiammeggiante dell&#8217;ideale sull&#8217;individuo e sui popoli. Sono mercanti d&#8217;argomenti, cervelli prostituiti, botteghe di idee sottili e di sillogismi cesellati.</p>
<p>â€” Filippo Tommaso Marinetti, <a href="http://www.futurismo.altervista.org/manifesti/controAmoreeParlamentarismo.htm"><em>Contro l&#8217;amore e il parlamentarismo</em></a>, 1915</p></blockquote>
<blockquote><p>Per adempiere a tali funzioni <em>(quelle proprie dell&#8217;avvocato) </em>Ã¨ d&#8217;uopo primieramente che l&#8217;avvocato sia fornito di talenti e di qualitÃ  che non sono del tutto comuni agli uomini. Bisogna ch&#8217;egli sia stato bene preparato nella prima etÃ  ad uno studio che esige molte cognizioni preliminari. (&#8230;) Fa mestieri altresÃ¬ ch&#8217;egli abbia una vasta intelligenza e fino criterio e per far l&#8217;applicazione delle regole e dei pincipi ai casi particolari. Oltre le qualitÃ  della mente sono necessarie anche quelle del cuore: un generoso sacrificio dei piaceri e della libertÃ ; un coraggio proprio a superare gli ostacoli; uno zelo ardente nel difendere l&#8217;innocente, l&#8217;infelice, l&#8217;orfanello, la vedova, l&#8217;indigente; una nobile fermezza nel tener sempre il linguaggio della veritÃ ; e principalmente un disinteresse a tutta prova, affinchÃ© nulla possa alterare la grandezza del suo animo, sono le qualitÃ  che rendono l&#8217;avvocato degno di una stima assai piÃ¹ grande di quella che meritavano i greci e i romani oratori.</p>
<p>â€” Francesco Foramiti, in <em>Enciclopedia legale</em>, vol. I; voce <em>Avvocati</em>, Venezia 1838</p></blockquote>
<p>Chi dei due detestava il padre, avvocato, e chi era un grande professionista dei suoi tempi?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2009/03/26/due-campane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brevissima nota</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/02/08/brevissima-nota/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2009/02/08/brevissima-nota/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 20:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>
		<category><![CDATA[334/2008]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Eluana Englaro]]></category>
		<category><![CDATA[ordinanza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1802</guid>
		<description><![CDATA[Sto studiando gl&#8217;incartamenti giurisprudenziali per scrivere un articolo giuridico sul caso della signora Englaro, da pubblicare qui su queste pagine, come promesso e come richiestomi da qualche lettore. Per chi dovesse leggere i documenti ufficiali, la verità s&#8217;appaleserebbe senza indugio alcuno: le Corti sono state sommamente chiare, dando inoltre molti spunti di riflessione. Quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto studiando gl&#8217;incartamenti giurisprudenziali per scrivere un articolo giuridico sul caso della signora Englaro, da pubblicare qui su queste pagine, come promesso e come richiestomi da qualche lettore.<br />
Per chi dovesse leggere i documenti ufficiali, la verità s&#8217;appaleserebbe senza indugio alcuno: le Corti sono state sommamente chiare, dando inoltre molti spunti di riflessione. Quello che ha fatto e sta facendo ridere è il Governo; per farvi fare una risata amara (e per giustificare questo altrimenti intuile articolo), guardate cosa sosteneva nel sollecitare una richiesta di pronuncia della Corte costituzionale in ordine al conflitto di poteri (ordinanza n. 334/2008):</p>
<blockquote><p>D&#8217;altro canto, è ben comprensibile che nell&#8217;ambito dei campi dell&#8217;esperienza  umana in cui, come nel caso di cui si tratta, l&#8217;evoluzione medico scientifica  sollevi controverse questioni etico/giuridiche fondamentali, <strong>la risposta del  legislatore</strong> – quale che ne possa essere il verso – <strong>non sia pressoché immediata, ma necessiti di adeguati tempi di riflessione.</strong> (<a href="http://www.ansa.it/documents/1233763091256_EluSentenza_CorteCostituzionale.pdf">fonte</a>, p. 2; enfasi grafiche mie)</p></blockquote>
<p>Questi «adeguati tempi di riflessione», che al tempo dovevano essere lunghi abbastanza per permettere il blocco dell&#8217;esecuzione della sentenza della Cassazione, oggi sono diventati brevissimi (qualcuno della maggioranza politica, forse Gasparri, ha dichiarato che il Popolo della Libertà è pronto a far sedute di notte, se necessario per far approvare, repente, la legge). Con buona pace — e ci tornerò sopra nell&#8217;articolo in questione — della distinzione di <em>ratio</em> fra decreto-legge e legge ordinaria.</p>
<p>Mi fanno schifo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2009/02/08/brevissima-nota/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>O Ã¨ ignorante o Ã¨ in mala fede</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2009/02/03/o-e-ignorante-o-e-in-mala-fede/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2009/02/03/o-e-ignorante-o-e-in-mala-fede/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 20:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>
		<category><![CDATA[arresti domiciliari]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[diritto penale]]></category>
		<category><![CDATA[GIP]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Guidonia]]></category>
		<category><![CDATA[misure cautelari]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[procedura penale]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1791</guid>
		<description><![CDATA[Tertium non datur, per il nostro glorioso, sprezzante della legge Presidente del Consiglio Berlusconi. D&#8217;altronde, la sua manifesta (vera o presunta) ignoranza della legge fa il paio con la costante delegittimazione della magistratura: la coerenza non gli manca. Pertanto, quando dichiara (video), sprezzante del pericolo: Occorrerebbe che davvero i giudici applicassero le leggi (fonte) in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tertium non datur</em>, per il nostro glorioso, sprezzante della legge Presidente del Consiglio Berlusconi. D&#8217;altronde, la sua manifesta (vera o presunta) ignoranza della legge fa il paio con la costante delegittimazione della magistratura: la coerenza non gli manca. Pertanto, quando dichiara (<a href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&amp;data=2009/02/03&amp;id=42300&amp;from=studioaperto">video</a>), sprezzante del pericolo:</p>
<blockquote><p>Occorrerebbe che davvero i giudici applicassero le leggi (<a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/violenza-roma-2/berlusconi-guidonia/berlusconi-guidonia.html">fonte</a>)</p></blockquote>
<p>in relazione alla turpe vicenda Â«di GuidoniaÂ» (come l&#8217;hanno rinominata gli scalzacani che si fingono giornalisti oggidÃ¬), quella cioÃ¨ dello stupro di gruppo per il quale, ai <em>fiancheggiatori</em> dei presunti colpevoli, Ã¨ stata applicata la <em>misura cautelare</em> degli arresti domiciliari, il presidente Berlusconi â€” dicevo â€” dice una fregnaccia clamorosa. Credo ormai sia noto a molti â€” ma non certo alle masse che protestano, sanpietrini in mano â€” che le <em>misure cautelari</em> non siano da considerarsi una pena ma, appunto, una <em>cautela</em> che lo Stato decide di prendere in alcuni casi. Ricordo d&#8217;averne <a href="http://www.silenzi.com/2007/06/29/w-basaglia-ma-anche-no/">giÃ  parlato</a>, ma <em>repetita iuvant</em>. E qui mi arrogo la presunzione di citarmi, chÃ© non vale la pena scrivere di nuovo su qualcosa che, rileggendomi, ritengo d&#8217;aver espresso in maniera sufficientemente chiara:</p>
<blockquote><p>le misure cautelari sono quelle che vengono prese, per l&#8217;appunto, per <em>cautelarsi</em> dalla persona indagata, poichÃ© v&#8217;Ã¨ pericolo che essa reiteri il reato che le viene addebitato, o che inquini le prove, o che tenti la fuga. Tali misure sono molteplici nel tipo (ne esistono di Â«personaliÂ», che riguardano le cautele da prendersi avverso un soggetto; e di Â«realiÂ», avverso le cose [sequestri patrimoniali]) e nel numero, e di intensitÃ  differente: si va dal semplice <em>divieto d&#8217;espatrio</em>, passando per l<em>&#8216;obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria</em>, fino agli <em>arresti domiciliari</em> o â€” caso piÃ¹ grave â€” quelli <em>in carcere</em> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Misure_cautelari_personali_coercitive" target="_blank">qui</a>, <em>amplius</em>).</p>
<p>Tali misure non implicano in <em>alcun modo</em> la colpevolezza dell&#8217;indagato (si badi: Â«indagatoÂ», non Â«colpevoleÂ»); con la loro applicazione ci si limita a tutelare l&#8217;integrit- del processo e dei cittadini che potrebbero continuare ad esser lesi dall&#8217;attivitÃ  criminale dell&#8217;indagato (posto che effettivamente vi sia). Ovviamente, tanto piÃ¹ si sale nell&#8217;intensitÃ  della misura cautelare irrogata, tanto piÃ¹ le prove nel senso della pericolositÃ  aumentano; del pari, tanto piÃ¹ aumenta la restrizione a cui Ã¨ sottoposto l&#8217;indagato, e cosÃ¬ tanto piÃ¹ probanti devono essere i fatti che questi possa continuare il reato addebitatogli, che inquini le prove o tenti la fuga.<br />
Secondo la prassi giurisprudenziale, per irrogare <em>addirittura</em> la custodia cautelare in carcere (Â«il massimo della severitÃ Â», per cosÃ¬ dire) le prove devono essere <em>schiaccianti</em>: stiamo parlando, in fin dei conti, di incarcerare una persona <em>senza ancora averla processata</em>. E se fosse dichiarata innocente, magari Â«perchÃ© il fatto non sussisteÂ»? Chi la risarcirebbe di una incarcerazione senza motivo? (<a href="http://www.silenzi.com/2006/06/18/analisi-giuridica-e-morale-della-vicenda-%C2%ABvittorio-emanuele%C2%BB/">fonte</a>)</p></blockquote>
<p>Pertanto, la legge Ã¨ stata assolutamente rispettata, quantomeno in base alle deduzioni dei giudici che hanno ritenuto che i tre pericoli (di fuga, d&#8217;inquinamento probatorio e di reiterazione del reato) fossero adeguatamente scampati coll&#8217;imposizione degli arresti domiciliari.</p>
<p>Berlusconi, laureato in giurisprudenza prima, imprenditore di successo poi, ed infine uomo politico di lungo corso <em>non puÃ² non sapere</em> l&#8217;abiccÃ¬ della procedura penale â€” altrimenti, chi cazzo glielo ha fatto passare, l&#8217;esame di diritto processuale penale? â€”; per cui, non rimane che la menzogna a fini demagogico-politici, arte che â€” e non si puÃ² non riconosceglierla â€” il Nostro ha in abbondanza, e non ne fa certo un uso parco.</p>
<blockquote><p>Credo quindi che, nella coscienza di tutti, devono considerarsi errori quelli del GIP di Roma. (f<a href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&amp;data=2009/02/03&amp;id=42300&amp;from=studioaperto">onte</a>)</p></blockquote>
<p>Dice ancora, commettendo â€” lui sÃ¬, e con cotanto errore grammaticale! â€” un doppio misfatto: considerare Â«erroreÂ» una decisione <em>secundum legem </em>del GIP (al massimo, il giudice puÃ² aver sbagliato a disporre la misura cautelare nel merito, ma non con riguardo alla procedura penale); e poi, confondere la sfera del diritto con quella della morale (Â«nella coscienza di tuttiÂ»). Il giudice <em>non Ã¨ Â«</em>tuttiÂ»; il giudice non decide secondo Â«coscienzaÂ».</p>
<p>Che mondo tristo, quello in cui un <em>quisque de populo</em> ne sa piÃ¹ d&#8217;un Presidente del Consiglio dei Ministri in fatto di giustizia&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2009/02/03/o-e-ignorante-o-e-in-mala-fede/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Im-brat-tatori</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/10/30/1431/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2008/10/30/1431/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 04:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>
		<category><![CDATA[art. 639]]></category>
		<category><![CDATA[CdM]]></category>
		<category><![CDATA[codice penale]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[graffiti]]></category>
		<category><![CDATA[Keith Haring]]></category>
		<category><![CDATA[PdL]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Lungo]]></category>
		<category><![CDATA[tag]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1431</guid>
		<description><![CDATA[Non starò qui ad ammorbarvi molto sul giudizio globale di questo Governo, tanto più che ognuno ha il proprio, e d&#8217;aprire l&#8217;ennesima (inconcludente) discussione sui massimi sistemi politici di buon governo non me ne frega, almeno hic et nunc. Mi fa piacere, invece e tanto, parlare d&#8217;un provvedimentucolo, pur giusto ma la cui tecnica legislativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non starò qui ad ammorbarvi molto sul giudizio globale di questo Governo, tanto più che ognuno ha il proprio, e d&#8217;aprire l&#8217;ennesima (inconcludente) discussione sui massimi sistemi politici di buon governo non me ne frega, almeno <em>hic et nunc</em>. Mi fa piacere, invece e tanto, parlare d&#8217;un provvedimentucolo, pur giusto ma la cui tecnica legislativa non mi pare appropriata. Mi riferisco al «decreto» (legge o delegato? Repubblica non specifica, e la differenza non è da poco) del prossimo Consiglio dei Ministri (venerdì 31), in cui — Berlusconi ce lo ha <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/berlusconi-writers/berlusconi-writers/berlusconi-writers.html">detto</a> — verrà approvata una modifica del codice penale per arginare la deprecabile costumanza dei graffiti che menomano il decoro urbano, soprattutto cittadino. Dovete sapere che, contrariamente a quanto riporta il giornalista di Repubblica (non sappiamo se così imbeccato dagl&#8217;intervistati o di sua fantasia), il reato d&#8217;imbrattamento di beni mobili e immobili è <em>già</em> reato penale; per la precisione, l&#8217;art. 639 disciplina la materia in questo modo:</p>
<blockquote><p>Chiunque, fuori dei casi preveduti dall&#8217;articolo 635 <em>[danneggiamento di cose mobili e immobili, NdA]</em>, deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui e&#8217; punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a lire duecentomila. Nei casi previsti negli articoli 631, 632, 633 e 636 si procede d&#8217;ufficio se si tratta di acque, terreni, fondi, o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico.</p></blockquote>
<p>Sicché, fuor di <em>legalese</em> peraltro comprensibile (l&#8217;articolo, in verità, è frutto di una legge del 1981, quando ancora c&#8217;erano giuristi validi a far le leggi), chi imbratta robe altrui paga un massimo di 100€, e comunque, se trattasi di robe private, è il danneggiato che deve sporgere querela; in caso di robe pubbliche, invece, si procede d&#8217;ufficio.<br />
I rilievi critici: a mio avviso, la norma punisce troppo lievemente, perché il controllo è praticamente inesistente (sarebbe interessante sapere quanti colpevoli sono stati beccati negli ultimi, diciamo, cinque anni); ritengo opportuno un inasprimento della pena, almeno nella sua entità pecuniaria, a scopo generalpreventivo (con tale termine s&#8217;intende lo spauracchio che si prende la popolazione generale al sentir la sonora mazzata che consegue alla trasgressione, e che dovrebbe inibire eventuali futuri rei).<br />
In verità, da ultimo un disegno di legge, presentato da due berlusconiani, giace tra le pieghe dell&#8217;<em>iter</em> parlamentare dal 28 giugno 2008 — disegno di legge che trovo più idoneo: in soldoni (ma potete leggerlo per intero <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&amp;leg=16&amp;id=303178">qui</a>), lo scavezzacollo grafomane si becca una multa fino a cinquemila euro (pena adeguata a farli scagazzare) e, in teoria, «fino a diciotto mesi di reclusione». Ovviamente, la galera mi pare misura esagerata; vedrei bene un bel braccialetto elettronico che lo costringe in casa per un mesetto, magari; ma il nostro ordinamento è privo di tali pene, ignorate del tutto dai nostri governanti, presenti e passati.</p>
<p>In definitiva, a me dà un po&#8217; al cazzo vedere le fermate della metro di Roma ridotte a cessi dell&#8217;autogrill, come testimonia l&#8217;<em>interessantissimo ed originalissimo </em>servizio fotografico fatto alla fermata di Ponte Lungo (metro A) che mostro di seguito, tanto più — e mi pare l&#8217;argomento definitivo — se già i graffiti (in senso <a href="http://images.google.com/images?q=keith+haring&amp;hl=en&amp;sourceid=mozilla-search&amp;start=0"><em>haringhiano</em></a>) non sono proprio il massimo, in un contesto caotico e multiautorale, vergognose sono le cosidette <em>tag</em>, le «firme» di sconosciuti deficienti che desiderano affermare un sé originale che, ovviamente, è del tutto assente:</p>
<p><a href="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/10/img_0033_2.jpg" rel="lightbox"><img class="alignnone size-medium wp-image-1432" title="Ponte Lungo I" src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/10/img_0033_2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2008/10/2984129515_b2e05cfc7f.jpg" alt="IMG_0031_2" /></p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2008/10/2984131249_7767bfb3e3.jpg" alt="IMG_0035" /></p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2008/10/2984131969_d0637da1f4.jpg" alt="IMG_0038_2" /></p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2008/10/4cm864.jpg" alt="" /></p>
<p>Ops, quest&#8217;ultima non viene da Ponte Lungo, ahimè&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2008/10/30/1431/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/07/24/due-parole-sul-cd-lodo-alfano/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2008/07/24/due-parole-sul-cd-lodo-alfano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 04:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>
		<category><![CDATA[cariche]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[eguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[immunitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[incostituzionalitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[lodo Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[reati comuni]]></category>
		<category><![CDATA[reati funzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=1175</guid>
		<description><![CDATA[Il discorso è semplice, molto semplice se ridotto all&#8217;osso, come si dovrebbe fare per ogni problema che sembra, prima facie, spinoso ed ingarbugliato: Silvio Berlusconi, e le altre tre cariche rubricate come «inattaccabili» dalla legge sull&#8217;immunità per reati comuni, non è più un cittadino come tutti gli altri, come Costituzione democratica, e semplice Senso Comune, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso è semplice, molto semplice se ridotto all&#8217;osso, come si dovrebbe fare per ogni problema che sembra, <em>prima facie</em>, spinoso ed ingarbugliato: Silvio Berlusconi, e le altre tre cariche rubricate come «inattaccabili» dalla legge sull&#8217;immunità per reati comuni, non è più un cittadino come tutti gli altri, come Costituzione democratica, e semplice Senso Comune, vorrebbero fosse.</p>
<p>Che poi, il discorso è un filino più complesso di così — termini nei quali pure la questione si può riassumere e il ginepraio falciare — perché coinvolge qualche piccolo concetto giuridico: Berlusconi, al netto di questo <em>monstrum</em> giuridico, è <em>già</em> protetto per i reati c.d. funzionali, cioè per quelli che eventualmente dovesse compiere nell&#8217;esercizio delle sue funzioni di Presidente del Consiglio. Perché? Per una tutela della sua funzione pubblica, in quanto potrebbe doversi trovare a compiere dei reati per il bene comune; pertanto, dovrebbe essere teoricamente libero, in casi estremi, di «peccare» per il bene maggiore, per salvare tutti noi. Ovviamente, si capisce che se poi il suddetto presidente dovesse uscire per strada e rapinare una vecchietta, nulla di buono in tasca verrebbe al popolo, ricadendo la colpa — e il tentato guadagno derivante dallo scippo — solo su d&#8217;egli stesso, senza alcun coinvolgimento della comunità dei cittadini; per questo dunque, non si capisce perché «scusarlo».</p>
<p>E invece la legge approvata martedì condona, alle quattro alte cariche (che sono, a proposito: Presidente della Repubblica; del Consiglio; della Camera; del Senato), proprio questi ultimi, i reati comuni: pertanto — poniamo — se il PresDelCons tratta la RAI, nella persona di un dirigente qualsivoglia, come <em>res privata</em>, o se corrompe un testimone con 600.000 dollaroni, allora non potrà comunque essere giudicato, «in nome dell&#8217;investitura che il popolo gli ha conferito con il voto» — questo il disco rotto continuamente riprodotto da B.; come se il popolo provasse piacere ad affidare le sorti del Paese ad un potenziale corruttore. O come se la preferenza di qualcuno, e il conseguente affidamento di un lavoro, lo esonerasse dalle proprie resposabilità penale. Se domani mi dovessero assumere da qualche parte, forse che il mio datore di lavoro, con l&#8217;assunzione, intedesse implicitamente dare il beneplacito per qualunque reato dovessi commettere? O piuttosto mi caccerebbe a calci in culo, se derubassi la vecchietta?<br />
Sì, perché io mi chiedo questo: quanti, di quelli che lo hanno votato, lo voterebbero ancora / lo avrebbero votato, sapendolo un delinquente (laddove ciò venisse provato, scenario che ora non potrà che esistere fra qualche anno)?</p>
<p>Insomma, capite il gioco? B. potrebbe essere colpevole, e per questo condannato per reati gravi e in alcun modo afferenti alla sua funzione pubblica; e siccome questo — il fatto d&#8217;andare in galera, dico — potrebbe interferire un attimino con la sua attività di governante, e quindi indirettamente «ledere» il bene del Paese — come farebbe, questo Paese, a stare senza un Presidente del Consiglio delinquente? —, allora si fa una bella leggina che procrastina il momento del giudizio a cose fatte.</p>
<p>Tra l&#8217;altro — e chiudo — la legge è così <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/giustizia-5/appello-costituzionalisti/appello-costituzionalisti.html">spudorata</a> che oltre a violare il principio <em>costituzionale</em> di totale eguaglianza, formale e sostanziale, di tutti i cittadini di fronte alla legge (art. 3 Cost.), l&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale (112) per la quale non può spettare alla legge mettere un freno ad alcuni processi, visto che tutti devono essere celebrati con la stessa solerzia, questa essendo dosata dai giudici (sennò, che li paghiamo a fare?), il principio della ragionevole durata del processo (111), è così vergognoso che non prevede manco una deroga per i reati in flagranza, cioè quelli più spudorati: talché se pure un domani beccassimo un Berlusconi o un Fini qualunque rubare la borsetta alla vecchia, ciononostante il relativo processo potrebbe essere celebrato solo dopo anni; e comunque, questa legge permetterebbe loro di governare il Paese <em>tamquam non esset</em>, beccandoci noi un presidente evidentemente reo. E&#8217; certo un caso limite — <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi#Edilizia">un altro</a> potrebbe essere quello di un presidente che, d&#8217;accordo con l&#8217;avvocato di una giovanissima ereditiera, le acquistasse una tenuta nel nord Italia ad un prezzo totalmente fuori mercato — ma v&#8217;immaginate voi, se non altro, che figura potremmo farci all&#8217;estero?</p>
<p>E ancora: nonostante le bocche disinformate sostengano che questo tipo d&#8217;immunità riguardi «tutti i Paesi civili», essa è presente nelle <em>costituzioni</em> (e quindi non in una legge ordinaria!) greca, portoghese, israeliana e francese (ma in quest&#8217;ultima solo per il Presidente della Repubblica), e comunque mancando in ogni ordinamento giuridico che abbia un assetto governativo come il nostro. Altra anomalia, insomma.</p>
<p>Io dico: ma con quale cazzo di faccia si può apprendere di una legge così vergognosa e stare zitti? Con quale affossamento del senso civico (laddove ne avevate da prima) scendete a patti, voi che la difendete?</p>
<p>Ai vostri commenti, l&#8217;ardua sentenza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2008/07/24/due-parole-sul-cd-lodo-alfano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EMI vs MP3tunes: sul diritto a possedere la propria musica</title>
		<link>http://www.silenzi.com/2008/04/25/my_first_post_template-3/</link>
		<comments>http://www.silenzi.com/2008/04/25/my_first_post_template-3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 04:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Minciotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo pazzo pazzo mondo giuridico]]></category>
		<category><![CDATA[diritto d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[EMI]]></category>
		<category><![CDATA[locker]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Robertson]]></category>
		<category><![CDATA[mp3tunes]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Universal]]></category>
		<category><![CDATA[Vivendi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silenzi.com/?p=951</guid>
		<description><![CDATA[This is the excerpt of your first post template...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agenziaradicale.com"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.silenzi.com/wp-content/uploads/2008/04/testa.gif" alt="Logo Agenzia radicale" width="445" height="72" /></a>Questi anni — i primi veri anni di Internet per tutti, o quasi — sono, e saranno in prospettiva, fondamentali per la ridefinizione del diritto di proprietà; di un diritto di proprietà che tenga finalmente conto della digitalizzazione delle opere, e che bilanci effettivamente il diritto dell&#8217;autore ad essere ricompensato per la propria creazione, e dell&#8217;utente che la possa fruire in tutta l&#8217;estensione ad egli consentita dalla tecnologia.</p>
<p>In questo senso, vale la pena di riferire della causa legale intentata dal gigante discografico EMI nei confronti della giovane azienda MP3tunes, fondata da una vecchia conoscenza della musica digitale, Michael Robertson, già creatore, nel 1997, di uno dei primi negozi in linea di musica, mp3.com, poi ceduto alla Vivendi Universal nel 2001 per 372 milioni di dollari. L&#8217;oggetto della tenzone legale è così riassumibile: la società di Robertson fornisce un servizio di immagazzinamento della musica digitale dell&#8217;utente, ospitandola presso i propri server, e proteggendone l&#8217;accesso con una password personale. Ma non è solo questione di effettuare una copia di sicurezza della propria musica, tutt&#8217;altro: considerata l&#8217;enorme mole di dispositivi capaci di connettersi ad Internet (computer fissi e portatili; cellulari; consolle, ecc), da ciascuno di questi ci si può collegare ad MP3tunes.com, inserire la propria password ed ascoltare in diretta la propria musica, senza che ci siano vincoli fisici nella fruizione. Insomma: se il bello del digitale è che si è eliminato il supporto fisico su cui la musica è immagazzinata, il bello dell&#8217;idea commerciale di Robertson è eliminare del tutto questo vincolo dalla fisicità del proprio computer o del proprio iPod.</p>
<p>Ebbene, questo servizio è ritenuto dalla EMI illegale, per supposta violazione del diritto d&#8217;autore. Questo, nonostante vi sia un&#8217;assenza totale di riferimenti alla possibilità di condividere la musica contenuta nel proprio «armadietto» (music locker, così MP3tunes chiama il proprio servizio) con chicchessia, ed esistano decine di altri grandi nomi dell&#8217;informatica che offrono servizi analoghi nei contenuti ma dalla tensione morale alla condivisione (ad esempio Skydrive, un servizio in linea di Microsoft, ha come motto «condividi i tuoi file col mondo intero!»); condivisione che si prospetta giuridicamente come una violazione del diritto d&#8217;autore, perché il soggetto che accedesse alla fruizione dei brani dell&#8217;utente che ha acquistato quella musica, se la godrebbe senza averla pagata — e tralasciando per un&#8217;attimo l&#8217;implicazione pre-giuridica della disposizione dei propri beni, che sicuramente ricomprende il prestito per l&#8217;ascolto della propria musica a chicchessia, senza per questo doverne rendere conto alla casa discografica titolare dei diritti, o ad un giudice.</p>
<p>A personalissimo giudizio dello scrivente, l&#8217;accusa di EMI non regge (e non sarebbe giusto che lo facesse) in un&#8217;aula di tribunale: non di lotta alla pirateria si tratta in questo caso, ma di semplice diritto personale dell&#8217;utente a tutelare i propri beni, salvandone una copia di sicurezza presso una società che fornisce questo servizio per mestiere (con più offerte che spaziano dalla gratuità completa ad un abbonamento annuale di qualche decina di euro), e dell&#8217;altrettanto sacrosanto diritto a fruirne dove e come più gli aggradi, senza vincoli fisici e nel rispetto della logica del digitale, prezioso ed insostituibile proprio perché si propone di eliminare il vincolo spaziale fra l&#8217;informazione e l&#8217;utente.<br />
In questi anni di accesso delle masse ad Internet, le case discografiche hanno dimostrato e dimostrano continuamente una prepotenza non giustificabile come inalienabile diritto alla tutela dei propri beni e delle proprie fonti di guadagno, ma inquadrabile come vero e proprio attacco preventivo a tutto tondo a chiunque — anche solo lontanamente — possa mettere in discussione il diritto d&#8217;autore dell&#8217;epoca fisica, palesemente inadeguato nell&#8217;era digitale.</p>
<p>(<a title="agenziaradicale.com" href="http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4440&amp;Itemid=59"><em>Agenzia radicale</em></a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silenzi.com/2008/04/25/my_first_post_template-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

